Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Viaggi / Scritto da lei
copertina racconto erotico

Scritto da lei

Prima di partire per Cuba, l’atmosfera fra me e Andrea si era parecchio caricata di eros, cosicchè ogni occasione era buona per poter fare un po’ (poco) di esibizionismo.
Comunque, una settimana prima della vacanza fummo invitati da Carlo (l’amico di Andrea) a casa sua per un party serale. Eravamo in pochi 4 coppie; Carlo è una persona molto ricca, infatti vive con sua moglie in una magnifica villa con piscina posta proprio davanti al suo allevamento di mucche e cavalli.
Carlo aveva un trabiccolo “bigà” (sembrava una biga romana ma senza i cavalli perché elettrica) che utilizzava per girare nella sua azienda, ebbene questo coso era diventato l’attrazione della serata; lo provò Andrea ed a turno tutte le altre coppie, tranne me….
Io quella sera indossavo un abito piuttosto corto colore nero con la gonna tipo quelle che vanno di moda in questa stagione, ossia ampia e plissettata; e la parte sopra era allacciato intorno al collo con un buona scollatura davanti a forma di balza ed una profondissima scollatura sulla schiena che arrivava fin sotto i reni; inutile dire che non indossavo reggiseno e che indossavo un perizoma nero che spesso faceva capolino in fondo alla scollatura sulla schiena.
Passammo bene la serata, fra complimenti vari alle signore e discorsi fra uomini un po’ più seri.
Quando tutti stavano per andare a casa Camilla, una signora delle altre due coppie disse a voce alta;
“perché Sara non hai provato la bigà? ” io non sapendo cosa rispondere, perché la cosa non mi interessava e non volendo rischiare di offendere nessuno optai per una risposta evasiva:
“non l’ho provata perché non so usarla ed ho paura di fare qualche danno! ”
Fu in quel momento che Carlo disse ” se la rompi non ti preoccupare, se vuoi ti insegno io” così accettai.
Prima di fare il giretto, salutammo le altre due coppie che dovevano rientrare per recuperare i figli.
Salita sulla bigà Carlo prese posizione dietro di me e poggiando le sue mani sopra le mie mi aiutò a far partire il trabiccolo.
Facemmo un giro in villa poi vista la mia insicurezza ci dirigemmo verso le stalle… li i cortili sono ampi e senza intoppi in mezzo… così presi un po’ di sicurezza ed un po’ di velocità… cosicchè Carlo lasciò la presa sulle mie mani e si appoggiò sui miei fianchi…. prima sul vestito…. Poi piano piano le sentii scivolare sotto il vestito… ero in trance ero combattuta fra il ribellarmi ed il lasciarmi andare… decisi per la seconda ipotesi…le mani ora erano sul mio bacino sotto il vestito… il mio respiro si era fatto abbastanza pesante, sentivo le due mani muoversi. Una scendeva giù (là) l’altra saliva sulle tette. La sua voce mi guidava verso una stalla di cavalli singola, non capivo più nulla… mi diceva…
“bella puledrina, da quanto tempo sognavo di toccarti così, ora mi prendo tutto e tu non puoi ribellarti perché anche a te piace vero? ……” mentre mi diceva queste cose con la mano bassa mi stava già penetrando , mentre con l’altra mi aveva aperto il vestito e mi toccava il seno ormai scoperto… giungemmo in stalla c’era un bellissimo cavallo pezzato che ci guardava, mi fece scendere mi fece piegare in avanti facendomi aggrappare con le mani al box del cavallo e sollevatami la gonna sulla schiena….. con un sol colpo mi penetrò emisi un breve ma intenso urlo che spaventò il cavallo, poi a forza di pompare cominciai a godere anche ad alta voce, anche il baio se ne accorse che stavamo scopando e ci mostrò un arnese impressionante, infatti Carlo mi disse:
“piaci anche a lui dopo ….. te lo passo…. ” Scopammo per una buona mezzora, ci rotolammo sul fieno…… quante volte mi fece venire.
Al ritorno volle il perizoma come trofeo, quasi fossi una sua cavalla e prima di lasciarmi mi disse:
“la prossima volta mia bella puledrina sarà una cosa un po’ diversa!! ” chissà cosa voleva dire?
Andammo dopo poco a casa raccontai tutto ad Andrea ed anche lui mi disse che lo aveva capito e dato che la mogliettina di Carlo continuava ad istigarlo avevano scopato sul bordo della piscina.
Ci fermammo in macchina e concludemmo la serata con una sublime scopata.

