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Miria a Parigi

Parigi, senza averla mai vista, fin da ragazzo mi attirava più di qualsiasi altra città.
Mi piaceva leggere della sua storia, approfondire la vita dei suoi personaggi storici e romanzati, consultare le varie guide che non mi facevo mai mancare.
Mi ero fatto una certa cultura ed una idea affascinante di quella città, di quel mondo a se, di quella metropoli, per cui il desiderio di visitarla era sempre vivo in me.
Mi era rimasto impresso quanto già diceva Carlo V, parecchi secoli prima ” Tutte le altre città sono città, solo Parigi è un mondo”
Quando per premio della maturità i miei genitori mi consentirono di realizzare il mio sogno e da solo andai a Parigi, soggiornandovi per qualche settimana, fu come se in quella città, con le sue seduzioni e le sue suggestioni, ci fossi già vissuto.
Mi sentivo quasi di casa, in quel mondo tutto a sé in quel crogiolo di etnie, passeggiare lungo i Grands-Boulevards malinconici ed allegri secondo le ore delle giornate, disseminati di deliziosi cafè. Visitare i grandi musei e mostre. Bivaccare nei parchi cittadini, il mio prediletto quello del Luxembourg nel quartiere degli studenti dove s’incontrano giovani di tutte le nazionalità che abitano e passeggiano in questa zona, il cosiddetto quartiere Latino, che li accoglie da secoli.
Nel 1990, la prima volta che vi giunsi conobbi il mio primo vero amore, ciò mi rese ancora più suggestiva questa città dove mi sembrava di respirare aria di piena libertà e spensieratezza.
Tutto mi piaceva di Parigi e l’avevo adottata come mia città prediletta.
Da allora almeno una volta all’anno mi ci reco ed anche quest’anno sono riuscito a ritagliarmi una decina di giorni di vacanze per trascorrerle a Parigi insieme al mio attuale amore.
Miria contagiata dal mio entusiasmo e dalle mie storie su Parigi, è al settimo cielo per la contentezza. Ha lasciato Parma all’ultimo momento per non perdere alcune lezioni all’università ed è arrivata a Torino poche ore prima della partenza dell’aereo.
è riuscita appena in tempo a prepararsi una valigetta con poca roba e di corsa all’aeroporto.
Sono venti giorni, che non ci vediamo, per cui Miria come al solito è ansiosa di abbracciarmi, di straziarmi, di avermi e non ne fa misteri.
Il suo stato di eccitazione è al culmine, come anche il mio del resto.
La mia ragazza è di una sensualità prorompente è irresistibilmente eccitante e non vedo l’ora di stringerla, di amarla, di sfinirmi su quel magnifico corpo, in mezzo a quelle cosce affusolate.
(Quelli che la conoscono, nelle mie precedenti storie, sanno che tipo è! )
Sull’aereo non mi da pace, mi stuzzica sfacciatamente, si stringe a me con quelle tette da favola che mi hanno sempre esaltato, mi pizzica i capezzoli perfidamente facendomi salire brividi di piacere al cervello, mi sollecita il membro da sotto un gilè che accuratamente mi ha messo sulle gambe per non dare nell’occhio.
Faccio fatica a tenerla a bada.
Mi sussurra ” Vani! Ho una voglia pazza di te, non resisto più! ”
Riesce a farmi eccitare di brutto. Il gilè sul grembo, nasconde la formidabile erezione che i pantaloni non riescono a contenere.
L’hostess, che ogni tanto passa nel corridoio, deve essersi accorta delle manovre della sadica cuginetta perché ho notato un sorriso complice, rivolto a noi, durante uno dei suoi passaggi.
Miria è fuori di se dalla voglia, non lo nasconde e non si frena in alcun modo, addirittura pretenderebbe, capricciosamente, che la seguissi in bagno per dare libero sfogo al suo irrefrenabile desiderio di essere posseduta.
