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L’estate diversa (4 di 5)

Gianni e Giorgio, così si chiamano, mi facevano sempre regali ogni volta che ci incontravamo e delle volte ci fermavamo a parlare un poco, diciamo che in un certo senso ero diventata loro amica e anche io con loro mi trovavo bene a. Mi raccontarono che non erano sposati e che erano dei liberi professionisti (forse avvocati o commercialisti) e che il fatto di essere al cinema quel giorno che si erano messi vicino a me, non era una loro abitudine farlo: erano al cinema per guardare il film ma quando si accesero le luci nell’intervallo mi videro lì da sola , carina, semplice, ma… …

desiderabile; mi agganciarono quasi per ridere, per scommessa:

Giorgio vinse una cena e una scatola di vino:

la cena perché avevo fatto una sega a entrambi, e la scatola di vino perché avevo telefonato per incontrarli ancora. Io raccontai loro che mi ero impietrita quel giorno, e che non ero stata capace di reagire, che sarei voluta scappare e invece quasi ipnotizzate mi feci convincere a fare quello che avevo fatto. Ma che ora poi non ne ero pentita. Mi piaceva fare quei giochi con loro. Poi per quasi un mese non si potemmo incontrare: io per motivi di scuola, loro per motivi di lavoro, ma ogni tanto telefonavo per farmi viva. In effetti mi accorsi anche che l’eccitazione delle prime volte a loro era un poco calata. Penso che fosse per il fatto che loro erano eccitati soprattutto dal vedermi imbarazzata di fronte alle loro richieste e ai loro giochi. Immaginai che il loro massimo fu la prima volta dopo il cinema, quando mi presentai spaurita, emozionata e insicura in quegli uffici. Immaginai l’eccitazione che provarono guardandomi leccare il loro cazzo sapendo che io così ragazzina non l’avevo ai fatto. Immaginai tutte le volte che ero diventata rossa e avevo abbassato lo sguardo alle loro richieste più spinte. Tutto questo ormai era sparito, ora ero la loro ragazzina che li faceva godere, ma non lì eccitava più con l’ingenuità. Ma in compenso era nato un rapporto strano, che ora posso definire di amicizia, ma che a quei tempi non sapevo dare un nome. Di questo desiderio di nuovi stimoli trovai conferma a metà giugno, a scuola un finita, un sabato pomeriggio, sempre in quegli uffici vuoti. In quei giorni ero davvero contenta; lo stress di andare a scuola era un cosa finita ci avrei ripensato a settembre e anche se tutto era andato bene il fatto di non avere più da studiare e affrontare interrogazione era proprio un bel sollievo. Ora avrei avuto un periodo di tempo libero fino ad agosto, mese destinato alle ferie di famiglia e al soggiorno in Sardegna. Come l’anno addietro probabilmente avrei passato parecchi pomeriggi in piscina, qualche giornata di sano ozio in casa e gite serali in bicicletta per prendere un poco di fresco. Quell’anno però c’era anche la novità:

Gianni e Giorgio . Anche loro non si sarebbero mossi dalla città fino ad agosto e l’ultima volta che ci eravamo incontrati pensarono che sarebbe stato bello passare qualche ora insieme in estate. Mi dissero di farmi viva. E un,altra novità importante era finalmente l’acquisto del motorino, oggetto vitatissimo in casa mia ma che, per meriti scolastici, mi era stato finalmente concesso. Wow! Telefonai a Giorgio e ci mettemmo d’accordo di trovarci il sabato ma mi disse di non venire al solito posto, e mi diede l’indirizzo di una casa poco fuori città:

