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Non l’avrei pensato mai…

Non l’avrei pensato mai… Il sole a quell’ora picchiava incredibilmente. Era quasi l’una del pomeriggio e Kia stava cominciando quasi a pentirsi di aver voluto a tutti i costi quel Ferragosto al mare: aveva caldissimo e per di più era da sola, perché tutta la sua comitiva di amici aveva preferito andarsene a godersi un po’ di aria fresca in montagna. L’ombrellone non serviva più a granché, da quando aveva deciso di abbronzarsi come non mai, quindi sarebbe stato inutile portarselo dietro. Decise di andare a farsi un bel bagno. Entrò in acqua quasi subito, dando appena alla sua pelle delle gambe il tempo di abituarsi alla nuova temperatura, decisamente di molto inferiore. I suoi capezzoli ebbero una pronta reazione, che la imbarazzarono alquanto soprattutto quando, con la coda dell’occhio, si accorse di un uomo seduto sul bagnasciuga che la stava osservando.

Si impose di non dargli molta importanza. La sensazione dell’acqua fresca sulla pelle le dava sensazioni stupende, brividi profondi simili a quelli dell’eccitazione. Ma forse quella era un po’ eccitazione… non dimentichiamoci che un uomo stava osservando in ogni dettaglio il suo corpo non statuario, ma proporzionato e ben fatto. La muscolatura soda ma non pronunciata, i seni piccoli ma deliziosi, i capezzoli all’insù, il sedere ampio e ben equipaggiato, davano nel complesso alla sua figura un aspetto molto invitante: agli occhi di chi la esaminava, Kia appariva sempre come carne fresca da desiderare, amare e godere. Lei era consapevole di tutto ciò e spesso, come in questo momento, sfruttava le sue qualità per sentirsi al centro dell’attenzione. Quando si sentì stanca di nuotare, si avviò verso la riva a piccole bracciate. Gli ultimi metri li percorse camminando lentamente, e fu in questi frangenti che si rese conto che il suo ammiratore non era un uomo, bensì un ragazzo.

La scoperta la lascio un po’ delusa, l’idea di esser desiderata da un uomo era molto più eccitante. Non voleva essere molto sfacciata, quindi smise di guardarlo non appena ebbe fotografato nella mente le sue caratteristiche più evidenti: moro, corporatura piuttosto esile ma pettorali ben definiti, carnagione dorata dall’abbronzatura, labbra carnose. Delle cose che lei guardava per prime in un ragazzo, solo una non riuscì a vederne: il suo sguardo, coperto completamente dagli occhiali da sole. Il che, se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, avvolgeva il ragazzo in un alone di mistero. Tornò a sdraiarsi sul suo telo-mare, sentendosi spogliata dallo sguardo indagatore del bel “Mister X”, come lei stessa intanto aveva cominciato a chiamarlo tra sé e sé. Mister X ora sorrideva.

“Chissà cosa avrà tanto da divertirsi” pensò Kia, non negando a se stessa che le sarebbe piaciuto scoprirlo. Forse non era poi tanto male farsi guardare da un ragazzo… non l’aveva visto bene nei dettagli, ma non sembrava da buttar via. Mentre questa situazione procedeva senza sbloccarsi, Kia avvertì un fremito tra le gambe… lo sforzo fatto per nuotare aveva svegliato i suoi muscoli vaginali, e ora lei non sapeva se quella sensazione di umido sulla sua rosa era dovuta all’acqua salata che inzuppava il costume, oppure ad un altro mare di natura molto diversa che lei conosceva bene. Dio, come sperava che lui non si accorgesse di quello che le stava passando per la testa… se solo si fosse accorto degli involontari piccoli movimenti ondulatori del suo bacino… che figura ci avrebbe fatto? Sarebbe morta di vergogna al solo pensiero che qualcuno potesse pensarla una piccola puttanella… Un’ombra sul suo viso, vista da dietro le palpebre chiuse, la fece sobbalzare. Si mise a sedere di scatto, spalancò gli occhi ma non riuscì a veder nulla se non una sagoma scura che le si era seduta accanto. Maledetto sole! Oggi aveva proprio deciso di farle la guerra, in ogni modo. Si stropicciò gli occhi e finalmente riconobbe il suo Mister X.

