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Mare d’estate

Questa storia costituisce uno dei miei ricordi più eccitanti; accadde dieci anni fa, quando ero un ragazzo di 25 anni, alla costante ricerca di molte e varie perversioni che potessero sublimare le mie voglie di porco, quale sono, ma andiamo per ordine.
Mi trovavo al mare, ero immerso nel più totale far niente e la cosa, da un lato mi faceva piacere, ma dall’altro, mi annoiava alquanto.
Passavo tutta la giornata al mare e le sere in discoteca; ogni tanto riuscivo a consumare qualche rapporto con delle ragazze conosciute mentre si ballava, ma la cosa non mi faceva piacere più di tanto: erano cose che potevano eccitare un ventenne, al più, mentre io ero alla ricerca di qualcosa di più forte.
L’occasione per rifarmi mi si presentò quando conobbi Pietro e Daniela, una coppia di Genova, in vacanza nella stessa località dove mi trovavo anche io.
Pietro aveva la mia età, faceva il rappresentante per una ditta di cosmetici, mentre Elena aveva 30 anni, maestra elementare, con un fisico che lasciava presagire un’imminente avvio verso la fase in cui le donne cominciano a perdere i segni della giovinezza acquistando quell’aria da porche navigate che contraddistingue le puledre di una certa esperienza.
Ad ogni modo, diventammo buoni amici: io mi sentivo meno solo e la coppia era felice di avere qualcuno con cui passare le interminabili ore di mare.
Erano due bei pezzi di carne, lui moro alto e occhi verdi, lei bionda, occhi castani ed una bella terza abbondante di reggiseno.
I miei momenti preferiti con loro erano quelli passati nell’intimità di qualche Pub sulla spiaggia, quando l’alcol inebriava sensi e cancellava pudori e Daniela mi arrivava, ad esempio, a confidare di essere senza mutandine, ed io , non credendoci, la sfidai ad esibirmene la prova e lei, davanti al suo uomo compiaciuto, si infilò due dita dentro e me le piantò con irruenza in bocca dicendomi :
” Succhia maiale! Vedi? ”
Quella sera andammo anche a giocare a biliardo e mentre il Pietro andò in bagno, io non mancai di infilare una mano sotto la gonna di quella porca godereccia, cominciai a titillarle il clitoride e poi sorbì il mio sontuoso ditalino a tre dita, godendo come una maiala, mentre tutti nella sala biliardo guardavano cosa stesse succedendo, ma facendo finta di niente.
Un’altra sera ci trovammo a casa mia per un drink, ed io, da abile porco, feci ubriacare tutti e due, ma bevvi un po’ troppo anch’io, così la cosa mi sfuggì leggermente di mano: mi indirizzai verso la donna, con l’intento di piantarle il cazzo in bocca mentre il povero cornuto guardava, ma in quel momento caddi e mi trovai con la faccia sul pacco di quell’uomo che intendevo cornificare e notai che aveva il cazzo completamente in tiro.
“Ehi calma! ” mi disse Pietro
” .. aspetta almeno che mi spogli! ” e così dicendo cominciò a togliersi i pantaloni, dopodiché spinse la mia testa verso il suo membro: ero incapace di oppormi, ero come ipnotizzato da quel membro muschioso, che emanava un eccitazione particolare, da me mai provata. In quel momento si spogliò anche la donna, che mi mise la sua figa bagnata fradicia sotto il naso.
Ero indeciso su quale membro avere per prima, e decisi di mettermi a leccare quella figona umida, leccai come un forsennato, mentre lei faceva un segone all’uomo, che aveva un cazzo sui 30 cm.
Leccavo e succhiavo quel clitoride con abili colpi di lingua per dieci minuti buoni, quando mi trovai tutta la faccia coperta di liquidi umorali che la donna aveva secreto dalla vagina, ma in quel momento perse anche il controllo della vescica per l’intenso orgasmo, e mi pisciò copiosamente addosso.
Allo stesso tempo venne sul pavimento accanto a me, cominciando a spompinare Pietro, ad un certo punto cominciò a passarmi il cazzo, infilandomelo in bocca :
“Hai mai preso una bella varra tosta da qualche parte? Dai, prendi su! è buono eh? ”
“UHM! ” fui solo capace di rispondere io, zittitto da quel cazzone che mi lavorava mascella e mandibole.
“Si brava la mia puttanella! Succhialo tutto il cazzone del mio uomo, bravo, si così brutta checca brava! Che puttanella che sei , scometto che ti arrapa l’idea di essere un bel frocetto eh stronzo? Adesso basta però puttana, ho voglia di sentire il tuo cazzo dritto impiantato nel mio culino dai! ” e così dicendo si mostrò nella sua pienezza di vaccona pronta per la monta, con le tette penzolanti sulla mia moquette.
Cercai di penetrarle il budello, ma c’era troppo attrito, così decisi di riportarmi alla bocca il cazzo di Pietro, che intanto si stava segando, crogiolandosi nelle sue corna, presi a spompinarlo velocemente e lo feci sfogare nella mia bocca, sputando il tutto sull’ano di quella porca.
Due secondi dopo le stavo rompendo il culo, facendola godere come una porca in calore, ed anche io ero eccitato dal caldo dello sperma di Pietro che mi sentivo colare sulle gambe.
L’uomo intanto si accucciò accanto a me e prese a leccare il suo stesso nettare dal buco del culo sanguinolento della compagna, mi soppesava le palle mi leccava il buchetto, e quando capì che per me era arrivato il momento di spararlo tutto via, me lo tirò fuori e me lo prese in bocca, ed arrivai dentro di lui, mentre la moglie si infilava due dita dentro, arrapata troiescamente.
“Adesso tocca a me sfondare…. ”
Disse Pietro mettendomi a novanta gradi e leccandomi l’ano, sputando sopra il mio sperma misto al sangue della penetrazione che avevo fatto sorbire alla donna.
Ad un certo punto, dopo che avevo preso a leccare la fregna della troiona, che sapeva di sborra colatele dal culo, sentii una fitta lancinante al culo, e capì che quel porco era entrato dentro; dal canto mio mi portai nella figa della puttana, e cominciammo questo entusiasmante rapporto a tre, che culminò in una sborrata generale, nel mio culo e nella figa della donna, che non usava contraccettivi, restando incinta.
Nei giorni che seguirono, decidemmo di mandare la donna a battere il marciapiede, di modo da poterci ulteriormente godere le vacanze, mentre io e Pietro, oltre a percepire i guadagni, ce la potevamo spassare… senza bisogno di donne! FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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