era la villa di un loro amico, Francesco, uno della loro compagnia di vecchi scapoli. Non mi piacque la cosa e dissi che ormai con loro mi sentivo a mio agio ma che con un estraneo non avrei fatto niente. Mi sarei vergognata e bloccata, poi con loro c’era il patto di lasciar stare la mia verginità e di questo Francesco potevo fidarmi?. Mi disse di non preoccuparmi, che sarebbe stata una cosa tranquilla e che il patto con loro valeva con tutti. Mi raccomandò di portare il costume, perché c’era anche una magnifica piscina. Faceva già piuttosto caldo in quel periodo e così una gonna leggera e una T-shirt furono il mio abbigliamento per l’appuntamento e naturalmente presi una borsa con tutto l’occorrente per la piscina. Motorino nuovo e via…. fuori città!! Arrivai al cancello della villa e vidi Gianni e Giorgio, anche loro erano appena arrivati e che gran festa che mi fecero per il piacere di incontrarmi di nuovo!! era tanto che non ci si vedeva, più di un mese e dissero che mi trovavano proprio in forma anche se un poco dimagrita. In effetti avevo perso 2 o 3 kg che per la mia altezza di 1,62 rappresentavano un discreto calo. Ma le parti che loro ritenevano importanti erano ancora a posto,dissero ridendo. Il cancello della villa dava su un magnifico parco pieno di verde e in fondo la viale una magnifica casa rendeva ancor più bello il posto. Il cancello elettrico si aprì e col motorino seguii la loro macchina lungo il viale emozionata e un poco intimorita! Non è che mi stavo cacciando in un brutto guaio!!!?? Entrammo in casa e se fuori era bello dentro era meraviglioso, mentre guardavo con ammirazione la casa sentimmo una voce che proveniva dal primo piano…

"allora…? cos’è questa storia della sorpresa? Che sorpresa sarebbe? Non sarà uno dei vostri scherzi vero??" Apparve sulla porta un uomo vestito in modo sportivo ma elegante, anche lui piuttosto robusto, coi capelli tagliati corti corti quasi a zero, la carnagione scura, e una età apparente di 55 anni. Aveva uno sguardo severo che incuteva soggezione, quasi come quei generali tedeschi che si vedono nei film.

"Cavolo ragazzi e questa sarebbe la sorpresa? una graziosissima sorpresa!! proprio carina…!!" diventai rossa infuocata e non mi venne altro che di fare un sorriso che espresse tutto il mio imbarazzo.

"…anche Andrea del tennis viene qui oggi, anche lui con una sorpresa! Mi volete proprio far impazzire oggi! Ma non stiamo qui in piedi a parlare andiamo di là in piscina. Capii che cosa intendeva per "di là": la piscina era parte in casa e parte fuori! Insomma …da dentro la casa si accedeva ad una sala dove c’era una parte della vasca, il resto della vasca proseguiva verso il giardino per cui una parte era al coperto e l’altra al sole. In inverno, con una speciale copertura che si univa alla villa , si chiudeva completamente ed era come avere una piscina in casa, vicino al salotto. In quel momento suono il campanello di casa e mentre noi ci accomodavamo in un salottino in vimini,Francesco andò ad accogliere i nuovi ospiti. Un uomo alto sui 45 anni, capelli lunghi brizzolati dal fisico atletico apparve sulla porta e teneva le mani su una spalla di una ragazzina più o meno della mia età. Aveva un faccino carino ma spaurito, come se non capisse bene che cosa stesse succedendo e mentre l’uomo ci fece un saluto cordiale lei se ne uscì con un timido

"…buongiorno…"Lei era carina, bionda con i capelli raccolti in una treccia. Anche lei come me era vestita con una semplice gonna e una maglietta e una borsa sottobraccio. Fisicamente mi somigliava abbastanza come altezza e forme solo i capelli ci distinguevano nettamente. Io salutai con un

