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La Candela Indiana

Nella notte, solitaria, guardavo il mio gatto fare le fuse in fondo al letto.. faceva caldo e sentivo appiccicarsi il leggero tessuto della camiciola da notte sulla pelle.. con le dita del piede accarezzavo la schiena morbida e pelosa.. in tv non davano nulla di speciale così la spensi e rimasi tranquilla per un poco nell’ombra appena velata della stanza a pensare a me stessa, ai miei 22 anni, ai miei sogni.
Improvvisamente un insano desiderio di sesso mi prese così come prende la fame o la sete.. mi sdraiai a pancia in su sempre accarezzando il folto pelo del mio amico domestico e sollevando la camiciola scoprii le cosce vellutate e dorate e poi, più su, le labbra morbide del mio sesso già pulsanti e accese, calde e bagnate.. abbassai le spalline per tormentarmi i seni dolcemente, tirandone le morbide e turgide punte sensibili sin quasi a farmi male.. massaggia il ventre e arrivata nell’incavo del piacere ci tuffai dentro le dita con impazienza e forza, indifferente alla resistenza della mia vulva.. almeno inizialmente perché poi cominciò a bagnarsi riempiendomi le dita di quel viscoso miele.. le portai alla bocca e le succhia così come pensavo potesse farlo un’attrice davanti ad una telecamera.
Una frenesia mi colse d’impulso.. scesi dal letto e mi spoglia del tutto, poi tirai via dal suo supporto la candela indiana che avevo comprato pochi giorni prima.. era tutta colorata e non avendola ancora usata aveva ancora tutti i suoi arabeschi per tutta la circolarità.. l’avevo trovata così bella ma non pensavo sarebbe potuta davvero risultare così affascinante.. sembra un fallo ben disegnato di discrete proporzioni, eccitato e selvaggio, le cui vene rialzate dimostravano il desiderio di me.
Sdraiatami di nuovo sul letto aprii le cosce e lascia che l’attesa diventasse insostenibile mentre piano bagnavo la punta tondeggiante e più piccola del resto della candela appena all’entrata palpitante della mia figa.
Il gatto continuava a fare le fusa mentre gli arricciavo le dita dei piedi sul pelo e gemevo piano sentendo la candela entrarmi dentro, aprirmi e separare le mie labbra sempre di più, ancora e ancora.. era grande e lunga, piacevolissima da sentire dentro.. continuavo a ripetermi nella mente “.. dai, così.. entra ancora.. mi piace da matti sentirti dentro di me.. spaccami ti prego.. “e poi ancora, con parole più sporche perché mi facevano sentire più eccitante, più porca “.. dai.. senti come ti voglio.. sono una porca, sfondami.. ti vorrei anche nel culo se potessi, mi piace, ancoraaaa.. “e su quelle parole solo pensate venni una prima volta scacciando il gatto dal letto con una leggera pedata, gemendo mentre tentavo di tenermi dentro la candela e nello stesso tempo massaggiarmi il ventre per sentirlo di più, più a fondo, salirmi dentro e farmi perdere la testa.. appena sentii scemare il piacere mi misi a 4 zampe sul letto, il gatto offeso era sulla sedia acciambellato.. leccai la candela sentendo il mio sapore poi appoggiandomi alla spalliera con una mano mi aprii le natiche e dolcemente forzai il buchettino ad aprirsi sino a sentirmi aperta e trepidante mentre sentivo la candela con i suoi rilievi entrare poco alla volta, dapprima forzata ma poi con facile docilità.. comincia a spingere piano, la posizione non mi era familiare e la trovavo anche un po’ scomoda.. ma trovato il ritmo comincia di nuovo a sentire il piacere salire.. un piacere di tutt’altro tipo, più erotico e raffinato.. sentivo il culetto succhiare la candela come se fosse stato creato apposta per lasciar scivolare quel compatto ammasso di cera.. poi la lasciai lì, nel mio culetto alzato e teso, trattenendola.. comincia a toccarmi il clitoride con forza, quasi con violenza, tirandolo.. provai quasi a mungerlo, pizzicandolo velocemente ma con determinazione.. sentivo di nuovo il piacere salire, riempirmi tutta.. volevo godere, lo volevo intensamente eppure rimandavo per godere ancora, più intensamente.. poi con forza pizzicai il clitoride, stringendolo tra pollice e indice, lo tirai e strinsi il culo per sentire la candela dentro tremare.. mi accascia sul letto, la candela lentamente scivolò fuori e rotolò sul pavimento lasciandosi dietro un profumo intenso di me.. il gatto sentendo un rumore aprì pigramente gli occhioni gialli, mi guardò, sembrò sorridermi.. io gli sorrisi a mia volta e mi lasciai sopraffare dal sonno. FINE

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