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Racconto erotico

Estate ’99

Finalmente era arrivato per la famiglia Paolucci il momento di partire per le tanto agognate vacanze estive.
La signora Evelina (32) in perfetto accordo con il marito Franco (31) aveva prenotato, per un soggiorno di quindici giorni, presso uno dei più bei villaggi del Venta Club.
I loro due piccoli figli erano contentissimi di recarsi al mare, ma lo erano di più per il fatto che lì al villaggio avrebbero trovato dei loro amichetti.
Infatti altre due coppie di carissimi amici della famiglia Paolucci avevano deciso di passare insieme a loro quelle ultime due settimane di Luglio.
Al villaggio così Franco ed Evelina trovarono ad attenderli Renzo (33) e Michela (33) e Marco (33) e Patrizia (31).
Le tre coppie alloggiavano al piano terra di quel bellissimo villaggio. Avevano stanze comunicanti, che tramite una piccola veranda davano su un grande parco verde.
Erano soprattutto le donne a beneficiare di quell’ angolo di parco. Infatti nelle ore di riposo dei piccoli, appena dopo pranzo, mentre i loro mariti erano già tornati in spiaggia o vagavano liberamente per il villaggio, si ritrovavano a stendersi al sole sull’erba. Così potevano curare l’abbronzatura e scambiarsi gli ultimi pettegolezzi mentre continuavano a controllare i loro bambini.
Le donne delle coppie erano le vere amiche. Si conoscevano dai tempi del liceo. Avevano poi vissuto insieme in un appartamento nel periodo dell’Università. Erano legatissime tra loro, si confidavano poi tutto.
Nessuna aveva dei segreti da celare alle altre. Naturalmente anche gli uomini si erano trovati bene tra loro negli anni passati e quella vacanza ne era la testimonianza.

I giorni scorrevano veloci nell’assoluta tranquillità.

Evelina, però, aveva capito che Renzo non era assolutamente rimasto estraneo al suo fascino.
C’era stata un’escalation.
In spiaggia più di una volta si era sentita osservata in maniera intensa dal marito della sua amica. Tanto osservata da sentirsi in imbarazzo.
Come quella volta che i due si ritrovarono a costruire a riva dei castelli di sabbia per far giocare i bambini.
Renzo non fece altro che guardare il grandissimo seno di Evelina.
A tavola poi i due sedevano vicini e più di una volta Renzo con la sua gamba destra aveva strusciato quella sinistra della donna. Andando avanti nei giorni quel contatto fisico era divenuto sempre più insistente.
Evelina cercava di far finta di nulla, pensava che stava interpretando male il tutto.
Ma così non era. Un pomeriggio mentre Franco era in acqua con i bimbi, Renzo si offrì come volontario per spalmare la crema solare sulla schiena delle donne.
Naturalmente il trattamento riservato a Evelina fu molto particolare.
Le sue grosse mani fecero venire i brividi alla donna, che fu palpata senza ritegno lì davanti a tutti.
Quella stessa notte Evelina ripensando al massaggio fece l’amore con il marito con grande passione.
La mattina dopo accadde un altro episodio che inquietò ulteriormente la signora Paolucci.
Mentre le tre amiche erano in acqua a giocare a pallavolo arrivarono all’improvviso Renzo e Franco che portarono via il pallone.
Velocemente si diede inizio ad una simulazione di una partita di rugby.
Chi veniva in possesso del pallone era subito rincorso e placcato dagli altri. Si venivano a creare così delle grosse mischie. Durante una di queste Evelina aveva sentito chiaramente una grossa mano tra le sue cosce.
La donna non ci mise molto a capire che era stato Renzo, cercò però di giustificarlo pensando che non lo aveva fatto di proposito.
Durante il pranzo, poi, Evelina non fece altro che ripensare alle parole di Michela di qualche giorno prima.
La donna si era lasciata andare con l’amica durante una gita in pattino.
Gli aveva confessato che le cose con Renzo non andavano per niente bene.
Il loro matrimonio era in piena crisi. Ne era prova inconfutabile il fatto che i due non facevano l’amore da oltre un anno.
Evelina le chiese se temeva che il marito avesse un’altra.
Ma Michela rispose di no con certezza visto che era arrivata addirittura a controllargli le telefonate ed i suoi sms. Tutto ciò grazie ad un suo amico che gli aveva fatto pervenire i tabulati di tutto il suo traffico telefonico.
Il marito oramai non faceva che pensare al lavoro.

