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L’occasione…

L’occasione…

L’occasione si presentò una mattina mentre uscivo da casa per andare a pescare. Era ottobre, ma faceva caldo. Sentii la Signora Nanda rivolgersi al garzone del supermercato dicendo”Certo che oggi sarebbe da andare al mare”, lei scherzava, ma io colsi l’occasione al volo. Premetto che la signora in questione è piuttosto piccolina, ma è un vero concentrato di libidine. Ha circa 40 anni, portati benissimo. Veste come una quindicenne, tette da sballo, un culo favoloso e bocca da pompinara professionista. Tutti nel quartiere parlano di lei e di ciò che le farebbero, e più di una volta l’ho sbirciata da una collina davanti a casa sua col telescopio. Infatti la sua camera da letto si affaccia sulla collina in questione ed io spesso ci vado a guardare le stelle la sera. Mi sono accorto però che contemporaneamente posso anche sbirciare dentro le case di alcune persone, una è la sua. L’ho vista all’opera col marito, ed il suo aspetto da porca mi è stato dimostrato da come l’ho vista comportarsi col padre di sua figlia, la quale è bona più della madre, ed ha un fisico simile al suo ma è più alta. Tra parentesi ho visto pure lei dalla finestra, ma era sola e si stava vestendo. Ma torniamo alla signora Nanda. Immediatamente, fra il serio ed il faceto mi proposi:

“signora, io sto andando a pescare, se vuole venire con me…”. Ero sicuro che scherzasse, invece

“Davvero? Guardi che vengo veramente! “. Insomma andammo in una spiaggetta isolata che dista poco dalla città, e nel tragitto ebbi modo di conoscerla un po’. Non ci eravamo mai spinti oltre il saluto fino ad allora. Arrivati che fummo, io cominciai a preparare muta fucile ecc. mentre lei si dimostrò più esibizionista che mai. Tanga ridottissimo e reggiseno quasi inesistente. Azzardai

“Per come veste normalmente avrei giurato che prendesse il sole in topless…”

“Lo faccio di solito” disse spostando appena il reggiseno e facendomi notare che non aveva alcun segno “ma con lei …non ho abbastanza confidenza”. Ci fu! un attimo di imbarazzo da parte mia, chinai lo sguardo e sentii fremere qualcosa nel mio costume. Al che lei cominciò a spalmarsi di olio abbronzante. La guardavo massaggiarsi meticolosamente ogni centimetro della pelle, finchè, come in ogni racconto erotico che si rispetti, si sdraio a pancia in giù e mi chiese di aiutarla. Cominciai timidamente dalle spalle, quindi piano piano arrivai alla fine della schiena. Mi ero inginocchiato sopra di lei, e, non sapendo come comportarmi, saltai quelle splendide chiappe e passai direttamente alle cosce. Il contatto con la sua pelle mi eccitava da matti, era una bellissima sensazione quella che mi trasmetteva l’olio frapposto fra lei e le mie mani. Non volevo che si girasse, avevo paura della sua reazione al gonfiore evidente della mia patta. Comunque fu lei stessa a incoraggiarmi dicendomi

