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Lavorare ad agosto

Quando al porto di Civitavecchia saluto mia moglie Lidia e i miei due figli Sandro e Loretta, sono un po’ giù di morale. è il primo di agosto e la mia famiglia si sta imbarcando su un traghetto che la porterà in Sardegna per tre settimane di vacanza senza di me. Si perché quest’anno tocca a me lavorare ad agosto. Per di più neanche a Roma, città dove vivo bensì a Firenze. A turno infatti, ogni anno uno di noi dirigenti deve tenere le redini dei laboratori che abbiamo in questa città. Ci occupiamo di impianti di climatizzazione nelle grandi catene alberghiere e, specie l’estate, dobbiamo essere sempre pronti ad accorrere al capezzale dei nostri clienti in caso di necessità. Le ferie potrò farle da dopo la metà di settembre. Solo che a quella data staranno per riaprire le scuole e quindi non è stato possibile fare le vacanze in quel periodo. Mia figlia ha 18 anni e a settembre frequenterà il terzo ginnasio mentre mio figlio ha 22 anni e inizierà il terzo anno di università.
Quando rientro a casa penso che sarà dura passare venti giorni d’agosto dormendo da solo in una stanza d’albergo. Pazienza.
Il giorno dopo carico la mia valigia in macchina e parto alla volta di Firenze arrivando in albergo prima di pranzo. Sono atteso in ufficio per le 15, 30 e quindi ho tutto il tempo di fare una bella doccia, mangiare qualcosa e riposare un’oretta.
A Prato abita mia sorella Marcella, di cinque anni più grande di me che da quando si è sposata e si è trasferita lì venti anni prima, vedo raramente.
Io mi chiamo Luigi ed ho 47 anni e mia moglie Lidia ne ha 44.
Anche se da ragazzi io e mia sorella non andavamo molto d’accordo ho vissuto i primi anni di questo suo trasferimento come una perdita. Poi col passare del tempo mi sono abituato alla sua assenza e lei, nonostante si sia separata da qualche anno da suo marito, ha ormai una propria vita qui e non è più tornata a Roma.
Il venerdì sera dopo cena decido di telefonare a Marcella. Vorrei approfittare del fine settimana per incontrarla insieme a sua figlia Emanuela che oggi ha ventisette anni. Mi riconosce subito e, quando gli dico che sto a Firenze per lavoro mi invita a pranzo per il giorno dopo.
Marcella vive in una villetta a due piani con un bel giardino alla periferia di Prato. Prendere la casa lì è stata un’ottima scelta perché il posto è tranquillo e immerso nel verde. Contemporaneamente però, essendo Prato una piccola città, si può arrivare in centro in pochi minuti.
Mi presento verso le dodici, in polo e calzoncini corti e lei mi viene ad aprire quasi vestita uguale: canottiera attillata, calzoncini corti e zoccoli in legno con tacco. L’avevo vista l’ultima volta il Natale passato ma con gli indumenti invernali non avevo fatto caso al suo fisico palestrato. Nonostante i suoi 52 anni non ha un filo di grasso addosso. In compenso ha due airbag davanti che non ricordavo. Guardandola meglio mentre mi fa entrare mi accorgo che ha preso qualche chilo nell’ultimo paio d’anni ma tutti ben distribuiti. A quanto vedo soprattutto nel voluminoso petto imprigionato in un reggiseno di quelli rinforzati. Ci salutiamo più come conoscenti che non come fratello e sorella: i lunghi anni trascorsi lontano l’uno dall’altra si fanno sentire.
Mentre mi fa accomodare in sala gli chiedo notizie di mia nipote. Mi dice che è qualche mese che convive a Firenze con il suo ragazzo. Questa notizia mi prende alla sprovvista perché ciò significa che mia sorella ora vive da sola. Mi offro di aiutarla a preparare il pranzo e ad apparecchiare. Il caldo si fa sentire e vado in bagno a darmi una rinfrescata. Quando rientro in cucina la sorprendo con una mano infilata nella scollatura della canottiera mentre con un fazzoletto si asciuga il sudore nel solco dei seni. Siamo ambedue imbarazzati e io, per sdrammatizzare, decido di buttarla sullo scherzo.