Ecco quello che turbava ed eccitava allo stesso momento Evelina. Esser l’oggetto del desiderio di un uomo che nel recente passato aveva avuto la fama di essere un grande trombeur de femme e che adesso non aveva un rapporto sessuale da moltissimo tempo.
Evelina non sapeva più cosa fare. Il suo del resto era un matrimonio che andava a gonfie vele, amava tantissimo il suo dolce marito, ma oramai aveva capito che desiderava Renzo.
Mancavano oramai solamente tre giorni alla fine della vacanza.
Quella mattina al tavolo del ristorante dove ci ritrovava tutti per la colazione mancava il solo Renzo.
Michela aveva detto che era rimasto a dormire e che sarebbe sceso più tardi in spiaggia.
Franco, come del resto aveva fatto quasi tutti gli altri giorni della vacanza, scese in spiaggia in anticipo con i bambini per occupare gli ombrelloni in prima fila.
Verso le 9. 15 anche il resto della truppa si incamminò verso la spiaggia, ad eccezione di Evelina che aveva deciso di tornare in camera per lavare alcuni costumi.
Mentre la signora Paolucci era in bagno intenta a risciacquare i panni insaponati notò chiaramente che la stanza si era fatta molto più buia.
Sicuramente la porta che dava sul parco del villaggio era stata chiusa.
Alzando lo sguardo sullo specchio che aveva di fronte vide arrivare silenziosamente alle sue spalle Renzo, il quale senza dire nemmeno una parola la prese energicamente per i fianchi ed appoggiò il suo pube verso il suo enorme culone.
Evelina rimase paralizzata: avrebbe voluto divincolarsi da quella stretta, ma i baci che stava ricevendo sul collo non facevano altro che eccitarla sempre di più. Riuscì solamente a dire un flebile no per un paio di volte, a bassa e tremula voce, mentre le mani di Renzo continuavano a frugarla da per tutto.
Erano specialmente le grosse tette dell’amica di sua moglie al centro della sua attenzione, le strinse con foga procurando alla donna dei brividi di piacere.
Evelina poteva intanto sentire sul suo culo tutta l’eccitazione di Renzo, che continuava a dare dei colpi di bacino mimando l’atto sessuale.
La donna iniziò ad assecondare quei colpi strofinando il suo sedere contro il pube dell’uomo.
Due dita di Renzo si erano intanto fatte strada nella bagnatissima vulva della donna.
Evelina in un attimo di lucidità riuscì a sottrarsi dall’uomo, uscì dal bagno spostandosi in camera da letto, qui cercò di far ragionare Renzo, ma era poco credibile.
Infatti un attimo dopo era a gambe larghe sul lettone matrimoniale con Renzo dentro di lei.
Il marito di una delle sue migliori amiche continuava a toccarle con foga i capezzoli mentre dava dei fortissimi colpi con il bacino.
La pompava con tutta la sua forza, facendo entrare il suo durissimo cazzo fino alla radice. Evelina urlava dal piacere, mentre Renzo continuava ad aumentare il ritmo della sua spinta.
Il cazzo dell’uomo non era grandissimo, ma era duro come l’acciaio! Incredibilmente il ritmo della pompata andò in crescendo, Evelina ebbe un orgasmo lunghissimo. Anche Renzo venne, eiaculando tutto il suo arretrato sulle poppe della donna. Non contento prese a massaggiarle il seno spalmandogli lo sperma ben benino.
Mentre scendevano insieme in spiaggia Renzo disse alla donna che quella stessa sera avrebbe trovato il modo per ripetere quella bellissima esperienza, perché, a suo dire, quello era stato solo l’inizio.
Evelina protestò affermando che quella era stata una follia e tale doveva restare.
Non voleva assolutamente rischiare di essere scoperta e di mettere a repentaglio il suo matrimonio.
Ma da quel momento la signora Paolucci fu trascinata in un gioco pericolosissimo.
A tavola durante il pranzo Renzo la masturbò a lungo senza che nessuno si accorgesse di nulla.
Quella stessa sera mentre la donna si preparava per recarsi nella sala da pranzo del ristorante, Renzo fece una nuova incursione nella stanza dei Paolucci approfittando dell’assenza di Franco già seduto a tavola.
Evelina venne scopata in piedi con il suo lungo vestito arrotolato sui fianchi, piegata in avanti a novanta gradi.
Pochi colpi bastarono per farla venire.

Ma il massimo venne raggiunto l’ultimo giorno di vacanze al villaggio. L’equipe di animazione aveva organizzato una gita in motoscafo verso una splendida isoletta. Inizialmente le tre famiglie avevano dato l’adesione completa. Successivamente i due amanti trovarono però il modo di restare al villaggio. Evelina rimase insieme al più piccolo dei suoi figli, mentre Renzo convinse Michela ad andare da sola affermando che il giorno prima aveva preso troppo sole e non se la sentiva di restare tutto il giorno ancora all’aperto. Evelina dopo aver visto allontanarsi il motoscafo (che non avrebbe fatto ritorno al villaggio prima di sera) accompagnò il suo piccolo al mini-club.
Un attimo dopo, entrando dal lato del parco, era ai piedi del letto di Renzo.
L’uomo la stava aspettando: Evelina si denudò rapidamente, scostò il lenzuolo così da poter ammirare Renzo nella sua splendida nudità. Prese subito ad accarezzargli il cazzo con la sua mano sinistra mentre con l’altra massaggiava il petto villoso. Rapidamente il membro di Renzo divenne durissimo. Improvvisamente la donna venne afferrata energicamente per i capelli da Renzo, costretta ad inginocchiarsi e a prendere in bocca il cazzo del suo amante. La signora Paolucci si dimostrò essere una bravissima pompinara! Renzo infatti non resistette a lungo scaricando tutto il suo godimento nella bocca della donna che fu “costretta” ad ingoiare tutto. Evelina era eccitatissima voleva anche lei godere, così salì sul letto e si inginocchiò sulla faccia di Renzo che immediatamente gli offrì la lingua,
iniziò a strusciarsi gemendo per l’immenso piacere che riceveva.
Intanto il membro dell’uomo aveva rapidamente ripreso vigore, era nuovamente durissimo.
Evelina a questo punto si alzò di scatto, si mise in ginocchio e disse:
-mettimelo di dietro.
Renzo si posizionò dietro di lei, penetrò però la donna in fica, diede una decina di colpi violentissimi che fecero sobbalzare le tette della sua amante.
Improvvisamente si fermò, obbligò la donna a chinarsi ancor di più, poi diresse il membro durissimo tra i glutei.
La donna spinse indietro le natiche permettendo così al membro di entrare lentamente.
Evelina si sentì dilatare, urlò, ma intanto assecondava le spinte dell’uomo che andavano aumentando di ritmo e forza.
Il pene divenne ancora più duro, poi lo sentì contrarsi, sentì i getti caldi del seme dentro di sé e venne anche lei. FINE

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