Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Viaggi / Incantesimo cubano
copertina racconto erotico

Incantesimo cubano

Suona la sveglia. Ho poco tempo per prepararmi ad andare al lavoro, dopo una settimana di mare.
Pochi giorni intensi e radiosi che ti permettono di tornare in pace con te stesso.
Mi sembra di dovermi sbrigare per correre al diving e partire per una giornata di mare, ed invece…
Nella mia mente rivedo tutto con un pizzico di nostalgia, Cuba non ti lascia mai indifferente, ma non pensate male le immersioni previste erano davvero subacquee !
Sulla barca ad accogliermi Martin, guida subacquea dalla ineguagliabile esperienza, tutti i marinai e qualche turista.
Subito fui colpito da Carla, una bruna sui 24 anni, in compagnia del suo ragazzo, per cui provai subito una vampata di invidiosa gelosia.
Vita sottile e cosce notevoli, di cui le molte punture di mosquitos sottolineavano le appetitose rotondità.
Uno sguardo aperto e furbetto che non mi lasciò indifferente.
Dimenticati in un momento la mia età e gli impegni familiari italiani, eccomi con venti anni di meno a cercare di farla ridere con spiritosaggini ed allusioni, meravigliato di riuscirci benissimo.
Sottacqua non la persi di vista, e i movimenti aggraziati mi indussero pensieri e turbamenti adolescenziali che credevo dimenticati.
Fine della immersione, tolta la bombola Carla apre la muta . Sotto non portava il reggiseno.
Due tette da favola sgusciano fuori e i capezzoli eretti testimoniano la sensibilità della ragazza agli stimoli fisici .
La porcellina si accorge del mio turbamento e insiste con il suo gioco facendosi aiutare da me a togliersi la muta.
Gli slip del costume si arrotolano e la visione di due chiappettine sode, bagnate di salsedine, mi fanno perdere i freni inibitori e approfitto per una fugace toccatina di assaggio che sembra non essere sgradita.
Ma il futuro cornutone è nei paraggi. Si prosegue con sguardi, sorrisi, risatine ed allusioni.
Al ristorante la sera è splendida . Vestita semplicemente emana una sensualità palpabile. Dopo cena tutti sul pontile a sorseggiare Cuba Libre e Mohito ed a conoscerci meglio.
Carla è sicuramente la persona dominante nella coppia e si lavora Renzo come vuole.
In più occasioni gli fa fare la figura del pirla, e giunge a dire, che sì ci prova poverino, ma non è che la soddisfi sessualmente del tutto…
Ora si balla alla luce della luna, una musica dolce in sottofondo. Viene tra le mie braccia mentre Renzo continua a parlare dei suoi successi sportivi . è riserva, ma è in serie B…
Ci allontaniamo un pochino uscendo dalla vista e il suo profumo mi inebria. Le mie mani vanno da sole, polipi instancabili, le mie labbra cercano le sue turgide e succose, e nella mia mente scatta il paragone con le altre labbra più nascoste che voglio al più presto riempire di attenzioni.
La lingua saetta e la ragazza ci sta. Le succhio il labbro superiore e cincischio sul capezzolo che sono riuscito a raggiungere con poca fatica e che si è subito inturgidito.
La ragazza si accorge che sotto mi si è risvegliato qualcosa e mi si struscia contro con lentezza guardandomi fisso negli occhi con uno sguardo pieno di sottintesi.

La musica è finita. Non è possibile fermarsi ancora, ma è un peccato fermarsi ora.
Nel pomeriggio del giorno dopo tour in macchina nelle strade dell’ isola.
Siamo in sette su una Renault clio.
Faccio sedere comodo davanti Renzo che ha le gambe lunghe ed io dietro, con Carla sulle ginocchia.
La strada è accidentata e piena di curve, è necessario tenerla stretta.
La situazione arrapante non tarda a fare il suo effetto e il mio uccello duro vorrebbe dire la sua, però deve restare rinchiuso nella gabbiola, ma fa apprezzare la sua presenza alla ragazza in calore.
La mano scivola sulla sua coscia e risale fino a scostare l’elastico delle mutandine.
La passerina è morbida, tenera, bagnata.
Il mio dito si insinua, cerca il magico bottoncino e lo lavora per bene.
è bravissima a far finta di nulla. Mi accorgo che ha un orgasmo dalla contrazione muscolare delle sue gambe, ma … trattiene fortunatamente gridolini e sospiri.
Metto il dito che ha ben lavorato in bocca per assaporare l’afrore della fighetta masturbata.
L’olandese accanto, pieno di birra, approfitta della situazione e mette una mano sulla coscia libera. Carla lo allontana e si irrigidisce.
Quando torno all’attacco non vuole più.
La sera Renzo, forse incazzato per aver capito qualcosa, esagera con gli alcolici .
Alle 2 di notte sento bussare alla porta della mia camera. è Carla in lacrime.
Renzo le ha fatto una scenata, ha cercato di picchiarla e lei si è rinchiusa in bagno a chiave.
Lui l’ha lasciata lì e Carla se ne è uscita dalla finestra quando lo ha sentito russare.
è bellissima. Scompigliata e in camicia da notte fa salire il fuoco alla testa.
La faccio entrare e cerco di calmarla, parlandole dolcemente.
Si siede sul letto. Non vuole sdraiarsi, ma poi si convince.
Ha bisogno di un massaggio. Le mie mani scorrono emozionate percorrendo senza fretta la sua schiena. Quando la sento rilassarsi oso di più. I glutei reclamano la loro parte di coccole.
Seduto accanto a lei non smetto di massaggiarla e di parlare.
Smette di singhiozzare si gira e mi guarda con uno sguardo luminoso, che non dimenticherò mai più.
Mi sdraio accanto e lei parte all’attacco.
La sua mano si insinua dentro i miei slip e con delicatezza afferra l’asta e la tira fuori. Poi con sapienza fa scorrere il prepuzio sul glande con lentezza e maestria.
Tirando indietro la pelle al massimo con le dita, inizia poi ad esplorare con la punta della lingua senza risparmiare un millimetro e solo quando non ne posso più passa all’ingoio.
La pompa mi da una scarica di adrenalina che non riesco a controllare.
Non voglio riempirle la bocca prima di essermela lavorata per bene.
Passo al contrattacco e mi piazzo tra le sue gambe aperte. La leccata di figa mi è sempre piaciuta, ma lì era come assaporare un prezioso piatto di frutti di mare appena pescati.
Insistevo sul grilletto turgido roteando la lingua per darle piacere. Ho inserito poi un dito in vagina continuando a suggere il nettare dalla fonte della vita fino a quando l’ho sentita gemere.
L’ho voluta a quattro zampe e l’ho infilata di brutto senza altri indugi, godendo del contatto con le morbide pareti vaginali .
La cavalcata è durata poco perché l’eccitazione accumulata era tanta e la sborrata liberatoria non si è fatta attendere, svuotandomi i testicoli.
Sono rimasto a guardare affascinato il candido frutto dell’ amore che faceva capolino tra i petali del suo sesso dischiuso.
Poi accoccolati senza parlare ci scambiammo sensazioni ed emozioni solo col contatto della pelle dei nostri corpi ancora accaldati.
Era passato solo qualche minuto quando sentimmo sbattere una porta e dei passi allontanarsi in fretta.
Renzo cercava la sua Carla, che rimaneva tra le mie braccia, quasi a chieder protezione. FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Gita pasquale

Passeggio tra le stelle scampagnata pasquale con le dita sul mio corpo inutile ripercorro sentieri …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.