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Patto segreto

“Quando i rapporti tra coniugi sono ottimali la vita scivola via facile e piacevole come gli acciarini dei pattini su una lastra di ghiaccio vergine” sto pensando con il cervello ed il cuore fissi su mia moglie, una donna che cerca sempre di togliere dal mio cammino gli ostacoli che man-mano trovo nella faticosa marcia lungo le strade della vita, come faccio io per lei, che mi dò da fare per cancellare dal suo le difficoltà che potrebbero ostacolare od impedirle un incedere che voglio facile.

è anche per questo che sono tre mesi che soggiorna in Emilia, da mia madre, con le due figliolette piccole, “nate una dopo l’altra” che per essere seguite nel loro crescere abbisognano di dedizione, attenzioni e cure pressoché continue.

Un impegno costante, faticoso, snervante, difficile e da sommare a quelli per il marito, per la casa, le cose, gli abiti ed i pasti di tutti, mia moglie poi è una vera “fissata” : lava più bianco di una lavatrice, stira più bene di una stiratrice, cucina meglio di una cuoca, pulisce più a fondo di una lucidatrice tanto che la casa e le cose nostre sembrano sterili poi, tanto per “divagarsi”, si dedica ai problemi, alle necessità ed ai capricci delle figlie e miei e questo da mane a sera e, se serve, da sera a mane.

Per darle sollievo ho deciso che era meglio si trasferissero per qualche tempo, una specie di vacanza, da mia madre lieta – lei che vive sola – di avere con se le amate nipotine e la nuora preferita, tanto io, per il mestiere che faccio, vivo quasi sempre in albergo!

Ed eccomi qui alla guida della mia auto, in autostrada, dopo due settimane che non vedo il mio “pocker di femmine” percorrere i quattrocento km. che separano la città dove viviamo e lavoro da quella dove stanno loro adesso.

Sto pensando a tante cose, anche al verbo “divagarsi” perché Wanda non lo fà ma dovrebbe come è proprio di ogni essere umano, ma devo pur dirmi, a denti stretti perché ammettere un proprio difetto costa sempre il doppio che stanare quelli degli altri e protetto dell’aver chiuso la mia coscienza fuori dalla scatola di latta che rotola sotto il mio culo verso nord, che io stesso non ho fatto molto per suggerirle il modo di divagarsi, per darle una spinta a divertirsi, per stimolarla al piacere libero e liberatorio (diritto naturale di ognuno) anche in questa mia città, forse perché mi fà egoisticamente comodo una moglie che si dedica sempre e solo alla famiglia da sbandierare ai miei amici di qui, ma nei momenti in cui ragiono da imparziale ed onesto come adesso mi sento colpevole, mi angustio e vorrei offrirle “qualsiasi cosa le dia piacere! ”

Ho voglia di mia moglie.

Del suo cervello con il quale ragionare, parlare.

Del suo cuore con il quale gioire, flirtare.

Del suo corpo con il quale amoreggiare, godere.

Già, mia moglie: giovane, caruccia, ben fatta, sensuale, circuita (mi ha detto) e forse tentata dalle voglie sessuali di testardi ammiratori (“amici” e colleghi compresi) ben decisi a tutto pur di averla… e se dovesse succedere? … e “cadere in peccato”?

– Ma che penso? , lei è mia moglie! , ad essere tentate ed a cadere in peccato sono sempre le mogli degli altri! – però, a pensarci bene, potrebbe anche e forse avere le giuste voglie dovute alla mia infrequenza sessuale da lontananza da soddisfare, le curiosità e il narcisismo tipicamente femminili da esibire, il conturbante mantello del peccato dal quale lasciarsi avviluppare, potrebbe pure accadere! , e allora? come fare per prevenire o per sbarrarle la eventuale mala strada? –

Il tarlo mi gratta il cervello, poi me lo trapana, già, perché lei è dotata di quella “cosa” che nessuno sa mai classificare e aggettivare degnamente, con vera precisione, il “sex-appeal” per cui basta guardarla per desiderarla, desiderio dal quale non sono immuni i miei amici emiliani, compagni di Liceo e Università coi quali ho ottimi rapporti di frequentazione quando torno nella città natale.

La vorrebbe vistosamente E. C. – il solito miglior amico – anche se fà i salti mortali e senza rete pur di mascherare una voglia ben più grande del lodevole impegno di nasconderla a tutti, la vorrebbe il più spassoso, pazzarello dei miei colleghi anche se fà “la gatta morta” e finge (bene, ma sempre finzione è) di non vederla nemmeno… la vorrebbe E. D. , un po’ bruttino, ma titolare di un uccello di ventisei centimetri che si tien mogio fra le gambe anche per mesi e non glie ne frega niente [è proprio vero che “spesso il pa(e)ne và a chi non ha… ! “, porc… ] che appena conosciutala (e papale-papale perché schietto) m’ha schiaffato nei timpani: “Complimenti Babele, che moglie erotica che ti sei fatta! … lei sì che è una femmina che scoperei volentieri, anche tutti i santi giorni! ” poi me la scoperebbe Paolo C. che facendo il primo ballo con lei le ha subito “forata” la panciottina con il cazzo duro, “bucandosi” lo stomaco con le sue tette tanto la stringeva, palpeggiandole il culo anche se lì c’ero pure io… ma loro sono miei amici e di loro mi devo fidare perché scherzano… “scherzano”? , mentre non mi fido del giovanotto che abita al terzo piano della torre dietro la casa di mamma, che non è mio amico ma che è sempre attorno a Wanda ogni volta che esce di casa tanto che se ne sono accorti tutti “che”… poi ci sono gli ammiratori occasionali quelli che – incontrandola – non possono fare a meno di lanciarle un “che bella mammina! ” i più educati o di apostrofarla con un “bella gnocca! ” i cultori della verità o con l’animalesco “faccia da troia” o “bella guzzadora” (= scopatrice) i più scalmanati e porci… ah! , e ora ricordo che mi ha presentato il direttore della farmacia vicina a casa di mamma un dì che passavamo da lì, un tipetto che mi è parso falso timido, un furbetto che vuol apparire inoffensivo ma che – secondo me – punta deciso “al sodo”… lei e lui si danno del tu, mi sono sembrati in gran confidenza, rimembro che quando posava gli occhi su mia moglie mentre parlavamo “se la faceva con gli occhi”!

