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Ina

Austostop. Parto per l’Olanda. Mi aspetta Karla. Un’amica o, forse, qualcosa in più.

Allungo il dito pollice, basta che mi portino al nord, va tutto bene. Il camion mi passa a due centimetri dallo zaino e suona tutte le sue trombe. Ho sempre considerato imbecilli i camionisti, questo poi, dev’essere il padre. Ecco che forse si ferma…no, anche la BMW se ne va, maledizione.

Una Volvo arriva…si…eccola che si ferma. Alla guida una donna sui 35anni. Appena apre il finestrino mi ci fiondo dentro con la testa “Devo andare in Olanda, Groningen” “Vado solo fino a Bonn, se per te va bene”. Non finisce neppure di parlare che ho già messo il mio zaino sul sedile posteriore e sono già seduto al suo fianco. “Io sono Giuseppe, e tu? ” “Io Ina, sono di Bonn e sono stata in vacanza a Rimini”. Mentre mi parla, in un ottimo italiano seppur con inflessioni tedesche, la guardo meglio: è decisamente carina anche se senz’altro ha 10anni più di me, i capelli biondissimi e corti, occhi di ghiaccio, due labbra affusolate e piegate in un lieve sorriso. “Allora torni al lavoro? ” dico giusto per tenere acceso il discorso ed aver così la possibilità di girarmi verso di lei. Ha una camicetta bianca leggermente aperta, si notano i rigonfiamenti dei suoi capezzoli, il suo seno sembra essere sodo, una minigonna cortissima tanto da vedere il costume che indossa sotto lascia spazio per due gambe meravigliose. “E, si, comincio lunedì prossimo e poi, per un ‘altr’anno non potrò tornare in Italia”. La strada scorre veloce, guida molto bene e mi sento a mio agio al suo fianco. Sto pensando a Karla ma sempre più spesso il mio sguardo indugia sulla scollatura di Ina o sull’attaccatura delle sue gambe. Passiamo la frontiera con la Svizzera e comincia a far buio. Ogni tanto ci scambiamo qualche parola, è sposata, ha 37 anni e viene in Italia in ferie da sola perché il marito non può far le ferie con lei a causa del lavoro. Lavora come impiegata ma non le piace molto. Ama l’Italia. Di me le dico poco anche perché, a 23anni, si ha poco da raccontare. Arriviamo a Zurigo che è appena passata la mezzanotte. Si ferma di fronte ad un Hotel, scende senza dirmi nulla. Dopo poco torna. “Mangiamo qualcosa e ci fermiamo qui per la notte così domattina partiamo freschi freschi, ok? ” “Scusa Ina, ma io non ho soldi, se me lo permetti posso dormire qui in macchina, per me va bene” Si mette a ridere di gusto e mi sembra ancora più simpatica “Non essere sciocco, scendi, ho già prenotato”. Scendo e mi sento a disagio: è più alta di me di circa 10 centimetri ed è decisamente affascinante. La seguo con il mio zaino in spalla e arriviamo nella hall. “La vostra camera è la numero 206” dice il portiere. La vostra? Ma come la vostra? ? “Hei, Ina, cosa vuol dire la vostra? ” “Sciocco, è solo per spendere meno! “. Saliamo in camera. Davvero bella, due lettini divisi da un comodino, una luce soffusa ed un buon odore di pulito. Appoggio il mio zaino a terra e rimango lì, senza sapere cosa fare. Lei è molto disinvolta: apre la sua valigia e ne tira fuori un paio di mutandine ed una maglietta. Mi guarda “Dai, ci facciamo una doccia e poi scendiamo a mangiare qualcosa” e nel dirlo si leva la maglietta lasciando alla mia vista il suo seno nudo. Senza neppure darmi il tempo di riprendermi si sfila anche la minigonna e lo slip nero rimanendo nuda; una splendida Venere bionda che mi sorride. “Oh, si, faccio la doccia” bofonchio mentre cerco di mostrarmi disinvolto “La fai prima tu? “. Ma tolti i pantaloni non potevo certo nascondere la mia eccitazione. Il mio cazzo duro faceva spuntare fuori dagli slip la cappella lucida. Lei mi guarda negli occhi ed io mi aspetto che mi cacci via. “Mmmmm, allora non mi sbagliavo pensando che mi guardavi e che ti piacevo” mi dice mentre si avvicina a me. Rimango imbambolato come una statua di sale e la guardo mentre si avvicina, sento le sue mani sulla mia schiena, il profumo dei suoi capelli, il suo seno si appoggia al mio torace e mi sembra di sentire i suoi capezzoli che scottano contro i miei. Le sue mani mi graffiano la schiena e scendono verso il mio sedere; lo stringe e lo attira a se così il mio cazzo si appoggia alla sua pancia. “Andiamo a fare la doccia, su”. E mi tiene per mano. L’acqua calda scende e rimango ad ammirarla mentre scorre sul suo corpo. I suoi capezzoli sono dritti e sembra che chiedano di essere succhiati così mi appresto a farlo. Li sento quasi crescere tra le mie labbra; li morsico piano mentre sento la sua mano che impugna il mio cazzo e lo sfiora piano. Stringo