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Una notte da mille e una notte

È la prima volta! Mio marito è partito per un viaggio con i ragazzi ed io sono sola, a dormire nel grande letto. In piena notte, suona il telefono e mi sveglia. Chi è che mi chiama a quest’ora? Sentii una voce maschile dirmi: “Buon giorno Sonia, sono Omar, l’uomo che oggi, ai giardini, era seduto di fronte a lei, e che abita sopra di lei, mi è sembrato che non le fossi indifferente. Vuole venire da me a bere una coppa di champagne, in compagnia di mia moglie, Amina che, come me, è araba ed apprezza le belle donne? “. Molto sorpresa per la telefonata, ma assai eccitata per quella conversazione, ben sapendo o immaginando che cosa quei due si aspettassero da me, mi profumai il corpo e scelsi un vestito di un tessuto molto leggero, pressoché trasparente ed eccitante. Mi detti un colpo di pettine e mi truccai gli occhi e la bocca. Dieci minuti dopo quel colpo di telefono, prendevo l’ascensore, tutta emozionata ed eccitata per quell’avventura inattesa. E salendo da loro, ebbi quasi la tentazione di tornarmene indietro, un poco timorosa di cedere così facilmente ai desideri di quei due, e che nemmeno conoscevo a fondo.

Mi ricevette in un soggiorno decorato alla moda beduina: pouf, divani larghi e bassi, piccole tavole ricoperte di piatti di cuoio cesellati. Una bottiglia grande di champagne, dentro un secchiello, mentre nella casa era diffusa una musica orientale. Le luci multicolori erano tenui Omar mi prese per la vita e mi presentò ad Amina che mi chiese il permesso di abbracciarmi. Fissandomi con i suoi occhi bruni e profondi, mi disse:

“Adesso capisco Omar! Le pressioni di mio marito perché ti conoscessi: sei splendida Sonia, con la tua capigliatura bionda e gli occhi verdi. La tua pelle è dolce e il tuo profumo molto afrodisiaco”; e, carezzando il mio viso, aggiunse, “siediti qui, io mi siederò vicino a tè per brindare al nostro incontro”.

Non so se Omar avesse volontariamente fatto scegliere quel pouf a sua moglie; era illuminato da un proiettore posto sul pavimento e, siccome la mia veste era corta e mi era salita sulle cosce quando mi ero seduta, notai lo sguardo dell’uomo fissarsi sulle mie cosce aperte.

“Grazie, Sonia di aver soddisfatto i miei desideri, vedo il suo grazioso vello biondo nascosto tra le cosce così ben modellate”; Sorrisi, mentre Amina, si stringeva più vicino a me. Mi prese per le spalle senza aspettare un secondo, attirò le mie labbra sulle sue e mi abbracciò, aspirando la mia lingua e dicendomi:

“Guarda i pantaloni di Omar: è fortemente eccitato ed il suo cazzo è impaziente”. La sua mano rialzò la mia veste e si posò sulla mia fica eccitata, le sue dita cominciarono a massaggiare la vulva che era un fiume in piena, mentre il mio clitoride era diventato duro e prominente. Omar si avvicinò a noi, accarezzò il mio seno prese possesso della mia bocca, rimpiazzando la moglie, prendendo poi la mia mano, la posò sul suo possente e fiero cazzo che intanto aveva fatto uscire dai pantaloni stretti, le mie dita ebbero difficoltà a prendere perfettamente in mano quel cazzo, tanto era duro e grosso e, sentendo il desiderio che mi saliva dentro, mi chiese di improvvisare una danza del ventre e ballarla con sua moglie ma, precisò: tutte e due nude.

Non mi spiego ancora il mio comportamento, ma quando Amina mi fece scivolare di dosso la mia veste leggera, facendola cadere ai miei piedi, non feci nessun atto di protesta. Intanto anche lei aveva fatto cadere in terra la sua e ci trovammo nude al centro della sala. Aveva un corpo splendido, dei seni opulenti aggressivi, un ventre quasi piatto, una schiena dalle linee armoniose, il pelo sul tosone era nero, lucente e abbondante. Danzando seguendo la musica araba, faceva ruotare il ventre, le mani posate sulle anche. Mi fissava con i suoi occhi neri e, passando la lingua agile sulle labbra piene, mi disse con voce rauca:

“Danza come me, mia bella Sonia, allarga bene le cosce e fai ruotare il ventre lentamente, lanciandolo in avanti e tenendo la schiena curva, all’indietro. Sì, così! Molto bene! Sei aperta e questo ti eccita! Avvicinati a me senza smettere di ruotare il ventre, mia cara! “. Avvicinandosi sempre più a me, fece avanzare bruscamente il suo pube fino a toccare il mio clitoride con il suo, elettrizzando i nostri sensi.