Intanto sono arrivato, sono baci ed abbracci, domande, risposte, racconti, fatti problemi e gioie.

La sera, a letto, mentre facciamo l’amore la stimolo “a confessare” (ma così per gioco, come facciamo sovente noi per darci “una marcia in più”) e lei ammette, stando al gioco o perché così è? , che il farmacista la corteggia a tutto spiano con l’evidente intento di piantarle quanto prima “il dardo nel bersaglio” che custodisce fra le cosce: una mora, ricciolina, bella e “brava” prugnetta.

Una angoscia “stimolante” mi preme sulla gola… mi sembra d’aver intuito che la mia signora non voglia difendere decisamente e ad oltranza il suo “boscoso bersaglio”… ma no! , è solo un gioco!

Lei già dorme, io penso, ripenso e… “strapenso”!

Mi lascio annebbiare da mille dubbi, imbrigliare dalle incertezze, conquistare da desideri opposti per tutta la santa notte!

Albeggia quando finalmente “ho deciso” e – insonnolito ma anche scaricato – mi lascio dormire.

Darò tutta la corda necessaria ai comportamenti, alle libertà ed alle possibili voglie del farmacista e della mia bella mogliettina perché solo così potrò realmente rendermi conto e verificare “fino a che punto” e trarne le dovute conclusioni, assumere gli adatti atteggiamenti, prendere le giuste iniziative o misure.

Approvare da generoso? … disapprovare da geloso?

Mia madre è uscita per andare a sbrigare delle pratiche, mia moglie – more solito – sta rassettando casa, sono quasi le undici, io esco a far quattro passi con le figlie.

In due minuti arriviamo ai vicinissimi giardinetti: lo scivolo, le altalene, le gabbie ed altri giochi coinvolgono subito e totalmente le mie bimbette che seguo con occhi, cuore e mente compiaciuti.

Un camice bianco ed aperto svolazza verso di me… lo vedo con la coda dell’occhio mentre sono intento a sorvegliare la prole… mi sovviene, mi rendo conto che sono proprio dietro la farmacia… guardo meglio “in direzione del camice”, vedo il farmacista e mi prende un tuffo al cuore perché è lui il “colpevole” della mia notte insonne e “chissà che faccia faccio” perché si ferma interdetto, indeciso sul da farsi, se tornare sui suoi passi o proseguire verso di me, gli sorrido e non so perché, prende coraggio, si avvicina, ci salutiamo forse con ancora un po’ di diffidenza l’un dell’altro, ci diamo la mano, ci mettiamo a discorrere con non poca difficoltà.

Gli argomenti per dar vita ad una conversazione fluida sono carenti perché in fondo siamo ancora degli estranei, ci siamo parlati una sola volta quando siamo stati presentati dalla mia metà, e siamo impacciati persin negli sguardi che ci dobbiamo scambiare (com’è normale che avvenga tra due persone che parlano fra loro) e forse tentati dal desiderio di salutarci in fretta, di lasciare “tutto” (cosa? ) lì e sospeso, con sollievo per l’uno e per l’altro.

Ma ambedue abbiamo dentro la voglia matta e strana di andare avanti di non mollare, di “indagare” l’altro.

Perché? , chi siamo?

Due schermidori che tireranno di fioretto senza farsi una sia pur lieve scalfittura o due spadaccini che duelleranno imbufaliti fino all’ultimo sangue?

Due pugili che si batteranno sportivamente per la corona o che si infliggeranno un umiliante K. O. ?

Due giocatori onesti o due biscazzieri bari?

Due divertiti e divertenti prestigiatori o due maghi killer?

Due scommettitori che puntano sulla stessa… cavalla?

Sarà scacco al Re, al Cavaliere o alla Regina?

Le incertezze della contesa, le sofferenze della battaglia, la fine della guerra la gioia della conquista, il piacere di possedere il premio vinto, “lei”… un piacere che non sapevo di già più se sarebbe dipeso dalla mia o dalla sua vittoria.

“Permetterle qualsiasi cosa le dia piacere” m’ero detto e mi ripeto.

Cerco volutamente e percorro la strada del sorriso cordiale per dargli una mano a fare altrettanto, per poter “andare avanti”.

