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Le confessioni

Mi chiamo V. , ho 37 anni e sono sposata con P. di due anni più anziano di me.

Il nostro rapporto è sempre stato buono ed intenso, ma anche con alti e bassi, durante i quali io sono sempre stata pronta ad approfittarne per vendicarmi.

La nostra storia dura da molti anni e non sempre è filato tutto liscio, sia per colpa di P. , sia per colpa dei suoi, i quali non mi hanno visto di buon grado, nonostante non avessero nulla da ridire sul mio conto.

Io non riuscivo, tanto facilmente, a contenere l’impeto di P. , il quale si vantava di avere avuto molte esperienze sessuali e che voleva bruciare le tappe con me.

Ma io di esperienze ne avevo avute davvero poche, limitate a qualche bacio e a qualche mano sotto le magliette.

Però una mi aveva segnata, quella con Leo, che abitava vicino a casa mia e che andavo a trovare spesso.

Io ero proprio imbranata e fino a quel punto non avevo avuto contatti ravvicinati con altri ragazzi.

In quel periodo io mi sentivo molto sola, avevo bisogno di aver qualcuno vicino e subito Leo mi parve la persona giusta, in quanto eravamo in confidenza ed abitavamo vicino ed i miei genitori non avrebbero sospettato mai di noi.

Lui era fidanzato ufficialmente, ma questo non mi interessava molto, tanto ero decisa di provare esperienze nuove. In verità ingannavo me stessa dicendomi che andavo da lui perché avevo bisogno di affetto, invece questa era solo una scusa.

Una scusa che ho raccontato a P. , limitandomi a raccontargli solo una parte della verità.

La storia con Leo iniziò uno dei tanti giorni che andai da lui, con la speranza di trovare la possibilità di rimanere da soli.

Un giorno salii nella sua camera da letto, la quale andavo sempre a sistemare in quanto la madre di Leo non poteva occuparsi al meglio di lui.

Trovai Leo ancora a letto, era estate e quindi lui dormiva solo con gli slip ed allora ne approfittai per fermarmi a guardarlo e i miei occhi scivolavano dal suo petto verso il basso.

Il mio sguardo avido si fermò sul suo pube e vidi i suoi slip gonfi e potei ammirare il profilo del suo cazzo duro e grande, il mio cuore batteva all’impazzata e la voglia di toccarlo mi assalì, mi chiesi come mai lo avesse duro in quel modo e pensai che forse stava sognando.

In un attimo sentii la mia figa bagnata e la mie mani tutte bagnate dall’emozione, ma improvvisamente Leo si svegliò, sicuramente aveva architettato il tutto, e mi chiese se mi piaceva ciò che vedevo, io ero talmente presa da quella visione che non risposi subito, non riuscivo e non volevo staccare gli occhi da quello spettacolo che non avevo mai ammirato prima.

Lui insistette e riuscì a catturare la mia attenzione e mi rifece la stessa domanda, io risposi di sì e lui mi chiese di sedermi, io ero frastornata e non capivo più nulla, io obbedii e mi sedetti vicino a lui, si avvicinò al mio viso e sfiorò le mie labbra con le sue, io chiusi gli occhi ma non aprii la mia bocca, intanto lui mi prese una mano e la appoggio sul suo cazzo, io mi ritrassi ma lui con forza lo fece di nuovo.

Io a quel punto capii che lo volevo fare e iniziai ad accarezzarlo, provai una sensazione meravigliosa nel sentire quel membro duro sotto la mia mano, intanto lui ansimava e mi chiedeva di tirarlo fuori dagli slip, io ero timorosa ma lo feci con delicatezza, era la prima volta che prendevo in mano un cazzo, la cosa che mi colpì molto era la morbidezza della pelle che lo ricopriva e la durezza che sentivo sotto di essa, iniziai a muovere la mia mano e sentii la reazione di Leo che dava ormai segni di impazienza, ad un certo punto sentii dei rumori e mi fermai scappando via di corsa.

Tornai a casa con il cuore in gola ed avevo la sensazione che mi si leggesse in viso quello che avevo fatto, non pensai ad altro e mi riproposi di non tornare più da lui.