Me ne guardo bene dall’assecondarla, sebbene il desiderio mi stuzzica. Conosco la mia dea, so che quando è all’apice non è capace di contenersi e sono sicuro che metterebbe in agitazione tutti i passeggeri dell’aereo con le sua urla goderecce.
Riesco a convincerla a calmarsi perchè in un paio d’ora arriveremo a destinazione. Imbronciata si frena ma quando siamo in taxi, dall’aeroporto verso la città, anche li non mi da pace. Riesce ad infilare la mano nella patta, stringendomi sadicamente il membro fino a farmi male.
La tortura finisce quando arriviamo all’ albergo dove solitamente mi fermo, nel Quartiere Latino.
Faccio appena in tempo ad entrare in camera, a posare le valige, che mi ritrovo spinto sul letto dove, l’ossessa, cosi mi sembra, mi spoglia affannosamente, mi mordicchia con bramosia su tutto il corpo, si impadronisce del membro, mi tortura deliziosamente con quella lingua da farfalla poi si riversa a gambe aperte sul letto e m’implora:
“Prendimi subito, per amor del cielo…non ce la faccio più. Lo voglio tutto dentroòò Ohh dai amore!!! ”
Il mio membro, naturalmente, sollecitato fino a quel momento non desidera altro e con una spinta si trova rinfoderato il quel meraviglioso involucro. Ciò basta a portare all’apice la mia adorata che grida il suo orgasmo mentre mi trattiene come sempre, così saldamente che penso di non poter più ritrarmi dalle pieghe della sua deliziosa vagina.
Non ci penso neanche a muovermi da quel dolce sito, dove mi trovo cosi bene alloggiato!
Me ne sto quindi immobile in lei, godendo la pressione delle sue belle labbra vellutate sulle mie.
Ho un certo allenamento, rimango fermo, è un piacere sottile rimanere rigido in quella vulva ancora pulsante per il godimento. Sono felice, orgoglioso di possedere una simile femmina ed ogni volta che affondo in quella natura accogliente, è come se fosse la prima volta.
Cerco di ritardare l’orgasmo il più possibile, fino a quando lei ricomincia ad agitarsi sotto di me per gridare di nuovo, insieme al mio contemporaneo orgasmo che si esaurisce dopo averla abbondantemente allagata con la linfa accumulata nei lunghi giorni d’attesa.
Momentaneamente appagata mi dice:
“Caro, non ne potevo più, era una sofferenza senza sentirmelo dentro! A volte mi domando se non sono una ninfomane, quando mi assale la frenesia di averti immediatamente. Se avessi seguito il mio istinto, li in aereo e poi in taxi mi sarei seduta sul tuo grembo per lasciarmi infilare per spegnere il fuoco che mi bruciava dentro. ”
“Anch’io me lo chiedo, cara. Sei così bella, così calda da farmi perdere il controllo a volte. Rimarrei tanto dentro di te ore e ore. A proposito hai preso la pillola? ”
“Si, amore, sono così contenta di essere qui a Parigi con te, l’ho tanto sospirato! . Sarò tua in qualsiasi momento, senza problemi. Voglio godere tanto! ”
Mentre stiamo così a chiacchierare, udiamo attraverso la parete, nell’appartamento accanto, dei rumori e poi delle grida di donna, attutiti dalla parete stessa, ma distintamente: ” OHHHHHH YESS…YESS! ” Erano inequivocabili urla di godimento.
Ci guardiamo, sorridiamo, ci scambiamo un altro appassionato bacio e ci alziamo.
Dopo la doccia rigeneratrice, ci prepariamo per scendere nella sala da pranzo che è anche un ristorante. è ora di cena ed abbiamo un certo appetito! .
Fa eccessivamente caldo. Miria si veste leggerissima con una camicetta di seta sulla pelle nuda, senza maniche e con due profonde scollature sotto le ascelle perfettamente depilate, un paio di pantaloni bianchi di lino che contengono aderentemente il suo vertiginoso sedere, due sandali dai tacchi altissimi.
