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Brutta avventura a Lampedusa

Una settimana di vacanza al mare a luglio, per spezzare la monotonia dell’estate, in attesa delle vere vacanze ad agosto. Lampedusa è il posto ideale per chi vuole rilassarsi al mare. Non c’è la folla che c’è in Sardegna, il mare è altrettanto stupendo e le spiagge sono fantastiche, incastonate qua e là tra la costa frastagliata. Un’ora di aereo e siamo già in questa che è l’ultima terra dell’Italia o la prima dell’Africa. Il mare ed il clima ricordano l’Africa, ma la gente, le costruzioni e la cucina di pesce sono sicuramente italiani! Arrivo sabato 6 luglio, rientro sabato 13.
All’aeroporto, un ragazzo dell’hotel ci viene a prendere con un Fiat Doblò. Non molto carino, ma gentile e cordiale, trascorriamo il quarto d’ora di strada che percorriamo ad ascoltare lui che ci indica i posti più belli di Lampedusa. L’albergo è delizioso: a tutto bianco, immerso nel verde a strapiombo sul mare, si arriva in spiaggia scendendo dei gradini ricavati nella roccia. Le camere sono carinissime, arredate deliziosamente e con una terrazzino coperto con un’amaca che invita a dolci sonni. La cucina è superba, tutta a base di pesce, crostacei e frutti di mare. Scorrono via i primi giorni di vacanza; il sabato, la domenica ed il lunedì io e mio marito Alex li passiamo tra sesso mattutino, colazione presto, mare e ricerca di spiaggette isolate e nascoste, pranzo, relax ed altro sesso dopo pranzo, ritorno in spiaggia, doccia, ancora sesso, cena, qualcosa da bere nel bar dell’albergo o in qualche localetto nei dintorni dopo cena e soprattutto, ancora sesso prima di addormentarci! Anche ieri, martedì, è filato via così, almeno fino all’ora di cena, quando poco prima Alex si prepara prima di me e scende dicendo che mi aspetta giù nel bar della hall per un aperitivo. Fa un caldo tremendo, nonostante siano quasi le otto di sera. Mi preparo per cena come al solito particolarmente sexy: una lunga doccia fresca, uno shampoo ai capelli. Lascio i capelli sciolti sulle spalle, liscio e profumo la pelle con una crema, poi mi presento al bar dove mi aspetta mio marito per l’aperitivo, con un vestitino di seta nero estremamente scollato davanti e con la schiena tutta scoperta, zoccoletti neri con il tacco a spillo da 13 cm. che mi slanciano e mi rendono un po’ troia. Vedo che alcuni uomini mi lanciano sguardi languidi, di ammirazione, ma il primo di tutti a mangiarmi con gli occhi è mio marito. Mi siedo sullo sgabello e accavallando le gambe le scopro quasi tutte; l’aria condizionata mi inturgidisce i capezzoli, liberi dal reggiseno, Alex mi dice che tutti gli uomini nel bar mi stanno guardando e spogliando con gli occhi, soprattutto perché i miei capezzoli quasi sfondano la seta del vestito! Poi, si va a cena, specialità siciliane e vino, tanto vino per rinfrescare e scaldare la serata! A cena ultimata, decidiamo di fare un giretto in centro, quindi prendiamo un taxi ed andiamo. Leggera confusione, turisti e negozi, mio marito mi fa notare che anche qui, camminando, molti mi guardano, “perché sei bella, romana, con i capelli sciolti e le tue tette libere sotto il vestitino leggerissimo si muovono ad ogni passo! Sei così sexy che mi ti farei anche qui davanti a tutti! ” Decidiamo di fermarci in un bar molto carino e sederci per un cocktail. In questo piccolo bar ci sono 5 tavoli, in uno sediamo noi, in un altro ci sono due turisti tedeschi, due sono vuoti ed al quinto ci sono 3 ragazzi sui 30 anni, che da quando siamo entrati non mi hanno ancora staccato gli occhi di dosso! Questa situazione piace particolarmente a me e mio marito, che mi chiede di mostrarmi a loro ancora più sexy; abbiamo già bevuto abbastanza vino e sono particolarmente disinibita, non che quando non bevo non lo sia! Li guardo mentre loro mi guardano poi, spinta dal desiderio mio e di mio marito, vado al loro tavolo per chiedere alcune informazioni sui locali notturni della città. Sono in piedi davanti a loro seduti, chiedo di questi locali, uno di loro scrive il nome di una discoteca su un tovagliolo di carta ed io mi piego in avanti, verso di loro, sapendo di