La sensazione era deliziosa e delle gocce di umore cominciarono a colare lungo le mie cosce, quando tendevamo all’indietro il ventre, e allora erano le punte dei seni a toccarsi, deliravo dal desiderio di andare oltre. Amina ha posato le sue mani sulle mie anche e, accelerando il ritmo al suono di quella musica ossessiva, mandò il suo vello lanoso a combaciare con il mio. Mi abbandonai allora tra le sue braccia emettendo delle piccole grida d’amore, intanto Omar, nudo ed allungato su un divano diceva alla sua donna:

“vai più svelta! Eccita ancora la bella Sonia, fino allo stremo, prima che la possieda. Tu gemi, mia bella, ma quando sentirai il mio membro dentro di tè, griderai di piacere, guarda, perversa Sonia, come la vostra danza mi sta eccitando: la mia verga è gonfia, dura e grossa, ha voglia di sentire il calore della tua bocca, e gustarla, avvicinati, mia bella sirena! “. Amina mi spinse verso suo marito, carezzandomi intanto il clitoride e la fica bollente. Sorridendo, Omar tese il suo ventre verso di me ed io mi inginocchiai tra le sue cosce spalancate, intanto la bocca di Amina andava dalla mia fica al buco del culo che si apriva sotto i colpi della sua lingua esperta, io presi la lunga e forte asta a due mani e cominciai ad esplorare con la lingua il glande gonfio e tremante sotto i miei succhiamenti. Lui, intanto mi parlava, mentre lo pompavo golosa:

“Sonia, mia bella odalisca, prendilo bene nella tua bocca, tutto dentro, sì… così! Fallo arrivare fino in fondo alla gola! Carezzami intanto ed io farò sgorgare il mio caldo liquore d’amore nella tua gola, tu l’ingoierai e continuerai a succhiarmi affinché non sarò in condizione di riaverlo duro ed eccitato, perché subito dopo tè lo metterò nel culo! Che mia moglie ti sta preparando con la sua sapiente lingua.

Amo molto le donne del tuo genere che, sotto l’apparenza di spose devote, sono delle vere puttane viziose che fanno di tutto per sentire il piacere, l’ho capito subito oggi quando ci siamo incontrati. Oh! Sì! Succhia il mio sperma! Lo degusterai e lo berrai fino all’ultima goccia. Continua! Non smetto di eccitarmi al pensiero di infilartelo nel culo che si eccita sotto i colpi di lingua di Amina! “. Stranamente, le sue parole mi eccitarono e, con voce carica di desiderio, gli chiesi di scoparmi, lui attirò il mio viso e la mia lingua verso le gambe aperte di Amina che intanto si era sdraiata sul dorso con le ginocchia rialzate e mi presentava il sesso spalancato. Lui spinse il mio viso su quel vello che sembrava un fiume in piena, e sul clitoride prominente. La mia bocca si fissò sulla fica offerta e aspirai il nettare che era emesso da quella fontana d’amore. Omar, al quale offrivo a mia volta lo spettacolo della mia vulva bruciante e del mio culo, si infilò tra le mie cosce e tuffò la sua verga pesante dentro la mia vagina. Grida di piacere uscirono dalla mia gola e conobbi un meraviglioso orgasmo, ma lui subito si ritirò, malgrado le mie suppliche di continuare a scoparmi. Prendendomi per la vita, Amina guidò il glande di Omar fino all’ingresso del culo e, con un colpo di reni violento, lui lo forzò, strappandomi un grido di dolore, con dei rapidi movimenti del bacino, Omar si inforcò sempre più dentro di me, fino a toccare il fondo, sentivo i suoi testicoli battere sulle labbra della vulva ed il piacere prese il posto del dolore che mi aveva fatto vibrare tutti i muscoli. Delle onde successive di piacere scatenarono tutto il mio essere mentre gocce di sudore imperlavano la mia pelle. Mi sentivo in un altro mondo, era l’apoteosi! Il mio bacino si scuoteva e ruotava incontro a quell’asta che mi trapanava, i miei occhi erano fissi, le mie unghie affondavano nelle cosce di Amina mentre la mia lingua beveva i getti di piacere di sua moglie, ci volle un attimo e Omar si fuse in me, scagliandomi nel retto il focoso e caldo getto di sperma che mi fece piangere di felicità,

“tesoro mio! Sento colarmi dentro il tuo sperma! Stai godendo! Ti adoro. Il tuo cazzo nel mio culo è divino! Ancora! Ancora! ” Spossata da quel godimento, mi lasciai prendere tra le loro braccia e venni messa a letto, dove mi addormentai tra Omar e Amina, anche loro distrutti da quelle delizie amorose.

Ecco come passai una notte da mille e una notte. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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