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Una gita da ricordare

Questa storia mi è successa negli anni ’80, quando ero ancora sposato con la mia prima moglie (eravamo entrambi poco più che ventenni), ma mi eccita ancora tremendamente ogni volta che ci ripenso.
Un giorno stavamo viaggiando con suo padre e sua madre verso la Sicilia. Loro stavano davanti, con mio suocero al volante. Io e mia moglie eravamo comodamente seduti sul sedile dietro.
Daniela stava distesa sulle mie gambe, cercando di usare a mò di cuscino la mia giacca, mentre io mi godevo il panorama della costa calabra e chiacchieravo del più e del meno con i miei suoceri.
Ad un certo punto, abbassando lo sguardo verso mia moglie, mi parve di intravedere un suo sorriso malizioso, ma non ci feci molto caso, anche perché ero già piuttosto stanco per il lungo viaggio.
Mentre viaggiavamo lungo l’autostrada ridendo e scherzando, ad un tratto sentii una mano appoggiarsi sul mio bacino.
Quasi saltai dalla sorpresa, ma riuscii a comunque a rimanere calmo.
La guardai e lei mi sorrise divertita e seguitando a parlare con la madre della bellezza della giornata estiva.
Dopo qualche istante, cominciò a massaggiarmi delicatamente ma con decisione la zona da sopra i pantaloni.
Ero un po’ nervoso, ma sentivo l’uccello crescermi nei pantaloni, e lo sentiva anche Daniela.
Sapeva che io adoravo le sue seghe, e a lei piaceva moltissimo farmele, anche in luoghi non esattamente appropriati, perché il rischio la faceva bagnare in modo incredibile.
Daniela si fece più intraprendente e, simulando un colpo di tosse, abbassò la lampo dei miei pantaloni, infilando la sua diabolica manina dentro.
Dopo avermi slacciato la cintura e accarezzato attraverso gli slip il glande gonfio, il mio imbarazzo stava crescendo e le sussurrai che quelli lì davanti a noi erano i suoi genitori, un carabiniere in pensione e una impiegata alle Poste, accidenti!
Lei mi sorrise maliziosamente e per tutta risposta sganciò i bottoni dei miei boxer lasciando scattare il mio cazzo fuori dai pantaloni.
Daniela stava usando la mia giacca come barriera, ma la sua mano sotto era scatenata: me lo stava menando a gran ritmo, stringendomi la base dell’uccello ogni tanto per farmelo intostare ancora di più.
Cominciavo ad avere delle difficoltà a seguire il discorso con i miei suoceri, che fortunatamente cominciarono a discutere fra loro sull’opportunità di fermarsi presso un loro conoscente.
Questo mi diede l’occasione di eclissarmi per un po’ dalla conversazione.
Cercai così di tirar via la mano di Daniela, ma lei si eccitò ancora di più e riprese subito in mano il mio cazzo, ormai paonazzo, con la decisa intenzione di darmi il tocco di grazia.
I suoi movimenti divennero sempre più veloci, fino a quando decise che era il momento per i fuochi d’artificio.
Stringendo forte il mio cazzo, fece scorrere la mano fino alla base dell’asta, tirando la pelle al limite estremo, liberando così dal mio glande congestionato una quantità di schizzi di sperma che mi parvero non finire mai e che si versarono dentro la mia giacca.
Ricominciando a scherzare con la madre, mia moglie mi nettò per bene l’uccello, rimettendomelo poi nei calzoni che erano miracolosamente rimasti puliti. Io mi addormentai quasi subito.
La mia giacca, stranamente, non ricomparve più durante tutto il resto del viaggio! FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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