“Non sta saltando qualcosa? “. Ringalluzzito dalla sua affermazione, lentamente mi riportai verso il culo, e, con cautela presi a massaggiarglielo. Frapponevo distrattamente le mani sotto la striscia del perizoma, e, piano piano cominciai a oliare anche l’interno cosce. Era sicuramente depilata, liscia come la pelle di un neonato anche vicino al pibe, che era gonfio e…. ma si, era umido. Nel mezzo del triangolino di stoffa, ora che aveva allargato le gambe per favorire la mia opera, notavo una striscia che non era sicuramente di sudore. Era immobile, mi feci più audace e risalii verso la schiena, e presi a massaggiarla di lato, sulla parte esterna dei seni. Per facilitarmi l’operazione lei aveva slacciato il reggiseno, e, quasi impercettibilmente, puntandosi sui gomiti cominciò a sollevare il busto, così, con movimenti via via più larghi, presi a strofinarle le mammelle, e mi resi conto che non erano solo grosse, ma anche belle dure. In breve le tenevo a coppa fra le mani, e martoriavo i capezzoli. Data la posizione, ora il mio cazzo le strusciava tra le chiappe, e non poteva non sentirne la marmorea consistenza. I nostri! corpi scivolavano uno sull’altro per via dell’olio, lei volse la testa verso di me e per la prima volta dall’inizio del massaggio potei vederla in faccia: il respiro le si era fatto un po’ roco, lo sguardo era da troia consumata, aveva quasi la bava alla bocca, tolse fuori la lingua e si umetto le labbra, in breve ci stavamo baciando con un intreccio di lingue libidinosissimo. Portò una mano fra di noi e cominciò a strusciarla sul mio uccello, e poco dopo, alzato leggermente il bacino, cominciò ad abbassarsi gli slip. La aiutai io, e la sua mano ritornò sul mio cazzo. Tolte le sue mutande, staccai una mano dai suoi seni e mi tolsi i boxer, ora eravamo a stretto contatto e tutti e due nudi. Continuando a baciarla, riportai una mano alle sue tette e con l’altra presi ad accarezzarle la figa, era talmente umida e scivolosa che indice e medio entrarono in lei senza alcuna resistenza. La masturbai per un po’ così, quindi col pollice cominciai a lisciare la riga del culo. Probabilmente il buco era già ben largo, infatti il mio pollice vi entrò facilmente come le altre dita le erano entrate davanti, ora aveva pollice nel culo e due dita davanti. La stavo scopando ed inculando contemporaneamente con una sola mano. Era fantastico, lei mugolava, anzi miagolava come un’ossessa. Con una mano continuava a tastarmi, finchè decisi che dovevo leccarla. Si era ormai posizionata a quattro zampe, così non mi fu difficile scivolare appena all’indietro e infilarle la lingua in tutti e due i buchi. Una cosa che mi fece, se possibile, ancora più eccitare, fu il suo clito. Era grande come un grosso capezzolo, e succhiarlo mi dava una sensazione molto strana, non ne avevo mai visto uno così. Sentii il rumore di un motore, in fin dei conti eravamo in una spiaggia pubblica, mi fermai un attimo, ma poi ripresi la mia opera. Risalii lungo la sua schiena per riprendere a toccarle le tette. Erano troppo belle, ed ancora non sapevo bene cosa farle, subito sentii la sua mano afferrare nuovamente la mia asta e puntarla alla figa, penetrai in lei facilmente, quindi mi sollevai col busto, volevo vedere il mio cazzo che entrava ed usciva da lei, e nel contempo volevo vederle le chiappe ed il culo. Era uno spettacolo fantastico, lei portò una mano sotto, e cominciò a toccare il mio uccello. Aveva messo indice e medio a v, ed aveva inserito l’asta nel mezzo, così me lo stringeva regalandomi nuove sensazioni. Continuai nel frattempo ad accarezzarle il buco del culo, e poco dopo vi rinfilai il pollice. Ora la stimolavo nuovamente davanti e dietro, e lei abbassò le dita e cominciò a tormentarsi il clitoride. Che troia, voleva godere subito. Io però volevo ancora durare un bel po’, e cercai di non accelerare troppo il ritmo. In quel momento, mentre lei cominciava a fremere, da dietro i cespugli vidi avvicinarsi una coppia di ragazzi. Evidentemente anche loro avevano voglia di intimità. Ci videro, e mentre Nanda, troppo presa, non se ne avvide, io ebbi un momento di panico. Ma loro smisero di avanzare e si fermarono ad osservarci. Distavano da noi non più di dieci passi. Ci fu un cenno di intesa fra noi, e cominciarono a pomiciare e a toccarsi. Erano già in costume, e poco dopo non avevano più nemmeno quello. Erano ancora in piedi quando anche la troia che avevo sotto di me li vide, ma stava praticamente venendo in quel momento, e non ebbe la voglia di fare ne di dire niente. Aveva capito che comunque non rappresentavano un problema. La ragazza era veramente figa. Alta, capelli lunghi neri, fisico perfetto, pelo curato. Senz’altro molto meglio della troia che era sotto di me. Comunque continuarono a guardarci, lei mi fissava negli occhi e lui fissava Nanda. La ragazza si inginocchio ed accolse nella sua bocca il cazzo di lui, quasi mi sorrideva mentre lo succhiava. Dopo poco si mise pure lei a quattro zampe, a, dalla posizione che avevano assunto, praticamente di tre quarti rispetto a noi, potei vedere che lui la penetrò direttamente nel culo. Senza esitazione alcuna, direttamente ed a fondo. Anche lei doveva averne preso molto li, come la vacca che stavo scopandomi io. Non volevo essere da meno, ed allora tolsi il cazzo dalla figa e lo infilai nel culo splendido di Nanda. I ragazzi furono molto più lesti di noi: lei, che come la mia troia si stimolava la figa da sola, cominciò a tremare ed a godere quasi subito, lui non tardò molto, e credo che in parte le venne dentro il culo, l’altro lo spruzzo tra le chiappe e sulla schiena fino ad imbrattare i capelli. Poco dopo lei si alzò e si diresse verso il mare per lavarsi. Lui, col cazzo ancora duro, si girò verso di noi, e, sedutosi sulla stuoia che avevano portato, prese a masturbarsi guardandoci. Io da parte mia speravo che Nanda lo invitasse ad avvicinarsi per partecipare, se non altro perché speravo di scoparmi la sua ragazza che, devo dire, era una delle ragazze più belle che abbia mai veduto. Ma Nanda non faceva nulla, godeva da matti, continuava a menarsi il clito ed a miagolare, ma non lo invitava. Fui io allora a tentare di invogliarla

