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Santo Domingo

“Mandami dove vuoi. Ho solo bisogno di rilassarmi un po’. ” Questa è stata l’unica richiesta che ho fatto al mio amico che lavora in un’agenzia di viaggi, ed ecco che da lì ad una settimana ero in volo verso Santo Domingo. Da sola. Lo so: non è proprio il massimo, ma non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione. Il viaggio è stato lunghissimo e l’unica cosa che volevo fare il mio primo giorno ai tropici era distendermi al sole e farmi accarezzare la pelle dalle magnifiche acque cristalline. Ma non avevo fatto i conti con gli animatori del villaggio. Infatti, dopo neanche dieci minuti che ero sul lettino è iniziata la cantilena:

“Salve, vieni a fare il risveglio muscolare in acqua? “,

“Ciao, vieni a giocare a pallavolo? “,

“Ti interessa il torneo di freccette? ”

“Ola, muchachona, vieni alla lezione di merengue? ”

“Vabbè – dico tra me – facciamoli contenti”. Alzo gli occhi in direzione di quella voce maschile e mi trovo davanti una scultura d’ebano: muscoli ben disegnati, un paio di occhi profondi con delle ciglia lunghissime, una bocca deliziosa con denti bianchissimi e perfetti e, soprattutto, un culo spettacoloso!!! Ci presentiamo, parliamo un po’ e poi ci avviamo alla lezione, durante la quale non riesco a togliergli gli occhi di dosso. Durante il pomeriggio, poi, ogni scusa era buona per venirmi vicino. E ci mette pochissimo a passare dalle domande di tono più personale ai complimenti e ai successivi inviti a ballare, a fare una passeggiata lungo la spiaggia la sera… Più le sue dita accarezzavano le mie mani, più io cercavo di mantenermi calma ripetendomi che ero lì per rilassarmi e non per cercare avventure. E cercavo di farlo capire a lui dicendogli che non mi sembrava il caso, anche perché era troppo giovane per me (19 anni contro i miei quasi trenta! ). Sono stati tre giorni di continui assalti e non sa pevo più che fare. Finchè una sera due ragazze dell’animazione con cui avevo legato mi invitano a cena con loro in un ristorantino sulla spiaggia, dimenticandosi di dirmi però che ci sarebbe stato anche Lui. Mangiamo, beviamo, ci divertiamo un sacco. Ad un certo punto decido di tornare in albergo. “Non ti lasciamo tornare da sola.

Ti accompagna Lui al villaggio”. Non aspettava altro. Ci incamminiamo e gli inviti del giorno diventano più espliciti. Finchè ad un certo punto mi prende e mi bacia in mezzo alla strada. Le mie gambe diventano molli e mi dimentico del tutto dei miei buoni propositi. A fatica arrivo fino alla mia camera.

“Senti, se ti dò quello che vuoi, poi stai buono? ” Non faccio in tempo a finire la frase che già mi trovo distesa sul letto. Le sue mani abili mi spogliano in un secondo di quel poco che avevo addosso e inizia ad esplorare con la bocca ogni piega del mio corpo. Mi infila la lingua nella fica e inizia a divorarmi tanto che mi trattengo a malapena dal venire.

Riesco ad alzarmi e dopo averlo spogliato prendo in bocca il suo membro, grande e duro, e inizio a leccarglielo, dalle palle alla punta, sempre più voracemente, mentre con le mani stringo le sue natiche sode. Mi risbattè sul letto, mi gira sopra di Lui e, mentre mi infila il cazzo in bocca continua a leccarmi e a penetrarmi con le dita.

Completamente bagnata, il mio umore bagnava le mie cosce ed il suo viso. Ero al massimo dell’eccitazione quando Lui si gira ed inizia a penetrarmi con spinte che mi sconquassano tutto il corpo, portandomi ad urlare e a godere insieme a Lui. Si ferma, mi bacia e si avvia verso il bagno mentre io resto sul letto senza fiato. Il tempo di farsi una doccia ed ecco che torna verso di me con il membro di nuovo gonfio per l’eccitazione. Lo guardo, sorrido: vinta allargo le gambe e lo accolgo di nuovo dentro di me. Paura d i andare in vacanza da sole? Beh, giudicate voi.. FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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