nelle mani il suo culo, sodo e liscio come la seta, infilo una mano davanti e vado alla ricerca del suo sesso. Una fine peluria mi fa capire d’essere sulla strada giusta. Sento la sua lingua frugarmi la bocca, il mio cazzo nella sua mano e, finalmente, entro con le mie dita nella sua figa, bollente e piena di umori. Si stacca da me con un mugolio e mi spinge in basso. Mi metto in ginocchio e la sua fighettina bionda è davanti alla mia bocca. Le apro le grandi labbra con le dita e in alto fa capolino la sua clitoride. Le poggio sopra le mie labbra e la bacio come fosse una fragola e poi comincio a succhiarla come un piccolo cazzo mentre la sento andare e venire con i suoi fianchi. Infilo due dita dentro la sua figa e continuo a succhiarla mentre lei mi guida la testa. Sento gli spasmi della sua figa che si stringe intorno alle mie dita, la sento ansimare e poco dopo i suoi mugolii sono accompagnati da frenetiche spinte verso la mia bocca e dallo stringere delle sue mani sulla mia testa. “Mmmm, ti voglio, ora, subito” e senza darmi neppure il tempo di alzarmi mi trascina sul letto e infila da sola il mio cazzo nella sua figa. Sento le pareti della sua vagina accarezzare il mio cazzo e stringerlo in un bollente abbraccio lucido di umori, muove i suoi fianchi sotto di me, stringe ed allarga la sua vagina e il massaggio si fa irresistibile, “Vengo, Ina…. siii” riesco a dire prima di esplodere dentro di lei in un orgasmo incredibilmente lungo e dolce. Mi stringe a se e mi bacia tra i capelli, le sue mani mi frugano il corpo e mi sento stretto tra le sue braccia. Avrei voglia d’addormentarmi così. “Andiamo, il portiere ha detto che ci preparava qualcosa da mangiare”. Finiamo di fare la doccia e scendiamo nella hall dove il portiere ci stava aspettando visibilmente spazientito. Parla in tedesco ed è Ina che gli risponde, io non ci capisco nulla. Mangiamo una cotoletta semibruciacchiata e ci beviamo un caffè: è già l’una di notte. Ringraziamo il portiere e torniamo in camera. Camminiamo piano, mano nella mano ma senza parlare. “Ho ancora voglia di te” mi dice stringendo la sua mano. “Anch’io” rispondo fermandola ed incollando le mie labbra alle sue. Entriamo in camera e cominciamo in silenzio a spogliarci a vicenda. Ogni tanto mi fermo, appoggio le mie labbra ora sulla sua spalla, ora sul suo seno per un bacio e per assaporarne il profumo. Sento la voglia che mi cresce dentro e le sue mani che scorrono sulla mia schiena provocandomi brividi di eccitazione. Ci stendiamo sul letto abbracciati e le nostre bocche cominciano a cercarsi. Prende la mia lingua nella sua bocca e comincia a succhiarla, le sue mani giocano sulla mia pelle. Il mio cazzo è duro e Ina lo stringe nella sua mano, sfiora piano la cappella lucida poi si stacca da me e scende a baciarlo. Sento le sue labbra avvolgermi la cappella e poi risalire, sento le sue mani giocre con le mie palle e poi scivolare verso il buco del mio culo. Si ferma li, lo massaggia un po’ e sento una sensazione nuova salirmi su per la schiena e avvolgermi. La sua bocca è bollente e la sua lingua gioca con l’apertura in cima al mio cazzo. L’attiro verso di me, cerco tra le sue cosce il miele della sua eccitazione, la sua figa è calda e pronta. Preso dal gioco faccio scivolare le mie dita ora dentro la sua figa ora verso il suo buco del culo. La sento ansimare ed aprirsi. Infilo un dito nel suo culo e comincio a muoverlo, dentro e fuori e lo sento rilassarsi, quasi aprirsi. “Prendimi li” mi dice con voce rotta dall’eccitazione. Si gira e si mette carponi sul letto, le sue tette che pendono mi eccitano ancora di più. Appoggio io mio cazzo tra le sue chiappe e lo faccio scivolare dentro la figa allagata di umori. Poi lo punto diritto verso il buchino e entro piano dentro di lei che si allarga e mugola di piacere. è stretto, sento il cazzo stretto nel suo canale e le sue dita che lo toccano mentre entrano ed escono freneticamente dalla sua figa. è la mia prima volta ed è un piacere nuovo, mai provato. Si muove più in fretta, sento le contrazione del suo sfintere sul mio cazzo e il suo ansimare. Si agita e spinge il suo culo verso di me e vedo il mio cazzo entrare fino in fondo nel suo culo per poi uscire quasi completamente. Sto per venire anch’io, non resisto più e do alcuni colpi più in fretta, lei contraccambia e la sento godere mentre anche il mio piacere si riversa dentro di lei. Si abbandona sul letto ed io rimango sopra di lei, con il mio cazzo che piano piano esce dal suo culetto e rimane li, appiccicoso di umori. Accarezzo e bacio le sue spalle. Mi sorride e una sua mano sfiora