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Helga

Il piacere di recarsi ogni week end al mare mi faceva pagare lo scotto del viaggio in treno al venerdì sera.
In luglio è terribile il treno per la Liguria; sempre pieno.
Anche quel venerdì vado in stazione per prendere il treno per la Liguria. Troppa gente sui binari e allora punto alla prima classe sperando di trovare un buon posto.
Salgo e per fortuna vedo che il posto c’è.
Mi siedo di fronte ad una donna sui 40anni, sembra interessante e si può vedere di rendere meno noioso il viaggio.
Indosso jeans, camicia larga e scarpe estive senza calze.
Lei un lunga gonna e una camicetta che mi permette di notare un seno decisamente grande .
Mi siedo e comincio a dedicarmi alla lettura di un libro e preparo un biglietto da visita da usare come segnalibro (può essere utile per un contatto con lei).
Si parte e mi sembra che anche lei non sia insensibile a me, sono un bel ragazzo e solitamente riscuoto interesse.
Allungo le gambe e provo un contatto.
Lo rifiuta. Attendo un po’ e riprovo.
Mi guarda male.
Continuo nella lettura.
Il viaggio prosegue e ogni tanto ci provo, anche perché lei è fissa sul suo libro e non mi permette di iniziare nessun tipo di discorso.
Ora ogni volta che provo un contatto con il piede (pelle su pelle) lei prima di spostare il piede si lascia accarezzare per qualche secondo; ma nulla più.
Eccoci a Genova, lei scende, tento di darle il biglietto ma mi ignora. Ok tutto perso.
Il lunedì mattina ricevo un telex in ufficio, scritto in tedesco con un numero telefonico e firmato Agleh.
Non capisco subito il significato ma poi capisco che il nome è scritto al contrario.
Provo a telefonare.
è lei.
La donna del treno.
Una breve chiacchierata e fissiamo un appuntamento per una cena.
Ci incontriamo, una splendida cena da lei offerta.
Il ristorante a salette riservate.
Si parla del viaggio in treno e mi spiega che si era eccitata al contatto e voleva conoscermi.
Non si combina niente, si parla di tutto per conoscerci.
Finita la cena mi invita a casa sua.
Saliamo e ci sediamo sul divano in terrazzo.
Si gode un piacevole panorama.
La serata è fresca e, davanti a un bicchiere di cognac, inizia ad aprirmi la camicia e mi accarezza il petto. Sei carino, hai una pelle morbida.
Mi chiede di appoggiare la testa sulle sue gambe e io mi sdraio.
Continuiamo a parlare mentre lei mi accarezza il petto e il viso.
Poi si slaccia la sua camicia e il suo seno imponente ma sodo è davanti al mio viso.
Lo accarezzo.
Mi dice
“Con calma , abbiamo molto temo, non correre”.
Passo delicatamente le dita sul seno e un bacio ai capezzoli.
Non ho mai visto un seno così.
Sembra, come dimensioni, quello della tabaccaio del film di Fellini.
Poi inizia a parlarmi delle sue vacanze e mi fa vedere il cavigliere d’oro.
Ha dei piedi piccoli e piacevoli, mentre mi fa notare la cavigliera mi accarezza il viso con il piede.
Lo bacio.
“Bravo, non cerco questo ma voglio essere sicura che tutto di me ti piaccia”. Mi porta la testa sul suo seno e inizio a perdermi nelle sue forme.
Succhiare i suoi capezzoli enormi non è una impresa facile ma piacevole.
Sentire questi seni sul viso mi eccita tantissimo e mentre i miei baci si fanno sempre più intensi e vogliosi la sua mano corre a slacciarmi i pantaloni e poi mi chiede di spogliarmi completamente.
Mi presento nudo davanti a lei e lei si toglie il vestito rimanendo nuda.
è bella e io mi sento perso.
Mi inginocchio e le bacio la sua fessura.
La mia lingua assapora i suoi umori e entra in lei.
Le sue gambe si stringono a me e sento la testa che mi scoppia da quanto stringe.
Poi, prendendomi la testa tra le mani mi porta sul suo viso per un dolce e caldo bacio.
Il mio sesso pulsa sul suo grembo e si insinua in lei.
Dolce movimenti di piacere.
Mi muovo dolcemente, poi con decisione e poi la frenesia diventa padrona dell’amore.
Sento i suoi seni contro il mio petto e i suoi ansimi sempre più forti sino a quanto le sue unghie nella mia pelle mi fanno sentire il suo orgasmo.
Mi libero in lei con il piacere e il calore di un atto d’amore. Il primo atto di una lunga notte. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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