Invece il giorno dopo mi svegliai con la voglia di tornare da Leo ed infatti nel primo pomeriggio andai, lui mi aspettava in salotto e lessi nel suo sguardo la consapevolezza di avermi in pugno, si alzò dal divano e mi abbracciò forte a sè, io mi abbandonai e sentii il suo corpo aderire al mio in modo perfetto, sentii il suo cazzo duro comprimermi il pube e tanto mi emozionai che stavo quasi per svenire.

Lui mi fece sedere ed iniziò a baciarmi, io contrariamente al giorno prima presi l’iniziativa e appoggiai la mia mano sul suo cazzo che sentivo pulsare sotto i pantaloni che sbottonai con avidità, lo presi in mano e quel membro caldo e duro mi riempiva la mano ed iniziai a muoverla lentamente, ma lui strinse la sua mano alla mia e iniziò a guidare i movimenti.

Nel frattempo mentre mi baciava io mi scioglievo letteralmente e speravo che lui mi toccasse la figa, ma non glielo chiesi.

Leo ansimava sempre più ed iniziai a pensare cosa avrei fatto se lui avesse sborrato, avevo timore di questo, ma la sua mano mi impediva di lasciargli il cazzo enorme, il suo respiro aumentava e mi diceva che ero meravigliosa, io ero estasiata dalla consapevolezza di dargli piacere e speravo che la sua fidanzata non fosse in grado di fargli le sege come me.

Improvvisamente Leo mi disse che stava per godere e poco dopo sentii il suo cazzo pulsare e dalla sua cappella tutta rossa uscì lo sperma, bianco e denso, io guardai il suo cazzo e mi sentii soddisfatta nel pensare di essere riuscita a farlo godere.

Mi pulii e baciandolo andai a casa tutta felice mi sembrava di essere diventata, finalmente, una donna.

La storia andò avanti per qualche mese, durante i quali Leo violò anche la mia figa con le sue dita, dandomi delle sensazioni meravigliose ed intense. Ricordo anche che lui mi chiese di prenderglielo in bocca ma io mi limitai solo a qualche bacio sulla cappella, questo particolare non l’ho mai raccontato a mio marito, il quale sa che mi sono limitata a fare delle seghe soltanto, come non sa che Leo mi leccò anche la figa lasciandomi però un po’ scioccata. Successivamente, dopo aver avuto degli altri ragazzi, conobbi P.

Come dicevo prima il nostro rapporto fu un po’ burrascoso da subito e non mi sentivo molto amata e decisi di guardarmi intorno.

Io ho una sorella più grande di me la quale abitava in un paese di montagna ed ogni tanto la andavo a trovare.

Un capodanno mia sorella mi invitò da lei ed io naturalmente ne approfittai per invitare P. a passare il Capodanno insieme, ma lui stronzo come era non accettò.

Io di carattere sono molto vendicativa ed infatti mi vendicai.

Al cenone in molti mi notarono, in quanto non ero del luogo, infatti un ragazzo iniziò a girami intorno e fece in modo di sedersi vicino.

Entrammo subito in confidenza, si chiamava Andrea, lo conoscevo di vista e pensai che era la persona giusta attraverso la quale farla pagare a P.

Ballammo tutta la sera insieme ed io mi abbandonai completamente a lui e quando mi stringeva sentivo un brivido lungo la schiena.

A mezzanotte brindammo insieme e ci baciammo sulla guancia ma non ci bastava e lui mi invitò a fare una passeggiata, io accettai subito e poco dopo mi ritrovai abbracciata a lui ed a baciarlo intensamente, dopo qualche bacio appassionato ritornammo nel locale e ci promettemmo di incontrarci ancora, pensai che mi ero scordata di P. , ma la cosa non mi dispiaceva affatto.

Infatti con Andrea ci incontrammo altre volte e le pomiciate si fecero molto spinte ed anche a lui feci delle seghe bellissime, particolare che P. non ha mai saputo.

Contrariamente alla storia con Leo ad Andrea feci un pompino, era il primo che facevo, la cosa mi era piaciuta molto, ma l’eventualità di farmi sborrare in bocca mi gelò pertanto sono sicura che non fui molto brava a farlo.