“Come mai non me le ricordo così…… grosse Marcella? ” gli chiedo sorridendo mentre indico le sue poppe. Si rilassa un po’ e risponde:
“Perché fino a qualche anno fa erano molto più piccole”. Mia sorella si è siliconata il petto! ? Penso. Incredibile non la facevo il tipo. Mentre glie le guardo lei continua, quasi come se mi avesse letto nel pensiero:
“Non ti fare venire strane idee Luigi…… questa è tutta roba naturale”.
“Ma come è possibile che a cinquant’anni ti ….. si insomma… ti crescano le poppe? ” Lei arrossisce e imbarazzata risponde:
“Colpa di alcuni chili che ho preso e che sembra si siano concentrati in gran parte lì. Poi sono andata in palestra per buttarli giù ma il solo risultato che ho ottenuto è di non avere rotolini vari e cellulite. Tutto ben tonificato….. anche loro….. ma senza perdere un solo etto”, dice indicando con lo sguardo il suo petto.
è un po’ giù di morale. In parte a causa di questi chili in più che ha preso che la fanno sentire brutta agli occhi di chi, come me la conosceva più snella. In parte per il fatto che vivere sola in una città che comunque non è quella dove sei nata e cresciuta deve essere pesante.
Cerco di tirarla su.
“Stai benissimo Marcella. Distribuiti così i chili che hai preso ti donano. Parlo sul serio”, gli dico convinto.
Come per sfogarsi si mette le mani sul petto e fa:
“Si vabbè…… sto benissimo…… ma se sembro…. sembro una vacca cò ‘ste cose….. così grosse! “. Poi, come se si fosse resa conto del gesto un po’ troppo osé, continua:
“Ma che sto dicendo, … scusa Luigi”.
“Non ti preoccupare. Ti ripeto però che per me stai benissimo così. Sei meglio di come ti ricordavo…… ” decido di considerarla un’amica invece che una sorella e prendendo un po’ di coraggio gli parlo come non avevo mai fatto in cinquant’anni:
“vorrà dire che allora mi piacciono…… le vacche……. ” gli dico carezzandogli la schiena per confortarla. Lei mi sorride grata. Per la prima volta da quando eravamo diventati grandi, contraccambia dandomi un bacio sulla guancia e subito dopo diventa rossa in viso per l’imbarazzo. Anche io vengo preso alla sprovvista da questo suo modo di fare confidenziale che all’inizio non mi ha riservato. Con la scusa che è pronto ci togliamo da quella situazione di stallo e iniziamo a mangiare parlando del più e del meno. Quando gli dico che devo stare quasi tutto agosto a Firenze resta piacevolmente sorpresa e dice che così, almeno questo mese, ci potremo vedere spesso.
Dopo pranzo gli dico che voglio tornare in albergo e schiacciare un pisolino ma lei si oppone:
“E devi fare tutti questi chilometri per dormire un po’? Qui c’è tutto il posto che vuoi. Penso che anche io farò lo stesso. Poi quando ci alziamo facciamo una passeggiata, ti va? “. Perché no? , penso. In fondo l’alternativa è passare il sabato pomeriggio da solo e la cosa non mi entusiasma molto.
“Perché no? ” ripeto questa volta ad alta voce.
