Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Viaggi / La scommessa è sempre una scommessa
copertina racconto erotico

La scommessa è sempre una scommessa

Erano passati ormai più di due mesi da quando c’eravamo presi una pausa di riflessione con Claudia.
A dire la verità ho pensato molto a lei in questo periodo e soprattutto nei momenti di solitudine, mi sono sfogato nella masturbazione ricordando i momenti dolci e bellissimi passati insieme.
Avevo anche sospeso l’abitudine della partita di calcetto, in parte perché non ne avevo voglia e adducevo scuse legate all’università, poi perché stavano ristrutturando il circolo sportivo dove andavamo a seguito del cambio di gestione.
Poi con l’occasione della riapertura gli amici mi chiamarono e mi convinsero a riprendere l’attività sportiva. Il circolo aveva cambiato volto, infatti era stato sistemato molto bene sia i campi sia gli spogliatoi e gli altri spazi.
Il nuovo proprietario aveva tre figli più meno della mia età, i maschi facevano anche gli istruttori di tennis e della scuola calcio, mentre la ragazza (Silvia appena più grande di me), si occupava del bar.
Era certamente molto brava , ma tutto il nostro gruppo le sbavava dietro, perché pur non essendo bellissima era anche molto simpatica. Comunque fisicamente non era male: alta circa 1,65 con i capelli castani corti da maschiaccio, era magra e non lasciava trasparire delle forme abbondanti. Con l’arrivo del caldo si notarono gambe lunghe e muscolose con sedere e seno proporzionato.
Entrati in confidenza venimmo a sapere che aveva messo su una squadra di calcetto femminile, con la quale giocava in un giorno diverso dal nostro (andavamo il venerdì sera all’ultimo turno).
Mi accorsi che stavo iniziando a dimenticare Claudia ed ero il meno insistente nei suoi confronti. Forse proprio per questo un pomeriggio che andai ad annullare la prenotazione del campo, si fermò a parlare con me proponendomi di andare la sera per arbitrare la partitella che dovevano fare. Io accettai con gioia e lei mi salutò con un bacio sulla guancia.
Cominciai a credere che poteva nascere qualcosa e mi presentai puntuale alle 23. Silvia e le altre stavano già in campo per il riscaldamento e le stavo ammirando (non mi era mai capitato di vedere delle ragazze giocare a calcio in modo serio), quando arrivò la telefonata che l’altra squadra non sarebbe venuta più. Allora decisero di giocare fra di loro ed essendo in nove mi chiesero di aggregarmi. Ovviamente accettai e giocai contro di Silvia con le riserve. Mi accorsi che non scherzavano molto ed entravano abbastanza duramente, allora mi adeguai e negli scontri mi capitò spesso di ricevere e fare palpeggiamenti non so quanto casuali. Comunque ci divertimmo molto e finita la gara andai nel mio spogliatoio.
Mentre mi spogliavo, iniziai a fantasticare sul fatto che nello spogliatoio vicino c’erano ben nove ragazze che si cambiavano e facevano la doccia, immaginando di tutto: di poterle ammirare nude, oppure che alcune di loro fossero lesbiche e si baciavano e toccavano, o addirittura che ero in mezzo a loro e ci scambiavamo effusioni una la baciavo l’altra mi masturbava alla terza baciavo i seni ecc.. Ovviamente così facendo iniziai a toccarmi e conclusi in fretta una sega meravigliosa.
Finita la doccia uscii e andai al bar dov’era rimasta Silvia e altre 3 o 4 ragazze di cui 2 con i fidanzati. Mi offrirono da bere e dopo che le coppie andarono via rimanemmo a chiacchierare con la padrona di casa Paola e Mara. Ci conoscemmo meglio, loro erano amiche dal tempo del liceo e al momento solo Mara aveva il ragazzo, ma era militare; ormai erano anni che giocavano a calcetto insieme e si ritenevano molto brave. Tanto che Paola propose una disfida contro i miei amici, sicura che non avrebbero perso con più di 6/7 gol di scarto. Io la presi come una scommessa e chiesi quale poteva essere la posta in palio. Mara scherzando affermò che la squadra che vinceva avrebbe potuto stare nello spogliatoio dell’altra mentre facevano la doccia o qualcosa di simile.
Chiaramente io appoggiai la cosa, mentre Paola e Silvia si guardarono e scoppiarono a ridere. Pensai che la cosa fosse finita li, ma la settimana dopo quando andai per giocare con i miei amici, Silvia mi prese in disparte e mi annunciò che aveva trovato altre due amiche disposte alla scommessa quindi se volevamo avremmo potuto organizzare!