Mi ricordo la mia titubanza nel prenderlo in bocca, ma Andrea mi spingeva la testa verso il suo cazzo ed io non potei resistergli.

Ricordo che lui mi guidava e mi diceva cosa dovevo fare, tenevo gli occhi chiusi ma nella mia mente riuscivo ad immaginare il suo cazzo che entrava nella mia bocca, io scendevo lungo la sua asta ed ogni tanto aprivo gli occhi e vedevo il volto di Andrea dal quale traspariva il piacere, continuai per un po’ al punto che Andrea disse che stava per godere, io mi ritrassi e continuai a fargli una sega fino a quando lui sborrò, io ricordo che misi una mano sopra il cazzo per raccogliere lo sperma che successivamente spalmai sul suo cazzo, l’odore dello sperma era forte e mi pareva che tutta l’aria attorno ne fosse piena.

La storia con Andrea fu breve ma intensa ed ancora adesso la ricordo con molto affetto.

Dopo questa avventura i rapporti con P. migliorarono e constatai che il tradimento è una buona medicina. P. dopo tre anni di fidanzamento partì al militare, il dolore per la lontananza fu molto intenso, ma si sa che il tempo guarisce tutti i mali ed infatti mi abituai a tutto questo.

La preoccupazione maggiore di P. , nel partire, era quella di non poter calmare le mie voglie, in quanto lui diceva sempre “a te piace molto” ed aveva ragione. Il periodo della naia di P. procedeva con tante ansie e con il tempo che non passava mai.

Un giorno andai ad un funerale e alla fine chiesi ad un ragazzo, mio amico di nome Fabrizio, se volevamo andare a farci un giro in macchina, lui naturalmente accettò subito.

Andammo in un bar a bere qualcosa insieme e poi decidemmo di tornare a casa, io ero molto attratta da lui e speravo in cuor mio che lui decidesse di cambiar strada e di fermarsi in un posto appartato.

La mia astinenza dal sesso era oramai troppo lunga e speravo di avere un rapporto con Fabrizio, infatti ero davvero eccitata e proposi di fermarci a fumare un sigaretta, Fabrizio accettò e si fermò in una stradina che portava ad un fiume.

Spense la macchina accendemmo una sigaretta ed iniziammo a parlare, entrammo molto in confidenza e io dissi che mi sentivo molto sola.

Fabrizio era un ragazzo moro molto carino ed io tremavo tutta al solo pensiero di poter toccare il suo corpo e di farmi toccare.

Fabrizio capì che io sarei potuta essere sua e prese coraggio, allungò una mano e la appoggio sulla mia gamba, io ebbi un sussulto e ansimai.

A quel punto Fabrizio si avvicinò e mi strinse a se e mi baciò, io risposi a quel bacio con passione, ci ritrovammo nudi in un attimo, gli sbottonai la camicia ed iniziai a baciargli il petto pieno di peli, gli baciai i piccoli capezzoli e vidi che lui apprezzò moltissimo.

Poi iniziai a scendere e mi fermai sulla sua pancia, infilai la lingua nell’ombelico, intanto vedevo i suoi slip gonfi e sentivo l’odore del cazzo, un odore inebriante e forte che mi piaceva moltissimo, scesi ancora ed appoggiai la mia bocca sul suo cazzo, e da sopra gli slip iniziai a prenderlo in bocca, stringendolo con i denti ed accarezzandogli i coglioni leggermente con una mano andavo lungo la sua asta con le unghie, lui faceva dei salti sul sedile dell’auto, tanto era il piacere che gli davo.

Lui era ormai fuori di giri ed alzava il bacino verso la mia bocca invitandomi a prenderlo in bocca, io volevo ancora giocare con lui e continuai un po’.

Ad un certo punto abbassai gli slip e lo presi in mano, lui ebbe un sussulto e mi spinse la testa sul suo cazzo, io aprii la bocca e lo succhiai con infinito piacere. Iniziai a muovere la testa alternando movimenti veloci a movimenti lenti, capii che lui non avrebbe resistito ancora per molto e mi staccai dal suo cazzo e mi sdraiai sul sedile e gli chiesi di baciarmi.