mettere in mostra le mie tette che escono quasi dai bordi del vestitino. Mi eccita sapere che mi stanno guardando i capezzoli, che sono quasi nuda davanti a loro. A loro non capita spesso di poter guardare una donna seminuda ed a questo punto si offrono di accompagnarci in uno di questi locali. Io ed Alex accettiamo consapevoli che ci aspetta una serata molto particolare e diversa dalle altre appena trascorse qui. Sappiamo anche che salendo in macchina con loro la cosa potrebbe diventare pericolosa, ma questa situazione è resa particolarmente eccitante dal vino bevuto, per cui saliamo sulla loro auto. Alex si mette appositamente nel sedile anteriore ed io dietro in mezzo agli altri due ragazzi; rimango immobile, senza parole, con le gambe accavallate. Prima di uscire per cena non mi sarei aspettata una situazione del genere. Appena partiti, i due ragazzi iniziano ad accarezzarmi le cosce poi, lentamente, quello alla mia destra stacca le mani dalla pelle delle mie cosce e le mette nella parte superiore del vestito; mi prende in mano una mia tetta e comincia a palparmela stringendola quasi con forza, mentre nel frattempo l’altro appoggia le sue labbra al mio collo cominciando a baciarmi e leccarmi. Vuole entrare tra le mia cosce con la mano, cercando di farmele divaricare; sono eccitata, una situazione intrigante ma forse anche pericolosa e questo pericolo la rende molto eccitante, molto! Mi trovo in compagnia di sconosciuti che mi toccano ed ai quali forse sono destinata a concedere, di qui a poco, tutta me stessa. L’auto arriva alla discoteca, si ferma davanti all’ingresso, i due smettono di toccarmi; scendiamo, davanti alla discoteca c’è una piccola folla che aspetta di entrare, molti ragazzi e poche ragazze.
Il ragazzo che guidava, che sembra essere di casa in questo locale, oltrepassa la fila e noi lo seguiamo. Dentro la discoteca, io e mio marito seguiamo i tre ragazzi e ci sediamo ad un tavolo. Luci basse e colorate, fumo, poi un cameriere porta una bottiglia di vodka al melone ghiacciata. I bicchieri si riempiono, io ne vuoto almeno tre. La musica è forte, Alex mi prende per mano e saliamo insieme i tre gradini che sono sulla pista, ed io mi ritrovo su un piedistallo che sovrasta la pista da ballo. Alex mi incita a ballare ed io mi lascio prendere dal ritmo, cominciando a muovermi in modo sensuale; come sempre, ho un’infinità di occhi puntati addosso, poi uno dei direttori della discoteca si avvicina al tavolo rivolgendosi a mio marito e lo prega di portarmi nella saletta privata a ballare per alcuni personaggi importanti, in una saletta riservata dove ci sono una decina di persone al massimo, esponenti della mafia locale, che per uno spettacolino sarebbero estremamente riconoscenti, perché mi hanno vista ballare e mi vogliono! Anche volendo, a loro, in Sicilia, non si può dire di no! Un cameriere mi viene a prendere per guidarmi alla saletta; sono sudata, ancora all’oscuro del programma che mi aspetta. Scendo dal piedistallo, seguo il cameriere fino al tavolo dove ci sono mio marito ed i tre ragazzi che ci hanno accompagnato, poi tutti insieme seguiamo il cameriere. Entriamo in una saletta, con le luci più soffuse, musica a volume basso. 4 uomini grassi, eleganti, età dai cinquanta ai sessanta sono seduti in poltroncine comode di pelle nera. Intorno a loro ci sono almeno una quindicina di giovani, appoggiati al muro, in piedi dietro di loro. Sono i loro scagnozzi, addetti alla sicurezza dei quattro personaggi. I tre ragazzi che ci hanno accompagnato salutano tutti, sia gli scagnozzi che i quattro, dando del voi ai quattro boss. Io ed Alex ci guardiamo, la situazione non è certo delle più comode, penso che per la nostra perversione e porcaggine ci siamo cacciati in un bel guaio, ma penso anche che proprio facendo la porca perversa tirerò fuori da questo casino me e mio marito. La saletta è chiusa al pubblico, Alex ovviamente è rimasto dentro con me. Salgo su un tavolino, la musica viene alzata un po’, un faretto mi illumina ed io ballo e mi muovo al ritmo della musica, mentre loro mi guardano. Ballando ed agitandomi, una spallina del vestito mi scende ed un capezzolo si scopre.