Il farmacista sembra raccogliere il muto messaggio, si rilassa e: – Buongiorno e ben rivisto… oggi tocca a lei portare a spasso le bambine –

– Buongiorno a lei… eh sì! , con la voglia del padre che le vede una volta ogni quindici giorni almeno ed il dovere del marito di dare un’ora di sollievo alla madre! –

– Giusto, perché ne avanza di sollievo la madre! … io non ho mai visto due bambine così curate come le sue sa? , mai una briciola sulle mani, un visino impiastricciato dalla pastarella, un nasino che cola, un vestitino normalmente macchiato, le scarpine men che lucide… ce ne vuole di impegno e di sacrificio! … la signora Wanda è una mamma troppo impegnata, una donna troppo perfetta, di una dedizione e di un impegno forse smodati! … ma lo sa che pur essendo tanto poco tempo che soggiorna qui tutti si meravigliano di tanto, anzi, di troppo impegno, sacrificio e… “clausura”? –

– Sapesse com’è vero! , sapesse come tutto ciò rappresenti il mio orgoglio ma anche il mio cruccio! –

– Scommetto che adesso sta lucidando casa da cima a fondo pur essendo di già lucida, da sempre e come sempre! –

– Accidenti se ha indovinato! , e questo, ripeto, è il lato di un comportamento che mi fà certo comodo ma che non approverò mai perché troppo gravoso per lei e in fondo per tutti noi, e che un giorno potremmo trovarci a dover pagare –

– Wanda è tutta sacrifici… mi scusi se la chiamo per nome, ma con sua moglie ci diamo del tu… mi sento e mi piace essere suo amico, averla come amica… ma non vorrei che lei pensasse… –

– Ci mancherebbe! , e vorrei ben vedere dopo quello che ci siamo appena detti, che fossi tanto gretto da proibire a mia moglie addirittura una amicizia! … con lei poi! … mia moglie mi ha detto un gran bene di lei sa? … e noto che l’ha capita così bene da apprezzare o condannare il suo troppo impegno in sintonia con me, magari mia moglie trovasse il modo di distrarsi ogni tanto, almeno con gli amici sinceri come lei, di uscire dal sacrificio, di divertirsi com’è giusto che sia per tutti ed ancora più per lei che si sacrifica troppo per la famiglia e per la casa! – dico tutto d’un fiato applicando alla lettera il mio “piano notturno”.

Lo sguardo sorpreso, interdetto, allibito del farmacista mi indaga, la sua mente lavora velocemente, quasi… “rumorosamente”.

Il silenzio è lungo, intuisco che sta succedendo qualcosa e decido di allargare il gioco, ascolto in stato di ipnosi il farmacista che dice: – Come ha ragione! … mi scusi sa, ma mi sono persino permesso di suggerirglielo anch’io di trovarsi una… alternativa rilassante, divertente alle sue troppe ed esagerate dedizioni… ma… ma mi scusi ancora… non potremmo darci del tu? – risponde “al mio gioco” il direttore guardandomi titubante e speranzoso.

– Volentieri, intanto ti ringrazio di star cercando di darmi una mano provando altruisticamente a convincere la mia signora a trovare un tassello dove inserire anche ore di svago, di relax e di piacere nel suo menage troppo sacrificato! – spiffero tutto d’un fiato come se stessi liberandomi da un grande peso.

– Eeeh, ma non è mica facile! , perché amiche qui non ne ha… e che fà? , va in giro da sola ad annoiarsi? , e dove poi? , e a far che? o con chi? … non è mica facile neanche divertirsi sai! – esclama convinto.

– Già, è vero, e hai ragione anche in questo ma un tassellino dove infilare l’amicizia che ha allacciata con te lo ha trovato! , ora dovrebbe soltanto andare avanti, insistere… “come amico” le piaci, allora ne approfitti e prosegua sulla giusta strada! , ti pare logico o no? – azzardo e quasi svengo.

Il farmacista arrossisce, abbassa lo sguardo e tentenna stordito: – Sì-sì, anzi… ma il rapporto amichevole di una donna sposata con un uomo non è facile e anche se tua moglie mi ha detto, ridetto e assicurato che non sei geloso i problemi potrebbero nascere lo stesso, e questo io non lo voglio proprio –

– Anche questo è vero! , ma per darti conferma che non sono geloso ti dirò che Wanda me lo ha detto che tu la corteggi assiduamente ma a me, come vedi, non è che mi infastidisca o mi faccia arrabbiare, anzi, in un certo senso mi diverte, mi fa piacere e ti dico grazie perché non sapendo io che fare per darle il relax e il godimento che si merita almeno tu… perciò da parte mia non ci saranno mai nè complicazioni, nè condanne – gli schiaffo nei timpani senza tanti giri di parole, sorridendone di fuori ma assai turbato dentro.

“Qualsiasi cosa le dia piacere… – mi ricorda il mio “io”.

Il biondino barcolla, ma raccoglie la sfida e contrattacca.

– Quella gattina, e come potrei fare a non corteggiarla? , dovresti vederla come e quanto è brava a torturarmi… la classica gatta che gioca col topo e lo aizza dandogli e togliendogli desideri e speranze un attimo dopo l’altro… chissà se perché spinta dalla voglia di evadere e di divertirsi almeno con poco e per poco di crogiolarsi nell’allegria di qualche minuto… la prima volta che la notai in farmacia mi salutò, mi sorrise, mi avvicinai a lei per servirla, mi chiese di pesarla, salì sulla pedana della bilancia, alzai gli occhi sul suo fresco viso che mi era piaciuto subito ma me li trovai fra le sue belle tette… sì perché con sana malizia si era frattanto sbottonata ed aperta meglio la camicetta ed era senza reggiseno, un “gran bel vedere”, ma solo per me, nella farmacia affollata, una provocazione che mi fece arrossire e sdilinquire e da allora ogni volta che viene in farmacia trova la scusa giusta e il momento adatto per piantarmi negli occhi le tette con o senza reggiseno velato… o le cosce attraverso una sottana trasparente in mezzo alla gente che non s’accorge mai di niente! … poi se ne và e mi lascia lì con il pisello duro ed una voglia sempre più grande, come adesso che ne parlo a te, suo marito, una sensazione straordinaria, da “atto sessuale reale, in atto”, da goderne, da venire! … oddio, scusami sai! , ma lei… ma tu… – e mi guarda esterrefatto di se stesso e della sua “confessione”.