Lui mi sbottonò la camicetta ed iniziò a giocare con i miei capezzoli, facendomi capire che apprezzava molto il mio seno.

Mi ricordo che stringeva un seno alla volta con le due mani e lo succhiava con avidità portandone più che poteva alla bocca, poi scese ed iniziò a passare un dito sulla mia figa, che era bagnata in un modo meraviglioso, infatti aveva fatto l’alone sugli slip.

Anch’io iniziai a spingere il bacino verso la sua bocca e gli chiesi esplicitamente di leccarmi la figa.

Lui mi tolse gli slip e mi fece mettere a 90 gradi, poi iniziò a toccarmi la figa con dolcezza, io avevo tutta la pelle d’oca e sbrodolavo, la mia voglia era fortissima, intanto lui passava il suo dito iniziando dal canale del mio culo scendendo fino alla mia fessura, poi avvicinò la bocca al mio culo e lo baciò pianissimo quasi sfiorandolo, la sensazione che mi
dette fu estasiante, ormai non capivo più nulla e persi letteralmente la cognizione del tempo.

Poi mi fece distendere di nuovo e iniziò a leccare la mia figa con maestria, ricordo che mi succhiava la clitoride poi scendeva sulle piccole labbra andando su e giù con un ritmo piacevole.

A quel punto io volevo sentire in bocca ancora il suo cazzo e gli chiesi di fare un 69. Mi piaceva questa posizione anche se non riuscivo a concentrarmi del tutto sulla mia figa.

Dopo qualche colpo della mia bocca sul suo cazzo Fabrizio godette, io raccolsi tutto lo sperma nella mia bocca, ma non volevo berlo in quanto il suo sapore troppo forte mi dava fastidio.

Infatti quando ci staccammo subito aprii lo sportello dell’auto e lo sputai fuori scusandomi con lui e lo baciai sulla bocca con passione.

Nonostante non raggiunsi l’orgasmo mi sentii appagata e chiesi a lui di tornare a casa subito in quanto si era fatto tardi.

Anche in questa occasione chiesi a Fabrizio di rivederci.

La sera P. mi telefonò ed io gli dissi che ero uscita con Fabrizio, ma appena glielo accennai lui si arrabbiò tantissimo e cessò la telefonata improvvisamente. In ogni caso avevo già deciso che comunque la verità a P. non gliela avrei detta per non ferirlo, riproponendomi di dirgliela successivamente ma non sono ancora riuscita a farlo.

La storia con Fabrizio fu breve ma intensa, ci rivedemmo ancora ma l’amore completo non lo facemmo mai, in ogni caso gli feci tantissimi pompini.

La cosa che mi piaceva era quella di farlo sborrare, poi subito iniziare di nuovo a succhiarglielo per farlo tornare di nuovo duro, comunque molte volte lui provò ad infilare il suo cazzo nella mia figa.

La cosa che gli piaceva molto era quando io mi masturbavo con il suo cazzo, ricordo che la sua cappella diventava enorme e di colore rosso vivo, poi lo facevo godere sulla mia pancia.

I tradimenti da parte mia sono sempre avvenuti, anche nelle forme più semplici. Ad esempio una cosa che mi attrae moltissimo è quella di guardare in mezzo alle gambe agli uomini.

A volte mi accorgo che mi ci incanto letteralmente, notare quei pantaloni gonfi proprio lì mi eccita e stuzzica la mia fantasia, infatti cerco di immaginare come ce l’hanno e quando incontro quei uomini ai quali gli attributi si notano moltissimo faccio fatica a distogliere lo sguardo.

A volte mi capita anche di rendermi conto che qualcuno si accorge del mio sguardo e la cosa mi piace molto.

Anche nel mio ambiente di lavoro capitano alcune situazioni particolari.

Intanto ricevo abbastanza complimenti da colleghi ed in particolare da uno di nome Roberto.

Lui non perde occasione di fare battute provocanti che io accetto e contraccambio. Il rapporto tra noi non c’è mai stato, ma viaggia sempre su un filo che si potrebbe spezzare da un momento all’altro.