“Ciao” disse la voce che le sembrò conosciuta.

“Ti va di fare due chiacchiere? O devo pensare che quel rossore sulle tue guance sia dovuto alla mia bellezza e non al sole? “. Kia sentì le proprie guance sull’orlo di un incendio, perché in realtà era la sua presenza in un momento così poco opportuno ad imbarazzarla.

“No, no… siediti pure… ho proprio voglia di chiacchierare con qualcuno. I miei amici oggi mi hanno abbandonata al mi destino”. Prese una bottiglia d’acqua, ne versò due bicchieri offrendone uno alla sua nuova conquista e chiese, ora sicura di sé:

“Come ti chiami? “. La risata di Mister X la spiazzò. La stava prendendo in giro! Dio, che stupida… c’era cascata in pieno! Lei e la sua mania d’esser ammirata… pensare che già stava cominciando a fantasticarci su! “Scusami… forse c’è stato un piccolo malinteso…” disse timorosa.

“Io non so…”. Ma la risata non accennava a placarsi, anzi sembrava proseguire con molto divertimento del simpaticone che la stava emettendo.

“Kia!! Ma davvero non mi hai riconosciuto? Io credevo che fingessi! “. La mente di Kia era ora nel pallone totale. Ma chi era in realtà Mister X? Finalmente si tolse gli occhiali.

“Kia… sono Stefano! Abbiamo chattato per mesi e neppure mi riconosci? ” disse lui, un po’ dispiaciuto. Possibile che fosse davvero Stefano, il suo Stefano? Quante volte aveva sognato di incontrarlo ed il destino sempre ad ostacolarla… e quando finalmente lui le stava davanti, lei neanche lo riconosceva? Il suo cuore era ora nel bel mezzo di una tempesta di sentimenti: sorpresa, piacere, emozione, imbarazzo, ed ancora quella strana voglia…

“Oddio Stefano, dimmi che non sto sognando! ” balbettò. Stefano le regalò uno dei suoi magnifici sorrisi.

“Vuoi che ti tiri un pizzicotto? Altrimenti potresti semplicemente toccarmi…” disse con il suo solito fare ammiccante.

“Scemo, smettila…” disse Kia.

“Non sapevo più che pensare… davvero non ti avevo riconosciuto”. Kia si sentiva sempre più confusa. Quante serate in chat a dire sempre

“Scemo smettila” ad ogni sua avance… fino a quella sera che l’avevano fatto, senza sapere perché, avevano fatto l’amore nella realtà virtuale, si erano chiusi in un mondo tutto loro, e probabilmente a modo loro si erano amati. Quanta confusione tra di loro dopo quella volta… ma nonostante tutto l’avevano rifatto, ancora e ancora. Alla fine, per gli strani casi della vita, si erano persi, ognuno per la sua strada, s’erano detti, e da quel giorno nemmeno più un e-mail. Ma adesso che erano vicini, era come se non si fossero mai detti addio. Stefano disse:

“Kia, ti ricordi quella volta in riva al mare…” alludendo a quando, virtualmente, avevano affittato un pedalò per fare l’amore. Ma Kia si era già alzata, dirigendosi verso il locale dove affittano pedalò. Li per lì Stefano rimase incredulo, ma dopo pochi minuti Kia lo chiamò per prendere il suo posto ai pedali, sulla barchetta già in acqua, ed egli la raggiunse. Il mare era calmissimo, in poco più di dieci minuti furono al largo, lontani da occhi indiscreti, e smisero di pedalare.

“Ste, ti spiacerebbe spalmarmi un po’ di crema? ” disse Kia ormai decisa ad andare fino in fondo.

A Stefano sembrava di vivere un qualcosa di già vissuto, era successo proprio così in chat, solo che stavolta non aveva nulla a che vedere con la realtà virtuale… ed era proprio questa l’intenzione di Kia. Finalmente lui, che fino ad allora era rimasto titubante, passò all’azione. Prese il tubetto di crema, ne versò un poco sulla propria mano e cominciò a spalmarla sulla schiena di Kia, che cominciava ad avvertire qualche brivido. Ma le carezze si fecero via via sempre più audaci, fino a spingersi anche al di sotto dei bordi del costume. Kia cominciò a gemere. Il suo bikini oramai asciutto cominciava a bagnarsi nuovamente. Il suo Ste si era finalmente svegliato, ed aveva già levato via il pezzo di sopra. La sua lingua sui capezzoli irti era più rovente del sole, eppure la riempiva di brividi.