“Sei stupenda! ” Non posso fare a meno di dirle ammirato, guardando quel corpo perfetto, sexy da togliere il fiato.
Mentre ceniamo le vedo apparire una mammella dall’ampio scollo sotto l’ascella. Non ha reggiseni, naturalmente. Guardandola di fronte vedo benissimo, disegnati sulla seta, i suoi capezzoli stranamente duri, nelle aureole.
Fa molto caldo anche con l’aria condizionata del ristorante e non dovrebbero essere rigidi.
Sento che qualcos’altro si sta irrigidendo nei miei calzoni. Cerco di respingere ogni idea sessuale, ma è un vero disastro, perché penso alla scena erotica di poco prima in camera mentre la osservo.
Questa mia cuginetta è una bomba sexy e ci vuole poco per farmi andare su di giri.
Ho una forte erezione che non mi permetterebbe tanto facilmente di alzarmi da tavola.
Cerco di perdere tempo ordinando un caffè, poi un wisky. Più cerco di non pensare, più il mio sguardo si perde sotto l’ascella di Miria, sulla tetta che appare completamente nuda, mentre lei porta una bevanda alla bocca, o su entrambe le tette che trasparano dalla camicetta di seta.
è proprio irresistibile la mia fatina bionda e non passa inosservata agli sguardi ammirati dei pochi avventori del ristorante. Difatti noto lo sguardo di un uomo poco distante, sulla cinquantina, che spesso si sofferma su Miria.
Miria che se ne accorta mi dice: ” Vedi quella bella rossa con quell’uomo! Deve essere l’urlatrice di poco fa, nella camera affianco a noi. Sai non ti toglie gli occhi di dosso”
“Il suo accompagnatore, invece non li toglie di dosso a te! ” rispondo, prontamente.
Noto anch’io la donna, sui 30 anni, a pochi metri dal nostro tavolo. Rossa di capelli, non tinti, non ha la carnagione delle rosse, ma quella di una bellissima bruna. Gli occhi sono due pietre preziose sul bel viso affilato, lo noto nel momento che mi fissa dritto negli occhi. Ha due labbra perfette, nasino all’insù e, per quanto si possa immaginare sotto il tessuto di una camicetta rosa che la ricopre, ci devono essere tette da capogiro, ha un gran bel sedere, è seduta di fianco, e gambe sottile, lunghe.
“è una gran bella donna! ” mi fa notare Miria che non le sono sfuggiti i miei sguardi.
“Ti piacerebbe fartela; vero? ” mi dice Miria con accenno ironico. ” Io ti conosco da certi sguardi”
“Ma cosa dici ! Non basti già tu a farmi perdere la testa! ”
“Facciamo la loro conoscenza? Mi sembrano inglesi o irlandesi. ” Prosegue Miria e si gira con uno sguardo deciso verso i due.
Io conosco la mia cuginetta, ha già un piano in testa, ne sono sicuro!
I nostri vicini devono aver capito che parliamo di loro, per cui contraccambiano gli sguardi sorridendoci, rivolgendoci un cenno di saluto.
Miria risponde con il suo smagliante sorriso.
Lui si alza, si avvicina a noi e si presenta parlando un perfetto italiano, avendo capito la nostra provenienza.
“Scusate, signori. Vi abbiamo notato già prima nella hall, siete una bellissima coppia, vi dispiace se ci avviciniamo al vostro tavolo. Sarebbe un piacere per noi fare la vostra conoscenza.
“Certo! ” Mi alzo porgendogli la mano. è molto elegante, alto, scuro di capelli ben curati:
“Mi chiamo Steve e mia moglie Rachel”. Fa un cenno alla moglie che si avvicina, porge la mano a Miria e poi a me trattenendola fra la mia più del dovuto.