“Bene! ” esclama Marcella,
“allora vieni che ti faccio vedere la camera” dice mentre inizia a salire al piano superiore dove sono le camere. Anche in camera c’è caldo. Forse era meglio tornare in albergo dove avevo l’aria condizionata; ma ormai è fatta. Per lo meno le persiane sono chiuse e non entra il sole a peggiorare le cose. Quando Marcella torna sotto mi tolgo i vestiti e resto in slip. Mi sdraio sul letto e cerco di riposare un po’. Sarà per il caldo, sarà per il letto nuovo, passo quasi un’ora a girarmi in continuazione ottenendo come unico risultato quello di sudare ancora di più. Decido di andare in bagno a darmi un’altra rinfrescata. La porta della camera matrimoniale è aperta. Quella deve essere la stanza di mia sorella, ma lei non è a letto. Forse ci ha ripensato e ha deciso di fare qualche faccenda per casa. Entro in bagno. Qui le persiane sono accostate e gli occhi mi vanno fuori a vedere il panorama. Mi avvicino e guardando in basso, nel giardino in prossimità della casa, vedo mia sorella sdraiata su un lettino da mare che prende il sole in topless. Mentre la guardo incantato si alza a sedere ed io rientro per non farmi vedere ma continuo a spiarla guardando tra le stecche della persiana. Prende la crema protettiva, se la spruzza sul petto ed inizia a spalmarla massaggiandosi lentamente le mammelle, strizzandole l’una contro l’altra, passando tutte e due le mani nel solco tra quelle masse veramente notevoli. Questo è un altro effetto della palestra: nonostante le dimensioni, stanno tranquillamente su come quelle di una ragazzina. Ho l’uccello duro come il ferro e lo tiro fuori iniziando a masturbarmi mentre continuo a spiare mia sorella. Dopo un po’ riempio svariati strappi di carta igienica con il mio seme. Non immaginavo che vedere mia sorella quasi nuda potesse farmi un simile effetto ma devo arrendermi all’evidenza. Torno in camera e passo la successiva ora a ripensare a quanto è successo. Più volte sono sul punto di tornare in bagno a spiare ancora Marcella ma l’imbarazzo per quel modo nuovo di considerarla….. più femmina che sorella, ha il sopravvento e riesco a controllarmi. Sono circa le 17, 30 quando sento l’acqua della doccia e decido di alzarmi anch’io. Dopo una mezz’ora usciamo per la nostra passeggiata e mentre parliamo di come vanno per noi le cose, lei ogni tanto si ferma davanti a qualche vetrina per guardare gioielli, costumi, vestiti.
Un paio di volte la vedo tentata di fermarsi anche davanti alle vetrine di indumenti intimi ma poi tira dritto. Sono curioso di sapere i suoi gusti in materia ed allora sono proprio io che al terzo negozio di intimo mi fermo con la scusa di cercare un regalo per mia moglie. Gli indico un paio di completini, uno più classico con reggiseno di pizzo e slip un po’ sgambato, un altro più audace con la parte fin sotto il capezzolo della coppa, rigida per tenere su la mammella e la parte superiore formata da un velo finissimo che è come se non ci fosse. Per lo slip poi c’è la scelta: perizoma o slip classico. Gli dico che sceglierò il primo perché mia moglie non indosserebbe mai il secondo. Chiedo il suo parere. Lei risponde che il primo è bello ma il secondo oltre a essere bello è….. biricchino….. sexy. Mentre lo dice gli brillano gli occhi ed allora decido di prenderla alla sprovvista. Entriamo e compro per mia moglie il primo poi chiedo alla commessa anche il secondo con una quinta di reggiseno.
“Questo, se permetti, è per te Marcella” gli dico sperando che lei accetti. Mi guarda smarrita. Sicuramente non si aspettava un regalo del genere da suo fratello e francamente nemmeno io immaginavo di avere il coraggio di farglielo. Penso che sia colpa del caldo e di come l’ho vista nel pomeriggio in giardino. Comunque ormai è fatta e spero che lei accetti.
“Ma che dici Luigi” fa lei tutta rossa, “non posso accettare…… anche se è un pensiero gentile…… ed il completino è delizioso…… ma tu sei mio fratello….. che regalo mi vai a fare? “.
“Mi sembra quasi d’obbligo visto il tipo di negozio in cui siamo….. in fondo dovrò pure sdebitarmi in qualche modo per la tua ospitalità” gli rispondo.
“Si….. si insomma ….. io ti ringrazio ma non so se è il caso…… se posso accettare…… ” .
“Se non ti piace me lo puoi dire. Se vuoi te ne prendo uno uguale a quello di Lidia…. “.
“No… no….. non è quello…… anzi….. questo mi piace molto di più” dice mentre lo maneggia per guardarlo bene,
“però…… mi sento un po’ imbarazzata….. ecco….. questi regali si accettano da un’amica o dal proprio uomo…… ma tu invece sei mio fratello…… “.
