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Avventura In Tenda

Quel giorno, era un giorno come tanti altri, e io e la mia ragazza stavamo passeggiando su un sentiero poco frequentato, con i sacchi in spalla e una tenda in mano.
Infatti avevamo deciso di trascorrere qualche giorno completamente da soli, al di fuori di tutto, e lontani da tutti.
Eravamo in montagna, e vedemmo che il sentiero portava in un bosco.
Non avevamo un posto preciso dove accamparci; l’idea era quella di andare allo sbaraglio e trovare un posto in montagna dove ci fosse un po’ di pianura, e molta tranquillità.
Ci addentrammo nel bosco, il quale dopo un po’ divenne fitto, e pur essendo pieno giorno, era diventato piuttosto buio.
Trovammo un posto dove accamparci, e lì vicino c’era un ruscello, che non vedevamo, ma di cui sentivamo il rumore.
Montammo la tenda, e quando avevamo finito erano circa le otto.
Era una serata d’inizio estate, quindi non era ancora buio, e non faceva troppo caldo, perchè come ho già detto, eravamo in montagna.
Consumammo il pasto (dei panini che Laura aveva preparato per noi), poi entrammo in tenda.
Il lato sessuale del nostro rapporto non era male, ma non eravamo mai giunti al rapporto completo, che comprende la penetrazione.
Ci limitavamo alla masturbazione reciproca.
Quando entrammo in tenda erano più o meno le 9. 30, il che vuol dire che era buio, e che il fresco venticello della montagna incominciava a farsi sentire, ma era solo fresco, non faceva freddo.
Io e Laura ci accovacciammo uno accanto all’altra, e parlammo del più e del meno per un po’ di tempo, tenendoci stretti l’un l’altra.
Ci volevamo un gran bene, e devo dire che il rapporto era basato piuttosto su questo che sul lato sessuale.
Questo non vuol dire che non c’era contatto sessuale, come ho già detto, ma per entrambi non era quello che cercavamo nel partner.
Quello che cercavamo era l’affetto, e il “volersi bene”, e questa era una cosa abbastanza positiva, considerando che lei aveva diciannove anni e io ne avevo diciotto.
Dopo un po’ di chiacchiere, incominciammo a baciarci dolcemente come facevamo di solito, e io decisi che saremmo stati più comodi se avessimo aperto completamente in due sacchi a pelo che avevamo, tenendone uno sotto di noi per avere la superficie più morbida, e uno sopra di noi per tenerci caldo.
Dopo un po’ lei si sdraiò sopra di me incominciando a muoversi come se stessimo avendo un rapporto sessuale.
A quel punto lei indossava le mutandine di seta che le avevo regalato per il suo diciannovesimo compleanno, e una maglietta, senza reggiseno.
Io avevo indosso solo una maglietta e i Boxer.
Lei mi sfilò i Boxer, e strusciava la sua parte sessuale contro la mia, fino a farmi venire un’erezione.
A quel punto le mie mani si spostarono da dove erano (una dietro alla sua testa e l’altra sulla schiena), fino al suo sedere, e incominciai ad accarezzarla dove finisce la schieda e inizia il sedere.
Sapevo che questo la eccitva tantissimo, così dopo poco spostai la mia mano destra sul suo fianco sinistro e incominciai a sfilarle le mutandine piano piano, mentre con l’altra mano continuavo ad accarezzare il suo punto erogeno più sensibile, esattamente come stavo facendo prima.
Poi, aiutandomi con la mano sinistra le sfilai completamente le mutandine, e mi accorsi che erano completamente bagnate, molto più del solito.
Le chiesi perchè fossero così tanto più bagnate del solito, ma lei non mi rispose, e aumentò la velocità nel suo movimento.
Il suo respiro diventava sempre più affannoso.
Dopo un po’ mi fece capire che voleva cambiare posizione, così la feci rotolare ferso la mia destra, e ci ritrovammo sdraiati sul fianco, come eravamo soliti fare.
Poi lei incominciò a spostare le sue mani verso il basso, e mi accarezzò la pancia, per poi spostarsi più in basso, e mi sfilò i Boxer.
Poi incominciò ad accarezzarmi nel punto più atteso, e io emisi un piccolo gemito di piacere.
Era venuto il turno delle magliette, che lentamente ci sfilammo a vicenda e io incominciai a baciarle i seni, e scoprii che i capezzoli erano già come marmo.
Ora lei incominciò a scivolare verso il basso, baciandomi dapprima il petto, poi la pancia.
Poi, con mia grande sorpresa, si spostò ancora più in basso, incominciando a baciarmi prima i testicoli, per poi passare al pene.
Questa per me era una sensazione mai provata prima, ed ero in preda al piacere più che mai, ma non era ancora niente, perchè il bello venne quando lentamente se lo fece scivolare in bocca, e io mi sentii il membro avvinghiato da un calore indescrivibile.
Decisi di contraccambiare, così le chiesi di girarsi.
Così fece, andando a gattoni con le gambe, ma senza togliersi il mio pene dalla bocca.
