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La vacanza di alcuni anni fa

Alcuni anni fa, su indicazione di alcuni amici di mia madre, andammo in vacanza in piccolo villaggio turistico della Corsica che, pur offrendo scarse comodità negli alloggi, era situato in una posizione isolata e di selvaggia bellezza.
Erano anni che io e mia madre non andavamo in vacanza insieme, anzi mia madre non andava più in vacanza da quando mio padre era andato via di casa, riuscii a convincerla dopo il brillante successo agli esami di maturità.
Il viaggio in traghetto fu abbastanza piacevole, meno quello sul pulmino che dal porto al villaggio. Tre ore di mulattiere e tornanti scoscesi.
Quando arrivammo il posto ci apparve bellissimo: rocce e piccole spiagge di sabbia finissima e, tutt’intorno, macchia mediterranea ed ulivi.
Non altrettanto si poteva dire dei bungalow. Il nostro era decisamente piccolo, il letto e la cassettiera erano le uniche cose che conteneva. Il bagno era subito fuori e, cosa strana, la doccia era in una rientranza della camera da letto, praticamente a vista.
L’inserviente ci spiegò che i vincoli ambientalistici non permettevano alloggi più comodi, in compenso il luogo era così bello e incontaminato che valeva la pena di sopportare qualche piccolo sacrificio.
Disfatti i bagagli ci recammo in spiaggia.
Gli ospiti non erano molti, una decina di coppie di mezza età perlopiù tedesche, come appurai in seguito. L’atmosfera era molto rilassata ed informale.
Notai, compiaciuto, che parecchi giravano completamente nudi.
Mia madre, all’inizio, era un po’ imbarazzata per me ma io cercai di rassicurarla facendole capire che la cosa non mi turbava affatto.
La cosa la rassicurò tanto che dopo qualche titubanza e, con mia grande sorpresa, si sfilò il reggiseno e si mise a prendere il sole.
Per quanto facessi finta di niente l’occhio mi cadeva sempre sul suo seno che vedevo per la prima volta.
La prima notte, vinti dalla stanchezza del viaggio, ci addormentammo subito.
Dopo qualche tentativo di tutelare un po’ di intimità alla fine ci abituammo all’intimità forzata.
Finimmo per non fare più caso al fatto di fare praticamente la doccia davanti all’altro e la sera andavamo a dormire solo con gli slip.
Abituati fino ad un certo punto, perché trovarsi a letto con una donna, anche se mia madre, quasi nuda mi metteva comunque in uno stato di eccitazione tanto che un paio di notti dopo l’arrivo mi trovai a combattere con un’erezione che non mi lasciava in pace.
Morivo dalla voglia di masturbarmi ma non osavo data la vicinanza di mia madre.
La mia inquietudine finì per attirare la sua attenzione.
“Non riesci a dormire? Stai male? ”
“No. Non riesco a prendere sonno. ”
“Parliamo un po’ se vuoi? ”
Così dicendo si girò verso di me ed evidentemente quel po’ di luce che filtrava dalle imposte le permise di accorgersi del gonfiore della mia patta.
“Deve essere alquanto fastidioso” commentò ridendo.
“Cosa. ” replicai fingendo di non capire.
“Quel gonfiore nelle mutande. ”
Mi meravigliai alquanto nel sentire con quanta naturalezza indicava la mia erezione.
“Sì, è imbarazzante. ”
“Non dirmi che è la prima volta che ti capita visti i segni evidenti che lasci sulle lenzuola. ”
“No, capita spesso. Ma qui… con te… ”
“Sei imbarazzato per la mia presenza. Capisco, questa intimità forzata crea qualche problema. Se vuoi esco a fare due passi? ”
“No. Non mi sembra il caso. È notte dove vuoi andare? ”
“Dicevo per te. ”
“Uscirò io” replicai infine.
Scoppiò a ridere.
“Cosa c’è che ti fa ridere? ” commentai.
“Niente. Pensavo a te che ti masturbi seduto sotto un ulivo in piena notte. Pensa se qualcuno ti vedesse. ”
Scoppiai a ridere anch’io.
