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In settimana bianca

Questo è quello che mi è accaduto da 20 al 27 dicembre 1998, quando io ed i miei amici siamo andati in settimana bianca.

Siamo partiti il 20/12, eravamo in 9, 4 ragazze e 5 ragazzi, con soltanto due coppie, quindi due ragazze, Monica e Giulia, e tre ragazzi, tra cui, io eravamo liberi e quindi aperti a nuove conoscenze sulla neve.
Siamo arrivati a Livigno, non c’era molta neve, quasi nulla, ma sulle piste si sciva.
Avevamo preso due appartamenti: uno da 4, che riservammo alle due coppiette, ed uno da cinque per noi.
Monica è simpaticissima, Giulia meno ma è decisamente più bella.
Il primo giorno va alla grande, ci divertiamo da matti ma la sera inizio a litigare con Giulia per alcune prese in giro, discutiamo ed il giorno dopo non mi rivolge più la parola.
Ero sdegnato, arrabbiato ed incazzato anche per quello che continuava a dire sulla mia ex, su me, insomma io non vedevo l’ora di andare a sciare per non vederla e lei era quasi sempre nell’appartamento delle coppiette.
Il secondo giorno passò, faceva molto freddo, ma la sera uscimmo tutti comunque ed andammo a ballare in un disco-pub vicino al residence.
Non tornammo tardi, io avevo bevuto molto, convinto che non ne avrei risentito il giorno dopo.
La mattina del terzo giorno ci alzammo e tornammo sulle piste, naturalmente io ero separato da Giulia, ci vedevamo solo la sera.
Avevo la nausea fin dalla mattina ma alle 12 decisi di tornare da solo in appartamento, era l’effetto della serata.
Scesi al residence, entrai in camera, mi spogliai e subito andai a farmi una mega doccia tonificante e rilassante.
Nel frattempo Giulia anche lei non si era sentita bene, non sapeva che ero rientrato, ed aveva deciso, anche lei sola di tornare nell’appartamento.
Io ero appena uscito dalla doccia, ero nudo, col mio pisello al vento, che mi asciugavo quando entra di corsa nel bagno Giulia e spalanca la porta.
Mi trova lì nudo, io rimango pietrificato, lei arrossisci, non può far a meno che dare un’occhiata lì e mi dice
“Scusami… non sapevo che eri tornato… ” e chiude la porta.
Esco dal bagno col solo asciugamano sulla vita e la trovo che fa le parole crociate in slip e reggiseno; vi confesso che era splendida.
Gli chiedo
“cosa ci fai qui? Sei già tornata? ”
E lei mi dice che non stava molto bene e che per oggi era stanca di sciare.
Mi siedo e mentre mangiamo qualcosa cominciamo a chiacchierare, ci siamo fatte le scuse reciproche e dopo aver bevuto un bel caffè abbiamo cominciato a scherzare su quello che era appena accaduto.
Nell’appartamento faceva un caldo tropicale ed io ero rimasto sempre con addosso il solo asciugamano e lei sempre in reggiseno e slip, un completino fantasia, tendente al blu, gli stava veramente bene, era provocante, non copriva granchè e mi stupivo che non provasse pudore davanti a me.
Entrammo in confidenza e mi raccontò che a lei piaceva molto con il suo ex fare l’amore in doccia, io gli dicevo che non avevo mai provato e dopo battute su battute mi scappò detto
“peccato allora che non sia arrivato più tardi, poteva succedere il contrario”.
Lei rise e si alzò per prendere l’accappatoio e vidi che parte delle mutandine erano entrate tra quelle stupende natiche rotonde, mi sono eccitato subito, sarà che ero in asciugamano, sarà che lei non si vergognava affetto tant’è che avevo il pisello ritto e potevo scarsamente nasconderlo.
Giulia prende l’asciugamano e dicendomi
“sembri fisicamente contento di questa nostra chiaccherata” entra nel bagno ed apre l’acqua della doccia.
Ero stupito da quella frase e la cosa che più mi stupiva era che non aveva chiuso la porta a chiave.
Non sapevo cosa fare; era chiaro o no che ci stava?
