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In vacanza con Fabiana e Marcello

– Fabiana! Marcello! Allora siete pronti? – urla esasperata Luana ai suoi due figli – Insomma mi dovete fare arrabbiare anche oggi! – E su, forza; che tra poco arrivano gli zii per andare al mare! Fabiana! Marcello… insomma vi volete muovere! –
– Sii, eccoci mamma arriviamo! Prendiamo le ultime cose e arriviamo – risposero in coro i due.
– Che palle… – sbotta Fabiana guardando il fratello
– Ma come cazzo gli è venuto in mente a mamma di venire in vacanza da gli zii quest’anno! Ma proprio non aveva meglio da fare che passare queste due settimane con loro –
– E su Fabiana, non essere la solita disfattista rompipalle – la rimprovera Marcello
– In fondo è molto tempo che la mamma non passa le sue vacanze con zia
Luisa, è pur sempre sua sorella e poi io sono quasi 5 anni che non la vedo, in un certo senso ne avevo nostalgia-
– Ecco, appunto – riprese Fabiana
– Io non la sentivo proprio questa nostalgia, ma tu non potevi andare in vacanza dal tuo amico Luca come ogni anno! Già me lo immagino che schifo di vacanza andrà a fare, la più brutta della mia vita! Con la scusa che sono la maggiore passera tutto il tempo a farti da bambinaia –
– O mamma mia, che rompi che sei! – le disse Marcello
– Ma che vuoi da me? Preferivi che non venissi? Luca quest’anno va in Corsica con i suoi, papa sarà all’estero fino a ottobre, insomma se non era per loro passavo l’estate a casa e vedi di essere un po’ ottimista, in fondo ci hanno salvato le Vacanze –
– Si, vabbè, te come al solito non sei mai contrario alla mamma, beato papa che se ne sta per conto suo! Potevamo andare anche in vacanza in uno zoo e tu ti saresti divertito uguale; secondo me è la deficienza da diciottenne che ti ha ridotto così- lo attacca Fabiana
– Ma sentila, la donna vissuta, sorellona ti faccio notare che tu hai solo un anno in più rispetto a me e quindi non alzare tanto la cresta. Questo è il terzo anno che ti fai con gli zii in Sardegna, se non vuoi venire vai di la e dillo alla mamma, basta che non mi rompi più con le tue lagne! – la zittì subito Marcello.
– Fabiana! Marcello! Ma insomma, siete pronti si o no? Adesso vengo di la e vi meno a tutti e due se non vi sbrigate ad uscire dalla stanza – ribadì esausta Luana
– Dai sbrigati lumacona che se si incazza la mamma sono dolori, io vado avanti! E muoviti Fabiana, vai in Sardegna mica a Montecarlo! – sottolinea Marcello mentre usciva dalla stanza
Oh, finalmente! Ma che stavate facendo la dentro l’amore? è mezz’ora che vi urlo dietro – disse Luana con tono umoristico vedendo uscire Marcello
Ma che dici mamma! è colpa di quella stupida di Fabiana che come al solito si deve portare dietro tutto il guardaroba ogni volta che si muove – le rispose Marcello.
– Eccoli.. ! – esordì Luana con voce squillante non appena sentì suonare al citofono. – Sono arrivati, su forza inizia a scendere e a portare giù i bagagli – disse rivolgendosi a Marcello mentre si apprestava a rispondere.
Sommerso da valigie, giunto al portone, Marcello si trova in balia degli zii che cominciarono ad abbracciarlo e sbaciucchiarlo come non mai, zia Luisa era sempre stata molto espansiva e in tutta quella furia non si accorse, nemmeno per un momento, di aver sbattuto più volte, grazie alla generosa scollatura del vestito, le sue grandi tette proprio sulla faccia del povero nipotino, che comunque aveva gradito ed il leggero gonfiore nei suoi pantaloni lo dimostrava.
C’era da dire, comunque che zia Luisa era una gran bella donna, assomigliava molto ad una nota attrice italiana. Con i sui capelli lunghi e neri, le forme sinuose, il seno prorompente ed una grande espansività e schiettezza che a volte poteva mettere in difficoltà, aveva 34 anni e sicuramente se li portava benissimo, zio Alessandro invece assomigliava quasi all’attore Lino Banfi solo che era più alto e un po’ più magro, lui di anni ne aveva 38 e Marcello si era sempre chiesto cosa c’avesse trovato in lui zia Luisa rimanendo tutt’ora senza risposta. Passata la foga degli zii, si diresse alla macchina, aprì faticosamente lo sportello del monovolume e si sedette stanco, attendendo la sorella. La sceneggiata si replica quando scese Luana con Fabiana, solo che qui ci furono alcuni passaggi che incuriosirono Marcello, primo fra tutti fu quello strano bacio sulla bocca che la madre si scambio con zia Luisa e zio Alessandro, Marcello poteva capire il bacio a zia Luisa, in fondo erano sorelle, ma zio Alessandro che c’entrava! Nemmeno a dire che avevano origini russe. Seconda stravaganza fu il fatto che mentre Fabiana salutava la zia gli soppesa tranquillamente le tette con le mani esordendo con un – sempre belle sode, vero zia! – – senza che nessuno dei presenti obiettasse nulla, nemmeno sua madre, sembrava che tutto fosse normale. La cosa che invece lascia veramente perplesso il povero Marcello, fu il vedere la propria madre che teneva costantemente la sua mano sinistra poggiata sul sedere di Fabiana, dandogli di tanto in tanto alcune pacche, e questo per quasi tutta la durata della conversazione che i quattro stavano tranquillamente facendo. Passati dieci minuti abbondanti quel mini convegno volse al termine. Marcello, già seduto in macchina da diverso tempo, non aveva sentito ne capito nulla di quella conversazione ed era anche abbastanza scocciato, starsene li dentro senza autoradio, immobile come un cane bastonato lo aveva fatto spazientire, si rallegra non poco quando, dal finestrino dell’auto, vide che tutti si salutavano nuovamente con il classico ciao e che gli zii e Fabiana si dirigevano verso la macchina, mentre Luana, rivolgendosi verso di lui, si stava sbracciando nel salutarlo gridandogli un “Ciao Marcello, ci vediamo domani sera! “. Sistemate le ultime valigie di Fabiana nel portabagagli i tre salirono in auto, subito Marcello ne approfitta per sottolineare la sua noia dovuta all’attesa e chiedendo poi alla sorella di cosa avessero parlato in quel frangente, ma Fabiana non si sbilancia più di tanto dicendogli – niente , le solite smancerie e raccomandazioni con il parentame, sai com’è fatta la mamma.