“Ha visto come si eccita a guardarla? ” e lei, tra un mugolio e l’altro

“O forse lo eccita la situazione”. Io pensai, ma che cazzo stai dicendo troia, non vedi che muore dalla voglia di ficcartelo in bocca? Invece dissi:

“Si, forse a ragione lei, ma se si avvicinasse lei cosa farebbe”. In quella lui fu raggiunto dalla sua ragazza, la quale dopo avergli bisbigliato qualche cosa, lo prese per mano e si diressero tutti e due verso di noi. Lei si inginocchiò proprio davanti a Nanda, di spalle a lei, fece sedere il suo ragazzo sulla stuoia e si inchinò a succhiargli l’uccello. In tal modo io avevo davanti a me le sue terga, spalancate e bellissime, a pochi centimetri dalla faccia di Nanda. Allora capii. Forse la ragazza voleva che la mia troia la leccasse, e mentre succhiava con foga il cazzo, si penetrava con una mano. Invece Nanda si limitava a guardare, il ragazzo venne un’altra volta nella bocca della ragazza ed entrambi si alzarono e si allontanarono. Io da parte mia venni nel preciso istante in cui venne il ragazzo, ma non tolsi il cazzo dal culo della vacca, e la riempii di sbroda. Solo dopo poco lo estrassi, e vidi che il buco rimaneva slargato per qualche secondo prima di richiudersi. Rimasi con l’amaro in bocca per non essere riuscito a fare nulla con quella bella ragazza, ma mirifici continuando con le più grosse porcate possibili con la mia troia, che non si tirò indietro davanti a nulla, e non trascurò neanche di ripulire tutto, ma proprio tutto il mio corpo con la lingua. Mi tolse ogni traccia di olio solare, ogni traccia di umori miei o suoi da cazzo e zone limitrofe, e non trascurò neanche di leccarmi bene il buco del culo, cosa che devo dire ho gradito parecchio. La stranezza fu che comunque continuammo a darci del lei. La sera ripensai molto a ciò che era successo, era un’occasione colta al volo o un’occasione mancata? FINE

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