Rimasi di sasso, poi ci interruppero e lasciai la cosa in sospeso. Dopo la partita mi fermai a pensare a chi proporre una cosa del genere. Pensai a chi non aveva la ragazza e mi accorsi che eravamo giusto 5 e fra questi Luca, che così ne avrebbe parlato a Claudia e magari si sarebbe ingelosita. Li feci rimanere con una scusa e spiegai la cosa.
Entusiasmo colossale e urla di giubilo accolsero la mia proposta. Andammo allora da Silvia e ci accordammo per il sabato della settimana successiva quando la mattina il circolo non avrebbe aperto.
Dopo una settimana passata a sognare ad occhi aperti nella quale facemmo una vita da sportivi professionisti, attenti alla dieta, al fumo, alle ore di sonno e studiando bene gli schemi per stravincere, alle 8.30 del sabato ci ritrovammo nel bar del circolo per gli ultimi accordi. Della mia squadra c’eravamo io, Luca, Massimo, Angelo e Davide il portiere; fra le ragazze invece Silvia, Mara, Paola, Stefania e Roberta, oltre a Francesca che avrebbe arbitrato. Definimmo la scommessa in questo modo: due tempi da 25 minuti al termine dei quali se le ragazze erano sotto di almeno 7 gol avrebbero fatto la doccia in biancheria intima di fronte a noi; per ogni gol di differenza in più una di loro sarebbe rimasta in topless, ma se la differenza era di 12 o più tutte dovevano essere nude. Invece se i gol erano sei noi avremmo fatto la doccia in mutande, ma se già i gol scendevano a 5 tutti l’avremmo fatta nudi.
Stabiliti i patti iniziammo a giocare. Fu più dura del previsto e alla fine del primo tempo eravamo solo 5 a 1. Vista la situazione, ci guardammo in faccia e decidemmo di non forzare più di tanto accontentandoci dello scarto di 7 gol senza rischiare, così avremmo potuto chiedere di giocare di nuovo.
Così al 20′ eravamo 8 a 1, quando quel cretino di Angelo fece un fallo da ultimo uomo e fu espulso. Le ragazze segnando subito sulla punizione si ringalluzzirono, ci misero sotto e segnarono un altro gol quasi subito, così al 24′ Mara segnò l’8 a 3 (+ 5) e per festeggiare si tolse la maglietta rimanendo in reggiseno (come in uno spot). Ma non era finita, infatti saltai Roberta e mi involai verso Paola che era in porta, questa uscì e mi atterrò in area. Rigore! Al che non so cosa mi prese, ma mi sentivo talmente emozionato che tirai addosso a Paola che respinse facilmente. Francesca fischiò la fine e tutte corsero ad abbracciare Paola.
Io guardai gli altri e mi accorsi di qualcosa di strano: non erano così dispiaciuti mentre mi riempivano di parolacce…
Ora dovevamo pagare la scommessa!
Ci trasferimmo tutti nel nostro spogliatoio, le ragazze (arbitro compreso) si misero da un lato e iniziarono ad incitarci allo spogliarello, canticchiando musiche d’atmosfera. Noi stemmo al gioco e come spogliarellisti di professione coordinammo i movimenti togliendo subito le magliette e rimanendo a petto nudo, poi tutti seduti e via scarpe e calzettoni, quindi di nuovo in piedi e girati di spalle sfilammo i pantaloncini e girati li appoggiamo sulle panche. Prendemmo shampoo e accappatoi e li posizionammo vicino le docce, aprimmo l’acqua e di corsa acchiappammo Francesca portandola sotto la doccia per vendicarci dell’espulsione di Angelo.
Le altre ragazze non protestarono, anzi ci applaudirono e proprio lei che non aveva voluto partecipare alla scommessa fu la prima a pagare, anche perché volendo essere formali lo spettacolo non le spettava. Fra l’altro, l’effetto del bagnato sulla sua maglietta bianca ci aiutò a sfoderare delle erezioni super che avremmo mostrato di lì a poco. Lasciata libera Francesca infatti, ci girammo e pian piano ci sfilammo gli slip fino a scoprire i sederi con le urla di approvazione delle 6 amiche; insieme ci inchinammo per raccogliere gli indumenti e finalmente ci voltammo coprendoci con le mani e rimanendo fermi mentre loro facevano la ola. Finalmente, lanciati gli slip verso le panche e tolte le mani potemmo cominciare a lavarci.