“Senti Marcella, ….. sia io che tu dovremo passare questo mese di agosto soli…… cerchiamo per lo meno di passarlo piacevolmente…… e al diavolo le stupide convenzioni…… che dici? “. Lei mi guarda continuando a maneggiare il reggiseno. Poi avvicina il suo viso al mio orecchio e fa:
“E comunque questo reggiseno non va bene…… è una quinta mentre io porto una …… sesta”. La guardo in viso. è ancora rossa in volto ma il gioco sta piacendogli perché quest’ultima frase me la dice con orgoglio, come a vantarsi con me, suo fratello, del suo voluminoso petto. Decido di stare al gioco e rialzo la posta:
“Guarda Marcella che io di….. petti delle donne sono un intenditore. L’ho capito subito che il tuo seno è più grosso di quello di Lidia che porta una quinta. Solo che…… si insomma….. solo che ho pensato che il tuo seno, dentro un reggiseno come questo, per di più di una misura più piccolo, deve essere uno spettacolo…… , ma scusa…… forse sto esagerando…… scusa….. “. Finisco la frase mentre alzo il braccio per chiamare la commessa e farmi portare un reggiseno di una taglia più grande ma mia sorella mi blocca.
“No….. il regalo va accettato così come viene pensato da chi lo fa…… prendi questo……. va benissimo Luigi”. Deglutisco a fatica: vuoi vedere che questi venti giorni non saranno poi così male?
“E per lo slip, …… quale pensi di scegliere? ” mi chiede anche lei ormai presa dal gioco.
“Avevo pensato al…… perizoma, Marcella” dico quasi vergognandomi di tanta sfrontatezza mentre ne maneggio uno quarta misura. E continuo:
“ma se vuoi possiamo prendere uno slip classico….. “. Anche questa volta mi blocca:
“No….. no…… fai tu. Vedo che hai buon gusto….. solo che….. ” si blocca. Non ha il coraggio di continuare.
“Solo che? ….. ” incalzo io.
“Solo che…… se prendi una misura in meno di reggiseno….. allora….. allora…… prendi una misura in meno anche di slip……. “. Mille pensieri mi affollano la mente. Se mia sorella mette un perizoma di una misura più piccolo, gli sparisce praticamente tra le chiappe!! Che spettacolo che sarebbe poterla vedere con quel completo intimo.
Usciamo contenti e lei, ormai rilassata si mette sottobraccio a me come fosse mia moglie. Il resto del pomeriggio passa tra una bibita al bar e una visita al centro storico della città, poi, verso le otto torniamo a casa. Gli dico che devo tornare a Firenze e lei diventa un po’ triste e nervosa. Anche io non vorrei ma la mattina dopo mi aspetta un’alzataccia nonostante sia domenica.
“Promettimi almeno che se per una certa ora ti liberi vieni a farmi compagnia…… o non sei stato bene con me oggi? “.
“Ma che dici Marcella! ……. sono stato benissimo….. e poi….. e poi il pensiero di averti potuto fare un regalo del genere mi rende veramente felice……. “. Per la prima volta da quando eravamo poco più che ragazzi ci abbracciamo stretti. è impossibile non sentire la morbidezza del suo petto. Lei lo sa e non fa niente per impedirlo. Questo suo gesto fatto chiaramente di proposito mi causa una seconda erezione, se possibile, più consistente della prima. Allora mi rilasso e la stringo come faccio con mia moglie. Questa volta è lei che sicuramente sente sul suo ventre la consistenza del mio pacco. Stiamo così qualche secondo, chiaramente l’uno gustandosi l’altra. Poi ci salutiamo e torno a Firenze.
Il giorno dopo verso le dodici, squilla il cellulare, è Marcella che mi chiede se penso di poter andare da lei nel pomeriggio. Gli dico che non lo so, visto che ne avrò ancora per qualche ora. Lei però insiste dicendo che va bene anche se vado verso sera per cenare da lei.
Vedrò cosa posso fare, le rispondo.
Mi presento alla sua porta che sono da poco passate le 19, 00. A quanto capisco lei non ci sperava più e, quando mi vede, fa un sorriso che gli illumina il viso e mi abbraccia di nuovo. è in accappatoio e sento subito sul mio petto le sue mammelle generose…… e nude. è qualcosa di magico. Il mio arnese si fa subito sentire sulla sua pancia che mia sorella, invece di scostare pigia ancora di più col chiaro intento di sentirlo per bene.
“Stasera ti invito a cena fuori”, mi dice mentre entriamo.