Si siedono al nostro tavolo e cominciamo a chiacchierare. Anche Rachel parla bene l’italiano, con marcato accento britannico.
Sono Irlandesi, in viaggio di piacere a Parigi e sono contenti di poter conoscere una coppia deliziosa Italiana. Conoscono molto bene l’Italia, specialmente la Toscana dove hanno una casa fra le colline del Senese.
Steve non trascura di farmi i complimenti per la bellezza della mia ragazza ed io non da meno ricambio per l’avvenenza della Signora Rachel, il che è vero.
Parliamo un po’ di tutto entrando con semplicità in argomenti più intimi, scivolando sulla nostra vita sessuale.
Steve confida di averci sentito, più precisamente di aver udito le grida inconfondibili di Miria dalla loro camera e ciò lo ha caricato ed eccitato strepitosamente tanto da regalare a Rachel un altrettanto rumoroso orgasmo. Fra loro c’è un accordo perfetto e lui purtroppo da qualche tempo fornisce alla moglie delle prestazioni meno frequenti, e Rachel ha bisogno di fare l’amore spesso. Riesce comunque a dare il massimo assistendo ad altre coppie alle quali si unisce anche la moglie.
Rachel precisa che lei non ha mai desiderato tradire il marito ed i rapporti con altri uomini li ha solo in sua presenza. Steve in tali occasioni diventa l’amante impareggiabile che è sempre stato. Quando Steve ha udito le inequivocabili grida di godimento di Miria, della quale aveva già ammirato l’avvenenza nella hall dell’albergo durante l’accettazione, si è subito eccitato ed ha preso la moglie con tale energia, tanto farla urlare più che mai, come si era ben sentito.
Miria con la sua solita schiettezza rivela che anche lei quando assiste a certe performance amorose, con un’ altra donna, alla quale Vani dona il suo meraviglioso attributo, rimane sconvolta dall’eccitazione.
“Provare per credere! ” dice maliziosamente.
A questa semplice uscita di Miria ci rivolgiamo uno sguardo ciascuno di noi per raggiungere una tacita intesa, non abbiamo bisogno di ulteriori spiegazioni! Noto lo sguardo esplicitamente erotico che Rachel mi rivolge ed un sorriso soddisfatto, direi di gratitudine, di Steve rivolto a Miria.
Miria ha colto subito l’occasione mettendo tutto a posto con poche parole. Poi lei stessa riprende la parola:
“Prima però andiamo a farci una bella passeggiata. !! ”
Siamo nel quartiere Latino e tutte quattro allegramente c’incamminiamo lungo il Boulevard
St-Michel, molto affollato in questa bella serata Parigina. Attorno a questo boulevard e quello St-Germain si conserva una delle zone più antiche della città, riconosciamo alcune stradine medievali dalle facciate delle case, ammiriamo la Sorbonne, i resti dell’ antico Hotel de Cluny, poi ci fermiamo in un grazioso Cafè attorno alla Place St. Michel dove una folla di giovani si accalca intorno a qualche artista ambulante.
Siamo ormai quattro amici, allegri e spensierati, ansiosi, ognuno di noi, credo, di finire la splendida serata come nei programmi della dolce cuginetta. Difatti lei ci da il segnale del rientro.
Raggiunti l’albergo ci dirigiamo tutte e quattro nell’alloggio degl’irlandesi, composto da una camera da letto e un gradevole salottino dove ci accomodiamo per bere qualche wisky chiacchierando allegramente.
Le due donne dopo un po’ si allontanano verso la camera da letto.
Udiamo il loro confabulare, ogni tanto intercalato da sonore risate. Dopo qualche minuto, non sentiamo più niente. Ci guardiamo in faccia, quindi ci alziamo tutte e due dirigendoci nella camera da letto. Steve mi segue, tenendo in mano il bicchiere di wisky.