Kia stava scoprendo che adorava guardarlo mentre le baciava i seni; mille volte l’aveva sognato, ma questo era uno dei pochi casi in cui La realtà supera i sogni. Intanto le mani di lei correvano a verificare se lui davvero la desiderasse così tanto e trovarono il suo pene talmente duro che Kia stentò a crederci: lui era già pronto a prenderla. Lei però voleva che quel momento dei preliminari non finisse mai, così prese nuovamente l’iniziativa. Chiese a Stefano di darle la Coca che lei aveva comprato al bar prima di affittare il pedalò. Lui dapprima non capì, ma poi vide che lei, dopo averne bevuto qualche sorso, si passò la lingua sulla labbra più volte ed in maniera molto sensuale, poi da dentro il bicchiere prese in bocca il cubetto di ghiaccio più grande.

L’eccitazione di Stefano era alle stelle, se solo si fosse sfiorato avrebbe avuto un orgasmo selvaggio che non sarebbe riuscito a controllare. Kia continuava la sua performance: afferrato il cubetto con le dita della mano destra, se lo passò prima sui seni, soffermandosi sui capezzoli, poi dentro il suo slip molto ridotto. Stefano la aiutò prima a scostarlo, poi a toglierlo definitivamente. Le sue mani quasi tremavano per l’emozione di scoprire quello che Kia aveva in mente, quando la vide infilare parte di quel cubetto dentro la sua rosa non più segreta e nasco! sta, mentre sul viso le si dipingeva un’espressione di forte godimento. Stefano tolse il proprio costume e disse:

“Kia, ti prego… ti voglio adesso”. Ma lei lo guardò, lo fece voltare verso di sé e si chinò tra le sue gambe, riempiendosi le narici del suo forte odore maschio. Quella verga la stava guardando, seppur con un solo occhio, ma Kia capiva che la stava supplicando di farla godere. Allora prese l’altro cubetto dal bicchiere, visto che del primo ne erano rimaste solo poche gocce, e tenendolo tra le labbra, glielo passò sui testicoli. Sentì e vide il suo piacere aumentare, così gettò via il ghiaccio e cominciò a leccare il suo Stefano dove l’aveva bagnato. Lavorò molto di lingua, adorava farlo, addirittura scese fino al suo ano, poi risalì e si soffermò sul glande. Poi lo prese tutto in bocca. Stefano aveva però capito la sua tattica, quindi quando si accorse che stava per venire, si ritrasse dalla bocca di lei, le spalancò le gambe e cominciò a penetrarla con la lingua. Il suo respiro caldo, il suo saperci fare di lingua ed anche l’esplodere dei suoi nuovi sentimenti, fecero avere a Kia il suo primo orgasmo vaginale. Dopo lui la penetrò, i preliminari erano finiti e l’amò con infinita dolcezza e con tanta passione.

Aiutati anche dal movimento ondulatorio del pedalò, Kia e Ste intrapresero un lungo viaggio che li portò all’appagamento dei sensi e del cuore. Trascorsero due ore ad amarsi su quel pedalò, regalandosi infiniti ed inenarrabili orgasmi. Poi tornarono sulla terraferma e andarono a casa di lui. Trascorsero il resto della giornata insieme: com’era bello amarsi e sapere che ora stavano insieme a tutti gli effetti… non se l’erano detto, ma entrambi lo sapevano, lo sentivano dentro, nel cuore, ed era davvero un’emozione tutta nuova, tanto che stentavano a crederci. E come per dimostrarsi meglio a vicenda che era tutto vero, quella stessa sera, dopo cena, fecero l’amore tante altre volte, sul letto, sulla scrivania, appoggiati ad una parete… E pensare che la prima sera che si erano incontrati in chat e casualmente lui le aveva rivolto un messaggio diretto, lei usciva da una grande delusione sentimentale e non credeva più all’amore, e lui invece le aveva confidato da subito di non riuscire ad innamorarsi. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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