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Il mare di Grecia

L’estate scorsa con altre due coppie di recenti amici siamo andati al mare in Grecia, tre settimane su tre isole diverse, proprio una bella vacanza. Anche durante quei giorni è accaduto un episodio che mi ha fatto riflettere e decidere definitivamente per una naturale predisposizione della mia ragazza all’esibizionismo, seppur velato, timido, assolutamente non sfacciato. Ecco i fatti. Di solito ogni giorno si cercava una spiaggia diversa da raggiungere nella tarda mattinata e dove sostavamo fino al tramonto. Con mio grande disappunto non ci siamo mai imbattuti in spiagge nudiste o comunque con la presenza di persone spogliate (non le abbiamo neanche mai cercate per la verità) ma verso la metà della vacanza giunti in una spiaggia assai famosa assistiamo alla seguente scena.
Ci siamo appena disposti con teli ed ombrellone ed ecco che arrivano tre moto con altrettante coppie di giovani tedeschi (inconfondibili nella loro parlata) e si fermano proprio vicino a noi. Due coppie sono decisamente “oversize” e poco attraenti, ma la terza coppia è composta da due bei giovani. Io mi soffermo soprattutto su di lei (ovviamente), ha la pelle chiara, i capelli biondissimi, un bel sorriso ed un corpo perfetto. Sembra di capire che le loro intenzioni sono di affrontare una giornata “a cottimo”, cioè di girare più spiagge. Quindi decidono di fare subito un bel bagno in quell’acqua molto invitante. Noto che nessuno di loro ha il costume e la cosa mi incuriosisce, in effetti se l’idea è quella di girare in moto tutto il giorno il costume è una soluzione poco igienica e poco pratica (o si aspetta che si asciuga oppure ci si appiccica alla sella con tutte le spiacevoli conseguenze del caso). I tre maschi sono fulminei, cingendosi i fianchi con l’asciugamano si sfilano i leggeri bermuda, si infilano il costume e corrono verso il mare. Le tre femmine indugiano ridendo e parlando tra di loro. Le due ciccione si levano la t-shirt rivelando di non portare reggiseno, due grosse paia di bianchi seni, morbidi ed abbondanti fanno la loro breve apparizione, subito nascosti dentro due capaci costumi. Coprendosi come hanno fatto i loro ragazzi si cambiano anche il pezzo in basso e scendono con calma a riva. Rimane solo la mia preferita, inspiegabilmente è rimasta l’ultima, e la osserviamo attentamente, io e la mia ragazza. Si toglie con naturalezza la spiritosa maglietta ed esibisce uno stupendo paio di tette, sode e puntute. Ma invece di mettersi il pezzo in alto del bikini che fa l’impunita ? Si toglie anche gli shorts di jeans strappati che le fasciavano magistralmente il fondoschiena e rimane con addosso solo un paio di mutandine di cotone bianco da scolaretta. La faccenda si fa decisamente interessante, infatti la tipa, con l’aria di chi si sta apprestando a compiere l’operazione più naturale di questo mondo, si toglie anche quelle e rimane completamente nuda in mezzo alla spiaggia ! Non mi perdo neanche un istante della scena, si china in avanti, poi quasi perde l’equilibrio nello sfilare l’indumento dai piedi ed infine si rialza in tutta la sua statuaria bellezza, esibendoci un bel triangolo di peli biondo scuri. E mentre i suoi amici le fischiano e le lanciano grida incomprensibili dall’acqua dove ormai stanno sguazzando da tempo, lei, senza nessuna fretta, si mette il bikini e li raggiunge. Tolgo lo sguardo, sapientemente nascosto dagli occhiali scuri, dal gruppo dei bagnanti e incrocio quello della mia ragazza. È un misto di collera ed eccitazione, vorrebbe sgridarmi per il mio scarso rispetto nei suoi confronti, manifestatosi con il mio interessamento estremo all’accaduto (succede sempre, ogniqualvolta vengo colto in flagrante a guardare altre donne che non siano lei) ma la scena ha evidentemente colpito anche lei che mi dice “Hai visto cosa ha fatto ? Ancora un po’ e ce la schiaffava in faccia, era proprio qui davanti a noi” e indica con la mano il tratto di spiaggia dove è appena avvenuto il fattaccio. Ci calmiamo entrambi ma la pausa dura poco. Il bagno dei tedeschi si sta già concludendo ed eccoli tornare tutti e sei, gocciolanti e chiassosi come non mai. La mia ragazza si prepara subito ad osservarli attentamente, io, temendo di dare troppo nell’occhio, resto defilato. Al solito i maschi sono più sbrigativi, si asciugano in fretta e poi, col solito sistema, si cambiano il costume rimettendosi i bermuda. Anche le due ciccione ripetono al contrario quanto fatto prima, via il pezzo alto del costume, fuori le tettone, asciugatura del petto, su la maglietta, asciugatura delle gambe, poi il telo da spiaggia cinge i fianchi delle due