"ciao" tutti e due, e iniziai a pensare a come si sarebbe sviluppato il pomeriggio… Francesco arrivò poco dopo dicendo dato che alcune ospiti (riferito a noi) erano giunte a sorpresa non aveva preparato niente ma aveva rimediato con una telefonata:

aveva ordinato un piccolo buffet e mezz’ora lo avrebbero portato in villa; nel frattempo avremmo potuto cambiarci e fare una nuotata. Ci indicò dove cambiarci. La ragazza ed io andammo negli spogliatoi, e cogliemmo l’occasione per presentarci:

"ciao, io sono Paola, anzi …Paoletta"

"…e io sono Francesca, anzi …Francy..ciao.." Non ci dicemmo altro, ma furono quelle le prime parole di una grande amicizia che ancora continua oggi. Notai che si cambiò cercando di non mostrarsi a me e fece in un attimo a indossare un normale due pezzi. Io fui meno pudica e indossai il mio senza farmi troppi problemi. Uscimmo e ritrovammo gli altri tutti in costume che ci aspettavano. Ci accolsero con sguardi che erano tutto un programma!! e un sonoro fischio di approvazione per in nostri costumi. Io diventai rossa… Francy… blu!! Poi dopo aver sentito l’acqua con la mano ci tuffammo… che bello che era quel posto!!! Tutto fu molto tranquillo, tuffi, nuotate, scherzi, risate e prese in giro (soprattutto sulle pance di Giorgio e Gianni) e tante occhiate rivolte a noi ragazze. Suonò ancora il campanello e Francesco si mise l’accappatoio e uscì. Torno dopo 10 minuti dicendo che aveva fatto preparare un tavolo in sala col buffet e quando avremmo voluto potevamo andare. Infatti dopo un poco io e Francy andammo a cambiarci. Mi tolsi il pezzo di sopra bagnato e mi infilai la maglietta e mi cambiai il pezzo sotto con un altro costume asciutto e non rimisi la gonna perché stavo più comoda. Francy, come se aspettasse istruzioni da me, fece altrettanto. Le dissi che avevo fame e mi domandai chissà cosa poteva esserci da mangiare. Uscimmo e trovammo gli altri in maglietta e costume asciutto che ci aspettavano. Un salotto enorme con tre divani disposti a ferro di cavallo un tappeto in centro e una grande tavola piena di leccornie ci si presentò davanti ai nostri occhi. Quadri alle pareti altri mobili eleganti e una grande televisione con un impianto stereo che diffondeva una musica gradevole. Lusso, lusso e ancora più lusso! Senza contare che sulla tavola c’erano cose gustosissime. Mangiammo e bevemmo tutti, Francesco per l’occasione aveva stappato champagne che credo fu un poco sprecato per due ragazzine come noi ma che ci rese senz’altro più allegre.

"…ma non mi avete ancora raccontato da dove vengono queste belle sorpresine!!!" disse Francesco, e con questa frase si aprirono i giochi che tutti si aspettavano, tranne forse che Francy. Andrea, maestro di tennis, ci raccontò in che modo aveva fatto a portare Francesca lì quel giorno:

"… è da più di un anno che Francy è mia allieva, e fra uno scherzo e e qualche gioco di parole, ho provato a vedere se poteva essere interessata a certi giochi,. Le ho chiesto se le piacevano i ragazzi, e se aveva la cotta per qualcuno, ma lei ha sempre risposto di no che non era interessata a nessuno. Poi, quando le insegnavo certi movimenti, provavo apposta a mettermi aderente al suo corpo per abbracciarla e toccarle le tette di sfuggita o sfiorandole il culo col cazzo. Lei si irrigidiva e ancora adesso quando le insegno la battuta guidando il suo movimento col mio corpo lei si mette quasi a tremare e diventa rossa. Mi fa eccitare ancora di più!! L’altra sera mi era venuto quasi il cazzo duro e glielo’ ho appoggiato:

dapprima ha tentato di spostarsi poi le ho detto di stare ferma che non veniva bene il movimento per la battuta e lo ha sentito bene appoggiato sul suo bel culetto!!! Era a piedi e l’ho portata a casa in macchina come mi era capitato altre volte di fare. Le ho chiesto se aveva sentito quello che avevo fra le gambe, lei era imbarazzatissima, ma mi ha detto che l’aveva sentito, le ho chiesto se voleva toccarlo in quel momento, ho insistito e alla fine l’ho convinta!! ha allungato la mano e me lo ha toccato da sopra i calzoncini da tennis. Ma non c’è stato tempo per altro. Le ho detto che se le andava di passare un poco di tempo in un posto tranquillo, le facevo vedere e toccare il cazzo. Come vedete la mia insistenza l’ha convinta" Lei durante il racconto non sapeva dove guardare, e quando qualcuno le disse

"… he he he cara ragazzina sei ti interessa vedere l’uccello, vedrai che oggi rimarrai contenta!!!…" Secondo me in quel momento Francy fu sul punto di scappare via…credo. Gianni e Giorgio raccontarono di me e di quello che era successo al cinema e anche che ci eravamo rivisti varie volte. Notai con piacere che ci tennero a dire della mia verginità e del nostro patto. Francesco mi guardava mentre loro parlavano e non mi toglieva gli occhi di dosso, mentre io non riuscivo a sostenere il suo sguardo. Capii che non vedeva l’ora di toccarmi e infatti ad un dato momento disse "bene Paoletta! Allora che si fa oggi?"

"non lo so…" risposi io.

"i tuoi amici credo che abbiamo voglia di giocare un po’ tutti insieme, ti va l’idea?"

"…non lo so…" risposi. Lui continuò

"…sai che sei proprio carina e anche tu Francy…dai sediamoci tutti sul divano e tu Paoletta vieni a sederti qui sulle mie ginocchia! Francy si sedette sul divano fra Gianni e Giorgio, Andrea rimase in piedi e io mi obbedendo a Francesco mi sedetti sulle sue ginocchia rivolta verso il gruppetto al nostro fianco che era seduta sul divano. E’ difficile raccontare bene cosa avvenne da quel momento in poi perché le cose che accaddero furono molte ma certo io vi posso dire che guardare gli altri che "giocavano" con Francy mi fece eccitare…davvero. Era lì, seduta con due omoni al suo fianco e un uomo davanti a lei che non vedevano l’ora di spogliarla, toccarla e a loro volta spogliarsi e farsi toccare, e lei aveva capito che non aveva via d’uscita se non di stare al gioco…o quasi…!

"da quale cazzo vuoi iniziare? Tiriamo a sorte? Ha ha ha! Come tre bambini fecero la conta mentre lei rideva arrossendo nervosamente. Tocco a Giorgio che era alla sua destra. Lui si tolse la maglietta e rimase solo in costume, le disse di accarezzare la pancia e di scendere piano piano verso il cazzo. Lei …lentamente allungò la mano e prima su quella enorme pancia poi più più in basso iniziò a fare le carezze. Vidi il costume di Giorgio gonfiarsi quando la sua manina incerta lo tocco.

"…dai piccola infila la mano dentro che facciamo notte!! disse Andrea!! ha ha ha!" Lei ubbidì e presto la vidi che osservava il suo primo cazzo. Le mani iniziarono a correre su di lei, le tolsero la maglietta e cominciarono a leccarla e baciarla su tutto quello che capitava. Tutti e tre si erano spogliati e lei che cominciava a perdere il controllo passava con le mani da un cazzo ad un altro e cercava di fare quello che loro le insegnavano. Imparò presto a come masturbarli, l’eccitazione aveva preso il sopravvento sulla vergogna…beh…quasi… perché quando Andrea le mise il cazzo fra i suoi grandi seni e cominciò a masturbarsi in quel modo , la vidi persa!! ogni tanto diceva degli inutili