il mio fianco. “Vorrei amarti ancora, e ancora e ancora”. “Aspettami, vado a lavarmi” e si gira di colpo facendomi quasi cadere. Si avvia verso il bagno e immediatamente decido di seguirla. “Devo fare la pipi” mi dice quasi a scusarsi. “Ed io voglio vederti” le rispondo sorridendo. Si siede sul water e mi guarda fissa negli occhi. Ecco, sta facendo la pipi ed io non resisto alla tentazione di avvicinare la mia mano e di farmela inondare. L’avvicino alla sua figa e l’accarezzo. Così calda e bagnata è troppo eccitante. Sento che con Ina potrei fare ogni cosa. Rimane seduta sul water e mi attira a se, il mio cazzo è all’altezza della sua bocca, piccolo e molliccio. Le sue labbra si aprono e la sua bocca lo ospita tutto, la sua lingua si muove e sembra voglia pulirlo. Ci alziamo e decidiamo di fare una doccia. L’acqua scivola sui nostri corpi. Ci mettiamo l’accappatoio e decidiamo di andare sul balcone e fumarci una sigaretta: sono quasi le due e nessuno certo ci vedrà nell’oscurità della notte. Due poltroncine ci accolgono e il fresco della notte mi sveglia. Ad un tratto si sentono dei rumori. Ina mi guarda in silenzio ed allunga la testa per ascoltare meglio. Si alza, guarda giù dal balcone e, senza guardarmi, mi fa segno di avvicinarmi a lei. La finestra al primo piano della palazzina di fronte alla nostra è illuminata e con le persiane aperte. Una signora di una certa età è stesa sul letto, le gambe oscenamente aperte e si sta masturbando con un grosso cazzo finto. Si muove con i fianchi e possiamo vedere il grosso cazzo entrare quasi completamente dentro la sua figa ed uscirne lucido di umori. La scena mi eccita e anche Ina rimane quasi incantata a guardare. La mia mano scosta i suo accappatoio e comincio ad accarezzarle le chiappe sode. Lei sta ferma con lo sguardo fisso sulla scena della finestra. Scendo piano e mi infilo con le dita tra le sue cosce e cerco la sua fessura. Ina mi aiuta aprendo un po le gambe. La mia eccitazione cresce. Davanti ai miei occhi la signora nuda e che si masturba e nelle mie mani la figa più calda che abbia mai conosciuto. Entro con le dita in lei, le accarezzo piano le labbra della figa entrando ed uscendo. Il mio cazzo comincia ad alzarsi. Mi metto dietro ad Ina e senza toglierle l’accappatoio lo alzo quanto basta per poterlo infilare tra le sue cosce. La mia cappella scivola e sfrega tra le sue gambe. Ina inarca la schiena e mi offre la sua figa. La mia cappella entra piano e una sensazione di lucido calore m’invade. Scivolo dentro e fuori di lei; lei rimane ferma come ad aspettare con lo sguardo fisso sul grosso cazzo della signora. Entro fino in fondo dentro di lei e rimango fermo ad assaporarne il calore. Lei stringe ed allarga la sua figa, la sento pulsare e vivere. “Voglio godere così, stai fermo” mi dice sottovoce. Le strette diventano sempre più frequenti, le mie mani ora cercano i sui seni e trovano i sui capezzoli già induriti. Li stringo tra le dita e dalle sue labbra esce un mugolio di piacere. La bacio sul collo e sulla nuca facendo uno sforzo incredibile per mantenere fermo dentro di lei il mio cazzo. “Così mi fai impazzire” mi dice. “Non resisto più” le rispondo e comincio a muovere i miei fianchi ed a far scivolare dentro e fuori di lei il mio cazzo. Si muove anche lei all’unisono cone me, inarca ancora di più la sua schiena ed io entro in lei fino in fondo, le mie palle le accarezzano le cosce ad ogni colpo. Ora si appoggia alla balaustra del balcone e comincia a mugolare, entro ed esco da lei sempre più in fretta fino a sentire la mia sborra che schizza nella sua figa e sentire i suoi mugolii di piacere e i fremiti nelle sue gambe. La finestra di fronte si spegne e noi rientriamo. Ci mettiamo a letto, è tardissimo. Dormiamo abbracciati in un sonno fatto di continui risveglio. Mi sembra un sogno. La mattina arriva presto, bisogna ripartire. “Ti voglio ancora” le dico. “Anch’io” mi risponde abbracciandomi. Facciamo l’amore con la passione di chi sa che è l’ultima volta, con la leggerezza e la dolcezza di chi vuol lasciare un buon ricordo per una fantastica notte. Mi accompagna fino ad Hessen, vicino all’ Olanda “Così arriverai prima dalla tua Karla” mi dice sorridendomi dolcemente. Mi saluta con un bacio, risale in macchina e sparisce all’orizzonte. Di lei m’è rimasto solo il ricordo. Non ci siamo scambiati neppure il telefono o l’indirizzo. Ancora oggi quando vedo una Volvo bianca con targa tedesca, controllo se per caso non sia Ina che mi sta cercando. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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