L’unica cosa che è successa a volte è quando io sono intenta a preparare l’occorrente per il mio lavoro e sono ad esempio chinata su di un lavandino, Roberto non perde occasione per fare battute del tipo
“spostati altrimenti ti tocco il culo”, io rispondo sempre in modo gentile dicendogli “allora resto”.

Una volta lui rifece la battuta ed io risposi allo stesso modo, Roberto mi prese in parola e passò, io naturalmente stetti al gioco e non mi spostai.

Lui rimane giusto un attimo, in quanto potevano sopraggiungere altri colleghi, ma quell’attimo durò un’eternità.

Lui aveva chiaramente il cazzo eretto e me lo fece sentire tutto sul culo, che io sapientemente spinsi verso di lui, io venni investita da una scossa fortissima che partì dal mio fondo schiena ed arrivò al cervello, mi venne la pelle d’oca su tutto il corpo e tremai.

Tutte queste mie reazione vennero sentite da Roberto il quale mi strinse a se cingendomi i fianchi, io appoggiai la mia testa sulla sua spalla e sentii le sue mani che mi sfiorarono i capezzoli e scesero sul mio pube, introdusse una mano sotto il grembiule e mi tocco la figa che era letteralmente bagnata, io portai una mia mano dietro le spalle e andai a toccare il suo cazzo che era diventato veramente enorme, ad un certo punto sentimmo un rumore e Roberto se ne andò.

Io rimasi un attimo a riprendere fiato, l’eccitazione fu davvero forte che quando ci penso ancora il mio cuore va a mille.

Purtroppo non ci sono state altre occasioni, in quanto avere di queste storie nello stesso ambiente di lavoro può essere davvero pericoloso, quindi decidemmo di evitare.

I rapporti con mio marito molto spesso non sono buoni e in molti periodi (divenuti ormai sempre più assidui) io mi sento trascurata da lui e non abbastanza amata.

A volte ne parliamo e sono arrivata al punto di confessare a mio marito il desiderio che ha attraversato la mia mente molte volte.

Sono stato tentata diverse volte di chiedere ad un qualsiasi dottore (infatti io lavoro in ospedale) letteralmente
“vuoi scopare con me”.

Quello che mio marito non sa è che questo è successo davvero una volta.

Era un periodo davvero nero tra noi, litigavamo spesso ed io ero sempre più insoddisfatta di lui, non dal lato sessuale ma dal lato affettivo.

Arrivata ad un punto massimo mi decisi ed una mattina mi dissi “questa volta non devi desistere lo devi fare per te e contro lui”.

Dovete sapere che il mio lavoro inizia alle ore 5 del mattino, pertanto a quell’ora in ospedale dormono i dottori che hanno fatto il turno notturno.

Uno in particolare mi ha fatto capire sempre di essere attratto da me, mi rivolge sempre sguardi maliziosi, pensate che due volte l’ho sognato.

Una volta mi diceva esplicitamente, in sogno, che voleva fare l’amore con me, in un altro sogno ero intenta a scopare con lui.

Pertanto lui era senza dubbio la persona adatta per fare ciò
che mi ero riproposta.

Naturalmente dovevo essere decisa e veloce, in quanto dovevo purtroppo portare avanti il mio lavoro.

Quello che mi ero immaginata e che avevo minacciato di fare a mio marito infatti successe.

Bussai nella camera da letto del Dott. Giuseppe al suo avanti entrai, lui era sveglio, vidi chiaramente che sotto il camice non portava nulla, mi feci coraggio, mi avvicinai a lui e gli dissi
“voi scopare con me”.

Il cuore mi arrivo in gola, tremavo ero eccitatissima ed emozionantissima, lui rimase attonito per un istante, poi si avvicinò mi strinse e mi baciò. Io risposi a quel bacio con passione sentii il suo cazzo duro, ripensai che ormai era fatta, pensai ancora che mi dovevo sbrigare e non feci altro che aprire il camice di Giuseppe, lo accarezzai sul petto gli succhiai i capezzoli, scesi con la mano e l’appoggiai sul suo cazzo duro.