Appena in camera da letto, assistiamo alla scena eccitante che mi procura un’erezione immediata, mentre Steve mostra un sorriso, sereno, come se si aspettasse già la scena che ha davanti.
Le due donne sono completamente nude avvinte in una esibizione saffica. Non ho mai visto Miria così attiva in una situazione simile.
I due floridi magnifici corpi, della rossa e della bionda, sono meravigliosamente sexy, nell’insieme sono un’opera d’arte naturale queste due bellezze.
Rachel, addosso a Miria con la lingua che saetta sui rigidi capezzoli della mia fata.
Miria ha una mano sul magnifico tondo sedere di Rachel e l’altra infilata fra le cosce della stessa. Noto due dita interamente insinuate nella natura aperta e pelosa dell’irlandese.
Non si accorgono della nostra presenza, mugolano impercettibilmente. Io sono eccitato ed osservo Steve che mi dice:
“Sono meravigliose vero? Infilati nella mischia! Io ho bisogno di ammirare lo spettacolo. ”
Mi spoglio in un baleno, con il membro prepotentemente eretto. Mi butterei ad occhi chiusi nella mischia per infilare uno qualsiasi dei meravigliosi buchi davanti agli occhi.
Mira si accorge della nostra presenza ed esclama:
“Era ora che vi presentaste ? Non ne potevamo più, sapete? ”
Rachel lascia la presa, si gira guarda meravigliata il mio superbo membro ed esclama: ” It is wanderfull! ”
Ora le ragazze sono, tutte e due distese supine, l’una a fianco all’altra, entrambe con le cosce spalancate e la fica ben in mostra.
Si mettono un guanciale sotto le reni. Avevano già predisposto tutto! Difatti Miria, rompe il silenzio:
“Vani! Ti vogliamo a turno! Prendi prima lei che tutta la sera mi ha ripetuto quanto desidera essere sbattuta da te e poi ti raccomando vieni su di me! ”
Quelle due fiche occhieggianti, mi stanno già facendo impazzire.
Una è di un bel rosso scuro nei peli del pube, l’altra di un biondo vivo che mi è ben noto.
Miria ha i peli curati per indossare il tanga e lascia il ciuffo biondo solo sul monte di venere, ben depilata lungo la parte interna delle cosce ed intorno alla vulva, mentre Rachel ha tutto un cespuglio rosso con la fessura aperta nel mezzo.
In quella fessura pianto la mia virilità ansiosa. Non devo faticare, per sentirla gemere prima e poi gridare di piacere. Ho solo martellato energicamente per mezzo minuto appena ed ha già raggiunto l’orgasmo! Sono perfettamente in grado di assestarle diversi altri colpi ancora più decisi, mentre continua ad urlare per il godimento. Mi sollevo uscendo con il pene teso al massimo dal ventre di Rachel, per spostarmi su Miria che me lo tira dentro abbrancandomi con le gambe e le braccia, come per paura di perderlo.
“Fottimi amore mio, fottimi tanto! ” geme Miria, e la sua voce dolcissima e calda sarebbe già bastata ad eccitarmi, ma quel corpo stupendo ed il calore umido della fica che mi accoglie mi porta al settimo cielo e ciò mi stimola, mentre le stringo le natiche fra le mani, a fotterla con ritmo forte e continuo, mandandola su di giri fino a sentire il suo orgasmo per poi fermarmi qualche istante in lei, quindi riprendere la cavalcata, cercando di venire il più tardi possibile, per darle ancora una seconda ondata di sensazioni.
Riesco a farla gridare con il secondo orgasmo, mentre al primo lei aveva soltanto gemuto forte.
Finalmente godo, spingendomi ancora più dentro contro l’utero e colpirlo con gli ultimi affondi, mentre le mie mani ora si serrano attorno alle splendide mammelle.
Ho effettuato uno sforzo di resistenza eccezionale e mi rovescio supino fra i corpi di quelle due femmine ingorde.