A quella risposta Marcello non ebbe nulla da obbiettare, si diede alcune spiegazioni a quegli strani comportamenti che aveva osservato, secondo lui provocati dall’euforia dell’incontro con la zia e quindi del tutto normali non pensandoci più.
Zio Alessandro mise in moto e partirono verso l’imbarco per la Sardegna. La macchina non fece neppure pochi metri che subito zia Luisa si volta dal sedile anteriore bombardandoli di domande
– Allora, ragazzi, come va? Come state? Siete contenti di venire con noi in Sardegna? Beh! Tu Fabiana è già il terzo anno, Marcellino invece non c’è mai stato; vedrai ci divertiremo! La scuola tutto a posto? Papa, sempre a lavorare fuori ?
– Basta zia! la interruppe bruscamente Fabiana – Mi stai rimbecillendo con tutte ste domande, ma chi sei Mike Bongiorno? – scoppia, fragorosa, in auto una risata da parte di tutti gli occupanti, questa volta l’intervento di Fabiana era stato quanto mai tempestivo e provvidenziale, riuscendo a placare la zia prima che scatenasse la sua insaziabile curiosità.
– Scusate, avete ragione in fondo avremo così tanto tempo per parlare e anche per conoscerci meglio, vero Marcello? – disse zia Luisa sorridendo – Si zia, certo! Ne ho di cose da raccontarti! – le rispose prontamente Marcello
– Anzi mi avvantaggio e te ne dico subito qualcuna. –
Il viaggio in auto e sul traghetto veloce proseguì tranquillo, i 4 parlarono a lungo e Marcello famigliarizza molto con gli zii, tanto che alla fine i 5 anni di assenza erano completamente svaniti, verso le 18: 30 il traghetto arriva in Sardegna, una volta sbarcati, con 45 minuti d’auto, arrivarono alla villa dove scaricati i bagagli e sistemate alla meno peggio le cose essenziali consumarono una cena veloce per poi gettarsi, verso le undici di sera, in un sonno profondo.
La mattina successiva Marcello aprì gli occhi, forzatamente, in tarda mattinata; forzatamente perché zia Luisa irruppe nella stanza per aprire la finestra costringendolo ad alzarsi
– Forza dormiglione, sveglia! Guarda che bel sole che c’è fuori! Ricorda che chi dorme non piglia pesci! – lo rimprovera la zia.
Marcello mezzo intontito dalla luce del sole che a malapena filtrava, aprì gli occhi e con grande stupore trova davanti hai suoi occhi il sedere a nudo della zia impegnata ad aprire le imposte, si stropiccia gli occhi incredulo ed osserva nuovamente, non si era sbagliato il sedere della zia era proprio a nudo, ma guardando meglio Marcello si accorse però che non era solo il sedere ad essere a nudo ma bensì anche tutto il resto.
L’effetto di quel risveglio fu quasi immediato e un piccolo rigonfiamento tra le lenzuola, all’altezza del pene, comparì in pochi attimi tra le gambe di Marcello, un rigonfiamento che si accentua ancora di più quando la zia, una volta aperte le imposte, si gira e si diresse verso di lui fermandosi al bordo del letto e rimanendo lì in piedi ad osservarlo.
– Ma di un po’ Marcello, ma tu ti svegli sempre così, cioè dico, in quelle condizioni, caro! – le chiese subito la zia.