I suoi slip erano bagnati di alcune gocce di sperma, mi inginocchiai mi soffermai all’altezza del suo membro lo accarezzai e gli dissi
“era tanto tempo che sognavo di farlo, ti prego di non chiedermi nulla” lo guardai seguii il profilo della sua asta con un dito, lo strinsi nel palmo della mano, lo sentivo palpitare,
lo morsi, era grande, sicuramente il cazzo più grande che toccavo, un po’ mi impressionò, ma la voglia di averlo era grande.

Gli sfilai gli slip, il suo cazzo rimase eretto, ero meraviglioso orgoglioso, iniziai a leccarlo con la mia lingua dapprima dai coglioni che succhiai con forza, lui intanto mi teneva la testa, io risalii sulla sua asta ed l’odore del suo cazzo mi inebriava, arrivai con la mia lingua sulla sua cappella, gli diedi qualche colpo con la lingua, poi lo presi in mano e me lo infilai in bocca.

Era davvero grande a mala pena riuscivo a muoverlo in bocca e mentre andavo su e giù roteavo la lingua sulla sua cappella enorme, avevo una gran voglia di sentirlo nella figa, ma sapevo che non sarebbe stato possibile, almeno in quell’occasione.

Iniziai ad accelerare i movimenti e capii che lui non riusciva a resistere più, infatti poco dopo mi sborrò in bocca e per la seconda volta nella mia vita (la prima è stata con mio marito) bevvi lo sperma in segno di ringraziamento verso Giuseppe per quel cazzo meraviglioso che mi aveva donato.

Mi alzai ci baciammo in bocca e me ne andai promettendogli però che ci sarebbe stata sicuramente una seconda volta.

Nei giorni successivi naturalmente rividi il dottore, i nostri sguardi erano intensi e non più innocenti come prima, ci mettemmo d’accordo per rivederci una sera.

E l’occasione non tardò a venire, infatti era usanza tra noi colleghi di lavoro di andare a mangiare, ogni tanto, una pizza insieme ed io approfittai di tale scusa con mio marito per uscire una sera.

Per l’emozione non riuscii neanche a mangiare a pranzo, tanto il mio stomato era contratto.

Arrivò la sera e mi preparai, indossai una gonna nera lunga che aveva uno spacco vertiginoso sia davanti che dietro, una maglia di colore rosa, calze autoreggenti nere con pizzo e scarpe a spillo nere e come tocco finale indossai un perizoma di colore blu notte.

Ero davvero attraente stavo per uscire quando mi ricordai di prendere una cosa, andai in camera da letto e presi nel comodino un tubetto di Luan, che per chi non la conoscesse è una pomata anestetizzante per uso anale.

Chiesi la macchina a mio marito e salutandolo non notai alcun segno di gelosia in lui, non perché dovesse pensare qualcosa, ma perché si sarebbe dovuto preoccupare vedendomi così curata e provocante.

L’appuntamento con il dottore era in un paese vicino, l’emozione saliva sempre più, ero eccitata davvero, sentivo la mia figa già bagnata e pronta, pensavo che quella sarebbe stata la prima volta che scopavo con un altro uomo e solo l’idea mi mandava in estasi.

Arrivai a destinazione e il dottore mi stava aspettando, parcheggiai l’auto e salii sulla sua.

Giuseppe mi salutò con un bacio sulle labbra e si complimentò con me, vidi nel suo volto una grande emozione ed eccitazione.

Sedendomi accavallai le gambe, notai subito lo sguardo del dottore su di loro, anche perché si vedeva il bordo di pizzo delle mie calze, lui rivolgendosi verso di me disse
“sei la fine del mondo” e partì.

Non avendo mangiato decidemmo di andare in qualche ristorante, con l’accortezza di andare in un posto lontano da possibili occhi indiscreti. Scegliemmo una località ed anche un ristorante rinomato.

Ci accomodammo a tavola ed ordinammo il menù, per la verità non avevo fame, veramente il mio stomaco era ancora contratto per l’emozione, Giuseppe mi guardava incantato ed io ricambiavo lo sguardo con vera passione.

Iniziammo a mangiare ma nello stesso tempo non riuscivamo a calmarci e l’impazienza di stare insieme cresceva dentro di noi.

Ad un certo punto io decisi di sciogliermi completamente e di fare cose che non avevo mai fatto prima, mi sfilai una scarpa e toccai la gamba di Giuseppe, salendo verso il suo pube, quando arrivai all’altezza del suo cazzo lo toccai con il mio piede fasciato dalle calze.

