Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Viaggi / Avventura col toscano
copertina racconto erotico

Avventura col toscano

Toscana, agosto 1989.
Come tutte le mattine, io e mio marito ci recammo al porto, dove tenevamo il nostro gommone. Erano circa le 7: 00 e già il sole ci preannunciava una giornata molto calda. Non vedevo l’ora di arrivare nel nostro posticino preferito: una roccia trasversale che, dal livello del mare, si innalzava alle nostre spalle a circa 15-20 metri di altezza. Un posto poco frequentato, dove si poteva stare nudi senza troppi curiosi attorno, perchè lo si poteva raggiungere quasi esclusivamente dal mare o tramite una camminata di circa 30 minuti attraversando un estenuante pendio boscoso. Appena raggiunto il largo, mi tolsi la camicetta e il tanga perchè non volevo che il sole mattutino con il riflesso dell’acqua, mi facesse quegli odiosissimi segni creati dagli abiti. Finalmente dopo 20 minuti di gommone, raggiungemmo la meta. Avevamo il gommone da poco tempo e visto l’inesperienza e la costa rocciosa, mio marito decise di provare ad ancorarlo al fondo, pochi metri prima delle rocce. Durante la “sudata” operazione, sentimmo il motore di una barca: era un motoscafo di colore giallo-banana che veniva verso di noi. Sinceramente un po’ mi scocciava, perchè temevo che ci volesse fregare il nostro posto e cercai di aiutare mio marito per fare prima a finire l’operazione di ormeggio, senza rendermi conto, che ero completamente nuda. Quando sentii alle mie spalle spegnersi il motore di quel motoscafo a pochissimi metri da noi, mi voltai. Cavolo!!! mica male!!! Era un “Sano” di circa 25 anni che subito mi rivolse la parola chiedendoci se volevamo una mano a bloccare il gommone. Solo in quel momento, mi resi conto che ero nuda, ma invece di sentirmi impacciata, cercai in ogni modo di farmi osservare meglio da lui ringraziandolo e rispondendo che non sarebbe servito, perchè avevamo già fatto. Finalmente raggiungemmo la roccia, sistemai le provviste in un luogo ombreggiato e spiegai al sole gli asciugamani. Intanto il ragazzo aveva ormeggiato e vedevo che il suo sguardo si posava spesso sul mio corpo. Mi sdraiai al sole e cominciai a cospargermi il corpo di olio solare. Mi sentivo osservata e così soffermai il massaggio lungo il mio seno, rendendo quel movimento il più sensuale possibile, mentre non curante, incrociavo il suo sguardo. Cominciò ad avvicinarsi a noi e appena me ne accorsi, discesi quel massaggio fino a raggiungere le mie più intime nudità. Mio marito si era accorto del mio interesse e del mio strano modo di comportarmi e me lo fece capire sorridendomi.
-Disturbo se mi siedo qua?
La sua voce mi penertò talmente intensamente e inaspettata, che sentii un brivido partirmi dall’inguine fino a raggiungere le pareti interne della mia intimità… non c’è che dire, ero proprio eccitatissima.
-No prego accomodati, c’è tanto posto… (risposi arrossendo)
Si sdraiò a 3 metri da me e si tolse il costume che indossava. Inutile dire dove i miei occhi si posarono inevitabilmente incuriositi… e lui se ne accorse. Nel frattempo, mio marito si stava preparando per la sua mattutina pesca subacquea e poco dopo, mi ritrovai sola con lui. Ci pensò lui a rompere quel silenzio così estenuante:
-Mi chiamo Marco, venite spesso qua?
-Ogni anno, tu?
-Ah! , non siete di queste parti?
-No, siamo della provincia di Bologna tu?
-Io abito sull’Isola d’Elba.
-Capisco..
Che stronza!!! avevo smorzato un dialogo con quell’inutile “capisco”, mi sarei strappata i capelli dalla rabbia!!! non mi restava altro che risdraiarmi al sole… e così feci. Passarono circa 10 minuti, che mi sembrarono un’eternità, quando finalmente risentii la sua voce:
-Tuo marito è bravo a pescare?
-Si abbastanza, ma dipende dai giorni, capita anche che non prende nulla…
-Andiamo a vedere in cima come gli sta andando?
-Certo!!!