Riesco a vedere Steve che ci osserva ammirato e subito sento una bocca che mi succhia il membro. è Rachel che oltre a succhiarlo, gioca con i testicoli, cercando di indurirlo nuovamente.
Non può accadere subito un miracolo simile, malgrado tutta la buona volontà della donna che mugola con la cappella in bocca.
Steve si è denudato, presenta un membro piuttosto tozzo, non lungo, leggermente arcuato ma di una circonferenza direi spropositata, è rigido e rivolgendosi a Miria:
“Avrei voglia di sostituirmi a Vani in quel tuo meraviglioso gineceo, ma Rachel è un vulcano e so che non può resistere ancora se non viene nuovamente presa. Ora le basterebbero pochi colpi dentro per venire subito, di nuovo. Lei vorrebbe godere di continuo, e difficilmente un uomo può reggere il suo ritmo. Come hai ben visto, mi devo fare aiutare. ”
Sento Miria rispondere, mentre Rachel si accanisce con la sua calda bocca a rinvigorire il mio membro già più gonfio.
“Se vuoi, posso darti una mano io, intanto tu e Vani prendete quota! ” Quindi si alza, scende dal letto, fa il giro per risalire dall’altro lato e mettersi accanto a Rachel.
Io mi tiro di lato per lasciare più spazio alle due. Assisto quindi fare l’amore le due donne, prima con un certo distacco, poi m’interesso molto di quello che fanno nella posizione del 69, con Rachel sotto il corpo di Miria che pare voglia divorarla, difatti sobbalza sotto la bocca vorace di Miria.
Mi alzo e mi affianco a Steve per assistere meglio alle vibrazioni orgasmiche di Rachel che gode ripetutamente, prima di darsi per vinta e rimanere sdraiata in una posa lascivamente rilassata.
Miria si rialza soddisfatta della sua opera appena compiuta ed osservando noi due con i membri in resta, sorridendo dice:
“Immagino che sarete disoccupati per poco, Rachel ha una capacità di recupero eccezionale da quanto ho capito! ”
Difatti Rachel si risolleva, seduta sul bordo del letto, guarda con ingordigia il marito eccitato in attesa, ammira il mio membro superbamente eretto ed esclama:
“Tutti e due ora…. vi voglio tutti e due!!! ”
Si porge in avanti allungando la mano verso ciascuno di noi.. e afferrando saldamente i due membri ci tira verso di lei. Si sdraia nuovamente sul letto, lasciandoci in piedi, dubbiosi sul che fare.
C’è un’unica soluzione che Miria attenta spettatrice e diligente regista, nel contempo, ci consiglia, sebbene già in me era balenata.
Miria mi fa sdraiare sul letto, sulla schiena. Fa rialzare Rachel invitandola a impalarsi sul mio perno.
Rachel esegue alla perfezione e il mio membro rimane rinfoderato in tutta la sua lunghezza, che non è modesta, nel caldo involucro di quella femmina insaziabile. La sento emettere un sospiro di profonda soddisfazione quando si sente completamente invasa.
L’attenta regista, fa chinare l’impalata che preme i due superbi seni sul mio petto.
è una posizione che non richiede sforzi per me, è riposante, estremamente gradevole, per giunta quei caldi morbidi seni mi stuzzicano, sembrano gomma piuma sul mio petto. Di colpo sento addosso un peso maggiore ed all’improvviso sento un certo fastidio al pene, quando il membro di Steve deve essersi introdotto completamente nell’ano della moglie. Sento all’altezza del glande, fra la membrana che divide lo sfintere dalla vagina le tozze dimensioni del pene di Steve che assesta colpi feroci.
Riesco a vedere il viso dell’uomo in un ghigno di mostruosa eccitazione, mentre il viso trasfigurato della donna è uno spettacolo unico.