Sto ballando con una tetta scoperta e mi dicono che sono favolosa. Uno dei boss chiede al cameriere che io faccia uno spogliarello, il cameriere lo chiede a mio marito e lui mi si avvicina per chiedermi di farlo; la cosa mi stimola ed accetto di spogliarmi davanti a questi sconosciuti. Continuando a ballare, faccio scendere anche l’altra spallina ed il vestito scivola a terra; rimango con il minuscolo tanga nero e gli zoccoli neri a spillo, ballo stimolando ed eccitando tutti i miei spettatori, mio marito compreso. Mi sfilo anche il tanga, lo lascio cadere ed a questo punto sono completamente nuda; nuda davanti a più di una ventina di sconosciuti siciliani arrapati, consapevole che dovrò soddisfare le loro voglie e concedere il mio corpo alle loro fantasie sessuali, anche le più spinte, che non potrò più tirarmi indietro, che sarò il loro oggetto per tutta la notte, che mi useranno per i loro giochi erotici, che sarò posseduta e penetrata da tutti i miei spettatori in tutti i modi. Continuo a ballare, dimenando il mio corpo e gli individui che mi stanno osservando cominciano a dare i primi segni di eccitazione: uno dei giovani mi si avvicina e mi prende la mano, smetto di ballare, lui mi trascina verso gli altri che si slacciano i pantaloni e mi fanno inginocchiare. Mi sono di fronte, i 4 più vecchi, i boss, rimangono seduti sulle poltrone ad osservare e le giovani guardie del corpo in fila davanti a me con i pantaloni slacciati estraggono i loro cazzi e cominciano a menarseli. Io sono in ginocchio, quasi a ricevere un ordine, in attesa di un cenno. La vodka che ho bevuto ha ancora il suo effetto, ma tutto sommato sono molto lucida; uno dei scagnozzi si posiziona alle mie spalle, si inginocchia dietro di me, mi abbraccia da dietro e comincia a stringermi le tette, in modo quasi da strizzarmele. Provo un po’ di piacere, misto a dolore: me le stringe forte e nello stesso tempo mi bacia il collo, mi infila la sua lingua nell’orecchio, mi succhia il lobo, mentre allargo le labbra per iniziare a succhiare il grosso cazzo duro del ragazzo che mi sta di fronte. Lo prendo in bocca, lo succhio, lo succhio con piacere, con gusto, come mi piace fare, con il piacere di avere il cazzo di un uomo in bocca, di assaporarne il gusto, di sentire la turgidità di un cazzo duro, di pregustarne il sapore dello sperma che mi riempirà la bocca a breve; in fondo succhiarlo è sempre stata una delle cose che mi piace di più fare ad uomo, e visto che mi sono cacciata in questa situazione, cerco di ricavarne tutto il piacere possibile. Mentre sono intenta a succhiare il cazzo, le mani degli altri iniziano ad esplorare il mio corpo, ad accarezzarlo ovunque ed a palparmi. Almeno otto mani mi sono addosso, mi accarezzano contemporaneamente, facendomi inebriare di piacere. Mi sento porca, questo mi eccita ancora di più, poi sento la cappella di un cazzo che mi entra nella fica e la punta di una lingua bagnata che mi lecca il buchino del culo; dopo un istante, la lingua diventa un altro cazzo che mi entra dietro nel culo, mi penetrano, il mio sfintere si allarga e lo prende tutto dentro. Mi piace, culo, fica, culo, fica, mi penetrano sempre più a fondo e li sento in gola, mi stantuffano sempre più rapidamente e sento che i loro cazzi si stanno ingrossando, si stanno preparando a scoppiare ed a riempirmi di sperma, di sperma caldo, di un fiume di sperma. Anche quello che ho in bocca si sta ingrossando per riempirmi di caldo sperma la bocca, e contemporaneamente mi sento riempire di sperma le chiappe, il ventre e la bocca. I tre che sono venuti lasciano il posto a quelli che ci guardavano: altri 3 da soddisfare! Io rimango in ginocchio, a pecorina