Marcello era imbarazzatissimo, era rosso in viso e iniziava a sentire un gran caldo
– – Certo che se è così è un bel problema, ma la mamma lo sa? –
Marcello non fiatava, teneva lo sguardo basso fissando quel rigonfiamento nelle lenzuola, cercando di convincersi che forse era tutto un sogno
– – Be! Non ti devi vergognare tesoro, sei un ragazzo ed è normale che il tuo cosino si insomma, che il tuo pisellino si comporti così! Marcello non mi rispondi? Ti senti poco bene, vuoi che chiami il medico? – imperversa la zia
– – No no, no! Sto bene, Zia – Balbetta con voce tremolante Marcello e continuando a fissare le lenzuola, poi proseguendo disse
– – Vedi, ecco è che è che, vedi ecco io, io-
– Be! Allora Marcello, che cos’hai ti sei incantato, forza parla, mi stavi facendo preoccupare tu cosa! – le rispose con voce sollevata la zia
– – Ecco vedi, io non avevo mai visto una donna nuda, cioè una donna nuda dal vero! –
le disse Marcello con fatica, mentre giocherellava con le sue mani in preda alla vergogna
– – Povero Marcellino, tesoro della zia, ma ti sei eccitato nel vedermi nuda e non volevi dirmelo ma che amore che sei! – e così dicendo si sedette sul bordo del letto proprio di fianco a Marcello
– – Si, ecco io avevo paura che tu ti arrabbiavi se te lo dicevo, e quindi non sapevo che dire! – biascica Marcello mentre si voltava per guardare la zia
– – Arrabbiarmi, io e per questo ma per carità! Anzi in un certo senso mi fa anche piacere vedere che ti faccio questo effetto, è segno che sono ancora una bella donna se riesco a farlo drizzare anche ai diciottenni come te! – replica quasi con un tono d’orgoglio zia Luisa
– – è si zia, sei veramente una bella donna mi piaci- osserva Marcello, accennando un sorriso
– – Grazie, caro nipotino! E allora dimmi, cosa ti piace di più della zia? – gli chiese Luisa
– – le tue grandi tette! – esclama con sicurezza e senza timore Marcello
– – pera, che occhio clinico che hai- gli sorrise zia Luisa
– – E dimmi un po’, allora, ti piacerebbe toccare le tette della zia? – si sbilancia Luisa
– – è si, magari cioè volevo dire, si tanto mi piacerebbe tanto, zia – si lascia sfuggire con tono euforico Marcello
– – è, porcellino che non sei altro, ma come si fa a resistere ad un nipotino come te! E va bene, dai, oggi mi sento buona, forza toccami le tette ma non te ne approfittare altrimenti ti schiaffeggio, sai! – le rispose con un tono da maestrina zia Luisa, lasciandosi sfuggire un tenero sorriso.
Marcello, titubante allunga la mano destra verso la tetta sinistra della zia, indugia un poco con la mano prima di poggiarla sopra e poi facendosi forza inizia a spingere il palmo della sua mano contro il seno della zia, stabilito quell’insolito contatto, mai provato prima, inizia a palpeggiare il seno quasi fosse un melone maturo e gli effetti furono immediati per entrambi.
L’ erezione di Marcello che, nel corso della discussione, si era un po’ placata ritorna subito viva mentre alla zia, sentendosi palpare da quella mano in un modo così insolito, i capezzoli diventarono subito duri.
– – Accidenti zia che belle tette che hai, però! Sono veramente grandi e questa cosa dura che è spuntata che cosa è? Prima non era così! – chiese Marcello pigiando con insistenza il suo indice sul capezzolo, turgido, della zia
– – Fermo, fermo basta! – lo blocca Luisa togliendogli bruscamente la mano dal suo seno sinistro
– – Di un po’ piccolino, ma hai deciso di farmi bagnare già di prima mattina! Se continuavi ancora un po’ avrei dovuto correre subito da zio Alessandro per farmi placare! Sei proprio un bambino precoce lo sai e guarda lì come ti sei ridotto ancora, ce l’hai un’altra volta duro! – Sbotta sorridendo zia Luisa
– – Scusa zia, scusami io non volevo, non sapevo io ecco io – balbetta nuovamente Marcello poggiando la mano sulle lenzuola e divenendo ancora un po’ rosso in viso
– – Ma no, Marcello, stai tranquillo non è niente, sono io che sono fatta così, poi mi sono un po’ lasciata andare, non ti preoccupare; tu piuttosto guarda lì, se aspettiamo che si sgonfia il tuo coso saltiamo anche la colazione è già un quarto d’ora che stai in quelle condizioni- .
Marcello la guarda smarrito e alza le spalle facendo chiaramente capire che non dipendeva dalla sua volontà.
– – Senti un po’ Marcellino, ma tu in questi casi cosa fai? Voglio dire, tesoro, ti tocchi lì cioè, insomma ti masturbi? Sai, magari è la soluzione giusta per evitare altre ricadute, non credi? –
Marcello guarda per un attimo la zia, fece una strana smorfia con la faccia e abbassa di nuovo lo sguardo
– – Be, si ecco, si io mi masturbo, ogni tanto zia! Ma in fondo non faccio nulla di male non lo dirai mica alla mamma, vero zia! – piagnucola Marcello
– – Dirlo alla mamma! E perché mai, tesoro! Non c’è nulla di male a masturbarsi, anche la zia lo fa ogni tanto, in fondo è un’esigenza del nostro corpo. Dai, su, forza Marcello inizia allora a fare le tue cose, che così poi scendiamo in cucina e facciamo questa benedetta colazione- disse amorevolmente Luisa
– Ma ma veramente ma zia devo farlo qui davanti a te, io mi vergogno- replica timoroso Marcello
– Come ti vergogni! Ma dico io sono qua tutta nuda e tu ti vergogni; e poi cosa credi che non ho mai visto un pisellino come il tuo, in vita mia! Dai, non fare il timidone sapessi quanti pannolini ti ho cambiato da piccolo! – .
Rassicurato da quelle parole, che gli sembravano così sincere, Marcello solleva le lenzuola, ora il bozzo che appariva dai sui boxer faceva risaltare ancora di più l’erezione del suo membro, esita un poco, guardò ancora una volta la zia, che lo osservava soddisfatta, poi lentamente inizio a calarsi i boxer facendo letteralmente sgusciare fuori, ad un certo punto, il suo pene eretto
– – Però! – si senti dire da zia Luisa che lo fissava compiaciuta
– – Non è mica male per la tua età, hai un bell’arnese la in mezzo- .