Continuarono a fare battute o urlare qualcosa, ma l’atmosfera si stava facendo un po’ pesante, sia per loro sia per noi con i cazzi in tiro come non mai. Stefania ruppe il ghiaccio e lanciò un sonoro applauso e uscirono tutte.
Noi finendo di lavarci ridemmo come matti scambiandoci commenti sulle nostre misure.
Usciti fuori proponemmo prontamente la rivincita, che non potevano rifiutare e ci accordammo per la settimana successiva. Io accompagnai a casa Silvia con la quale scherzammo e parlammo molto.
Questa volta oltre alle attenzioni precedenti, curammo bene gli schemi durante la partitella del venerdì, ed arrivammo al sabato carichi come se fosse una finale di coppa.
Erano le 11 e faceva molto caldo e quel porco di Massimo propose di giocare senza magliette, tanto non potevamo confonderci. Le ragazze si guardarono e acconsentirono tanto il circolo era isolato e non poteva vederci nessuno. Solo l’arbitro rimase con una maglietta annodata in vita. All’inizio non fu una idea brillante, perché vedere le nostre avversarie in reggiseno (o costume) ci distraeva molto e dopo 15 minuti eravamo solo 2 a 0. Poi Francesca si inventò un rigore per un fallo mio su Silvia, che lo realizzò e in noi scattò qualcosa che ci spinse a giocare come non avevamo mai fatto. Alla fine del primo tempo eravamo già 6 a 1, questa volta non potevamo avere pietà e la partita finì 15 a 2 (+13)!
Vittoria totale con abbracci degni di un trionfo mondiale.
Poi con gentilezza prendemmo le ragazze per il braccio accompagnandole verso lo spogliatoio, io tenevo Silvia e Francesca. Appena arrivati Massimo precisò che essendo la differenza di 13 reti dovevano pagare una penitenza ulteriore e, visto che la causa della grave sconfitta era stato quel rigore sarebbe stata Francesca a scontarla.
Le compagne convennero con Massimo e le saltarono letteralmente addosso. Mentre le altre la tenevano per mani e piedi Silvia le strappò maglietta e pantaloncini quindi slacciò il reggiseno e le sfilarono lo slip, lasciandola libera ma nuda come un verme. Lei era incavolata nera e cercando di coprirsi correva dietro a Silvia. Noi eccitati come animali applaudimmo forte anche per stemperare la tensione, intanto lei era riuscita a strappare il reggiseno a Silvia che fermatasi l’abbracciò forte per fare pace. Francesca capì e si misero a ridere.
La situazione era di Francesca completamente nuda, che si copriva con le mani (anche se il seno era talmente grande che non poteva riuscirci), Silvia con le mani incrociate sul petto nudo, le altre in pantaloncini da gioco e reggiseno, con noi ingrifati come non mai.
Angelo ruppe il ghiaccio e disse “Abbia inizio lo spettacolo!”.
Silvia e Francesca raggiunsero le altre con le quali bisbigliarono un attimo poi si misero tutte sedute con le gambe accavallate e iniziarono a togliersi le scarpe. In questa fase gli occhi erano tutti per Silvia e Francesca, o meglio i loro seni (e per Francesca anche per il resto). Tolti anche i calzettoni fecero una specie di trenino con Mara per prima e Francesca per ultima e l’una all’altra si tolsero i pantaloncini, quindi sempre in trenino fecero lo stesso con i reggiseni che ci lanciarono contro, salutate da ovazioni indescrivibili. Ci passarono vicine e presi i docciaschiuma e gli shampoo fecero una fermata nelle docce, poi stando di fianco si abbassarono le mutande a vicenda tirandocele addosso e voltatesi di schiena iniziarono a lavarsi. Scene indimenticabili, forse nessuna era bellissima, ma carine e eccitanti si.
Anzi lo erano molto. Paola fu la prima a finire e Angelo le porse l’accappatoio, poi toccò a Stefania e Massimo, quindi a Roberta e Luca, poi insieme Silvia e Francesca per le quali i cavalieri fummo Davide ed io, ed infine Mara aiutata da Angelo. Al che con un grande inchino uscimmo felici e contenti per andare nel nostro spogliatoio.
La cosa non ebbe seguito, ma Silvia ed io continuammo a frequentarci, come anche Davide e Francesca e Luca e Roberta, ma le vacanze interruppero i contatti che rimasero solo telefonici.

FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Gita pasquale

Passeggio tra le stelle scampagnata pasquale con le dita sul mio corpo inutile ripercorro sentieri …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.