donne e nel frattempo le agili mani fanno cadere ai piedi il pezzo basso del costume. Quindi segue asciugatura delle chiappe e della passerona ed infine infilatura delle mutande e dei pantaloncini. Un classico accompagnato da fragorose risate. E lei ? La nostra fata che fa ? Quasi a sottolineare la sua diversità dal resto del gruppo è l’ultima anche in questa operazione e, con nostro sommo piacere ripeterà la show di poc’anzi, arricchendolo di un succoso particolare. Tutto questo mi verrà raccontato subito dopo, con dovizia di particolari, dalla mia ragazza attentissima a quanto successe, mentre io cercavo di osservare senza essere visto con il risultato di perdermi alcuni particolari. Dunque per prima cosa si spazzola per bene i lunghi capelli (che abbia un doppio senso la cosa ? ), poi si toglie il pezzo in alto del costume e si asciuga con meticolosità la parte superiore del corpo. Quindi si toglie lo slip del costume due pezzi e comincia ad asciugarsi le gambe, dal basso verso l’alto, su su fino alle cosce per finire con la regione pubica ed il culetto. E qui viene il bello perché per ben due volte compie, davanti a tutti, l’operazione di togliersi un qualchecosa dalla passerina. Forse un alga od un sassolino infilatosi durante il bagno (o forse solo un gesto gratuito per accentuare l’esibizionismo di questa bellezza nordica ? ). Fatto sta che, chinandosi leggermente in avanti come per guardrsela, con due dita di una mano si apre le labbra della fica e con l’altra mano indugia proprio lì davanti. La scena è molto forte, anche se dura pochissimo, e si conclude con una vigorosa spazzolata ai peli portata con le mani. Poi la ragazza si riveste nell’indifferenza più completa dei suoi compagni che l’aspettano già in sella alle moto, li raggiunge e tutti quanti ripartono tra gli sguardi incuriositi di tutti noi. Adesso è la mia ragazza a sfogarsi, mi faccio raccontare più volte quello che ha appena visto e lei, tutta eccitata, non si fa pregare e abbonda nei particolari. ” Figurati che si vedeva benissimo anche il rosa della carne quando ha fatto quella cosa lì con la mano” “Ma va, non ci credo” La stuzzico io che in effetti non avevo osservato la scena con l’attenzione con cui se l’era gustata lei “Ti giuro che è vero, era proprio qui a due metri da noi e poi so come è fatta quella cosa lì”
Intanto ridendo e scherzando siamo eccitatissimi anche noi due, io sto girato a pancia in giù con una notevole erezione e noto che il costume intero della mia ragazza, che sta seduta all’indiana con le gambe incrociate proprio davanti a me, presenta una zona scura proprio intorno all’ inguine. Maliziosamente glielo faccio notare e tutta la sua baldanza si trasforma in evidente imbarazzo. Decidiamo di farci entrambi un bel bagno per sopire i nostri istinti e nascondere le tracce della nostra eccitazione (anche se sappiamo benissimo tutti e due che in acqua ci andiamo per poter andare oltre a quello che ci è permesso fare in spiaggia). Atteso il tempo necessario a far “defluire” la mia protuberanza ed avvisati gli altri che in tutta la storia non avevano dimostrato grande interesse ci precipitiamo in acqua con la mia ragazza terrorizzata che qualcuno possa vederle il triangolino bagnato (fosse la prima volta che succede ! ). Bagni porcelli come piace chiamarli a noi ne abbiamo fatti parecchi anche durante la prima vacanza in campeggio sull’Adriatico. In genere io mi sfilo il costume e sto nudo in acqua senza problemi e con molta soddisfazione. Lei però, che fino a quell’anno portava solo costumi interi, non era mai andata oltre ad estrarre dal costume un seno alla volta da farmi succhiare, oppure spostare di lato il costume per farsi toccare la figa e provare con delle improbabili penetrazioni che venivano ben presto abbandonate per le difficoltà che comportavano. Così la cosa si concludeva con una masturbazione reciproca e tanto petting. Ma quella volta successe ben di più, intanto ci lasciammo trascinare dalla corrente lungo la costa, allontanandoci di qualche centinaio di metri dal punto dove eravamo entrati in acqua. Raggiunta un tratto di mare poco frequentato dai nuotatori e prospiciente un tratto di spiaggia poco popolato cominciamo a pomiciare ed a toccarci con l’acqua che ci arriva circa al petto. I baci sono passionali ed intensi e ben presto le mani scendono a toccare il sesso dell’altro. Io mi abbasso il costume alle ginocchia, prendo M. per i fianchi e, aiutato dalla spinta dell’acqua, me la “carico” addosso, cosi da avere il mio cazzo durissimo che preme contro il suo inguine, le infilo le mani da dietro e comincio a palpargli con foga il culo. Lei non rifiuta le mie advances, anzi torna