“Penserebbero che sono un pervertito. ”
“Sicuro. Senti, vista la situazione fallo qui e basta. Non mi scandalizzo per così poco. ”
La guardai bene per assicurarmi che stesse scherzando.
“Davvero non c’è niente di male a masturbarsi, lo facciamo tutti. Certo sarebbe gradita un po’ di privacy ma, vista la situazione. ”
“Sei un tesoro” le risposi.
“Dai poni fine alle tue pene. ” e indicò il mio uccello.
Mi sfilai gli slip con gran sollievo. La situazione mi imbarazzava un po’ , non avrei mai pensato di masturbarmi con mia madre vicino ma, la voglia era tanta che vinsi ogni remora e cominciai a darci dentro procurandomi un liberatorio orgasmo seguito da lunghi fiotti di sperma che mi inondarono la pancia.
“Va meglio? ” mi chiese porgendomi delle salviette.
“Sì, molto meglio. ” risposi esausto.
“Sono contenta per te. Ora però dormiamo. ”
Presi facilmente sonno e dormii profondamente.
Fui svegliato alle prime luci dell’alba da un leggero tremolio del letto.
Non riuscivo a capirne l’origine finché, girandomi, notai che proveniva dall’altra parte del letto dove mia madre, con le mutandine abbassate, stava evidentemente masturbandosi.
Cercava di contenersi il più possibile ma non riuscì a trattenere il lungo brivido che le inarcò la schiena al momento dell’orgasmo.
“Va meglio? ” le chiesi.
“Eri sveglio? ” mi chiesi girandosi un po’ imbarazzata.
“Sì, il letto…”
“Già… Non ti sei mica scandalizzato? ” mi chiese in tono complice.
“No. Come vale per me vale anche per te. ”
“Bravo cucciolo”. Si avvicinò e l’abbracciai.
Rimanemmo così per un po’.
“Lo fai spesso? ” le chiesi.
“Dipende. ”
“Da cosa? ”
“Dal tempo, dalla voglia, dagli impegni. Certo qui in vacanza le tentazioni sono più frequenti.. E tu lo fai spesso? ”
“Tutte le sere e anche nel pomeriggio quando sono molto eccitato. Comunque ora che abbiamo infranto questo tabù ora possiamo farlo quando ci pare. ”
“E sia. La vacanza è vacanza” poi scoppiò a ridere.
“Cosa c’è? ” le chiesi incuriosito.
“Rido perché una delle signore mi ha chiesto se eri il mio amante. ”
“E tu gli hai detto che sono tuo figlio. ”
“Si ma non c’ha creduto. Mi ha guardato in un modo. Se sapesse…”
Risi anch’io.
Quel giorno andai a prendere il sole su una zattera ancorata a un centinaio di metri dalla riva.
Dopo un po’ mi raggiunse mia madre che venne a sdraiarsi a fianco a me.
Non passò molto che, con mia grande sorpresa, si sfilò gli slip.
“Ho deciso di abbronzarmi la passera. ” esclamò divertita.
“E allora io mi abbronzo il pisello. ” risposi con lo stesso tono.
Giacemmo nudi in mezzo al mare a crogiolarsi al sole. Non mettemmo più il costume per il resto della vacanza.
Ripensandoci ora la situazione era veramente fuori dal comune ma il posto e il corso degli avvenimenti l’avevano resa normale.
Cominciammo così a girare per il villaggio nudi o, al massimo coperti da un pareo ed io non potevo fare a meno di ammirare la bellezza di mia madre che a confronto delle altre ospiti brillava per la sua bellezza.
Anche gli altri uomini la guardavano ammirati e, guardavano me con invidia.
“Sai che avevi ragione” le confidai la sera a letto “Ci hanno preso per amanti. ”
Ci divertimmo molto a commentare le facce degli altri villeggianti che ci scrutavano invidiosi.
Eravamo ovviamente nudi e parlando mi ogni tanto i nostri corpi si sfioravano.
Questa volta non persi tempo e senza nessun imbarazzo cominciai a trastullarmi l’uccello.
Mia madre mi guardava interessata poi, senza alcun imbarazzo, si mise la mano fra le gambe e iniziò a muoverla ritmicamente. L’idea di farlo insieme mi scatenò una libidine pazzesca e in poco tempo venni mugolando di piacere.