come una cagna, una cagna in calore pronta a soddisfare le voglie di altri 3 randagi che vogliono approfittare delle mie grazie! Vogliono succhiarmi i capezzoli, vogliono leccarmi la fica, vogliono spaccarmi il culo, vogliono succhiarmi il clitoride fino a farmi urlare di piacere, vogliono vedermi godere e cominciano a farlo. Culo, fica, bocca, tutti dentro, duri, grossi più di prima, enormi, dentro, fuori, dentro, fuori e dentro ancora, e poi, sborra calda, un fiume di sborra calda su di me, ancora sperma di sconosciuti che mi hanno riempito le tette, la faccia, le chiappe, la schiena. Sono la loro cagna in calore, servo solo a soddisfarli. Sono stremata, non ho mai vissuto un’esperienza del genere prima, un’esperienza forzata, anche se nessuno mi ha obbligata a fare nulla, ma se soltanto mi fossi azzardata a rifiutare qualcosa, non oso pensare a cosa sarebbe potuto succedere a me e mio marito. Quindi faccio quello che so fare, e che mi piace anche fare, cioè la porca, la vera troia! I miei spettatori però non hanno ancora finito: le cose peggiori devono ancora arrivare. I due vecchi boss mi legano le mani dietro alla schiena con una foulard di seta, poi uno dei due si avvicina ed inizia ad accarezzarmi, poi, senza dire una parola, mi mette una mano nei capelli, poi scende e mi prende in mano una tette, la palpa prima dolcemente poi con più forza, stringe fra le sue dita la punta del capezzolo, prende in mano tutta la tetta e stringe forte. Io emetto un gemito di dolore, allora lui si inginocchia e mi infila la sua lingua in bocca mentre mi tiene ferma la testa con l’altra mano, poi smette e mi infila un dito in bocca. Io lo succhio come se stessi facendo un pompino, lo succhio e lo bagno con la mia saliva, lui lo estrae dalla mia bocca e lo porta dietro di me, sento la sua mano che mi palpa una chiappa, la stinge forte, e sento il dito bagnato che cerca di entrare nel buco del mio culetto, bagnato e lubrificato. Sento che il dito mi sta entrando nel culo, prima la punta, poi mezzo, poi tutto dentro e una volta dentro si muove, prima piano poi sempre più velocemente. Mi sembra lunghissimo e grossissimo questo dito si muove vorticosamente dentro il mio culo e mi fa impazzire! L’altro dei 2 boss che fino ad ora mi ha osservata toccandosi l’uccello, mi si avvicina, mi prende i capelli, li stringe come per costringermi a guardarlo in faccia. Io, in ginocchio, alzo lo sguardo verso di lui che è in piedi davanti a me; il boss con una mano mi tiene stretti i capelli, con l’altra si smanetta l’uccello. Credo voglia infilarmelo in bocca, così apro un po’ le labbra per assecondarlo ed iniziare a succhiarlo, ma lui, invece, avvicina la punta del suo cazzo alle mie labbra e, smanettandoselo più velocemente, mi scarica in bocca una dose massiccia di sperma. L’altro, quello che mi stava infilando un dito nel culo, si gira e mi piazza il suo cazzo davanti alla bocca. Vado per succhiare anche il suo, ma inaspettatamente lui inizia a pisciarmi addosso, come una fontana, un getto di urina calda e schifosa mi colpisce in viso e sulla spalla.
D’istinto mi tiro indietro e mi scosto, guardandolo schifata, ma a questo punto interviene mio marito Alex, che incazzato ed ad alta voce, affronta a brutto muso il boss: “E no! E no! Così non va bene neanche per il cazzo! Noi qui vi rispettiamo tutti, allora lei mi fa il cazzo del favore di rispettare me e soprattutto mia moglie! Questa doveva essere un gioco, ma mi sembra che lei abbia esagerato e che ora debba delle scuse alla signora! ”
Guardo mio marito allibita, ma soprattutto terrorizzata che adesso questo schifoso verme gli attizzi contro i suoi scagnozzi e lo possano ammazzare.