CUBA

Ero ormai a circa metà della vacanza, e come promesso a mio marito durante la festa a casa di Carlo la biancheria intima che avevo messo in valigia era composta da solo solo 2 perizomi, ma quella sera su insistenza di Andrea indossai pantaloni a salopette senza nulla sotto, e per farlo ben vedere gli spacchi laterali erano lasciati sbottonati: non si vedeva traccia di elastico di perizoma. I pantaloni erano larghi, e sentivo una debole corrente d’aria passarvici in mezzo mentre mi muovevo. Mi si drizzarono i capezzoli, sotto una canotta di microfibra cortissima (arrivava appena sotto il seno). Mi sentivo proprio una bella fighetta, occhi verdi, tette con i capezzoli eretti che strusciavano sul davanti della salopette, appena separati dal tessuto leggerissimo della canotta. Ventre e cosina praticamente al vento: l’aria entrava dalla patta con i bottoni, e usciva dagli spacchi laterali aperti. Scarpe da ginnastica bianche …naturalmente nessun reggiseno.
Mi ero persino tagliata i peli della cosina cortissimi, pochi millimetri, in modo che, se nuda, si vedesse tutto. Le ascelle erano depilatissime, e la loro curva accompagnava lo sguardo verso la salopette e le tette.
Scesi in sala da pranzo così Andrea era al bar che mi aspettava in compagnia di Rocco un bellissimo animatore del villaggio nato nella nostra città. La prima cosa che fece Andrea dopo avermi salutato mi baciò davanti a Rocco infilando la sua mano sul fianco sotto la salopette. Rocco ci offrì da bere una specialità del posto: un rum (parecchio) mescolato con alcune gocce di succo di frutta, ero a stomaco vuoto e già quella bevanda fu una bomba per me. Pranzammo insieme, il mio bicchiere era sempre pieno.
Finita la cena, Rocco ci invitò ad una festa fuori dal villaggio sulla spiaggia organizzata da gente del posto con pura musica cubana dal vivo accettammo con piacere; fu allora che Andrea mi sussurrò:
“Perché non vai in bagno e ti togli anche la canotta? ” mi sentivo una maiala! Alzai lo sguardo e fissai Rocco che mi guardava con gli occhi incendiati, poi mi alzai e andai in bagno a togliermi la canotta. Tornai con addosso solo la salopette, i capezzoli eretti che strusciavano contro la stoffa, e gli spacchi laterali aperti lasciavano ben poco spazio all’immaginazione. Camminando tra i tavoli tornando al posto, mostravo la schiena liscia ed abbronzata, con la curva alla base che si raccordava con sedere, nuda perché coperta solo davanti dalla salopette.
“Non capisco perché io mi sono dovuta vestire così” dico sedendomi alla sedia più lontana dai due, quasi per estraniarmi dal loro giochetto, quasi per sembrare offesa.
In realtà questa situazione mi piace, pensai, non so perché ma mi sento inferiore a loro, ho il dubbio che Andrea mi abbia fatto vestire così a causa di qualche sua fantasia, magari inconscia.
Metto su il broncio e Andrea se ne accorge, fa come per dire qualcosa, per muoversi ma Rocco lo ferma, in questo momento è lui a condurre il gioco, e io sto solo a guardare.
Andrea, su suggerimento di Rocco, comincia ad accarezzarmi i fianchi sempre più in profondità, Rocco si sporge dalla poltrona per migliorare la visuale, in effetti sembra che sia parecchio eccitato, vorrei fare qualcosa anch’io ma non so…non so se posso…devo fare solo quello che mi verrà detto, trangugio un sorso di rum, i capezzoli sembra che esplodano e non posso fare niente, comincio quindi ad accarezzarmi il collo con il bicchiere freddo, poi scendo e comincio a appoggiarmelo su quella porzione di petto scoperto, il freddo del vetro mi fa sussultare, la sento che mi stimola, Andrea ordina: avviamoci alla festa tu Sara vieni tra noi, non potevo fare altro anche perché non mi reggevano bene le gambe.
Cosicchè ci avviammo… fino alla spiaggia fui presa sottobraccio dai due poi fuori, nella penombra Prima Rocco poi Andrea mi abbracciarono infilando le loro mani sotto la salopette. Sentivo la mano di Rocco che si faceva audace e già mi toccava un seno, mentre Andrea mi faceva domande stupide, tipo
“Ti piace? ”
Ed io: “Sì! ”
“Cosa ti piace? ”
Ed io:
“hem…tutto! ”
“Sara, sei una troia! “, disse Andrea con voce roca. In quel momento ebbi un sussulto: Rocco era sceso con la mano fino alla cosina passando da dietro. Cominciai a muoverla su è giù, aiutando nel movimento delle dita di Rocco, e dissi:
“Sì, sono una vacca, mi piace farti vedere come sono… ti piace la mia figa, rasata? ”
a quel punto Andrea mi fece cadere la salopette slacciando gli spallini, ero completamente nuda, mi spinse su una barca capovolta tirata sulla sabbia facendomi inarcare la schiena e cominciò a scoparmi. Rocco preso di sorpresa si fermò per qualche minuto a guardarci poi quando stavo per venire battè la mano sulle spalle ad Andrea ed in un mini secondo prese il suo posto. Aveva un cazzone enorme, al pensiero mi stò bagnando ancora. Mio marito mi mise in bocca il suo ……. insomma fui scopata da due uomini contemporaneamente, venni tre volte gli uomini all’unisono mi spruzzarono il loro seme sulla pancia.
Che bella vacanza. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

Festa di compleanno

Le brevi vacanze trascorse dagli zii avevano sconvolto la mia semplice vita di adolescente solitario. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.