"…no!… Non voglio!… Mi vergogno! …No dai …non lo voglio fare…" Durante questo spettacolo Francesco, che osservava eccitato mi parlò "…cavolo Paoletta sei carina da impazzire, sei fatta bene…! fammi sentire queste tette come sono dure!! e infilandomi una mano sotto la maglietta per accarezzarmi il seno continuò

"da quello che ho capito sono le tue prime esperienze queste. Ho capito che ti piace toccare il cazzo…e ti piace prenderlo in bocca?" io risposi

"…sì ..un poco…"" e ti piace farti leccare le tette, la passera…il culetto? Sai che a me piace tantissimo leccare il culo, e la cosa che mi piace di più! Chissà che bel culetto che hai…? ha ha ha!". Quella risata mi intimorì perché non aveva niente di scherzoso e la sua mano sui miei seni palpava e stringeva convulsamente.

"le ragazzine come te mi eccitano, mi viene voglia di farti di tutto!!"

"cazzo che tette dure che hai!!" mi alzò la maglia e dopo aver leccato i capezzoli disse

"ti stai eccitando eh? Scometto che non vedi l’ora di succhiarmi il cazzo!! ma vediamo che fanno questi qua ancora..!" Francy aveva il cazzo di Giorgio nella sua mano destra quello di Gianni nella sinistra e Andrea che le diceva di togliersi il costume mentre con la bocca e le mani le accarezzava l’interno delle cosce; dopo poco vidi il suo pelo biondo che stava per essere leccato da Andrea. Lui le aveva scostato il costume di lato e incurante dei suoi

"no non voglio" salì con la lingua fino a lì.

"…che bella figa che hai! Ed è bagnata!!! " cominciò a leccare e poi afferrò il costume e glielo sfilò via. La lecco per un po’ poi a turno cambiarono di posto per farsi masturbare ficcarle il cazzo fra le tette e leccarle la passera. Loro godevano ma anche lei non stava scherzando!! gemeva sotto i colpi di lingua e credo che godette almeno due volte" Ma quando le chiesero di prenderlo in bocca lei non cedette e si rifiutò. Si fermarono allora… e immagino aspettarono di vedere qualcosa da me. E a quel punto Francesco iniziò i giochi. Ci mettemmo in piedi e si spogliò fino a rimanere nudo. Notai che il suo cazzo era ancora pendente ma già piuttosto grande e che le sua palle pendevano anche loro più di quelle di Gianni e Giorgio ma sembravano più grandi per questo. Mi prese la maglietta e mi aiuto a sfilarla .

"cazzo che bella che sei!! che culo che hai!" Si avvicino ancora e strisciandosi addosso a me cominciò a baciarmi e leccarmi la fronte, gli occhi, le guance e poi la bocca: mi passava la lingua sulle labbra fino a costringermi ad aprire la bocca.

"apri la bocca, ubbidisci!! fammi sentire la tua lingua! E io..sentendo il contatto della suo cazzo sulla mia pancia aprii la bocca e risposi con la mia lingua alla sua . Sentii che ancora il suo cazzo non era duro ma ugualmente mi piaceva quel contatto, mi abbracciava e si strisciava su di me eccitato, poi la sua lingua scese verso il collo poi sulle tette. Prima leccò e succhiò i capezzoli poi li afferrò le tette a piene e mani e me le torturò fino quasi a farmi male.

"cazzo che tette!! te le mangerei!!! sono bellissime, sode, grandi" Penso che per il fatto di doversi abbassare per affondare la sua lingua fra le tette, mi prese e mi mise a sedere sul tavolo per stare più comodo buttando i terra parte della roba che c’era.