Il dottore ebbe un sussulto al contatto, io intanto sentivo il suo cazzo duro ed iniziai a muovere il piede in un movimento verticale.

La stessa cosa fece lui, la mia figa bolliva ed io non riuscivo più a trattenermi, per fortuna ogni tanto arrivava il cameriere e la tensione scendeva.

Finita la cena uscimmo e ci dirigemmo verso un hotel, nel tragitto il dottore allungò una mano e l’appoggiò sulla mia gamba, io istintivamente allargai le cosce e lui infilò la mano sotto la gonna che si era aperta completamente, io ansimai e lui iniziò a passare un dito sopra il perizoma, la mia figa era oramai bagnatissima.

Anch’io allungai la mano e l’appoggiai sul cazzo di Giuseppe, abbassai la chiusura lampo e glielo tirati fuori, mi chinai verso il suo cazzo ed iniziai a leccarglielo e succhiarlo, facevo delle lunghe passate di lingua su tutta l’asta, ogni tanto lo spremevo per fargli uscire qualche goccia di liquido che a quello stato mi piace particolarmente.

Poi staccavo la bocca e prendevo a fargli un sega con dei ritmi velocissimi che Giuseppe gradiva, intanto eravamo in prossimità dell’hotel ed allora ci ricomponemmo.

Arrivati all’hotel ritirammo la chiave e salimmo in camera, naturalmente in ascensore mi buttai addosso al dottore e lo baciai appassionatamente, non riuscivo più a controllarmi, arrivammo in camera.

Appena chiusa la porta mi lanciai letteralmente addosso al dottore che a fatica riusciva a trattenermi, sembrava quasi che fossero anni che non andavo con un uomo, era invece la voglia di scopare con lui e la voglia di farla pagare a mio marito.

Già mio marito, me lo ero proprio scordato, ma sì chi se ne frega, chissà se anche lui ha mai fatto questo con altre, quindi perché preoccuparsi o crearsi scrupoli.

Oramai eravamo in estasi ci buttammo sul letto, Giuseppe iniziò a spogliarmi, prima mi tolse la maglia, poi la gonna e alla vista del perizoma lessi sul suo viso un’espressione di stupore e apprezzamento, io lo lasciai fare e mi abbandonai completamente, mi piaceva vedere quell’uomo tutto per me.

Poi quando aveva finito mi sganciò il reggiseno di pizzo blu e iniziò a baciare il mio seno e a stuzzicare i capezzoli che sono particolarmente sensibili. Infatti divennero subito duri, sembravano due piccoli cazzi e gli chiesi di morderli, lui obbedì e mi diede delle sensazioni fortissime.

Intanto la sua mano scese e si infilò nel perizoma iniziando a masturbarmi, era delizioso muoveva le sue dita con dolcezza sfiorando appena le pareti della mia figa e ogni tanto stuzzicava la mia clitoride leggermente, scendendo anche a sfiorare il buco del mio culo, il quale era anch’esso bagnato dal mio succo che colava dalla figa.

Poi mi girò e iniziò a passare la lingua lungo la mia schiena, io reagii immediatamente con la pelle d’oca su tutto il mio corpo, lui iniziava dal collo, infilava la lingua dentro il mio orecchio, poi scendeva sui fianchi, io ero estasiata e non capivo ormai più nulla, passava la lingua nel canale del mio culo, poi dava dei piccoli morsi alle mie natiche alternate a passate di labbra.

Poi io sollevai il bacino e lui allargò le natiche scoprendo il buco del mio culo, avvicino la lingua ed iniziò a leccarlo con avidità, sentivo che gli piaceva il sapore strano che ha, ma anche a me piaceva moltissimo in quanto era una sollecitazione leggera e davvero piacevole.

Poi mi fece girare, a quel punto mi baciò di nuovo il collo e poi il seno scendendo fino alla figa, ricordo che sfiorava i peli con la bocca piano piano e questo mi procurava un immenso piacere, poi mi allargò le gambe e iniziò a leccarmi la figa.