Invece il boss si avvicina a mio marito e gli dice: “Bravo! Bravo picciotto! Vossignoria c’avete le palle! Volevo vedere fino a che punto arrivava questa bottana, fino a che punto voi gli facevate fare la bottana e fino a che punto voi volevate essere cornuto! ” Mio marito allora, precisa al vecchio boss, mentre mi scioglie i polsi dal foulard: “Guardi, non so se voi concepiate o no il nostro modo di vivere, ma io godo nel vedere lei fare la puttana e lei gode nel vedermi porco mentre mi scopo un’altra bottana, come dite voi. Se non vi sta bene, a posto, amici come prima e ognuno per la sua strada, ma non vi dovete permettere di pisciare addosso a mia moglie! ” Il boss guarda mio marito, mentre io tremo di paura, poi mi si avvicina, mi prende la mano e mi fa un baciamano, dicendomi: “Signora, spero che vossignoria potesse scusare me, i mei amici e i nossi picciotti, ma sa, siamo stati presi dalla foga del momento. Vi chiedo peddono. ” Poi, si gira verso uno dei suoi e dice: “Vito, prendi la borsa e veni accà. ” Il ragazzo in questione prende una borsa e gliela porge al boss, che la apre. La borsa è piena di soldi e lui prende una mazzetta di fogli da 200 euro e me la porge. “Spero che questi signora, possino bastare a lavare l’onta e ad accettare le mie scuse. ” “Sicuramente. Tutto dimenticato. Arrivederci e buona serata. ” Gli dico mentre prendo la mazzetta ed il vestito col tanga. Alex si avvicina a lui e gli da la mano, dicendogli: “Arrivederci Don…” “Calogero. Mi chiamo Calogero. ” Lo interrompe il boss. “Arrivederci Don Calogero, noto con piacere che siete un uomo d’onore che sa riconoscere anche i propri errori. Le auguro una buona serata. ” Usciamo dalla saletta, io sono nuda e cerco di coprirmi con il vestito che ho in mano. La gente della discoteca mi guarda stupita, mentre io entro in bagno e mi rivesto, senza neanche lavarmi perché non vedo l’ora di andarmene. Usciamo dal locale e chiamiamo un taxi, che ci riporta in albergo rapidamente. Durante il tragitto io e mio marito non apriamo bocca, non abbiamo voglia di parlare. Una situazione così non l’abbiamo mai vissuta.
Rientriamo in albergo, sono stanca e le gambe quasi non mi reggono più in piedi, vuoi per la stanchezza ma soprattutto per la paura che mi sono e ci siamo messi. Alex mi accompagna nel bagno della nostra stanza, dove mi faccio una doccia calda e mi tolgo di dosso tutto quello schifo con il profumatissimo bagnoschiuma dell’hotel. Alex intanto mette il mio vestitino nella busta della biancheria da lavare nella tintoria dell’albergo. Poi, sul letto, iniziamo a parlare ed a dirci che in futuro non dovremmo più cacciarci in un simile guaio, che dovremmo stare attenti ad andare con gente che non conosciamo e tante altre cose. Intanto però, contiamo i soldi della mazzetta; sono 50 biglietti da 200! Il boss ha voluto scusarsi con me con diecimila euro! Ci sentiamo decisamente meglio e possiamo guardare a questa brutta avventura con un sorriso in più, anche se onestamente, il gioco non è valso la candela. Però almeno, ci siamo pagati la vacanza ed anche quella che faremo ad agosto in Brasile ed a Santo Domingo, da Michael e Raphael! Prima di dormire, io e mio marito ci abbracciamo e ci baciamo, poi iniziamo a fare l’amore, quello vero però! Oggi, mercoledì, sono ancora abbastanza scossa per l’accaduto, e non mi sono mossa dalla stanza, mentre mio marito è sceso soltanto un po’ per andare a fare un bagno nella piscina dell’hotel. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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