– Ti tira mia moglie, eh? – farfuglio bofonchiando avvilito.

– Mi tira da morire, come potrebbe essere diversamente? , ho detto troppo vero? – mi fà sommessamente guardando per terra e parlando con riguardosa pudicizia.

– No, la verità non è mai troppa, è verità e basta… quante volte le hai proposto di darle “il divertimento” che le manca eh? – insisto diabolicamente ipnotizzato ma rassicurante.

– A questo punto del discorso dovrei chiederti una cosa per poter andare avanti e farti una proposta… –

– Sentiamo! –

– O ci giuriamo di non dire mai niente a Wanda di questo nostro colloquio per non incidere sul suo comportamento qualsivoglia esso sia, o ci stoppiamo qui e parliamo d’altro o ci salutiamo, perché non voglio neanche che solo dubiti che io e te ci siamo scambiati “questi discorsi”… desidero e spero, come te, penso, che lei scelga in totale autonomia di continuare a provocarmi in farmacia con la camicetta aperta o con le trasparenze della gonna o anche di “giocare con me” in modi e luoghi diversi, ma sia libera di essere quella che e come vorrà essere lei! , abbia il diritto di essere conquistata o conquistatrice ma sia lei, poi “se qualcosa accadrà” e se tu lo vorrai, onestamente, correttamente, “io sarò sempre la verità” per te… d’accordo? –

– D’accordo… sono stupito e colpito dalla tua sincerità, lealtà e sensibilità e te ne sono davvero molto grato – dico a voce alta a lui e sussurro a me stesso: “qualsiasi cosa le dia piacere! ” mentre suggelliamo con una stretta di mano il patto appena sottoscritto.

– Ti sembra vicina ad accettare la tua corte? – insisto e indago.

– Beh, sì… se devo essere sincero ho la sensazione che sia solo questione di quel quid di decisione mentale e fisica che le occorre per fare il grande passo… a proposito, Wanda è una moglie, una madre, una nuora, una casalinga perfetta… ma a letto com’è? – azzarda parlando velocemente e sottovoce.

– Una femmina perfetta! – esclamo e rido (“di traverso”).

– Chissà se potrei essere per lei suo maschio accettabile – sussurra a se stesso partecipando alla mia ilarità forzata.

– Dipende dal “quanto” e dal “per quanto tempo”! – lo stuzzico.

– Beh, oddio, il mio… “quanto” è normale, diciotto centimetri –

– Qualche centimetro più del mio… –

– Se devo misurare il “per quanto tempo” con la voglia che di ciò che mi hanno fatto intravedere le sue camicette aperte e le sue sottane trasparenti e se è femmina come dici oddio… ma questo nostro è un colloquio fantascientifico da “realtà romanzesca e romanzata”, surreale, incredibile… ci conosciamo appena ma siamo talmente schietti e veri da affrontare e parlare di un eventuale “incontro sessuale” di tua moglie con me come se fosse una normalità assoluta per entrambi … siamo due folli? , chi, cosa siamo? , stiamo ferendoci e soffrendo o giocando e godendo? –

– Siano amicizia vera, complicità totale, gioco e piacere, “incontri sessuali” goduti con lealtà e discrezione, siglati da un patto di ferro tra uomini d’onore sinceri – sussurro a me stesso, ma lui ha udito quel che ho solo “alitato” e mi risponde: – “Se ciò sarà” te li garantisco totali, assoluti, ma toglimi una curiosità, sei davvero così poco geloso da permettermi liberalmente il piacere di guzzare (scopare) godere e di far godere tua moglie? –

– Se lo vorrà e farà piacere a lei, sì! , e sarà un piacere anche per me! … un mio piccolo premio in dono ai suoi grandi sacrifici –

Mi ha fatta una domanda che nessun potenziale amante dovrebbe fare al marito della… candidata.

Gli ho data una risposta che nessun marito dovrebbe dare al “quasi” amante della propria sposa.

Ci guardiamo in faccia, ci leggiamo nell’una e nell’altra certezze, incertezze, contentezza, sgomento, attese del tutto opposte, ci scambiamo saluti e sorrisi che dovrebbero esser liberatori.

E mentre se ne và: – Conta sulla mia lealtà totale, assoluta, grazie, ciao –

Io: – Conta sulla mia riconoscenza… e grazie! , ciao –

Seguo con lo sguardo il biondino che s’allontana, cammina “con le gambe a botte” come un cow-boy stanco, ha la schiena curva come se stesse sopportando un peso sproporzionato alle sue forze, ciondola la testa di qua e di là, borbotta “no-no-no! “, si ferma, si gira, mi guarda come fossi un fuoco fatuo, ripete deciso e forte: “no”!

“No cosa? ” provo ad aiutarlo a superare l’ostacolo ove è inciampato.

– Non mi credo, non ti credo! , non è possibile! … sarebbe troppo bello! , ne sto già godendo! … e se non arrivo in tempo al bagno per farmi una sega mi verrò nei pantaloni, “se capiterà” ti telefonerò, ciao – e saltella verso la farmacia come se dovesse evitare carboni ardenti, ridendo, in risposta al mio ridere di lui.

Mi dirigo verso le figlie a palle dolenti e a cazzo duro mentre a sentire certi discorsi avrebbe invece dovuto esser mogio.