Il piacere misto a sofferenza è stampato su quel meraviglioso volto, la bocca è spalancata emettendo strani suoni rauchi, mentre una leggera bava cola dai lati della bocca. Deve essere all’apogeo della libidine pura, gli occhi sono sbarrati come se vedesse nel dettaglio i due mostruosi invasori che la deliziano.
Steve accelera i movimenti, io fermo comincio a soffrire sotto la pressione che il mio membro rigido subisce per il doppio peso dei due corpi che vi si agitano sopra.
Non posso muovermi ed attendo con ansia l’epilogo.
Finalmente Steve si sta scaricando nello sfintere devastato della donna, inizialmente con affondi animaleschi che man mano rallentano.
Anche Rachel sta raggiungendo l’orgasmo senza dubbio doloroso per le contrazioni violenti della muscolatura interna, perché con uno scatto disperato riesce a sfilarsi i due membri dai suoi due buchi abbattendosi sfinita, con tremuli violenti, direi epilettici, sul mio corpo con quello del marito sopra.
Rimango inerte per un certo tempo sotto i corpi rilassati, mentre scorgo Miria visibilmente scossa dalla scena che per prima ha diretto e poi ha solo osservato in tutta la sua crudezza.
Riesco a liberarmi, scostando i due corpi ed insieme a Miria ci allontaniamo, rivolgendo un cenno di saluto ai due abbandonati sul letto.
Rachel con gli occhi aperti nel vuoto, svuotata dai ripetuti orgasmi specialmente dall’ultimo, particolarmente violento, è’ mollemente distesa a braccia e gambe divaricate, nuda ed impudica come un cadavere.
Steve è ancora affannato e sudato per lo sforzo che ha sostenuto.
Rientrati in camera Miria mi dice:
“Non ho mai visto uno spettacolo erotico così crudo, animalesco! Ero allibita nel vedere quell’uccello di un diametro spropositato, ricurvo, sparire centimetro dopo centimetro fra quelle chiappe tonde che lei offriva mentre già mugolava. Sembrava una bestia, ma una bestia soddisfatta che già si agitava con il tuo lungo bastone tutto conficcato nella vagina.
Non riesco a capire come potesse reggere due bastoni così contemporaneamente. Lui sembrava che avesse perso completamente la testa.
Gli ansimi rauchi, bestiali di quei due mi hanno un po’ spaventata, ma in tutto questo c’era qualcosa di radioso, grande, bello e volgare a secondo di come lo si guardava. Tu invece eri li fermo, mi sembrava che subissi soltanto! ”
“Si, anche per me è stata un’esperienza unica, ti assicuro che non mi sono mai trovato in una situazione simile. Se mai dovessi ripeterla” continuo sorridente ” vorrei essere io sopra, sai è stata una sofferenza per me. Il mio uccello è ancora tutto indolenzito, sembrava che mi venisse stritolato! ”
“Oh poverino! Vuoi che lo massaggi un po’. Il mio passerotto! ”
“Oh no, per carità! Conosco i tuoi massaggi! Piuttosto facciamo la doccia e andiamo a dormire! ”
Faccio la doccia per primo, mi asciugo appena e mi sdraio nudo sul letto.
Mi devo essere addormentato di colpo. Quando mi sveglio la stanza è illuminata dalla luce naturale del giorno.
Abbiamo dormito profondamente fino quasi a mezzogiorno.
Mi stiracchio un po’, Miria affianco a me dorme ancora. è completamente nuda, è nella solita posizione fetale che ho già notato altre volte, mentre dorme. è estremamente eccitante e la guardo a lungo, ma il mio cervello, attraverso gli occhi che si lustrano su quell’immagini voluttuose, trasmetta la notizia al mio uccello che si mette subito in allarme. Si vede che ha già assorbito gli sforzi ed il trauma della serata precedente.
Del resto è inevitabile, l’ho sempre sostenuto, le curve e le forme della mia cuginetta, specialmente in simile posizione, sono in grado di risvegliare un cadavere.