Vista la posizione alcuni schizzi finirono sulle cosce di mia madre che sembrò gradire visto che venne subito dopo.
Ero al settimo cielo. Abbracciai mia madre e ci coccolammo come non facevamo da tanto tempo fino ad addormentarci.
La mattina successiva mi sveglia di buon ora e, inutile dirlo, con una piacevole erezione.
Ripensavo alla notte precedente e cominciai lentamente ad accarezzarmelo.
Anche mia madre si svegliò di lì a poco e girandosi verso di me mi abbracciò. “Sempre con quell’affare in mano…” mormorò in tono scherzoso.
“Aspetta che ti aiuto io. ”
E senza attendere risposta la sua mano si impossessò delicatamente del mio uccello.
Felice come non mai le passai una mano dietro la schiena e l’abbracciai. Ogni tanto le nostre bocche si sfioravano scambiasi baci affettuosi.
Non le ci volle molto a procurarmi l’orgasmo al termine del quale ci scambiammo un bacio dolcissimo e per la prima volta le nostre lingue si sfiorarono.
Esausto mi riaddormentai fra le sue braccia.
Ci svegliammo che il sole era già alto. Affamati ci regalammo una colazione con i fiocchi.
Mentre eravamo intenti a mangiare si avvicinò una signora che, notando l’abbondanza delle portate disse in tono complice, rivolgendosi a mia madre. “Fare l’amore fa bruciare molte calorie. ”
“Già” rispose lei “Poi questi ragazzi di oggi sono insaziabili. ”
Quando se ne andò ci scambiammo uno sguardo divertito.
“Deve essere un gran pettegola. È da quando siamo arrivati che ci spia. ”
“E anche con invidia. Lei un amante giovane quando lo trova. ”
“Neanche vecchio se è per questo concluse ridendo. ” concluse ridendo.
Durante tutto il giorno ripensai agli avvenimenti della giornata, ero molto turbato ed eccitato al tempo stesso.
Rientrando al bungalow, mentre ci toglievamo la sabbia di dosso, notammo di nuovo la pettegola che ci osservava. Mia madre allora facendo finta di niente mi tirò a sé e mi baciò in maniera plateale.
“Sarà contenta ora” mormorò entrando.
Quel bacio improvviso mi aveva elettrizzato. Una volta dentro presi mia madre per un braccio e l’attirai a me. La mia lingua si infilò fra le sue labbra mentre le toglievo il pareo.
“Che foga” esclamò lei per nulla sorpresa.
L’abbracciai di nuovo coprendola di baci mentre il mio uccello si strofinava contro la sua pancia.
“Ce ne hai messo di tempo” mi sussurrò all’orecchio “Pensavo non ti decidessi più. ”
“Ti voglio. Adesso. ”
“Prendimi allora”. Mi attirò sul letto. Ero fuori di me, mi muovevo in trance. All’improvviso le scivolai dentro. Non so quando durò il tutto, ritornai in me dopo un orgasmo lunghissimo mentre mia madre mi carezzava i capelli e mi sussurrava all’orecchio
“Bravo piccolo. Sei stato proprio bravo. ”
“Non sei sorpresa? ”
“Per niente. È da quando siamo arrivati che ti provoco. Anzi ti dirò che ho scelto questo posto proprio sperando che succedesse. ”
Ero meravigliato.
“Sai è un po’ che ho voglia di scoparti. Ti ho osservato mentre ti masturbavi e ho cominciato a pensare che saresti stato un ottimo amante. Ti sorprende? ”
“Sì un po’ . Sono felicissimo di come sono andate le cose ma non pensavo che tu…”
“Vedi da quando tuo padre se n’è andato non più voluto uomini per casa. Ho avuto qualche storia ma niente di interessante, però il sesso mi mancava. Poi vedendo che eri diventato grande e che anche tu cominciavi ad avere prepotenti stimoli sessuali mi sono detta perché no? Chi meglio di me avrebbe potuto renderti felice. Non sei d’accordo? ” La strinsi forte a me
“Certo che puoi rendermi felice e vedrai che anche io ti renderò felice. ” FINE

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