Dieci giorni dopo, casa mia, martedì sera, anzi, notte perché sono già le undici passate, ho incominciato “ad aspettare” da quando – finito il week-end che ho avuto il coraggio di raccontare – sono rientrato in città.

Le mie febbrili e spasmodiche attese e curiosità stan morendo nella delusione di una telefonata temuta e desiderata che non arriva, gli avevo precisato: – Se succede puoi telefonarmi dopo le dieci, l’ora certa di trovarmi in casa perché da scapolo seppur temporaneo ceno al ristorante –

– Daccordo – mi aveva risposto, ma ormai, anche per oggi…

“Ddrriinn… dddrrriiinnn… ddddrrrriiiinnnn”

E chi ha la forza di alzare la cornetta adesso? … e se è lui di spiccicar parola con la bocca riarsa che mi ritrovo? … meno male che sono solo e che nessuno vede le mie mani tremare come foglie… ma anche il mio cuore e cervello “tremano” come giustificherei il sudore che mi bagna, l’ansia infernale che mi brucia? –

– Pronto? … pronto! … Babele! … mi senti? , ci sei? –

– Pronto… sì… sono… io! –

– Ciao! … mi hai riconosciuto? , sono Alberto, come stai? –

– Aaaah, Alberto! … bene, grazie e… e tu? –

– Benissimo! … grazie a te ed a… a… L E I ! –

La precisazione scandita, sillabata e sottolineata mi stordisce e mi eccita scatenando ancor più la mia febbrile attesa e curiosità affranta, lacerando i miei nervi tesissimi.

Silenzio sulla linea, siamo ambedue in attesa, ma il dovere di dare il via spetta a me ed io lo so pur essendo “in punto di morte”.

– E allora Alberto com’è andata? … è… è accaduto oggi? … è stato il martedì che ti aspettavi? –

– Altroché caro Babele, “mo mama mia ac guzzadora clè to muièr! ” mi spara nel timpano in dialetto (tradotto: “mamma mia che scopatrice che è tua moglie! “) mi aspettavo che lo fosse sì, ma non brava e totale fino a tal punto! , ma posso incominciare dal principio? –

– Sì… –

– Grazie… la prima sorpresa l’ho avuta quando l’ho vista finalmente nuda… che tette, che gnocca e che culo! , vista vestita promette sì bene ma non avrei mai immaginato tanto! … ma che mi ha stregato è stata la sua… “bravura”! , quanto mi ha fatto godere! e “guzzadora” è un complimento che stramerita anche se ancora non sapeva nemmeno cosa vuol dire… glie lo ho insegnato io… –

– Ti ha fatto… “andare in orbita” eh! – riesco a gracchiare.

– Sì, e che orbita! , quanta passione che ci mette per far godere il maschio che ha sotto o sopra! … lei sì che è un’altra cosa! , e sembra che goda di più a donare che a ricevere piacere… non è la solita signora in cerca di maggiori quantità e qualità di manico e che quindi prende soltanto, così, tanto per “fare il pieno”, tua moglie è una guzzadora vera, “onesta”, altruista, sensuale e gli orgasmi che la sconvolgono sembrano venirle fuor dall’anima! … mi ha fatto godere come un folle! – tira il fiato – Grazie Babele, sono stato a letto con tua moglie, te lo sto raccontando e tu mi fai sentire a mio agio come un angelo in paradiso… sei proprio speciale, sei… ma sai che sto godendo come se stessi compiendo un atto sessuale? , è entusiasmante il piacere di telefonarti, parlarti e descriverti le guzzate (scopate) che mi son fatte con tua moglie… sei davvero un marito fortunato tu! –

– Perché sono fortunato? – e stavo forse venendo anch’io.

– Perché montare Wanda è certezza di piacere… con le altre è un tentativo che può anche fallire perché a volte bisognoso di apporti soggettivi, oggettivi, temporali o di luogo… con lei è semplice, naturale, quasi primordiale, schietto e scopata ed orgasmo sono sicuri, e sono orgoglioso di essere stato io a ridarle il diritto che è di tutti alla gioia, al piacere sessuale che la tua lontananza rende raro, ed è profondamente ingiusto! –

– E tu le hai reso… giustizia! – ribatto ormai soggiogato dal dire accalorato del farmacista.

Ride e: – Posso darti un giudizio a mente serena, posso farti un complimento di vero cuore, posso esternarti la gratitudine totale mia e del mio uccello per la tua signora e per te? –

– Certo che sì! – e se non muoio (di piacere? ) adesso…

– Tu forse non te ne rendi nemmeno conto, ma sei il davvero fortunato marito di una leggiadra, spumeggiante, perfetta sborona da letto! … –

– Sono orgoglioso che lo sia – sussurro in un… sussurro con il cuore gonfio di riconoscenza.

– E ne hai ben d’onde… e mi sa che è per questo che sei così… “generoso”, per farti invidiare da chi te la scopa, eh! … ma fammi una confidenza sincera, è stato solo un “colpo di culo”, fortuna sfacciata l’averla fatta tua moglie o la hai scelta a ragion veduta? –