Sentivo la sua lingua che andava in senso verticale passando su tutta la superficie delle labbra, poi saliva fino a succhiare la clitoride, ma sempre leggermente, a quel punto notai che lui era ancora vestito.

Quindi lo staccai da me ed iniziai a spogliarlo, prima la cravatta poi la camicia, aveva il petto villoso e iniziai a stuzzicargli i capezzoli, notai che gli erano diventati duri, quindi continuai a succhiarli, nel frattempo con una mano iniziai a slacciargli i pantaloni, glieli sfilai e lo feci rimanere solo con gli slip.

Mi misi sopra di lui lo baciai in bocca e poi scesi con la bocca sul suo cazzo, intanto ero a novanta gradi e sentire la mia figa aperta e libera totalmente violabile da chiunque mi eccitava.

Gli abbassai gli slip e mettendomi di traverso facevo scorrere le mie labbra lungo il suo cazzo, poi prendevo la sua cappella in bocca e la succhiavo con forza, notai che questo gli piaceva molto.

Poi scendendo sui coglioni ne prendevo uno alla volta in bocca e succhiavo forte, mi ricordo che ad un tratto gli feci piegare le gambe verso il petto e una volta scoperto il suo buco del culo lo leccai dolcemente, lui apprezzo molto e per completare l’opera infilai un dito dentro, vidi sul suo viso chiaramente il piacere.

Gli feci riportare le gambe giù e salii su di lui e finalmente feci entrare il suo cazzo dentro la mia figa, mi riempiva tutta e lo sentivo arrivare fino in fondo, era davvero soddisfacente io mi muovevo lentamente, ogni tanto mi inarcavo
all’indietro in modo di poter toccare i suoi colgioni, peccato che loro non potevano entrare dentro, pensai.

Volevo farmi sfondare tutta e decisi di dargli “tutto”, lui mi disse che stava per godere, quindi io mi tolsi e lo feci riposare un po’.

Dopo qualche minuto ricominciammo, questa volta lui mi salì sopra e iniziò a stantufarmi, dava dei colpi violenti, mi faceva anche male, ma non mi lamentavo, volevo essere presa con forza, dopo qualche colpo non resistevo più e gli chiesi di farmi godere, perché poi gli avrei fatto un regalo.

Mi distesi facendogli incrociare le gambe con le mie, in pratica una sua gamba mi passava sotto il culo ed un’altra mi schiacciava il seno, iniziai a muovermi, era la mia posizione preferita, e dopo qualche movimento godetti talmente intensamente che emisi dei gridi fortissimi, al punto che lui di otturò la bocca con una mano.

Mi rilassai un attimo, ripresi fiato e scesi dal letto, aprii la mia borsa, estrassi la pomata e a quel punto il dottore capì subito, risalii sul letto e mi misi a 90 gradi. Io il rapporto anale lo avevo fatto realmente rarissime volte, ma per lui ero pronta a fare tutto, quindi gli chiesi di spalmarmi dentro e fuori la pomata e così fece.

Poi gli chiesi di incularmi, lui avvicino la cappella del suo cazzo al mio buco e con dolcezza iniziò a spingere, tanto era la voglia di regalarglielo che non mi fece poi tanto male, lo sentivo entrare e allargarmi tutta, mi riempiva tutta e mi sembrava di sentirlo fino allo stomaco, iniziai a spingere il culo verso di lui e visto che era molto stretto lui non resistette molto e godette in modo inverosimile.

Sentivo i fiotti del suo sperma inondarmi il culo e percepivo le contrazioni del suo cazzo e per completare l’opera gli chiesi di sfilarlo, mi girai e glielo presi in bocca, quel sapore misto di sperma e il sapore inconfondibile del culo mi piaceva molto, quindi fu come si suol dire la cigliegina sulla torta.

Naturalmente ho deciso di far pubblicare questi miei racconti consapevole che appena mio marito lo leggerà, riconoscendo la casella di posta elettronica, verrà a sapere la verità, voglio sperare che questo possa essere in qualche modo salutare per noi.

Vi saluto e spero che questo racconto sia letto da tanti e che sia lo spunto per eccitarvi tantissimo.

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Un commento

  1. Ne hai da raccontare!

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