A quelle parole Marcello si senti quasi lusingato, nessuna donna gli aveva mai detto quelle parole anche perché con nessuna donna ce ne era mai stata l’occasione, accosta la sua mano destra al suo membro impugnandolo e poi molto lentamente inizia a muovere la mano su e giù iniziando a masturbarsi.
Bastarono pochi colpi che subito la zia gli chiese
– – Scusa Tesoro, ma tu ti masturbi così? Se vai così lento stiamo qua sino a domani mattina! –
– – Be, no ecco no zia, non mi masturbo così è solo che qua non ci riesco, poi ci sei tu che mi guardi e mi sento in soggezione, mi blocco! – gli disse Marcello
– – Oh mamma mia, ma quanto sei pudico amore della zia! Devo proprio insegnarti un po’ di cose- ed aggiunse – – Senti Marcellino, vuoi che lo faccia io? Così almeno ci sbrighiamo e scendiamo a mangiare, sono già quasi le undici! –
Marcello annuì con la testa e tolse la mano dal pene poi guardo la zia e gli disse
– – non mi farai male vero zia! –
– – Male, ma cosa dici ti farà tanto bene invece, vedrai! Rispose la zia e così dicendo si aggiusta meglio sul bordo del letto, in modo da mettersi più comoda, si sistema di fronte al pene del nipote arrivando con parte del busto a sfiorare le gambe di Marcello, poi sorreggendosi con la mano sinistra sul materasso impugna con la destra il pene semieretto del ragazzo
– – Ecco fatto! Adesso che mi sono sistemata ci vorrà un attimo- afferma con convinzione Luisa, e così dicendo inizio a muovere con decisione la sua mano su è gi ù, stringendo serratamente il cazzo del nipote tra le sue dita.
Marcello non faceva altro che deliziarsi dell’operato della zia, il suo membro iniziava a pulsare sotto quella mano esperta indurendosi sempre di più e la cosa no sfuggì alla zia che inizia a masturbare in modo sempre più deciso il cazzo di Marcello, che inevitabilmente iniziava ad ansimare a voce alta.
– – Ti piace, vero Marcellino? Pera vedo che il tuo pissellino fa resistenza, non vuole venire! Non ti preoccupare tesoro, vinceremo noi, ci pensa zia Luisa- e dicendo quelle parole la zia inizia a menare con decisione il cazzo del nipote che nel frattempo stava gemendo agitandosi continuamente sul letto.
Marcello poteva osservare la mano della zia, che gli cingeva il cazzo con le sue unghie smaltate di un rosso scuro, andare su e giù in modo sfrenato mentre il bracciale rigido che lei portava al polso gli continuava a battere sullo scroto in continuazione, vedeva il volto di zia Luisa concentrato ad osservare il membro mentre nel furioso movimento le sue grandi tette ballonzolavano in tutte le direzioni. La foga con cui la zia lo stava masturbando condusse, ben presto, Marcello ad un intenso orgasmo che fece schizzare il suo sperma sulla mano e sul braccio di zia Luisa e anche un po’ sulla sua faccia, mentre altri piccoli schizzi finirono sullo stesso pube di Marcello.
Luisa si guarda compiaciuta la mano, colma di sperma, che immobile ancora stringeva il cazzo del nipote, poi con tono soddisfatto e ironico disse
– – Ecco fatto, tesoro, visto che bel servizietto! Nessun pisellino resiste a zia Luisa- e continuando
– – Però, mi hai fatto sudare un po’ sai porcellino, mi sento tutta accaldata! Ma guarda mi hai impiastricciata tutta, sarà meglio pulirmi! Di la verità, era un bel po’ che no ti masturbavi, guarda qui quanta roba! – e così dicendo si alza in piedi, si diresse, verso una mensola, in un angolo della stanza e prese alcuni fazzoletti di carta pulendosi la mano e il braccio, poi si volta verso Marcello che esausto e confuso giaceva ancora sul letto.
– – Allora Marcello! Ma che fai non ti alzi su dai muoviti, che aspetti che ti si drizzi ancora per farti fare un’altra sega da me! E no, caro, prima il dovere, poi il piacere e poi guarda che mica esiste solo quello. – lo rimprovera zia Luisa
– è o si scusa zia, mi ero distratto- vagheggia Marcello mezzo frastornato
– – Ma guardati, hai ancora tutta quella roba che ti sta colando dal pisellino, aspetta che ti pulisco! –
e così dicendo si avvicina al nipote e chinandosi verso il suo membro inizia a pulirglielo con degli altri fazzolettini di carta senza tralasciare lo scroto e il pube, poi non appena finito si rialza e guardando il nipote gli disse
– – A posto, ora possiamo scendere per la colazione-
– – zia ecco vedi, non so come ecco hai uno po’ della mia roba li sulla guancia sinistra- gli fece osservare Marcello
– – A si! Non me ne ero accorta, sai cosa faccio allora, mi prendo l’aperitivo! – e detto questo si passa un dito sulla guancia, raccogliendo lo schizzo di sperma, per poi infilarselo nella bocca e succhiandolo con gusto.