– La somma delle due cose… –

– Eeeeh, caro Babele, tu sei davvero grande perché riesci ad essere giusto e pratico anche quando devi giudicare le scappatelle di tua moglie… che ffiga! … te l’ho montata per due ore filate! , ma ora so che se avesse avuto altro tempo avrei continuato a guzzarla ancora e volentieri! , che soddisfazione ammirarle, palparle, leccarle quelle tette che mi faceva sognare attraverso una camicetta birichina in farmacia… spalancarle quelle cosce che mi faceva intravedere tra le trasparenze della sottana… quella bella figa che mi faceva solo indovinare… leccargliela e gustare il sapore del “pianto degli umori” da voglia di cazzo… e spinto dal tipico raptus di ogni maschio al primo impatto con una femmina nuova l’ho subito messa sotto, inforcata e montata di gran carriera … che gusto mio caro ammirare il ritmico ondeggiare delle sue tette, le smorfie da gusto del suo accalorato visetto, ascoltare il “canto del piacere” dalla sua boccuccia, sussurrarle negli orecchi – tra un succhio e una linguata – tutto il gusto che stavo provando, vivere le vibrazioni, i contorcimenti dei nostri corpi sentire che il mio cazzo stava annegando nella sborra… e più la guzzavo più stuzzicava il mio orgoglio di maschio aizzandomi a tutta voce: “ancoraaaa! ancoraaaa! “, più la pompavo, la godevo e la facevo godere e sborrare più urlava: “dai ancora! , ancoraaa! ” e mi sembrò il massimo, ma quando da vera amante quale è mi ha messo sotto e posseduto, allora sì ho scoperto cosa sono una femmina, la figa, la “guzzadora”, l’orgasmo, il gusto, la sborra e fui io a doverla implorare “ancora ancora! , ancoraaa! ” mentre il mio cazzo continuava a restare sempre duro… o forse addirittura sempre più duro! –

Udito (? ! ) tutto ciò, credei che avesse finito e invece…

– E so bene che l’atmosfera del peccato è intrigante, complessa, a rischio, tipico ingrediente del rapporto sessuale di un maschio con la donna di un’altro, che il “tradimento” deve essere suspence, che l’erotismo deve essere follia, che il piacere sessuale deve avere il sapore del proibito, che per consumarlo e goderlo fino in fondo bisogna pur osare talvolta, affidarsi anche alla fortuna, abbandonarsi alla sensualità e al piacere “non comuni o normali” che ho scoperti in tua moglie, che si provano guzzando (scopando) la tua consorte, lasciandosi scopare da tua moglie… e qui “torno indietro un passo”, pensa che mentre mi stava facendo il “pompino d’inizio” le ho chiesto: – Prendi la pillola o sei protetta da una spirale? –

Ha distratto un attimo la boccuccia dal capolavoro orale che mi stava facendo e mi ha risposto: – Ne l’una ne l’altra! – rimettendosi subito “al lavoro”.

– Che delusione! … mi costringerai a non venirti nella figa? –

– E perché? – mi ha fatto la golosona.

– Ma… e se poi… –

– La fortuna aiuta gli audaci! , e se deve essere gusto per la mia figa e per il tuo cazzo che lo sia con tutti gli “ingredienti” che si meritano e son loro dovuti di diritto! –

Una risposta che ha esaltato me ed il mio uccello, già beatificato da un’opera d’arte orale superba, in maniera inusitata e le son venuto nella figa… il mio pesce ha nuotato nel suo e nel mio miele esaltando il suo ed il mio gusto! , e adesso sto provando un piacere nuovo, la complicità di questa telefonata, un approccio sessuale impensato, di certo straordinario “filosofeggia” l’appagato direttore, mentre io “volo” in compagnia di sensazioni che hanno ali inconsuete, fatue, folli… e continua: – non rubiamole il piacere della trasgressione, del “gioco d’azzardo del piacere” al quale oggi abbiamo giocato e vinto tutti e tre! , il mistero del segreto resti suo e ogni volta che lei lo donerà a me io lo regalerò a te e godremo come è giusto e d’obbligo che sia tutti e tre insieme… hei, Bab sei ancora lì? , mi senti? , sei in linea? –

Non riesco a fiatare, a rispondergli, sente il mio respiro profondo, rantolante preorgasmico, interpreta e prosegue: – Sei ancora mio amico o mi consideri un nemico, un traditore “solo perché guzzo” la tua signora? , ma come! , hai già dimenticata la nostra piacevole e franca chiacchierata dietro la farmacia? … la tua preoccupazione per i suoi troppi sacrifici, il tuo “onesto desiderio” di saperla finalmente ripagata da strameritato svago, da sacrosanto piacere, da giusta soddisfazione? … sei già pentito di aver sottoscritto – con una stretta di mano come si addice ai gentiluomini – un patto segreto ma leale? , vorresti forse ripudiarlo “solo perché te la guzzo”?

– Io sono un gentiluomo, tu me la “guzzi” da gentiluomo, con onestà di intenti e con piacere, facendole godere il gusto che merita, dandole la soddisfazione che è dovuta ai suoi sacrifici “alla luce del sole, anche per conto mio” perciò ti considero un alleato non un nemico, un benefattore non un traditore! –

CHI GLI HA RISPOSTO?

IO!

Ecco la mia liberazione sia psicologica che fisica, la mia promozione a uomo di diritto e come tale riconosciuto.

Avrebbe potuto fare lo sbruffone, “il maschio dominante”, sbattermi in faccia il “tradimento” della mia donna, “le corna”, il suo ruolo di “guzzatore della mia femmina” vantarsene ed umiliarmi ed invece, con le sue urbane considerazioni, raccontandomi e illustrandomi con il suo dire un po’ birbantello ma rispettoso le “malefatte a luci rosse” consumate a letto con mia moglie, mi ha fatto normale, uguale a loro, amico e complice di un gioco “con fin di bene”.

E godo.

Perché lui l’ha fatta godere per due ore.

Perché lei lo ha fatto godere per due ore.

“Giocando”.

