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Sylvya diventa Lia

Stamattina ero ricca di ben 500. 000 Lire. Ho un’euforia indescrivibile, mi è piaciuto da impazzire, ed in più ho un sacco di soldi. E se diventassero di più?
Alle 18, 30 sono nel solito bar col solito gin tonic. Il barista, di solito molto serio e riservato, mi fa dei sorrisi di sottinteso: vuoi vedere che quei due gli hanno raccontato della nostra serata? Lo noto mentre confabula con un tipo dall’altro lato del banco; ogni tanto mi squadrano tutti e due di sottecchi. Ad un certo punto il tizio se ne va ed il barista viene di fronte a me:
“Senti (mi aveva sempre dato del lei) quel tipo vorrebbe scoparti, ci stai? (Allora sa tutto)
“Ma, non so….
“Dai non fare la schizzinosa, è uno ricco che non guarda a spese.. Se ci mettiamo d’accordo te li trovo io i clienti con la grana, poi tu mi dai la mancia.
Al secondo giorno da puttana ho già trovato il pappone…
“Ti aspetta all’angolo di corso Monforte, dai non farlo aspettare..
Come in trance mi incammino, lui è sull’angolo. è sui cinquanta, capelli bianchi, prestante. è molto elegante, un vero signore.
“Ciao, io sono Mauro. Scusa se non ti ho aspettato nel bar ma sai sono molto conosciuto in zona.
“Io sono Lia (da ora il mio nome di battaglia).
“Ho sentito parlare molto bene di te, andiamo in un Motel?
“Va bene.
Mi porta in un motel molto bello, una suite piena di specchi. Appena entrati accende la TV e fa partire un film porno che trasmettono sul circuito interno. Poi si sdraia vestito sul letto.
“Adesso spogliati lentamente, fammi vedere come sei fatta.
Io non sono una star, ma piccola, ben fatta e ben rotonda soprattutto nel culo e due tettone niente male.
Appena nuda mi prendo le tette in mano stringendole ed accarezzandole, poi allargo le gambe toccandomi all’interno con una mano. Lui è immobile che mi fissa. Poi mi giro, mi piego in avanti e con le mani mi allargo il culo di fronte a lui(è il mio pezzo forte).
“Cazzo, sei forte, vieni qui, fatti toccare.
Mi avvicino al letto restando in piedi e lui mi tocca il culo delicatamente, allargo le gambe, arriva a toccarmi la figa con le dita.
“Perchè non ti spogli?
“Si adesso, intanto tu continua a toccarti.
Farmi i ditalini mi è sempre piaciuto, se poi mi guardano ancora di più. Sono li in piedi a gambe larghe che mi accarezzo furiosamente il grilletto mentre lui si spoglia. Più mi masturbo più la figa si bagna, mi infilo qualche dito stantuffandomi da sola, è bello, decido di godere subito. Lui se ne accorge dai miei sussulti e restando sdraiato comincia a farsi una sega lentamente. Mentre godo guardo affascinata la sua mano che si muove lentamente lungo l’asta avanti e indietro, scoprendo una bella cappella rossa.
“Guarda la TV.
Nel film un uomo sta pisciando addosso ad una tettona.
“Ti piace? lo facciamo?
“Non so, non ho mai provato.
“Vieni facciamolo anche noi ma con una variante
Mi porta nel bagno dove c’è una grande vasca rotonda. Mi fa entrare e mettere alla pecorina appoggiata con le mani al bordo. Mi sento allargare le chiappe ed il cazzo si fa strada nella mia figa bagnata per l’orgasmo.
Comincia a pomparmi da dietro aggrappandosi alle tette. è bello, colpi lenti regolari, mi riempie bene fino in fondo. Lo sento quasi nell’utero.
All’improvviso si ferma, col cazzo affondato completamente dentro di me. Provo a muovermi io ma lui mi ferma.
“Adesso, aspetta, ecco, arriva..
Cazzo, mi sta pisciando dentro. Mi sento allagare, sento caldo fino all’utero. Continua a riempirmi del suo liquido bollente; è come quando mi faccio sborrare dentro moltiplicato per cento, più caldo, più lungo.
Non voglio assolutamente dirglielo ma sto godendo, la sua piscia adesso mi cola fuori lungo le coscie e le gambe.
Di colpo lo estrae: è come se stappasse lo spumante, un getto immenso si riversa nella vasca scorrendomi sulle gambe. Nell’aria c’è solo odore di pipì. Mi tremano le gambe, mi siedo sul fondo.
Questo è il mio errore: mi pianta il cazzo duro davanti alla bocca afferrandomi la nuca:
“Adesso succhialo.
“No, non voglio, puzza.
“Succhia troia, ti pago per questo.
A questa magiche, arrapanti parole, apro la bocca e ingoio il cazzo gocciolante. è un sapore schifoso, salato, ma sono arrapata da impazzire, potrebbe farmi fare qualunque cosa.
“Succhialo, asciugalo bene.
Io sono seduta nella pozza della sua piscia, fradicia della sua piscia, e succhio il suo cazzo pisciato. Non avrei mai creduto di poter fare cose del genere. E mi piace.
“Adesso apri bene la bocca.
Spalanco la bocca e lui si riprende il cazzo in mano menandoselo ora come un forsennato di fronte a me. è bello guardare la cappella che esce e scompare dal pugno, che diventa sempre più rossa e grossa.
“Stai pronta, fra un po’ ti schizzo in bocca.
Seduta a gambe larghe sul fondo della vasca riprendo a toccarmi il clitoride sento che posso godere ancora.
“Ecco, ora: tieni troia, dopo la piscia la sborra, tutta nella tua bocca da pompinara, bevila tutta.
Non me lo faccio ripetere, la sborra mi piace. La bevo sempre volentieri.
Gli pulisco l’uccello con la lingua mentre si ammoscia lentamente.
Dopo una doverosa doccia, ci rilassiamo un po’ sul letto.
“Devo proprio ringraziarti. è una vita che sognavo di fare queste ed altre cose.
“Quali altre?
“Ancora più porche, ma credo che tu sia la troia giusta, senza limiti..
“Senti per oggi ti do 300. 000, la prossima volta di più perchè ti chiederò molto di più.
“Ma cosa di più?
“Non te lo dico ora. Domani stessa ora stesso posto.
Resto con l’incognita, ho paura ma anche tanta curiosità: cosa può essere che non ho già fatto?
Appena mi riaccompagna in centro torno nel bar e allungo un cinquanta al barista che lo intasca con un sorriso complice.
Ora a casa da quel povero tesoro di mio marito…. FINE

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