“Devi avere ancora una mezz’ora di pazienza ed andiamo”. Va in camera sua e si chiude dietro la porta. Senza neanche sapere quello che sto facendo, mi ritrovo con l’occhio appiccicato al buco della serratura. è già nuda ma non riesco a vederla bene perché è fuori portata. Intravedo il suo corpo solo quando passa davanti la porta. Decido di non rovinare tutto e torno nella sala dove, dopo circa un quarto d’ora arriva lei più bella ed elegante che mai. Indossa un vestito di lino blu scuro tutto di un pezzo, abbottonato davanti, che gli lascia scoperte le ginocchia. è attillato, ma non in modo volgare sia sul seno, che sembra voglia uscire dalla generosa scollatura, che sul sedere, a riprova dell’abbondanza del suo fisico in questi punti. Gambe nude ed abbronzate che terminano in un paio di scarpe con tacco vertiginoso.
“Sei bellissima Marcella. Il tuo ex non sa cosa si sta perdendo” gli dico orgoglioso di aver una sorella così bella.
“Così ogni uomo ti darà dieci anni in meno”, continuo mentre gli giro intorno con lei che, con aria civettuola, si lascia ammirare.
“Grazie Luigi, sono anni che nessuno mi dedica tante attenzioni”. Mentre lo dice si avvicina e mi da l’ennesimo bacio sulla guancia lasciandomi piantato al centro della sala come un palo. Lei davanti all’uscio mi fa ridendo:
“Beh? Che fai? Non vieni? ” ed esce.
è una magnifica serata, neanche eccessivamente calda e decidiamo di andare a piedi passando davanti ad un po’ di negozi ancora aperti. Quando siamo davanti a quello in cui abbiamo comprato l’intimo la commessa ci saluta e mia sorella mi dice sottovoce indicando in vetrina il completo che gli ho regalato:
“Lo indosso sai? ” e continua a camminare con aria maliziosa. Quando entra in una profumeria decido di fargli una seconda sorpresa e gli dico che l’aspetto fuori per fumare una sigaretta. Invece attraverso la strada ed entro in una gioielleria dove compro un girocollo di perle con davanti una catenina d’oro lunga una ventina di centimetri che termina con un pendente formato da una perla più grossa. Anche questa volta lavoro di fantasia e mi immagino Marcella con indosso il completo che gli ho regalato e con al collo questo secondo regalo……. con la catenina d’oro ed il pendente che si perdono tra le sue mammelle. Decido però di darglielo quando la riaccompagno a casa. Cose così intime mi piace farle a quattr’occhi. La cena è ottima e, in due ci beviamo anche una bottiglia di buon vino che ci rende più rilassati ed allegri. Torniamo a casa a braccetto e lei, con la scusa di offrirmi una grappa digestiva, insiste per farmi entrare una mezz’oretta. Mentre la sorseggio stiamo seduti uno accanto all’altro sul divano a guardare la televisione. Il mio sguardo va in continuazione alla sua scollatura e alle sue gambe scoperte fino a mezza coscia. Le sue forme giunoniche emettono una carica sessuale che mi lascia senza fiato. Ho il cazzo durissimo e nel mio cervello scorrono le immagini più porche di ciò che farei ad una donna così. Alzo gli occhi e mi accorgo che lei mi stà guardando in un modo….. come se sapesse quello che penso. Divento rosso e questo per lei è la riprova che ci aveva visto giusto. Ma sorride. Invece di arrabbiarsi sorride in un modo diverso…… in un modo che gli avevo visto solo dentro al negozio di intimo quando ha deciso di accettare il mio regalo. è il momento di regalargli la collana di perle.
“Questa è per te, Marcella” gli dico mentre la tiro fuori dall’astuccio. è senza parole. Un regalo così non se lo aspettava.
“Tira su i capelli” continuo facendo il gesto di mettergli la collana. Lei, ancora sorpresa, prende un fermaglio sul tavolino e si blocca i capelli dietro la nuca lasciando scoperto il collo. Messa la collana, con mossa audace lascio cadere il pendente dentro la scollatura, nel solco tra i seni.