Il magnifico sedere, perfettamente rotondo e liscio è li alla mercè dei miei occhi sadici, del satiro che è in me.
La fessura completamente aperta umida come da rugiada mattutina, depilata, fra le cosce leggermente arcuate è molto bene in evidenza, come l’occhiello marrone più su che si apre a rosa.
Il tutto è davvero invitante ed eccitante da impazzire!
Istintivamente porto la mano al membro che si è irrigidito provocatoriamente.
è a pochi centimetri da quei due buchi che sfacciatamente vorrebbe occupare. Se seguissi l’istinto bestiale che è in me, in quel momento, dirigerei il bastone ad occhi chiusi in uno di quei due buchi, ma la natura umana che, per fortuna, prende il sopravvento, mi trattiene.
Sono certo, comunque, che la mia fata non respingerebbe alcuna intrusione, lei adora il suo passerotto in qualsiasi momento si introduce nella sua calda natura.
Mi soffermo, perciò, ad ammirare ancora per alcuni minuti, tentando di interrompere la tensione del mio membro. Ma è inutile! Fin tanto che lo sguardo è fisso su quel ben di Dio, il circuito occhi, cervello, uccello rimane attivo e quella stupenda femmina è l’energia che lo percorre.
La cuginetta si muove ed interrompe l’incanto, ma è momentaneo, perché si sveglia, si gira sulla schiena, si stiracchia voluttuosa sporgendo in avanti i prorompenti seni, aumentando la tortura al povero uccello.
Mi guarda sorridente e come se avesse intuito i miei pensieri lussuriosi, mi si butta fra le braccia stampandomi uno dei suoi baci con quella bocca calda, sensuale.
Si accorge, naturalmente, la fata bionda, mentre mi strapazza, dello stato del suo passerotto ed esclama:
“Ullallà! Ma non ne ha avuto abbastanza, ieri sera, questo birichino! è già di nuovo sveglio? Che bello però un simile risveglio amore mio! ”
Ecco che nel modo più naturale, più semplice, inizia lo strofinamento dei nostri corpi, girandoci e rigirandoci sul letto, avvinghiati, scambiandoci una serie di baci in ogni luogo.
Miria comincia a gemere prima leggermente e poi sempre di più ansiosamente fino al momento che in un passaggio fortuito del membro fra le sue cosce, questo si fa strada nella fessura lubrificata, senza preavviso e la occupa interamente.
La fatina sembra sorpresa! Emana un ” Ohhhh” profondo e mi si avvinghia più forte stringendomi a morsa, con le gambe.
Cosi incastrati, continuiamo a rotolarci sul letto, ma in un movimento incontrollato, il membro esce dall’ alcova e nel tentativo di rientrare subito, nell’ ansia del momento, sbaglia e punta sul buchino più giù, più stretto.
Miria si rende conto ed immediatamente cerca di agevolare l’altra intrusione ed ecco che decisamente afferra il membro e lo tiene fermo sul buchino. è li che lo vuole ora!
Il piolo, già lubrificato dagli umori dell’altro alloggiamento, spinto da me si fa strada in pochi attimi e s’introduce tutto fino alla base dei testicoli.
La cuginetta è ultrasensibile a questo tipo d’intrusione e comincia la musica:
geme, si lamenta, sospira, incita, implora, grida di far presto, urla l’orgasmo feroce mentre io non di meno mi scarico nel profondo.
è sempre spossante un amplesso simile e rimaniamo affannati, sudati, accaldati perfettamente incastrati fino al ritorno della normalità.
“Vani” mi sussurra la cuginetta ” Sei eccezionale! Mi fai godere tanto così da farmi venir meno! ”
E mi ringrazia con un lungo bacio.
Dopo esserci lustrati e preparati ci accingiamo a trascorrere la nuova giornata Parigina, dopo aver consumato una lauta colazione. FINE

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