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Un’amica di nome Sara

Io ho 23 anni, sono sposato e ho un bambino, lei ha 22 anni, è sposata e ha una bambina. Abbiamo iniziato a frequentarci, per l’amicizia che legava e lega tuttora mia moglie a Sara, sono oramai sei anni che ci frequentiamo, prima da coppie di fidanzati, poi mia moglie è rimasta incinta e noi ci siamo sposati, dopo poco anche Sara è rimasta incinta e anche loro si sono sposati. Tutto è filato liscio, fino a quando non sono nati i figli. Dopo la loro nascita, è cambiato tante cose, una su tutte, i rapporti sessuali all’interno delle coppie, cioè mia moglie, rimasta traumatizzata dagli eventi, si è chiusa in se stessa, e fare breccia in lei o quantomeno tra le sue gambe, è diventato impossibile, d’altro canto all’interno dell’altra coppia si era instaurato il fenomeno inverso, era lui, Luca, a non volere più Sara. Questi meccanismi che si erano instaurati, hanno portato le coppie a un distaccamento per cercare di affrontare ognuno i propri problemi. Passarono dei mesi, poi io chiamai Sara per capire ciò che stava succedendo all’interno della loro coppia. Sara era molto giù di morale, e d’altronde lo ero anch’io, quindi pensammo che vedersi per parlare un po’ sarebbe stata la cosa migliore. Abbiamo fissato per il pomeriggio successivo, in quanto io avevo mezza giornata di ferie per seguire un corso di aggiornamento, e lei era libera dall’università. Il luogo era una casa di sua nonna nel centro della nostra città. Il giorno successivo avevamo fissato per le 15. 00 ed io partii da casa verso le 14. 30 e con la scusa del corso da affrontare, mi ero sistemato a modo. Arrivai sotto la casa verso le 14. 55 e provai a suonare il campanello da lei indicatomi. Lei rispose e io a sentire la sua voce, mi inebriai un attimo, poi lo scatto della serratura mi risvegliò e oltrepassai la porta, feci le due rampe di scale che mi dividevano da lei in un baleno, e mi presentai di fronte la porta dell’appartamento, la porta si aprì ma non vidi Sara, era nascosta dietro, forse aveva il terrore dei vicini, comunque appena entrato la porta si richiuse dietro di me immediatamente e scorsi la sua figura alle mie spalle, in un attimo mi abbraccio da dietro e mi diede un bacetto sulla guancia destra. Io allora mi girai e vidi di fronte a me una donna bellissima, aveva un abitino nero attillato, appena sopra il ginocchio, delle scarpe con tacco altissimo e i capelli ben messi. Io la salutai e lei mi rispose
– Ciao, sei arrivato puntualissimo –
– Come potrei arrivare in ritardo ad un appuntamento con una donna così, sarebbe da pazzi rischiare di perdere queste occasioni –
– Hai proprio ragione, sarebbe da pazzi……. –
Questa sua mezza frase, scatenò in me un qualcosa di sovrumano e tutti i sogni che avevo fatto su di lei rischiavano di avverarsi, ma io ero restio a credere che ciò potesse accadere, quindi buttai il discorso su cose più diplomatiche tipo i figli.
– Allora la piccola che fa è molto che non la vedo –
– Quale piccola…….. ? ? – rispose lei
– Come quale la tua piccolina, come sta è tutto a posto? –
– Diciamo che la mia bambina sta benissimo, sono io che sto malissimo e soprattutto è lei che è sola – e così facendo, si toccò la zona pubica
Io a quel punto non potevo rimanere diplomatico, avrei rischiato di perdere l’occasione più ghiotta della mia vita, quindi:
– Dai, ma non possiamo lasciarla sola, non lo merita sicuramente –
– Lo penso anch’io che non lo meriti, ma ormai sta quasi abituandosi alla solitudine, mi sembra proprio un peccato lasciarla sola – e così dicendo si avvicina a me e mi dà un altro bacetto di quelli innocenti ma che ti fanno diventare il cazzo un pezzo di marmo
Poi continuò:
– E il tuo “bambino” come stà tutto ………………. OK? – disse in mezzo ai doppi sensi
– Tutto bene, è come nuovo !!!! – dissi passandomi una mano sul pube
Lei allora disse:
– Credo che sia arrivato l’ora di rinnovarlo – e con una ossa rapida mi sbottonò i pantaloni e me li lasciò alle caviglie lasciandomi solo con gli slip addosso che mostravano un ovvio rigonfiamento.