"Cazzo che figa che sei!! stenditi!!" mi sdraiai sul tavolo mentre lui mi afferro gli slip e me li tolse quasi strappandoli. Guardai la sua faccia scendere fra le mi cosce che mi aveva allargato fra le mani

"cazzo cazzo che bella!! te la voglio leccare fino a farti morire!!" e poi sentii la sua lingua fra le pieghe della pelle che si faceva strada verso il grilletto. Non riuscii a trattenere un piccolo gemito e un sospiro. Cominciai a godere intensamente mentre lui con la lingua forte e potente mi passava dappertutto infilandosi anche dentro. Aveva allungato le mani sui miei seni e mentre li stringeva leccava, mordicchiava e succhiava senza pausa. Fu in quel momento che una scossa mi attraverso il corpo e godetti intensamente. Poi lui mi alzo ancora un poco le gambe in modo da mettere ancora più in vista il sedere e dopo averlo leccato bene sentii un dito allargarsi la strada e penetrare tutto. Riprese a leccarmi il grilletto e con movimenti sempre più intensi entrava e usciva col dito nel mio sedere. Non riuscivo a stare ferma:

tremavo, mi offrivo di più, gemevo, respiravo forte.

"ti piace nel culo vero! Dimmelo Paoletta"

"…sì… mi piace mi piace…mi piace!" gemetti io. Guardai verso gli altri che ci guardavano attentamente continuando a toccare Francy , Andrea si era portato dietro il divano alle sue spalle e le palpava le tette. Lei con ancora i cazzi in mano ci guardava…forse eccitata. Erano tutti comunque molto presi da quello che stavamo facendo. Francesco si bagnò di saliva le dita, e ricominciò a penetrarmi il sedere prima con un dito..poi oltre al medio provò ad aggiungere l’indice… Cercai di rilassarmi mentre sentivo le due dita cercare di farsi strada e con tutta la saliva che aveva messo per lubrificare piano piano il mio sedere si aprì ed entrarono… fu un misto di dolore e di piacere… poi prevalse il piacere cominciai a gemere impazzita e a dimenarmi, Francesco mi penetrava con forza e mi leccava senza sosta. Un’altra scossa mi prese tutto il corpo, ero veramente partita!!! Mi fece scendere dal tavolo e ci si appoggiò lui leggermente seduto a gambe aperte, mi fece accostare a lui, mi fece scendere piano piano con la bocca lungo il suo corpo, Sentii il suo cazzo scivolarmi lungo la pancia , passarmi sul seno e poi mi ritrovai in ginocchio di fronte a lui.

"succhiami il cazzo ora, succhialo… fammelo diventare duro!! scappellamelo con la lingua!! Il suo cazzo non era ancora del tutto dritto quando lo presi in mano. Cominciai a leccarlo, prima alla base per poi salire…notai che la punta era ancora coperta dalla pelle scesi ancora con la lingua! Mi appoggiò una mano sulla testa

"le palle ..le palle!! leccale fammele caricare di sborra!! le voglio gonfie, leccamele che le voglio piene!" Leccai a lungo le palle che erano diventate rosse, poi mi fece risalire con la lingua,

"dai scopri la cappella! Con la lingua!! tira giù la pelle!!" Lo presi in mano e cominciai piano ad andare su e giù mentre con la lingua leccando scoprivo la cappella. Ora il cazzo era duro, non era grosso come quello degli altri due ma era più o meno lungo uguale. Mentre leccavo lui mi guardava e mi accarezzava i capelli. Mi fece girare la testa di lato e mi fece leccare guardando gli altri che si masturbavano eccitati. In quel momento provai un attimo di imbarazzo e tutti se ne accorsero eccitandosi di più.

"Cazzo ragazzi che bella sorpresa che mi avete fatto! Questa ragazzina è incredibile!! Anche a voi ha succhiato il cazzo così?? ma lo succhia fino a farsi sborrare in bocca? …

"noo..!ancora non è capace!" disse Giorgio, ma sborrarle addosso sì!!!lo puoi fare! Te lo prende in mano fino a farti scoppiare!! le piace vedere mentre escono gli schizzi!

