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copertina racconto erotico

Ios 99

Purtroppo anche quest’anno l’estate è finita, ma con dei bellissimi ricordi.
La mia estate l’ho passata in Grecia con dei miei amici nell’isola di Ios e Santorini nelle Cicladi.
è stata una vacanza molto avventurosa in tutti i sensi, infatti abbiamo prenotato soltanto l’aereo e per il resto dovevamo arrangiarci sul posto, io ero l’unico un po’ preoccupato, forse perché ero stato abituato ad avere già tutti organizzato. Comunque questa nuova esperienza mi eccitava moltissimo.
Arrivati sul luogo di Ios, la nostra prima tappa, vi erano delle persone che offrivano delle camere a prezzi non tanto economici, la più economica erano alloggi da 7500 dracme circa 45000 lire al giorno. (Alla faccia di chi diceva che la Grecia non è cara).
Comunque dopo molto tempo abbiamo deciso di prendere due stanze da quattro letti nella capitale di Chora, situata ad un paio di chilometri dalle spiagge di Milotopas e dal Porto, comunque il nostro obbiettivo non era quella della tintarella ma era il “cuccare” le donne.
Dopo un paio di minuti di adattamento e di come funzionavano le cose la sera stessa siamo andati a cenare verso le 10: 00, il mangiare era buonissimo, i piatti più buoni erano: la Mussaka, Il souvlaki, la feta, il pasticchio e molti altri.
In quel ristorante vi era moltissimi giovani ma di prevalenza italiana, ma accanto al nostro vi era un tavolo di 5 ragazze tedesche. Premessa io non sono un tipo che attacca bottone facilmente ma fortunatamente nella mia compagnia vi sono stati ragazzi che i cazzi loro non se li fanno mai, che hanno incominciato a fargli le domande in inglese, del tipo:
What’s your names? , Where are you from? , Nice to meet you! , insomma tutti i convenevoli del caso.
Nel frattempo io mi ero estraniato dalla conversazione dalla figura di merda che stavamo facendo all’interno del ristorante, comunque mi accorsi che una delle ragazze mi stava fissando, o meglio mi stava squadrando da capo a piedi, anche se ero seduto. Io non sapevo dove guardare, ovviamente facevo finta di niente e cercavo di sfuggire dal suo sguardo penetrante perché come ho detto sono un tipo molto timido. La serata si stava facendo molto interessante, dopo molti bicchierini di vino anch’io incominciai a lasciarmi andare ed entrai nella conversazione, molto limitata visto e considerato che il nostro inglese era a livelli scolastici.
Cercai di fare una conversazione con quella ragazza di conoscerla meglio, si chiamava Martina, anni 22 come la mia, occhi azzurri come l’acqua del mare di Ios, capelli lunghi e biondi, alta 1, 70 un gran bel seno sodo, insomma una gran pezzo di fica.
Dopo due ore di cena, abbiamo pagato e siamo andati tutti insieme in un locale irlandese dove quella sera stavano organizzando la gara di chi beveva più birra, e l’unica regola del gioco, chi vomitava veniva eliminato. Ovviamente tutti i miei amici parteciparono al gioco per farsi notare ed io l’unico stronzo non partecipai per il fatto che la birra mi fa vomitare al primo bicchiere. Incominciata la gara, tutti i partecipanti erano gasati al massimo, soprattutto quei sei italiani che dovevano farsi notare, io mi misi a sedere vicino al tavolo dove si svolgeva la gara, Martina e le altre si sedettero non lontane da me. Dopo molti bicchieri vedevi i concorrenti agitarsi di più, cantare a più non posso insomma per cercare di rimanere concentrati nel gioco.
Però dopo pochi minuti si vedono le prime vittime arrendersi ed altri vomitare nel secchio che l’addetto correva a mettergli sotto il viso. Ad un certo punto Martini si avvicino a me ed incominciò a parlare di qualcosa e non capivo di cosa, un po’ per la musica a decibel elevatissimo e un po’ per il mio non perfetto inglese, così gli chiesi di uscire fuori dal locale, per capirla meglio.
Usciti ho capito che si stava annoiando e voleva andare a fare una passeggiata per il villaggio, così io acconsenti subito perché lo era anche per me. Si girò per i negozi, e ci si fermava soprattutto in quei negozi dove esponeva della merce che a tutti e due ci faceva molto ridere; devo dire che la Grecia è molto libera di mentalità sull’argomento sesso, infatti vi erano T-shirt raffiguranti cazzi eretti e mosci, fiche pelose e depilate, posizioni erotiche, ed altro.