Ci incamminammo verso la cima di quella roccia, ma visto la pendenza che aveva, si offrì di aiutarmi porgendomi la sua mano che afferrai senza pensarci due volte. In realtà, avevo già fatto mille volte quella salita e non era certo pericolosa, solo che sentivo il bisogno di quel contatto. Arrivammo alla cima mano nella mano e ci soffermammo a guardare verso mio marito che spesso appariva fra un’apnea e l’altra. Rimanemmo ad osservarlo per circa 10 minuti senza che le nostre mani si staccassero per un solo istante, ma senza dirci una parola. Presto però ci rendemmo conto che, quel punto così alto, a strapiombo sul mare, era eccessivamente ventilato per poter resistere e così mi invitò a ridiscendere. Lungo il percorso, mi resi conto che le nostre mani si stringevano, come se avessero paura di perdersi e subito dopo allentavano la presa, come per timore di farsi troppo male… e così, fino a raggiungere gli asciugamani lasciati precedentemente al sole. Mentre scendevamo, osservavo il mare, abbagliata dalla luminosità del sole e sentivo il rumore dell’acqua contro le rocce … quando ad un certo punto mi disse:
-Scusami… stare qua con te, mi fà un certo effetto…
Mi voltai verso i suoi occhi mentre pronunciava quelle parole, ma il mio sguardo, scivolò lungo il suo corpo, fino a raggiungere il suo sesso. Era eccitato anche lui. Il suo membro s’innalzava maestoso, come se volesse staccarsi da quel corpo, per spiccare il volo verso di me… A quella visione, mi sentii tremare le gambe, ero talmente eccitata che staccai la mano dalla sua, per posarla sul suo cazzo, ma le mie gambe non ressero quel contatto e mi lasciai cadere sugli asciugamani, mentre la mia carezza diventava sempre più insistente. Ero inginocchiata davanti a lui, e il mio sguardo seguiva la mia mano… quando mi disse:
-Perchè non me lo ciucci?
Credo che se anche non me lo avesse chiesto, avrei resistito poco nel farlo… Il mio viso si avvicinò mentre le mie labbra si schiudevano all’avvvicinarsi del suo menbro. Lo avvolsi fra le labbra e sentii Marco gemere di piacere mentre io, a quel contatto, … venni. Lo feci sdraiare, affinchè potessi accarezzare il suo corpo mentre continuavo a succhiare il suo cazzo. Sentivo il piacere che gli stavo trasmettendo attraverso la mia bocca e questo mi rendeva ancora più eccitata e fiera di ciò che gli stavo procurando. Sembrava come se non avessi mai avuto un cazzo in bocca, da quanta era la voglia di sentirmelo fra le labbra. Assaporavo con la lingua il suo taglietto spesso pieno d’umore, come preannunciasse l’imminente arrivo del suo fiotto caldo… I suoi gemiti però, vennero interrotti da una frase:
-Stà arrivando tuo marito!!!
Il pensiero di sapere che mio marito stava arrivando e che mi vedesse mentre succhiavo quel cazzo, mi eccitò a tal punto che rivenni, aumentando notevolmente la velocità di quel bocchino per far sì che anche Marco potesse venire in quel momento.
-Ma stà arrivando tuo marito!!!!
-Non pensarci, stai tranquillo, pensa a me, voglio che mi vieni in bocca…
… e ripresi a succhiare più avidamente quel cazzo fino a sentirmelo in gola. La mia bocca saliva e scendeva lungo quell’asta fino a sfiorargli con le labbra, la pelle turgida delle palle, per risalire subito dopo soffermandomi sulla cappella gonfia. Feci appena in tempo a percepire che ci mancava poco al suo orgasmo, quando sentii il suo sperma caldo innondarmi la gola. Continuai a succhiare la sua cappella come se stessi bevendo, con la cannunccia, un sublime frapè al cioccolato. Il sapore di quel nettare era talmente dolce e denso, che lo sentivo scivolare lungo la mia gola e solo quando non percepii più il suo sapore, mi staccai da quel membro. Mio marito arrivò mentre ancora assaporavo il piacere di quella bevuta, aveva preso un bel capitone, ma anche io però…… @! ^_^! @ FINE

About Porno racconti

La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.