Mi ritrovai con la sua fessurina proprio sopra ai miei occhi, e le allargai un po’ di più le gambe, così da facilitare il contatto con la mia bocca.
Mentre facevo questo, una goccia del suo succo cadde sulle mie labbra, e ne assaporai per la prima volta il gusto, che era eccitantissimo.
Incominciai così a contraccambiare quel piacere che mi stava procurando, dapprima massaggiando delicatamente le grandi labbra con le dita, per poi passare a giocherellare con il clitoride con la lingua.
Fu solo allora che mi resi conto che eravamo nella famosa posizione sessantanove.
Ora la mia lingua era passata oltre il clitoride, e aiutandomi con le mani allargai le grandi labbra e infilai la mia lingua dentro, più a fondo che potevo, e la muovevo rapidamente.
Poi la ritrassi un poco, e la muovevo su e giù su tutta la lunghezza.
Mentre facevo questo, lei era sempre ancora intenta ad avvinghiare il mio pene con la sua bocca, e certe volte succhiava, come se stesse facendo un succhiotto al glande.
Ogni tanto si fermava, e alzava la testa, perchè quello che le stavo facendo io la faceva impazzire, in quanto anche per lei quella era la prima volta che provava quella sensazione.
A un certo punto lei si girò di scatto, e incominciò a baciarmi, e quella sera il suo bacio era molto appassionato, e sentivo che lei era caldissima.
Forse era così eccitata per il vicino rumore del ruscello di montagna.
A un certo punto mi accorsi che aveva staccato le mani dal mio corpo, e stava frugando in uno zainetto che aveva portato con sè.
Non sapevo che cosa stesse cercando, ma dopo un po’ sentivo che stava trafficando con una scatola.
Poi sentii il rumore di qualcosa di plastica, e uno “strapp”.
Pochi secondi dopo mi prese in mano il pene, e mi accorsi che quello che aveva in mano era un preservativo, perchè incominciò a srotolarlo sul mio pene.
Quella con cui stava trafficando, era una scatola di preservativi che avevamo comperato insieme circa un mese prima, con l’idea di usarli, ma senza decidere quando; solo quando ci sentivamo entrambi pronti.
Sì, quella sarebbe stata la nostra prima volta.
Io ero un po’ timoroso, e sentivo che lo era anche lei.
Dall’esterno provenivano dei rumori strani, come se fossero di animali, e la cosa eccitava entrambi ancora di più.
Dopo avermi messo il preservativo, lei si rimise sopra di me, e proprio in quel momento ci fu un lampo.
In quell’attimo di luce riuscii a vedere i suoi occhi, i quali avevano un’espressione che non avevo mai visto in essi.
Era come se mi stesse parlando con gli occhi, e mi stesse dicendo che mi voleva un gran bene.
Dopo essersi posizionata sopra di me, prese in mano il mio pene, e lo indirizzò verso la sua fessurina ancora vergine.
Al suo contatto con essa, io provavo una sensazione bellissima.
Incominciò ad entrare, e sentivo che faceva fatica, perchè anche lei era ancora vergine.
Dopo poco entrò un po’ di più, e lei emise un gemito, che credo fosse di dolore.
Una volta entrato, incominciammo a muoverci, e io con le mani accarezzavo i suoi seni, e lei mi toccava i testicoli, e ogni tanto si toccava il clitoride, per provare più piacere.
Io spostai le mie mani dal suo petto al suo sedere, e incominciai ad accarezzarla lì, dolcemente, per poi discendere fino alla sua apertura del piacere, dove sentivo il mio pene entrare e uscire, e intanto ripresi a giocare con il suo clitoride.
Lei era completamente sdraiata su di me, e mi baciava con passione, ma senza violenza, con dolcezza.
La cosa andò avanti per un pezzo, e ogni tanto lei si dirompeva in orgasmi incredibili.
Non le avevo mai visto quell’espressione in faccia.
La bocca leggermente socchiusa, gli occhi semichiusi, che guardavano in alto, e quei gemiti, che solo a sentirli mi facevano provare un piacere immenso.
Dopo un periodo di tempo che non riesco a stimare non resistetti più: volevo raggiungere il piacere con lei, così mi misi ad aumentare il ritmo, e spingevo veramente a fondo, il che fece cambiare ulteriormente l’espressione del suo volto.
Raggiungemmo il climax ascendente del piacere contemporaneamente, e ci guardammo negli occhi con un’espressione di dolcezza infinita.
Dopo aver estratto il pene dalla vagina ci rilassammo.
Laura si lasciò cadere sopra di me, sfinita.
Dopo alcuni minuti lei decise che non aveva ancora fatto abbastanza, così si indirizzò verso il basso del mio corpo, baciandomi delicatamente durante il suo tragitto, fino ad arrivare ad altezza pubica.
Tolse la protezione dal suo procuratore di piacere, e sì lasciò andare in una pulizia accurata di tutta la lunghezza, compresi i testicoli.
Dopo di questo si riaccovacciò accanto a me, e dopo che mi ebbe baciato dolcemente, ci addormentammo. FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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