Dopo un’oretta decidemmo di ritornare nel locale, ma ebbero chiuso l’ingresso per via che da quel momento in poi l’ingresso non era più libero ma a pagamento. Vidi Martina molto scocciata per questa cosa così decise di aspettare le sue amiche fuori, così feci anch’io. Però dopo un po’ mi prese per un braccio e mi trascino nella sua stanza, io non sapevo più cosa fare, cosa dire e come comportarmi. Il tutto un po’ mi impauriva e molto mi eccitava.
Dopo alcuni minuti, che per me furono minuti interminabili, ci incominciammo a baciare lentamente sulle labbra e poi con sempre più foga, le nostre lingue non facevano altro che esplorare la bocca dell’altro, le nostre mani i glutei dell’altro, il mio cazzo ogni ad ogni sua carezza non faceva che indurirsi e comprimere il ventre di Martina.
Ad un certo punto Martina mi levo la maglietta ed incomincia a leccarmi il collo, le spalle, i capezzoli scendendo sempre più giù fino ad inginocchiarsi di fronte a me. Io lì fermo immobile davanti a lei eccitato come un maiale. Non che incomincio a slacciarmi la cintura dei pantaloni, sbottonò il primo bottone e con manovra fulminea mi ritrovai con i pantaloni e le mutante per terra e con il mio cazzo in bocca a lei, incominciò un pompino da urlo, lo ciucciava e lo menava con una maestria che mai e poi mai ho ricevuto nella mia vita.
Martina doveva avere ciucciato tanti cazzi nella sua vita e doveva aver avuto tante esperienze da grandissima troia.
Partiva dalla cappella a leccare e poi tutta l’asta fino a che non scompariva tutta nella sua gola, mentre una mano mi palpava le palle mentre l’altra voleva esplorarmi il culo. Dopo avarie pompate decisi di levargli il cazzo dalla bocca , non avevo intenzione di venire subito perché se avesse continuato ancora gli avrei inondato la bocca del mio caldo sperma.
Si alzò ed incominciai a spogliarla, levandogli il vestito ed il reggiseno lasciandogli le mutandine di pizzo che faceva intravedere tutti i peli della sua topina e la feci adagiare sul letto, le mie mani nel frattempo gli toccavano quei seni sodi e facendogli indurire i capezzoli, poi sostituì le mie mani con la mia lingua, ciucciandogli tutto il seno, partendo dal bordo del capezzolo a tutta la tetta. Scendendo sempre più basso, leccando la pancia e il suo ombelico fino a sfiorargli le mutande, con la mano nel frattempo gli accarezzavo le gambe perfettamente depilate fino ad arrivare nell’interno coscia, gli spostai la mutanda permettendogli alla fica di respirare per qualche secondo perché subito la ricoprì con la mia lingua ed ecco che incominciai un bellissimo pompino, le sue urla erano talmente forti che l’avrebbero sentita all’ultimo piano cercando di divincolarsi dalla mia lingua che in pochi minuti l’ha fatta venire due volte poi mi fece girare in maniera tale che anche lei potesse prendere il mio cazzo in bocca, nella posizione 69.
Ad un certo punto mi chiese
“Have you one condom? “, purtroppo non li avevo portati dietro, perché non pensavo che avrei fatto proprio la prima sera.
Così gli risposi nel mio inglese, un po’ incazzato perché non avrei scopato, “No, ìm sorry”.
Per fortuna lei mi rispose:
“There isn’t any problem, because ….. ” e tirò fuori un pacchetto di profilattici. Così dalla contentezza e dal super eccitamento ne presi uno e lo misi subito. Ci sdraiammo sul letto, lei sotto ed io sopra, ed in un secondo il mio cazzo si trovò senza nessun problema nella sua fica che pompava a 100 km/h, pompavo così veloce che lei non aveva tempo di riprendersi dalla sua goduta che veniva un’altra volta.
Quella notte abbiamo scopato in tutte le posizioni, non siamo stati interrotti da nessuno perché ancora tutti erano nel locale a bere ed a ballare che si accorgessero della nostra mancanza. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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