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Fino alla perdizione

Ero veramente troppo impegnata, sempre presa dai problemi della famiglia, mio marito, i figli, la scuola e il lavoro, mi impegnavano al punto da non trovare tempo per me…. ma avevo fermamente deciso di dedicare un po’ di cura anche al mio fisico, quindi mi iscrissi e presi a frequentare assiduamente quella palestra….. Una sera, dopo gli esercizi soliti, stanca e sudata, mi avviai alle docce, e mentre passavo davanti a quelle degli uomini, sentii l’acqua scorrere…. non so perché, lanciai uno sguardo attraverso la porta…. quello che vidi mi sconvolse…. un uomo, 40/50enne, muscoloso e peloso, sotto il getto della doccia, aveva tra le gambe un enorme pene scuro……. rimasi inebetita a fissarlo, fino a quando lui si voltò… mi vide, e sorridendo, scese con la mano ad insaponarsi proprio lì……. Scappai letteralmente via, arrossendo come una bambina scoperta a rubare la marmellata…. non osai più tornare alla palestra e persi il sonno…. quella visione infernale aveva mandato in tilt ogni mia idea di donna perbene… Ma il tempo passa e….. Qualche tempo dopo, una sera di pioggia, rincasavo dal supermercato, quando, ferma al semaforo, mi si affiancò una Mercedes ed il guidatore mi fece cenno di abbassare il finestrino, poi mi apostrofò rudemente:

“Hai da accendere la sigaretta? ” Io, indispettita dal modo volgare, stavo per rispondere bruscamente di no, ma guardandolo nella poca luce della sera, riconobbi il suo viso, l’aria beffarda che avevo già visto…. era lui, l’uomo della palestra….. Capii che mi aveva seguita apposta… senza attendere la mia risposta, lo sconosciuto fece cenno di seguirlo e fermò la macchina un po’ più in là. Io mi affiancai e lui, dal finestrino mi gridò di scendere e raggiungerlo…

“Accidenti! Con quella pioggia dovevo pure obbedirgli? ” Incredibilmente però non dissi nulla, ed entrai, sedendomi al suo fianco, senza pensare al pericolo che correvo con quell’uomo misterioso…

“Cercavi me, forse? ” esclamò con voce roca……… credo di essere ancora arrossita, e lui, senza chiedere se mi andasse, avviò l’auto, dicendo che era meglio andare in un posto più tranquillo…. Un turbine di pensieri si accavallavano nella mia mente…

“Sei pazza! Scendi subito! ” pensavo, mentre lui imboccava una stradina nel bosco… poi mi chiese a bruciapelo se avessi voglia di sesso… io volevo scappare, pensavo al mio mondo familiare, dorato e rassicurante, cercavo di rimettere in funzione il cervello, ma non so perchè mi limitai a tacere… lui non aspettava altro, si sedette sul sedile posteriore, e poi mi chiese brusco di sedermi accanto a sé…… mi attirò più vicino, e rapido, aprì con una mano il giaccone, la camicia e si sbottonò i pantaloni, quindi afferrò la mia mano, posandola sul suo petto nudo… era peloso, senza un filo di grasso… e incredibilmente io cominciavo a sciogliermi….. stupita di me stessa, lo accarezzai sul torace, sfiorando lievemente i capezzoli… quindi abbassai la mano sul ventre, tra i peli ricci del pube… fino poi a sfiorargli il cazzo… proprio lui, quel bestione grosso e lungo che mi aveva tolto il sonno… mi spinsi fino ai testicoli, che erano grossi e pieni……….. le mie dita strusciavano lentamente….. per poi stringersi attorno alla sua asta, durissima e calda…. iniziai a masturbare quello sconosciuto, schiava della perversione che mi attanagliava, scorrendo piano il pene turgido… Lo sentivo mugolare soddisfatto, poi, all’improvviso, sentii la sua mano sopra la testa che mi spingeva verso il basso, forzando il viso sulla sua pancia…. era una cosa che non mi era mai piaciuta, nemmeno con mio marito, volevo protestare, lui mi trattava come una schiava, ma aveva un tono che non ammetteva repliche, avevo paura di lui ed ero succube allo stesso tempo…. le mie labbra si posarono sul suo petto muscoloso… la pelle sapeva di maschio e quell’odore acre ebbe il potere di sconvolgermi ancora di più…. i suoi addominali erano scolpiti e sodi….. la mia femminilità gridava….. lui dopo pochi minuti si inarcò e abbassati del tutto i pantaloni, spinse la mia testa contro il suo pene… devo aver avuto una esitazione, perché lui si mise a gridare:

“Muoviti, stronza, e succhia sto cazzo! ” Mio malgrado aprii la bocca e posai le labbra su quella cappella grossa e calda… la mia bocca si aprì lentamente, lasciandosi penetrare a poco a poco…. potevo sentire la mia lingua che titillava il glande….. scorrendolo con voluttà….. oramai ero una vera puttana, pensavo, ma non potevo più fermarmi…. ingoiai il grosso cazzo, succhiando, mentre la mia mano continuava a scorrerlo, su e giù… poi docilmente mi spostai a leccare le grosse palle gonfie, ma lui mi riprese, ricacciandomi il suo uccello in bocca…

“Brava troia… fammi godere….. ” e intanto dava dei colpi di reni, scopandomi in bocca….. Ed io non potei impedire che lo facesse, schiava di quella insana passione…

“Adesso ti chiavo… schifosa… ” ed io, pazza di lui… non attendevo altro…… giunsi fino alla mia totale perdizione….. FINE

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