E fino a che punto?
Potevo rovinarmi e rovinare a gli altri la vacanza.
Decisi di alzarmi e misi slip e maglietta.
Aspettai che Giulia finisse la doccia e deciso entrai nel bagno.
Aperta la porta vidi Giulia nuda che si asciugava con l’accappatoio che immediatamente chiuse diventando di nuovo rossa. Io dissi
“Scusa… credevo che… ” e poi mi lanciai
“sei bellissima… “.
Lei si avvicinò e mi disse
“grazie Matteo, ma esci ora, voglio vestirm…. “.
La stavo baciando e non si stava affatto lamentando, ci siamo abbracciati ed abbiamo limonato, lei si è lasciata andare, io ero iper eccitato e lui pure, tant’è che si lasciò sfilare l’accappatoio senza problemi.
Ora era lì tra le mie braccia nuda, meravigliosa.
Giulia ha due seni duri e sodi, non troppo grandi ma molto apprezzabili, ha un fisico quasi perfetto ed un culetto che fa impazzire soltanto a toccarlo.
Chiude la porta a chiave e togliendomi la maglietta mi sussurra
“dai, facciamoci una doccia assieme”.
Il mio cazzo usciva oramai abbondantemente dagli slip, se lo accarezzò appena e non appena fui del tutto nudo entrammo nella doccia.
Aprii l’acqua ed iniziammo a baciarci ed a toccarci dovunque.
Giulia era favolosa con le sue mani.
Mi accarezzava il culo per poi passare a massaggiare le palle andando poi a scappellare ripetutamente il mio pene.
Iniziai scucchiarla sul collo, gli piaceva da morire, iniziai a toccarla delicatamente tra le gambe mentre con la lingua scendevo ai suoi capezzoli.
La doccia era abbastanza larga, continuai a mordicchiarle i seni, mentre con i diti la masturbavo delicatamente seguendo i suoi gridolini e sussurri di piacere che emetteva ad ogni contatto.
Decisi di farla godere, con due diti gli allargai le labbra della fica e mentre l’acqua cadeva su di noi scendendo dal seno verso le sue cosce continuavo a baciarla accucciandomi di fronte al suo pube nero e ben delimitato.
Misi le mie mani sul suo culo ed iniziai a leccarla avidamente fra le gambe.
Cercavo con la lingua il clitoride e mentre l’acqua mi costringeva a prendere il fiato riuscii a farla arrivare fino all’orgasmo.
Continuai a baciarla, mentre lei rimase appoggiata alla parete per qualche
secondo e poi chiuse la doccia.
Ci baciammo profondamente e disse
“sei stupendo… “.
Si chinò e prese il mio pisello ormai pietrificato tra le sue labbra.
Iniziò delicatamente a leccarlo e lo prese in bocca cercando di arrivare fino in fondo senza risultato.
Ero in estasi, mi appoggiai al muro e la lasciai fare, mi stava succhiando la cappella, poi smetteva, mi scappellava di nuovo e continuava ancora a baciarmi le palle e le cosce.
Fece scomparire di nuovo il mio pisello tra le sue labbra e quando stavo per venire glielo sussurrai, si fermò, tornò a baciarmi e mordicchiarmi sul collo mentre con le mani mi fece raggiungere l’immediato orgasmo.
Esausto aprii di nuovo la doccia e ci sciacquammo reciprocamente.
Usciti dalla doccia, ci siamo asciugati e mentre lei si asciugava i capelli col phon gli ho detto
“Giulia sei stupenda, voglio fare l’amore con te”.
E lei
“anch’io, dobbiamo trovare soltanto il momento giusto”.
Ed ancora:
“chi l’avrebbe detto, fino a ieri ti rivolgevo appena la parola”.
Stavo per rispondergli quando sentimmo le voci degli altri che stavano tornando.
Ci mettemmo d’accordo di non dire nulla ed io uscii di corsa dal bagno lanciandomi sul letto vestito con i soliti slip e maglietta e facendo finta di dormire.