– – Mmmh! Non male, forse un po’ troppo aspro, dai andiamo che è tardi, pigrone! –
Marcello strabuzza gli occhi, quasi non ci voleva credere, di certo non conosceva sua zia sotto quell’aspetto e chissà quante altre sorprese gli stava riservando, ad ogni modo questa vacanza cominciava a piacergli si tira su in tutta fretta i boxer e con uno scatto felino scese dal letto , pronto a seguire la zia verso la cucina.

Zia Luisa lo precedeva, dirigendosi verso la cucina. Marcello la vedeva camminare, davanti a se, sculettando con i suoi sodi glutei e quegli zoccoli di legno, con quel tacco alto circa 7 cm. , che le snellivano ancora di più le sue bellissime e affusolate gambe. Sentiva quel ticchettio di tacchi sul pavimento ed osservava il movimento, ritmico, dei suoi lunghi capelli neri, che ondeggiavano, da sinistra a destra, ad ogni suo passo scivolando, soffici, sulla sua schiena. Quel suo portamento così disinvolto e così dannatamente sicuro la facevano assomigliare quasi ad una diva di Hollywood.
Nel vederla, Marcello si stava nuovamente eccitando, ma il pensiero di incrociare lo zio o la sorella lo fece trattenere.
Arrivati alle scale, Luisa si voltò un attimo per assicurarsi che Marcello la stesse seguendo, poi appoggiandosi al corrimano iniziò a scendere.
Fu allora che Marcello, fermandosi sul primo gradino, si rivolse alla zia dicendogli
– Scusa zia, ma non ti vesti per scendere giù in cucina? –
Luisa si fermò per un attimo in mezzo alle scale, poi proseguendo la discesa gli rispose
– Non ti preoccupare, tesoro, vieni giù che poi ti spiego! –
Marcello, che a dire il vero non ci stava capendo più nulla, ci pensò un po’ su poi accennando una smorfia con la bocca si apprestò a scendere le scale e a raggiungere la zia.
Non appena entrati nella cucina, Marcello si mise subito seduto a tavola, pronto a consumare quel tanto atteso pasto mattutino, mentre la zia si diresse verso il frigo per prendere il latte e preparare la colazione.
– Vedi ! – Disse zia Luisa a Marcello – Io e zio Alessandro sono ormai molti anni che pratichiamo il nudismo integrale qua in Sardegna. – E parlando si spostò verso la credenza
– Zio ha comprato questa villa isolata proprio per questo motivo, abbiamo la nostra spiaggetta privata e siamo lontani da occhi indiscreti! Io ormai, dopo tutti questi anni, mi ci sono abituata e quindi per me andare in giro nuda è del tutto normale, spero, però, che a te non dispiaccia, Marcello! – Proprio mentre finiva di parlare, zia Luisa, apri uno sportello in basso per cercare dei biscotti e si piegò, poi, con estrema disinvoltura, a 90°, mostrando al ragazzo una scena indimenticabile.
Marcello nel vedere la zia in quella posizione e intravedendo, tra le sue natiche, lo spacco della voluminosa vulva priva, in parte, di peli non riuscì a trattenersi, il cazzo gli divenne nuovamente duro e fu costretto a tirarselo fuori dai boxer per evitare di soffrire in silenzio, poi con molta circospezione cominciò nuovamente a masturbarsi mentre sua zia, che continuava a dargli le spalle, imperversava nel suo discorso.
– Mi rendo conto che all’inizio potrà essere un po’ difficile ma alla fine ti assicuro che sarà divertente, sai sentirsi così liberi a volte ti rilassa, in ogni caso, poi, ci sarò io ad aiutarti! Marcello ma mi stai sentendo? – Si interruppe Luisa, voltandosi verso il ragazzo
– Ma, Marcello! Ma cosa stai facendo, ti masturbi mentre ti parlo? – Marcello si fermò di scatto
– Si, scusami zia, lo so… ma vedi! Ecco, vedi… il fatto è, che tu… tu ti sei piegata in quel modo ed io… ed io ti ho visto la cosina… e così non ce l’ho fatta a resistere. –
– Diammine Marcello, certo che tu stai messo malaccio! Insomma ti è bastato vedermi la fica per ridurti così? Di questo passo ti farai almeno 10 seghe al giorno! Bisognerà che ne parli con zio Alessandro in modo da poter trovare una soluzione! – gli disse pensierosa zia Lucia
– Lo so zia, mi dispiace ma non so che farci… io non ci sono abituato a vedere donne nude – le rispose Marcello
– è si, povero piccolo, anche tu hai ragione ma vedrai che troveremo una soluzione, ora però fammi un piacere, smettila di menarti quell’arnese, lavati le mani e fai colazione che così ce ne andiamo al mare. –
Marcello seguì il consiglio della zia, consumò la sua colazione e tornò nella sua stanza a cambiarsi, si mise su un paio di pantaloncini da mare e una maglietta blu e scese nuovamente in cucina dove la zia lo aspettava.
Ovviamente zia Lucia non si era messa addosso nessun costume e così come era prese per la mano Marcello e insieme si diressero verso la spiaggetta, dove Fabiana e zio Alessandro li aspettavano ormai da tempo.

I due percorsero la lunga scalinata che conduceva alla piccola insenatura di sabbia e in pochi minuti furono in spiaggia.