– Grazie, Babele… ma lo sai che in una mano ho il telefono e con l’altra mi sto facendo una sega? … che sto godendo pur avendo finito di gustare la strafiga di tua moglie appena poche ore fa? … che gnocca che ti sei sposata! , pensa un po’ quanto gusto ha seminato in poche ore: oggi ha fatto godere me a letto, stasera ci sta soddisfacendo in due, io raccontando tu ascoltando… perché anche tu stai godendo, vero? – odo.

– Sì! – devo confessare perché vero, ma non gli dico “quanto”, perché è davvero “troppo” e me ne vergogno un po’, sono sfatto da un rapporto sessuale “carnale”, incredibilmente piacevole, da un amplesso apoteosico, da un orgasmo abnorme, merito del libidinoso, eccitante racconto di Alberto che guzzata e fatta godere oggi la mia mogliettina sta facendo godere me stasera trasformando la cornetta di plastica di un telefono nella “figa più figa del mondo”! che “guzzo” con una sega talmente meravigliosa, violenta, che il mio uccello è salvo solo perché le “fucilate” di sborra che spara contro il muro di fronte del soggiorno non sono destinate ad una figa di carne, normale e perciò banale, che avrebbero uccisa e adesso sarebbe un assassino, un ricercato forse già ammanettato, in galera… no-no… meno male, ha solo maculato e ferito un incolpevole muro… (dopo tanto gusto indotto so persino riderci su! ).

– Bab, sono orgoglioso sai di aver fatto godere lei oggi e te ora, seriamente, onestamente, ma sono anche geloso, di lei perché è “una gran birichina”, di te perché ne sei il fortunato marito, sì Bab, tu e lei avete “rovesciato il mondo” ed è l’amante ad essere geloso del marito e questo è un merito davvero prezioso, unico, perciò tienitela ben stretta la tua bella mogliettina e ti prometto, in tutta lealtà, che te la guzzerò (scoperò) e farò godere molto, come merita lei, come meriti tu, come è giusto che sia perché lei è sempre tua anche quando te la guzzo io!

I nostri saluti si incrociano lungo i fili del telefono così come hanno fatto i nostri complici orgasmi: “raccontare”, “ascoltare”, “godere”… merito di una figa davvero unica, quella di mia moglie!

Trascorro tre giorni febbrili, beati, angoscianti, soavi… il venerdì notte lo impiego prima viaggiando poi riposando, il sabato mattina con e per la famiglia, il pomeriggio in farmacia ad ascoltare – rapito – altri particolari del martedì.

– Dagli occhioni verdi di tua moglie sgranati “lì”, dalla gioiosa esclamazione sfuggitale di bocca mi sono reso conto, davvero sorpreso, che aveva scoperto un tesoro raro con gli occhi: “il cazzo! “… con le mani quando me lo ha preso in mano, soppesato, misurato, scappellato… con la bocca e con la lingua quando me lo ha sbaciucchiato, poi fatto un pompino… con la figa quando l’ho guzzata e mi ha scopato e godeva di un orgasmo senza fine… quanta sborra mi ha succhiata con la cocca… sembrava che stesse vivendo dentro una favola, non nella normalità di un “incontro” con un cazzo che per lei dovrebbe essere normalità assoluta e allora mi sono chiesti dei perché e mi sono pure risposto facendo due conti ed altrettante riflessioni.

Una femmina come la tua signora avrebbe il diritto ad una ricca “ripassata” al giorno, un giorno sì e uno no mal che vada, ogni due giorni nella peggiore delle ipotesi e invece tu la vieni a trovare ogni quindici giorni e la scopi due volte al mese… una miseria della quale ti dovresti sentire colpevole o forse, scusami, vergognare! … ma io credo che non ci avrai nemmeno pensato adagiandoti nel tran –tran di una normalità oggettiva che normale invece certo non è, ed è per questo che te la perdono! …

Da martedì scorso te la guzzo io una volta la settimana, tu ogni due e fanno sei al mese, qualcosina in più ma sempre troppo poco… parlandone con tua moglie ci siamo chiesti se potevamo regalarci due incontri a settimana ma lei giustamente m’ha fatto notare che non saprebbe come giustificare a tua madre, alla curiosità di vicini e conoscenti due uscite “misteriose” la settimana e così “di botto”, cosa che innescherebbe rischiosi sospetti non essendoci motivi davvero validi per giustificarle… –

-E invece ci sono! –

– Ma dai! … dimmi che me li suggerisci e ce li regali! –

-Certo non dovrete usare scuse banali come la parrucchiera, lo shopping, il film, la passeggiata… luoghi pubblici, controllabili, che necessitano di bugie di sostegno a rischio… Wanda potrebbe però inventarsi una storta ed aver bisogno di sedute fisioterapiche… un reuma e necessitare di fornetti… cure che si fanno nel privato di uno studio medico… e poi, quando c’è di mezzo la salute… –

– Grazie Babele, sei un genio! , faremo proprio così e la tua signora potrà finalmente godere quanto le compete e le si deve, poi se anche tu ti decidessi a sacrificarti un po’ per tornare tre-quattro volte al mese invece delle solite due sarebbe l’ideale! –