“Questo va qui” dico pensando che continuo ad esagerare. Lei invece mi guarda un attimo, poi si alza e va davanti lo specchio per guardare come gli sta. Dopo circa un minuto si gira e mi dice:
“Così vestita però la parte più importante della collana non si vede”. Lo dice indicando il pendente dentro la scollatura…. e prosegue:
“così invece…… io vedo meglio il pendente…… e anche tu puoi vedere come mi sta sia la collana……. che il completo che mi hai regalato ieri….. “. Detto questo inizia a sbottonare il vestito che poi lascia cadere a terra ai suoi piedi e viene verso di me mettendosi al centro della sala. Alla vista di tanta abbondanza il mio uccello diventa talmente duro che ho una fitta di dolore all’inguine. Il reggiseno funge perfettamente allo scopo per cui è stato disegnato: si vedono benissimo le mammelle di mia sorella come fossero nude. La parte inferiore, rigida, le tiene su ad accentuarne le dimensioni. Sono schiacciate tra di loro e questo rende il solco ancora più evidente. Dentro questo solco si perde il pendente della collana. Le aureole, scure e veramente grosse, in parte fuoriescono dal reggiseno insieme a tutta la parte superiore delle mammelle a causa…… anzi grazie alla taglia in meno che ho comprato. Sulla pancia non c’è un filo di grasso e più in basso, un minuscolo triangolino di stoffa cerca di nascondere il pelo della sua fica. Quando poi fa una piroetta per farsi ammirare anche da dietro, noto che, come pensavo, il tanga gli sparisce completamente in mezzo alle chiappe lasciandogli il sedere praticamente nudo. Le belle gambe piene ma palestrate, sulle scarpe con il tacco, completano l’opera. Vedendomi chiaramente eccitato ma ancora indeciso, decide di andare oltre e scodella fuori dalle coppe le sue enormi zinne. Quest’ultima mossa…… da vera troia….. è la goccia che fa traboccare il vaso. Mi alzo e gli dico:
“Adesso siediti tu”. Lei non capisce ma esegue. Io mi metto davanti a lei e lentamente inizio a spogliarmi. Quando tolgo lo slip e gli mostro i miei ventidue centimetri di cazzo, lei emette un’esclamazione di meraviglia e di gioia insieme. Mi avvicino e glie lo metto a pochi centimetri dalla bocca facendogli capire cosa voglio. E lei non si tira indietro. Inizia a leccarlo e ciucciarlo da vera esperta. Mentre lo ciuccia, con una mano si pizzica un capezzolo e con l’altra mi massaggia le palle. Quasi subito, con l’enorme eccitazione montata in due giorni, arrivo sul punto di venire e faccio il gesto di sfilarlo. Lei invece, sorprendendomi ancora una volta, mi guarda e mi dice con tono da vera maiala:
“Vienimi in bocca Luigi…… fammi sentire il sapore della tua sborra….. fammela bere tutta….. ” e si ingoia di nuovo il mio cazzo. A quel punto, e a sentire quelle parole, non ce la faccio più:
“Vengoooooo Marcellaaaaaa…… mmmmmmm…….. bevi…… bevi….. così, brava….. fanne una scorpacciata….. sssssiiiiiii”. Mentre sborro, la mano con cui mi accarezzava le palle, va a massaggiarmi il buco del culo. Questo mi provoca una nuova eccitazione che, insieme alle sapienti leccate che mia sorella continua a darmi, fanno restare il mio cazzo duro come prima. Mi pongo a cavalcioni e glie lo metto tra le zinne. Lei se le tira su e me lo avvolge iniziando a muoverle. Io inizio a scoparla come un forsennato.
“Prendilo tutto in mezzo alle zinne sorellina…… ti piace è? ……. lo vedi come te le scopo bene? ……. Con due zinne così ai maschi gli fai sborrare pure l’anima…… mmmmm che gusto”.
“Devi pensare anche a me fratellino, non ti scordare che ci sono anche io” mi dice. è vero penso. Mi siedo io e gli dico di salire a cavallo. Lei si toglie il tanga, sale a cavallo ed in un attimo si fa sparire il mio cazzo nella fica lanciando un urlo liberatorio:
“Aaaaaaahhhhhhhh……… il cazzo più bello è quello del fratellooooooo” dice cantilenando mentre mi cavalca con foga. Ogni tanto lo tira fuori e se lo strofina tra le chiappe poggiando la cappella sul buco del culo.