a baciarmi con ancora più foga mentre mi cinge la vita con le gambe favorendo così il contatto tra i nostri due sessi. Restiamo avvinghiati per un bel po’, in equilibrio precario sulle mie sole gambe a strofinarci l’uno contro l’altro, fintanto che un onda più alta delle altre mi sbilancia e torniamo in piedi uno di fronte all’altro. Allora prendo con entrambe le mani le spalline del suo costume e gliele abbasso scoprendo entrambe le tette, non si oppone, le lascia tranquillamente uscire all’aperto, ora le guardiamo entrambi, quando arriva un onda si sollevano insieme ad essa, quando c’è risacca restano scoperte e visibili. Ci guardiamo intorno, in acqua non c’è nessuno nei paraggi ma sulla spiaggia davanti a noi ritengo che almeno una decina di persone siano ad una distanza sufficiente per scorgere i particolari di un corpo nudo e per comprendere che scopo abbiano certi movimenti ed allora, senza farla rivestire, la invito a seguirmi qualche metro più in là, giusto lo stretto necessario per ritenermi al sicuro. Qui mi metto a baciarle e succhiarle i capezzoli, duri e grossi come non glieli avevo mai visti. Io intanto mi sono sfilato del tutto il costume che tengo stretto in un pugno e lei allora cosa fa ? Se lo toglie anche lei, anzi me lo consegna, come a simboleggiare la resa incondizionata davanti al piacere sessuale che ci aspetta. Sono ulteriormente eccitato da questa mossa dalla valenza leggermente masochista, come a dire “Sono nuda, sono tua, fa di me quello che vuoi, non ho più barriere”. Torniamo ad abbracciarci e stavolta cerchiamo di penetrarci per davvero. Ci riusciamo facilmente, e così, nudi, uno dentro l’altro ci muoviamo seguendo il respiro del mare per cercare il coito. È davvero molto bello farlo e contemporaneamente toccarci a vicenda, il tocco sulla pelle dentro l’acqua da una sensazione particolare e molto bella. Ma le sorprese non sono finite, purtroppo lei in questa posizione non riesce a godere e così ci separiamo. Per tutta risposta la pazza si mette a fare una piroetta in acqua. Sì avete capito bene, una di quelle cose che in genere si fanno quando si gioca in acqua. Ci si punta coi piedi, si da una bella spinta in avanti e, coordinandosi ed aiutandosi con mani e braccia, si torna in posizione. Bisogna dire che M. è molto a suo agio in acqua e nuota molto bene, ma una cosa simile non me la aspettavo proprio. La prima volta che lo fa ho solo il tempo di intravedere il tondo bianco del sedere che emerge dall’acqua quando sotto c’è la testa, ma già alla seconda volta ho tutto il tempo di gustarmi l’apparizione della sua figa, rosa ed aperta benché stretta tra le cosce unite. Ed alla terza la blocco proprio quando il culo è al culmine, tutto fuori dall’acqua, lo tengo fermo con entrambe le mani che serrano le chiappe e, in preda alla foia più animalesca, ci tuffo dentro la faccia per leccargli figa e culo. Il salato misto al sapore del suo abbondante succo mi da una scarica di adrenalina, nulla al confronto di quello che provo quando mi accorgo che una vorace bocca ha ingoiato metà del mio cazzo, sott’acqua ! Ovviamente la cosa dura pochissimo ed il godimento sta più nell’idea che scatena la scena che non nel viverla veramente. Data la complessità della posizione decidiamo di non ripeterla più, però, sicuri di non essere visti, o incoscienti oltremodo, ci mettiamo a turno, uno a fare il morto e l’altro a leccargli il sesso infiammato. Basta poi una toccata di troppo ed io sborro senza ritegno. Riuscirò però a far godere la mia ragazza per la prima volta in acqua, masturbandola delicatamente con le mani e facendole sfregare il sesso aperto contro la mia coscia, si accascerà sopra di me a peso morto, rantolando di piacere. Infine un tocco di cattiveria, io mi rivesto subito e nuoto verso riva, lei mi segue nuda, cercando di stare il più possibile sotto il pelo dell’acqua ed implorandomi di restituirle il maltolto. Cosa che io farò il più tardi possibile, cioè quando l’acqua, ormai pericolosamente bassa, la costringerà ad autentiche acrobazie per non svelare agli altri turisti la propria assoluta nudità. Inutile aggiungere che seguirono due o tre giorni di fuoco, sesso intenso e variegato. Parlammo anche dell’episodio e mia precisa convizione fu che alla mia ragazza fece tanto effetto quella scena (ben più di me) perchè desiderava ed allo stesso tempo temeva fortemente viverla in prima persona, combattuta tra il desiderio lascivo di essere lei nuda ed esposta in mezzo ad una spiaggia affollata e le normali inibizioni che farebbero vivere una tale situazione con una vergogna ed un senso di colpa colossali. FINE

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