– Amore, eccoci qua! – gridò zia Luisa al marito, mentre lui se ne stava mezzo addormentato e completamente nudo, a prendere il sole
– Ciao zio! – si accodò Marcello
– Ah! Luisa, Marcello, finalmente ce l’avete fatta, credevo non sareste più venuti! –
– Be, ecco… vedi, ho avuto qualche problema con Marcello, infatti te ne volevo parlare. Ma Fabiana dov’è ? –
– Ma non saprei – le rispose Alessandro con tono assonnato
– Si è infilata la muta e mi ha detto che si faceva un giro qua intorno, ma lo sai che sei splendida oggi, a proposito… mi dicevi di Marcello! –
– Si… ecco, ti volevo dire che Marcello ha qualche problemino, nel senso che si eccita facilmente perché non è ancora abituato a vedere certe cose, e quindi spesso è costretto a farsi le sue cose per far riammosciare il suo cosino, vero Marcello? –
– S… si… è… è vero! – biascicò nuovamente intimorito Marcello
– Ma non ti devi vergognare di zio Alessandro, lui è un uomo… come te, queste cose le capisce! – quindi rivolgendosi nuovamente al marito
– Ecco, vedi, io avevo pensato ad utilizzare lo stesso metodo che abbiamo usato con Fabiana, magari un po’ più deciso se necessario, tu cosa ne pensi ? –
– Penso che hai ragione – Annui zio Alessandro
– credo che l’unico modo per farlo abituare subito sia quello di provocarlo il più possibile, almeno sino a quando non riuscirà ad essere indifferente al nudismo. Come si dice, la miglior difesa è l’attacco. E tu Marcello cosa ne pensi? –
– Be , io non lo so zio! Ma se lo dite voi… ! – Rispose Marcello
– Povero il mio piccolo tesorino, ma non ti preoccupare fidati dei tuoi zii – Lo confortò zia Luisa
– Be, allora comincerei a dire che puoi anche prenderti la tua razione quotidiana, è Luisa? – le disse Alessandro
– Ma come, di già! Ma se neanche sono arrivata! E poi guarda che io, parte della razione, l’ho già presa da Marcello, lo sai? –
– Come, da Marcello! – si meravigliò Alessandro
– E già, questa mattina il poverino era in preda ad una forte erezione, vedendo la sua zietta tutta nuda, e così la sottoscritta, visto che lui non ci riusciva, gli ha dovuto fare una sega da manuale per farlo venire e fargli sgonfiare il suo povero pisellino –
– Marcello, ma è vero! – gli chiese con tono meravigliato lo zio
– è si zio, è vero… io proprio non ci riuscivo –
– E brava porca, come a lui si e a me no! Protesto vivamente! sbraitò con un sorriso Alessandro
– E, ma come sei suscettibile – gli disse Luisa con tono scherzoso
– Non si può nemmeno parlare, ma si che me la prendo la mia razione, anzi perché non mi faciliti il compito e gli dai qualche smanettata tu, mentre io vado un attimo a bagnarmi i capelli!
– Cominci a diventare pigra, lo sai – Le rispose Alessandro mentre iniziava a menarsi il membro da solo. Dopo pochi colpi il suo cazzo era già diventato bello duro, rivelandosi in tutta la sua grandezza, con i suoi quasi 18 cm.
Marcello, vedendo la scena, si stava già un po’ eccitando e poi , senza nemmeno chiederlo era, finalmente, riuscito a capire perché la zia aveva sposato zio Alessandro, indubbiamente per il suo grosso cazzo.
Al suo ritorno Luisa si avvicino ad Alessandro dicendogli
– Però, che bravo che sei stato! Lo hai già tirato su per bene, be … meglio, così fatico di meno! –
– Dai, porca, sbrigati altrimenti mi ridiventa nuovamente moscio! Dai Luisa, che aspetti, prendilo in mano! Le ordinò Alessandro
– Ecco, ecco… un momento, cos’è, hai paura che ti voli via! –
Luisa si accovacciò di fianco al marito, all’altezza del bacino, poi allungò la mano destra è impugnò quel grande membro che si ergeva, duro, davanti a lei, ed iniziò a menarlo con energia.
– Miseria non mi abituerò mai al tuo cazzo, ogni volta mi sembra sempre più grosso – affermò con entusiasmo la zia
– Dai, Luisa, ora prendimelo in bocca che mi stai seccando la cappella, a furia di menarmelo – Luisa guardò Alessandro
– Strano che ancora non mi hai detto troia, puttana, lurida cagna o via dicendo, cos’è ti impaccia la presenza del nipotino –
– Ma piantala, razza di vacca, di dire stupidaggini e prendimelo in bocca, dai! – inveì Alessandro.
Lucia senza farselo dire due volte si chinò sul grosso membro iniziando a infilarselo in bocca.
Marcello, nel vedere la zia con quell’affare in bocca non seppe resistere, si calò giù il costume iniziando a masturbarsi. Luisa, vedendo Marcello con il pisello tra le mani, si sfilò il cazzo del marito dalla bocca, e chiamò verso di se il nipotino.