-Tu continua a fare il tuo… “dovere”, anch’io nel mio piccolo, lo farò… –

– Questa sì che è una promessa che mi fa piacere ascoltare! –

Poi e finalmente ecco qui il sabato sera, la cena, la TV, il letto dove sono ad attenderla con ansia inconsueta, vorrei sapere, sentirmi raccontare, ma come? … avere una conferma o una smentita… no! , meglio la conferma, e da lei! … spegne la luce nel corridoio… appare sulla soglia della stanza e vi sosta nuda… nuda da capo a piedi… resto incantato, abbacinato, soggiogato, è davvero splendida, la ammiro esaltato… vola sotto le lenzuola e -Queste cose (? ! ) devono essere fatte bene ! , tra una femmina nuda e un maschio nudo! -intrecciamo le lingue in un bacione quasi osceno… che bacio… che bocca… che piacere baciare una boccuccia che martedì… estasiato ammiro tette superbe, più belle del solito e di sempre e glie le mungo con foga inusitata, che delizia mungere tette che martedì… ecco il capolavoro, la figa che lecco con passione spropositata… che voluttà leccare una figa che martedì… la “guzzo” con un fanatismo delirante, che gusto scopare una figa che martedì…

Labbra fresche, mani “brave”, bocca calda, lingua sinuosa, tette “buone”, figa sublime… mi sta “guzzando” lei, le ciuccio le tette, le palpo e masturbo il culo cinque minuti… dieci… quindici… venti… venticinque… trenta… non avevo ancora mai superati i dieci…

– Quanto sei diverso, come sei forte, resistente… non sei mai stato così porco… perché? –

– Perché stasera sei tu ad essere porca vera, troia senza paragoni come piace a me, che piace e “tira” anche altri… come vorrei che ti leccassero e si facessero leccare, che ti guzzassero e si facessero scopare, che godessero e ti facessero godere, che ti sborrassero nella figa facendotela sborrare… porca come nessuna… che mi fa invidiare come nessuno! … ti sento e ti godo più che mai perché sento nella tua figa, bocca e tette che hai goduto e fatto godere come non mai… –

Da sopra mi monta come una belva, da sotto la contro monto come un folle.

– Te lo devo proprio dire? … lo vuoi davvero sapere? –

– Sì, fammi impazzireeeee… –

– Lo sai che martedì sono stata a letto… “con”… –

So chi è “con” e la prova mi affoga in un gusto sterminato, da urlo, che non le permette di terminare la frase-confessione.

– Con un cazzo di venti centimetri? – la stimolo.

– No, di diciotto, me sempre duri per due ore intere! –

Troppo piacere, non resisto alla gustosissima conferma e reagisco come un folle, vengo travolto da un orgasmo stellare e sparo letteralmente un’onda anomala di sborra nella figa di mia moglie… che incanto sborrare nella figa che martedì… due ore filate di cazzo duro… “per il suo bene”… ma anche per il mio…

Stasera sono stato un “guzzadòr” da mezz’ora, non certo dai soliti dieci minuti… nemmeno per le due ore di Alberto, ma se continuano e continuo così anch’io avrò delle belle soddisfazioni… grazie a… loro.

Mia moglie si è addormentata con il sorriso sulle labbra che le illumina il bel visetto, chiaramente soddisfatta.

Mi sa che dovrò aspettare l’alba per assimilare pian piano il gran gusto provato … sapori, piaceri superiori, come ogni volta che mi tradisce e non vorrei, come ogni volta che gode e fa godere un altro e non vorrei, che godrà e farà godere e non vorrò… “e invece”… ma non lo ammetterò mai!

Vagando tra le mie riflessioni: il culo leggendario di Wanda… ma Alberto non mi ha fatto cenno di averla inculata! … vuoi vedere che lui “non”? e mi adombro, ci resto male, quasi mi ci incazzo! … come si è permesso di ammirare, palpare, leccare il culo della mia mogliettina e di trascurarglielo, di non farglielo? … ma è offensivo! , dovrò indagare ed eventualmente… suggerirgli? … comunque appena si sveglia glie lo faccio io, poverino!

Lei dorme, io continuo a far congetture e ad avere il cazzo duro… Wanda, come sempre e da sempre, è la solita moglie troppo dedicata, la solita femmina troppo troia, ma “dopo ogni suo dopo” è per me sempre più bona, desiderabile, godibile di prima, ma stavolta oltre ogni limite, merito di un contratto segreto? … “due ore di monta! “… avrei proprio voluto vederla la… “mia” figa dopo due ore di uccellate in che stato era! … e al solo pensarci mi faccio una sega con un gusto che straripa nella follia! … ed è l’alba.

Mattino inoltrato, a cervello ed uccello freddi devo chiedermi: -Devo essere anch’io “come dicono di essere gli altri mariti” e rompere i legami di coniuge? devo buttar via il mio “poker servito di donne di cuori”, la mia famiglia? … figlio, marito, padre, uomo di nome Babele, devi frantumare i nodi sentimentali che ti legano alle donne che ti circondano? … subito? … per una “guzzata” con un farmacista biondino? … dopo? … per poche o tante guzzate? … devi crear problemi all’amore per le figlie e delle figlie? , alla loro giovane psiche, al loro futuro sognato felice in una famiglia unita? … devi tranciare l’amor coniugale, spaccare una famiglia, coinvolgere e stravolgere l’amor materno? , distruggere affetti, legami, certezze, amicizie e consuetudini e seppellire nella vendetta l’amore di e per tutti? … devi rinunciare al travolgente, folle piacere sessuale che solo la tua amata, “birichina” sa donarti? … domani… domani… –

E giorno dopo giorno, “domani dopo domani”, mese dopo mese, anno dopo anno, IO – che non sono un impulsivo – devo ancora prendere una decisione… ma c’è tempo, incombono ben altri e tanti problemi: il prepensionamento, lo stato di crisi, la moglie in menopausa, le figlie all’università, la cervicale, la pressione troppo alta, il colesterolo che abbonda, l’uccello sempre meno duro, l’euro, le guerre preventive, la manovrina… FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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