"senti piccolina a me piace sborrare in bocca.! se vuoi far godere un uomo non puoi fermarti all’ultimo momento!! .. capito…??? la mia sborra la voglio nella tua bocca e voglio che tu la beva!! chiaro?" intimorita dal suo tono feci un piccolo cenno di sì mentre continuavo a leccare. Poi mi fece alzare ci spostammo e mi accompagnò a inginocchiarmi sulla poltrona con la faccia rivolta verso lo schienale:

avevo il sedere rivolto verso gli altri due sul divano che chissà come guardavano..!? poi lui si mise dietro la poltrona mi fece aprire la bocca

"ora ti voglio scopare in bocca, voglio che lo prendi dentro più che puoi, voglio che lo bagni di saliva per farlo scivolare meglio" . Me lo mise in bocca e poi col movimento del bacino entrava e usciva senza fermarsi.

"dai succhialo dai dai così sei brava!! . Io davvero succhiavo forte obbedendo alle sue richieste, mi piaceva quel modo di farmelo prendere in bocca e sapevo che dietro mi stavano guardando. Poi decise di riposarsi un poco e mi diss e

"fai vedere a Francy come si fa a succhiare il cazzo che lei non è capace!!" Mi alzai e andai fra le cosce di Gianni e poi dissi a Francesca"… provaci dai…è bello far godere un uomo! E poi vedrai che il sapore ti piacerà! È una bella sensazione avere il cazzo in bocca! Dai vieni qui! Prova!" Francy scese con la bocca verso il cazzo che tenevo in mano, appoggiò la punta sulle labbra e poi timidamente tirò fuori la lingua.

"…brava sì così mettilo dentro " disse Gianni.

"…dai non aver paura…" dissi io

"apri la bocca… succhialo!" Succhiò tutti e tre i cazzi e piano piano si lasciò andare a leccare le palle e a seguire tutti i loro consigli su come succhiare e leccare cazzi. Anche Francesco sì unì a noi e fu una gara di leccate di loro cazzi e nostre passere. Mi ritrovai addirittura con Francesca a succhiare insieme lo stesso uomo e le nostre bocche e lingue si unirono in questi baci dal sapore di maschio. E fu molto bello! Non so quanto durammo ma non fu uno scherzo soddisfarli perché non sembrava avessero voglia di terminare ma finalmente arrivò il momento che forse Francy più temeva!

"è l’ora della sborra Paoletta preparati!!" mi ordinarono di sedermi sul divano, io ubbidii, ero completamente ai loro ordini, soprattutto a quelli di Francesco. Lui allargò le gambe e si inginocchiò sul divano a cavalcioni su di me

"prendi il cazzo in mano e succhia piccola! Succhia! Svuotami le palle!" Francy mi guardava attenta! Con una mano lo tenevo e poi iniziai di lingua e di bocca , lo leccavo un poco, succhiavo la cappella e poi lo infilavo dentro, fino in fondo. Ansimavo dal desiderio di vederlo godere!

"dai dai dai che sborro dai dai…!" andavo forte avanti e indietro con la testa con la lingua mezza fuori per farlo scivolare meglio e gemevo di piacere; quando sentii il suo urlo

"…vengooooo…" La crema densa, dolce mi colò in bocca e a parte quella che mi colava dai lati della bocca …iniziai a mandare giù il resto come se lo avessi sempre fatto. Non riuscivo a trattenere dei gemiti fra un ingoio e l’altro. Sborrò veramente tanto, ed era più densa e più dolce di quella che avevo assaggiato le altre volte dagli altri e quando sembrava fosse finita, altra me ne colava in bocca tanto da non riuscire ad ingoiarla tutta. Dopo quella di Francesco ingoiai allo stesso modo anche quella di Giorgio Mentre Gianni e Andrea erano alle prese con Francesca. La fecero mettere in ginocchio e le fecero succhiare a turno il cazzo, poi Gianni la prese per la treccia e la obbligò a succhiare