– Be, vedo che non hai resistito poi tanto! Mi sa che sarà una bella impresa farti passare questa mania! – Poi guardando il marito
– Senti, Ale, tanto per me non fa differenza, o uno, o due! Ti dispiace se mentre te lo succhio, masturbo anche a Marcello! Così almeno iniziamo ad abituarlo, senno poverino mi si ammazza di seghe. –
– Che vuoi che ti dica, Luisa! Se te la senti… ! Certo, però, che sei proprio una gran puttana, non sei mai sazia! – le rispose Alessandro
– Non è vero! Dopo le mie 10 razioni quotidiane sono sempre bella sazia – esclamò con tono ironico
– Vieni Marcello, avvicinati, che adesso ci pensa zia Luisa al tuo pisellino –
Marcello si avvicinò alla zia con passo incerto e si fermò con il cazzo a pochi centimetri dalla sua faccia, lei gli diede un piccolo bacio sulla punta, poi allungò la mano sinistra e lo impugnò con decisione
– Visto Ale, che razza di arnese che ha il nostro Marcello, chissà quante ne farà godere con questo pisello –
– è già, vedo… vedo! Sta proprio ben messo il nostro Marcellino! Credo, anche io, che ci vorrà un bel po’ per abituarlo –
osservò lo zio.
Proprio mentre lo zio parlava, Luisa si chinò nuovamente sul cazzo del marito, aprì la bocca ed iniziò, lentamente, ad infilarselo dentro. In poco tempo, più della metà del cazzo di Alessandro era sparito nella bocca di zia Luisa, che ritmicamente stava iniziando a muovere la testa spingendoselo probabilmente sino nelle profondità della gola.
Mentre sbocchinava con foga il marito, quasi con un gesto automatico, iniziò anche a muovere la mano con cui stava tenendo il cazzo di Marcello, menandolo ritmicamente.
Il ragazzo per un attimo si irrigidì, per poi subito rilassarsi. Vedeva la testa di zia Luisa fare instancabilmente su e giù, mentre con la mano destra si aggiustava, di tanto in tanto, i capelli, vedeva le sue grandi tette ondeggiare avanti e indietro e sentiva chiaramente i rumori del suo risucchio, i suoi lamenti sordi; mentre con l’altra sua bellissima mano gli stava tirando quella interminabile sega.
– Brava… che brava che sei, Luisa! Lo succhi proprio da vera troia, così… continua! – le disse Alessandro.
Marcello sentiva, di tanto in tanto, la mano di zia Luisa che allentava la presa dal suo cazzo per poi serrarla nuovamente, rallentare il movimento per poi riprenderlo, improvvisamente, con un ritmo veloce; segno che il cazzo dello zio nella sua bocca cresceva ancora e la stava facendo veramente eccitare. Osservò nuovamente le grandi tette, ondeggianti e vide che i capezzoli della zia erano dritti come dei chiodi, mentre con un movimento altalenante li strusciava, con irregolarità, sulle gambe del marito.
– O… zia! Sei bravissima, sei stupenda… o mamma mia non resisto più, non ce la faccio! – si lasciò sfuggire Marcello, che sino a quel momento era rimasto muto come un pesce.
Sentendo quelle parole Luisa alzò lo sguardo verso Marcello, poi sorridendo con gli occhi aumentò ancora di più il ritmo con la mano, intenzionata a farlo godere quanto prima. Sotto quei colpi così decisi, Marcello non poté far altro che venire con una smorfia di sforzo in volto, questa volta, quasi tutto, il suo sperma colò lentamente lungo la mano della zia e solo pochi schizzi la raggiunsero in volto.
Sentendosi colare lo sperma lungo il braccio Luisa lasciò la presa per dedicarsi completamente ad Alessandro che, ormai, era giunto a limite
– Si tesoro.. dai, sto per venire! Dai Luisa, la senti… prendila tutta! –
Lo zio non fece in tempo a parlare che subito esplose in un copioso orgasmo, riversando nella bocca di Luisa fiotti di sperma cado.
Sentendosi schizzare nella bocca, zia Luisa, ebbe dei brevissimi scatti all’indietro con la testa , poi deglutì a fatica un paio di volte e quando capì che l’orgasmo del marito era finito, togliendosi il cazzo dalla bocca, si risollevò riportando il busto in posizione eretta. Marcello osservò per un attimo la zia, la vedeva accovacciata, bellissima, su quella spiaggia mentre rigoli di sperma gli colavano ancora dalla bocca, lungo il mento per poi esplodere, in piccole chiazze, quando cadevano sui suoi seni.
Sulla fronte e sui capelli della zia erano ancora visibili i piccoli schizzi di sperma che Marcello le aveva lanciato durante il suo orgasmo, mentre lungo il braccio sinistro, lo sperma restante, continuava a colare ed aveva ormai raggiunto il gomito.
– Diammine Alessandro, ma quanto ne avevi! Non la finivi più di schizzarmelo in gola, a momenti mi strozzo! Ma guarda qui come mi avete conciata sono tutta piena di sperma, sembro un preservativo usato! – Si lamentò la zia guardando i due
– Ma dai vacca, non rompere, che ti è anche piaciuto! Guardati li, hai due capezzoli duri come il marmo! Non è vero Marcello! –
Le disse lo zio
– è… si… si zio! è vero sono proprio lunghi e duri! Comunque, zia, volevo dirti che sei stata fantastica… posso darti un bacio?
Disse Marcello, che sembrava , adesso, essere un po’ più sciolto.
– Be, aspetta almeno che mi sciacqui un po’ , non vorrai mica darmi un bacio con tutta questa roba appiccicosa sulla faccia. –
Gli sorrise zia Luisa ed aggiunse, mentre allungava le gambe per mettersi un po’ più comoda
– Mamma mia, senti qua che roba! Razza di porcellini… mi avete fatto eccitare! Me la sento tutta bagnata qua in mezzo, però non è giusto meriterei anche io un bel servizietto ! –
Mentre i tre erano assorti in quella ambigua conversazione non si accorsero dell’arrivo di Fabiana, che pur vedendoli in quelle condizioni non si stupì affatto.