– Beh, credo che sia arrivata anche l’ora di non lasciare più sola lei, e le alzai il vestito lasciando in mostra lo stacco delle autoreggenti e gli slip neri di pizzo. A quel punto dopo quella visuale celestiale, decisi di continuare a sfilare il vestito e in men che non si dica glielo tolsi lasciandola in autoreggenti, slip e reggiseno in pizzo nero. Allora lei fini di togliermi i pantaloni, poi mi sbottonò la camicia e in fine mi tolse la T-shirt, lasciandomi con i soli slip addosso. A quel punto i preliminari erano già iniziati ed io la strinsi a me per dimostrarle che la desideravo più di ogni altra cosa al mondo. Durante questo abbraccio, le mani iniziarono a carezzare i corpi nudi e dopo un attimo le lingue si intrecciarono in un bacio focoso, pieno di sesso. In un attimo eravamo sul divano e dopo un secondo sul tappeto, le tolsi il reggiseno e mi tuffai nei sui seni caldi e sodi, grossi, almeno una quinta, mi divertivo e sentivo l’eccitazione salire nel mio sangue, era una sensazione stupenda e più stupendo fu il seguito, quando lei mi montò a cavalcioni e iniziò a baciarmi il collo, il petto e scese, scese, scese fino ad arrivare agli slip, mi baciava il membro eretto che sotto il cotone degli slip sembrava voler esplodere, poi finalmente lo liberò e lui scattò fuori come felice per quella liberazione e lei se lo appoggiò alle labbra, sentivo il suo respiro sulla cappella, era stupendo. Dopo un attimo dischiuse le labbra e se lo fece scivolare dentro la bocca, mi diede un paio di succhiate poi venne da me e mi baciò appassionatamente, io allora liberai anche la sua fighettina ed ebbi una visione quando vidi le due labbra pulite di ogni pelo era completamente depilata, rimaneva solo un righino due tre centimetri sopra la fine delle labbra.
Allora le carezzai l’interno delle cosce , poggia il dorso della mia mano sopra le labbra e sentii che erano bollenti, avevano un’umidità che mai in nessuna donna sono riuscito a trovare. La presi per il bacino e l’accompagnai verso il mio membro, lei si appollaio sopra e si avvicinò a lui con il sedere. Appena si appoggiò, sentii un calore enorme invadermi e dopo un attimo il mio membro venne inghiottito dalla sua vagina che era bollente, pensavo si sciogliesse, era stupendamente stupenda. Dopo due o tre su e giù la sentii venire copiosamente e ricadde abbracciata su di me.
Io la scostai e la misi accanto a me su un fianco e mi appoggiai dietro di lei per far sentire ancora la presenza del mio membro eretto. Sentii lei spingere verso di me, allora decisi di penetrarla ancora e la presi così, da dietro su un fianco, la presi così per almeno dieci minuti, durante i quali ci coccolammo tantissimo, poi lei si fermò e mi disse:
– Amore dai prendimi dietro, ma stai attento, sai che Luca non si è mai sognato di farlo –
Quando rammentò il marito con il mio cazzo dentro la fica, capii quanto fosse troia e quanto gli piacesse essere chiavata, quindi estrassi il membro dalla fica e mi posizionai alle porte del suo culetto.
C’è da dire che il culetto di Sara è un bene indescrivibile, è un monumento alla beltà femminile, è semplicemente stupendo, tanto stupendo che non era nemmeno nei miei programmi, violare qual monumento, ma dopo che mi aveva detto di essere vergine, non potevo dire di no, non potevo certo non avere qualcosa che Luca non aveva avuto, quindi mi appoggiai dolcemente a lei e le sussurrai all’orecchio di alzarsi e mettersi a pecora, perché sarebbe stato più facile la penetrazione. Appena messasi a pecora, mi riappoggiai con il cazzo al suo sfintere e iniziai a premere dolcemente, appena si rilasso, lo sfintere si dischiuse ed io iniziai ad entrare dentro di lei. Appena fui sicuro di essere sulla strada giusta, diedi un colpo netto e entrai tutto dentro di lei. Lei lancio un urlo soffocato per paura dei vicini, comunque la sentii singhiozzare un attimo. Rimasi fermo per almeno trenta secondi, carezzandole la schiena e di volta in volta anche l’uno o l’altro seno, poi iniziai dei movimenti lenti ma continui tanto che il suo sfintere, iniziò a pulsare, e lei iniziò ad ansimare, allora iniziai ad accarezzarle il clitoride ed a penetrarla con due dita, presto arrivò l’orgasmo che la sconquassò, però io non ero ancora venuto, e decisi che saremmo dovuti venire assieme, quindi ripresi a pomparla con più decisione e dopo appena due minuti già ansimava di nuovo, allora aumentai il ritmo, le rimisi due dita dentro la fica e appena sentii il culo pulsare mi lasciai andare ad una venuta spaventosa, venni con dei lunghi fiotti di sborra dentro il suo intestino caldo ed accogliente. Ci abbracciammo e ci coccolammo per almeno un’altra ora, dopo di che dovetti lasciarla. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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