Giulia, spense il phon, aprì e facendo finta di nulla disse
“siamo stati qui, abbiamo quasi fatto la pace, ma ci siamo annoiati. Usciamo stasera? ! ”

Quella sera uscimmo, bevemmo molto e mentre tornavamo a casa parlai a Giulia e le dissi quello che avevo progettato:
“Ora quando siamo nell’appartamento fai finta di sentirti male, io farò lo stesso più tardi e domani mattina avremo la scusa per rimanere entrambi in camera”.
Giulia era d’accordo e così fece non appena arrivammo nel nostro appartamento.
Più tardi anch’io recitai la mia parte e puntualmente la mattina del quarto giorno io e Giulia rimanemmo a letto, mentre gli altri ragazzi uscirono a sciare.
Usciti mi rigirai nelle coperte pensando di aspettare ancora 10 min. , ero assonnato e d’altronde avevamo tutta la mattinata.
All’improvviso sentii un leggero tocco sulla schiena, un massaggio piacevole fatto dalla splendida Giulia.
Mi massaggiava la schiena, era brava, mi toccava poi il collo, le natiche, le cosce.
Ebbi un’immediata erezione e lei se ne accorse appena mi girai mentre lei restava a cavalcioni sulla mia pancia.
“Che risveglio piacevole” gli dissi e lei baciandomi mi disse
“facciamo l’amore”.
Si tolse la maglietta e mostrò i suoi splendidi seni, mi tolse gli slip e mentre il mio pisello andava su e giù tra le sue tette mi baciava la pancia fino a quando non me lo prese in bocca ed iniziò un pompino da urlo.
Iniziò dalle palle, le baciava, leccava e mordicchiava una ad una; poi iniziò a baciare e leccare l’asta dalla base fino alla cappella, muoveva la pelle del mio cazzo e si fermava da donna sapiente sul frenulo mandandomi in estasi.
Stavo per scoppiare quando prese un fazzoletto e masturbandomi mi fece arrivare all’orgasmo.
Non si fermò continuava a baciarmi, io pensai di aver di fronte una ninfomane, una splendida ninfomane di 23 anni; la realtà è che, come mi confessò dopo, era da 6 mesi che non si faceva un ragazzo.
Mentre il mio cazzo era intontito l’abbracciai e la misi sotto di me. Iniziai a toccarla, era ancora più sensibili del giorno prima sotto la doccia.
Gli leccai la fica, poi ancora i capezzoli mentre con i diti la masturbavo e mentre riprese vigore il mio membro le sussurrai
“Ora sarai mia… prendi la pillola vero? “.
“si, ma fai piano”.
Sembrava intimorita, ho un cazzo normale, ma forse aveva avuto qualche disavventura…..
Ripresi allora a masturbarla stava quasi per venire grazie al ritmo dovuto alle dita ed alla lingua sui capezzoli, decisi allora di penetrarla, dolcemente infilai il mio cazzo dentro di lei e dopo due movimenti lei raggiunse l’orgasmo contorcendosi in un “siiiiii”.
Ero eccitatissimo, ci baciammo a lungo mentre lentamente spingevo e ritmicamente mi muovevo dentro di lei. I nostri respiri diventavano sempre più affannati.
“Matteo cambiamo posizione, voglio venire sopra di te” mi disse e tolto il pene durissimo dalla sua fica dolcemente vi si sedette sopra toccando ed indirizzando il mio membro di nuovo dentro di lei.
Un caldo intenso avvolse di nuovo la cappella del mio cazzo ed io gemetti di piacere quando lei stringendo i muscoli della vagina iniziò a muoversi sopra di me.
Non capivo più niente, mi baciava sul collo e poi di nuovo si alzava mostrandomi le sue tette che cercavo di leccare e mordicchiare.
Si muoveva su e giù, continuava
“siii, Matteo, favoloso… ” io non dicevo nulla, la stringevo a me ed ansimavo fino a quando
“Giulia, tesoro, sto per venire”, anch’io rispose lei ed aumentò il movimento sopra di me….. non resistevo più, Giulia venne ed io la seguii all’istante rimanendo abbracciati in un caldo ed infuocato letto di montagna. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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