– Ma che bravi che siete, uno non si può allontanare un attimo che subito si perde il meglio! Ciao fratellino, ciao zia! –
– Però.. ! Zia vedo che hai già fatto il pieno di sborra questa mattina –
I due si voltarono verso Fabiana ed esordirono con un accorato “Ciao, Fabiana! “, poi zia Luisa fissandola le disse
– Visto come è stata brava la zia, chiedi anche a tuo fratello –
– Come è stata troia, vorrai dire – Le rispose sorridendo Fabiana
– Troia, ma pur sempre brava! – Aggiunse zia Luisa con tono ironico
– Be, ragazzi io mi vado a dare una sciacquata… questa roba mi si comincia ad appiccicare tutta addosso – e alzandosi si diresse verso il mare, Marcello, nel frattempo cercò in modo sbrigativo di risistemarsi il costume per nascondersi dalla sorella, mentre zio Alessandro se ne stava lì, in posizione quasi seduta, sorreggendosi sulle braccia, a fissarsi il suo cazzo mezzo moscio e ancora bagnato di sperma.
Fabiana si avvicino allo zio poi guardandolo gli disse
– Questa volta però la zia non ha fatto un buon lavoro, te lo ha lasciato tutto sporco! –
– Be, poverina… gli ho schizzato in gola due settimane di astinenza! A momenti la soffoco, continuava a colare sperma da tutta la bocca! – gli rispose lo zio
– Be, per fortuna ci sono qua io, la zia me lo ha insegnato ! Le cose o si fanno bene o non si fanno per niente, giusto!
– Giusto! – confermò zio Alessandro.
Fabiana, indossando ancora la muta, si sedette a carponi a fianco allo zio, incurante del fratello che la osservava, poi avvicinò il viso verso il cazzo dello zio, lo tenne dritto con una mano e iniziò a leccarlo ripulendolo per bene, leccando sino all’ ultima goccia di sperma. Il cazzo dello zio andò nuovamente in erezione e Fabiana faceva quasi fatica a tenerlo nella mano, non appena ebbe finito si rimise in posizione eretta ma sempre rimanendo inginocchiata sulla sabbia, si leccò le labbra e la mano poi rivolgendosi allo zio gli disse
– Ecco qua! Servizio completo, allora sono stata brava! –
– Come sempre, da tre anni a questa parte! – le rispose zio Alessandro.
Nel frattempo Luisa ritornò dalla sua, forzata, nuotata in mare avvicinandosi ai due
– Di un po’ ragazzina, cos’hai da leccarti in quel modo ? – poi spostando lo sguardo al basso ventre dello zio aggiunse meravigliata
– Fabiana, non dirmi che ti sei messa a leccare il cazzo di Alessandro ? –
– Be, zia… metto in pratica quello che mi hai insegnato! Tu l’avevi lasciata e così io ne ho approfittato… non farlo mi sembrava uno spreco! – Ridacchiò Fabiana
– Ma dimmi tu! Certo che sei proprio una gran puttanella, Fabiana! Non mi bastava il nipote ipereccitato, mi ci voleva anche la nipote. Ma cosa vi dà da mangiare mia sorella! Il Viagra! –
– No zia! è pura e semplice voglia di cazzo! – le disse con un tono di superiorità Fabiana.
Marcello, intanto, era rimasto immobile, con il costume mezzo calato, fissando Fabiana, poi, improvvisamente, quasi esplodendo, iniziò a camminare verso di lei con passo pesante e giuntole davanti le disse
– Ma cazzo Fabiana! Ma… ma sei una stronza, non mi hai mai detto niente degli zii e sapevi, già, tutto! Ecco perché volevi sempre venire in vacanza qua, cazzo quanto sei stata stronza, ti odio… puttana! –
– Ehi fratellino, non ti scaldare tanto! Rischierai un malore! Cos’è sei invidioso, be non ti preoccupare! Non è detto che anche tu non possa approfittare, mi sembra di aver visto che gli argomenti non ti mancano! –
– Ma vaffanculo, Fabiana! – le voltò le spalle, imbronciato, Marcello.
Mentre i due erano animatamente impegnati a discutere gli zii si erano spostati in un punto coperto dall’ombra di una grossa pietra e avevano iniziato ad aprire la borsa frigo, tirando fuori dei gustosissimi panini.
– Fabiana, Marcello! Dai finitela di litigare e venite a prendervi i panini – Gli gridò zia Luisa, ma i due non ne vollero sapere, a turno andarono a prendersi i panini, per poi mangiarseli, isolati, ognuno per conto proprio.
Il resto della giornata passò tranquillo, gli zii si rilassarono sulla piaggia prendendo il sole mentre Marcello e Fabiana, che sembravano aver fatto pace, rimasero tutto il tempo a giocare in acqua.
La stessa sera i quattro si recarono a mangiare in un noto ristorante locale e in piena cena arrivò la telefonata della madre di Marcello e Fabiana che comunicava che sarebbe arrivata in nottata, pregando zio Alessandro di andarla a prendere.
Terminata la cena lo zio condusse tutti a casa, dove i due ragazzi, caddero, a letto, esausti in un sonno profondo; poi rimontò in auto per recarsi in aeroporto a prendere la cognata. FINE

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