“Hai un cazzo duro come il ferro Luigi……. mmmmm ……. beata tua moglie che se lo gusta come e quando vuole……. mmmmmm…… “. Se lo rimette in fica mentre prende le zinne e me le mette davanti la bocca.
“Ciucciale fratellino….. ti piacciono le zinne grosse di tua sorella……. sei un maiale….. aaaaaaahhhhh……. ssssssiiiiiiii……. fortuna che sei un maiale, ……. aaaaaaahhhhhh come mi piace” e se lo sfila nuovamente titillandosi con la cappella il buco del culo.
“Lì mia moglie non se lo fa mettere” la stuzzico io, mentendo.
“Davvero? ” mi risponde ancora più eccitata al pensiero.
“Eh già! Glie lo ho chiesto più volte ma non c’è stato niente da fare! ” Mentre glie lo dico gli strizzo con gusto le zinne e la guardo.
“Vuoi farlo con me? ” mi chiede gemendo e con aria più eccitata di me, mentre se lo strofina ancora più forte sul forellino.
“Magari!! ” rispondo speranzoso. Lei scende, si piega a novanta gradi poggiando le mani sul divano e mi ingoia il cazzo. Lo riempie di saliva e ogni tanto ci sbatte sopra le zinne mandandomi in estasi.
“Sei un maiale Luigi. Vuoi incularti tua sorella…… e io sono più porca di te che al solo pensiero mi sto sciogliendo…… siamo due porci” e si mette a pecora sul divano a fianco a me. Il messaggio è chiaro. Mi inginocchio dietro di lei e le affondo il viso tra le chiappe a leccarle fica e culo. Quando penso di averle lubrificato a sufficienza il buchetto mi alzo in piedi e mi posiziono dietro di lei. Come gli poggio la cappella sul foro, lei spinge indietro. Io non indugio neanche un secondo e spingo in avanti facendoglielo sparire tutto nel culo in un sol colpo.
“Ssssssiiiiiiiiii….. cosììììììììì…… aaaaaahhhhhhh, me lo stai rompendo ma è stupendoooooo…. mmmmmmmm…….. bravo Luigi…… così si fa…… lo vedi? Se Lidia non si fa inculare corri dalla tua sorellina che ti fa levare la soddisfazione…… aaaaaahhhhhhh che cazzooooo che hai…… “. La pompo con foga mentre con le mani a volte gli allargo le chiappe, a volte cerco inutilmente di bloccargli le zinne che ondeggiano sotto i miei colpi. La inculo per buoni dieci minuti alternando fasi in cui la stantuffo a sangue e fasi in cui ci riposiamo e la inculo più lentamente e dolcemente. Lei se ne viene altre tre volte e quando comincia a cedere alla stanchezza e alla rilassatezza, mi sfilo da lei e la faccio sedere di nuovo sul divano. Mi rimetto a cavallo e la scopo nuovamente tra le zinne. Lei le tiene strette intorno al mio cazzo e insieme lo guardiamo apparire e sparire in mezzo a tutta quell’abbondanza. Poi ci guardiamo negli occhi. La scena ci piace. è meglio di un film porno e io e mia sorella siamo gli attori. Non ce la faccio più. Tiro fuori il cazzo e inizio a sborrargli sulle zinne. Ne faccio più di prima, se possibile.
“Ma quanta ne hai? ” dice mia sorella mentre ne raccoglie un po’ con un dito e se la lecca. Io non rispondo e, godendo come un pazzo, continuo a sborrargli sopra. Anche il pendente è coperto di sborra.
è stata una delle più belle scopate che ricordi.
Incredibile! A 47 anni ho scopato con mia sorella che ne ha 52! E pensare che fino a qualche giorno fa eravamo quasi degli sconosciuti.
Ho disdetto la stanza in albergo a Firenze e mi sono trasferito da Marcella. Scopiamo in ogni momento disponibile ed in ogni posto della casa. Anche in giardino sul lettino dove spesso prendiamo il sole.
Gode più quando lo prende nel culo che quando la scopo e a me va benissimo così. Comunque iniziamo sempre con una colossale spagnola per scaricarmi: due zinnone così altrimenti sarebbero sprecate. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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