"dai lecca succhia che ti sborriamo in bocca come a Paoletta" ma lei non voleva, rifiutando il cazzo, e cercando di girare la testa chiuse la bocca, forse per il senso di repulsione che le dava l’idea di farsi mettere lo sperma in bocca o anche solo in faccia. Mi chiamarono ad aiutarla. Lei continuo a masturbarlo con la mano e io leccavo e succhiavo la punta. Gianni a quella vista non ne potè più e senza avviso inizio con la cappella gonfia iniziò a inondarmi sulla lingua di bianca sborra, che leccavo e mandavo giù mentre Francy guardava da vicino la scena. Me ne diede tanta anche lui in bocca ma molta scivolò lungo il collo sul mio seno, ma anche la mano di Francesca era coperta di crema bianca. Anche lei per la prima volta aveva visto e toccato il seme di un uomo e da come guardava ne sembrò come affascinata. Gianni le disse di provare ad assaggiare il sapore e anche io le dissi di leccare un poco ; dopo varie insistenze lei si decise e con una espressione in viso mista di disgusto e curiosità con la punta della lingua leccò leggermente il cazzo ancora sporco di liquido bianco. Si ritrasse subito, non fece commenti, ma non si pulì la lingua. Andrea però voleva lei! Non me! si sedette sul divano e se la mise in ginocchio fra le sue cosce e la costrinse a masturbarlo con le tette mentre ancora colava sborra dalla sua mano,

"dai dai che sborro anche io! Ora che l’hai assaggiata dovresti farti schizzare in bocca!Perchè non me lo prendi in bocca? Dai dai!Leccamelo un poco" lei era combattuta dal desiderio di farlo godere e vedere il suo seme e la normale repulsione di una ragazzina alla prima esperienza verso il contatto carnale e soprattutto orale con un uomo. Stringeva il cazzo fra le tette e andava su e giù ansimando sperando che si accontentasse di questo, ma lui voleva la sua bocca. La prese dietro la nuca guido la sua bocca sul suo cazzo e glielo fece succhiare spingendola giù fino al massimo e poi su fino a far riapparire la cappella e poi giù ancora. Lei aveva quasi gli occhi fuori dalla testa! L’obbligo ad ingoiare il cazzo con quella violenza la metteva in difficoltà! Stavano tutti guardando questa scena eccitati, me compresa! Ci aspettavamo di vedere da un momento all’altro la sua bocca riempirsi di bianco sperma per poi vederlo colare lungo il cazzo di Andrea. Quel movimento di forza continuava senza pausa con Andrea che a ogni spinta gemeva

"dai! Dai! Dai! Dai! Ingoialo! Dai! Dai! Che sborro!" Anche lei aveva iniziato a gemere, non so se per cercare di ribellarsi o perché stava in effetti provando piacere. Su e giù sempre con più foga!! Quando all’improvviso lui le disse

"preparati che sborrooo!! eccomi aaahhhh!!" e continuando a farle ingoiare il cazzo le sborrò in bocca. Dalla sua bocca uscì un mare di sperma bianco e tossendo lei cercò di sputarne il più possibile ma lui non le lasciò molta tregua, e la obbligò a rimetterlo in bocca mentre ancora colava abbondantemente il bianco seme dalla sua cappella…"dai succhia ancora!! ingoialo!!"" e riprese come prima a obbligarla ad andare su e giù e succhiare. Su e giù con gemiti e liquido che continuavano ad uscire dalla bocca di Francesca. Uno spettacolo davvero eccitante! …per tutti! Non so se per lei fu altrettanto eccitante e in quel momento pensai che sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei rivista. Ma non fu così. Rimanemmo tutti e sei seduti in silenzio distrutti poi un tuffo in piscina nudi ci rimise in sesto. Mentre negli spogliatoi ci rivestivamo Francesca ed io parlammo un poco. Decidemmo di diventare amiche, lei mi diede il numero del suo cellulare.

 

FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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