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Il club DOMINA

Il club era stato ideato da una comitiva di donne che avevano in comune la pratica sessuale della dominazione del maschio. Le donne che ne facevano parte appartenevano a due distinte classi: le vere dominatrici (vere e proprie sadiche già pratiche) le curiose e/o provette dominatrici che erano donne che si avvicinavano per la prima volta a tale pratica sessuale. Sicuramente tutte le donne che andavano al club ci andavano per lo stesso scopo: sottomettere un maschio.
Spesso, quando anche il proprio partner era consensiente, venivano organizzate feste con coppie formate da una dominatrice ed uno schiavo, in tal caso i poveri mariti o fidanzati subivano una vera e proprio iniziazione; a tali feste partecipavano vere professioniste della dominazione e gli uomini venivano addestrati a dovere.
Normalmente la serata si organizzava in modo da far eseguire uno spogliarello ad un professionista e poi si passava a varie pratiche di torture dei malcapitati poveretti che, inizialmente divertiti, avevano accettato l’invito.
Il locale era un vero paradiso delle donne. I camerieri, tutti bellissimi uomini, erano vestiti solo con uno slip (che spesso veniva strappato subito da qualche donna brilla) ed una cravattiva a farfalla. I camerieri erano addestrati per soddisfarre qualunque richiesta delle ospiti, anche le più strane. Al piano superiore c’erano varie stanze attrezzate anche con strumenti hard (catene, pinzette, fruste). In effetti non tutte le donne prediligevano l’hard, molte di esse volevano solamente avere un uomo a totale disposizione, farci sesso e magari maltrattarlo un po’.
Quella sera Anna disse ad Antonio, che aveva conosciuto da poco a casa di amici, “andiamo in un localino dove possiamo divertirci un poco? “. Tale richiesta fu fatta con un sorriso ironico mentre accavallava le gambe ed aspirava una boccata di fumo. Antonio, pur non capendo a quale locale lei si potesse riferire, guardando la grande disponibilità di anna, le sue splendide gambe, il seno prepotente che voleva scoppiare fuori dalla camicetta, rispose di si ed andarono.
Già all’ingresso Antonio vide un ambiente strano: alla porta aveva aperto un uomo seminudo che salutò Anna “Buonasera, signora” inchinandosi quasi fino a toccarle le scarpe, poi sentiva, camminando in un corridoio, grandi risate di donne ed urla strozzate di uomini. “Molto strano”, pensò. Non riuscì a terminare il pensiero che Anna lo invitò a sedersi ad un tavolo. La sala era semibuia, riusciva a vedere molte donne sedute e quasi nessun uomo. Il fumo delle sigarette ricopriva quasi tutte le loro teste. Ad un certo punto un uomo si presentò al centro della sala ed iniziò a spogliarsi mentre una musica partì. Tutte le donne in sala inveivano contro lo spogliarellista con frasi oscene e sembravano divertirsi molto. Anna, nel mentre, mise mano alla patta dei suoi pantaloni e ne estrasse il membro eretto iniziandolo a masturbare. Antonio rimase sconcertato, non sapeva cosa fare. Ad un certo punto Anna si alzò, lo prese per mano e, sempre con il membro eretto, lo condusse fuori dalla sala. Nel percorso che fece alcune donne allungarono le manu sul suo membro e, qualcuna, gli fece pure male. Arrivati fuori Anna lo spinse all’interno di uno stanzino tapezzato con velluto rosa e lo invitò a svestirsi mentre lei si sedette su di una poltroncina a guardarlo. Antonio entrò nella parte ed iniziò a spogliarsi come un vero professionista. Anna si divertiva molto. Quando antonio fu nudo lei si distese sulla poltroncina e gli ordinò: “vai giù, striscia fino a me, verme” lui eseguì. Quando le fu vicino lei gli mise un piede sulla testa schiacciandola sul pavimento dicendo “Ora sei in mio potere, sei il mio schiavo, leccami le scarpe! ” Lui con grande malincuore eseguì. Nel mentre sentì dei rumori, erano altre donne entrate nello stanzino, tutte divertite. “Alzati” disse Anna. Antonio si alzò e tutte presero a toccarlo ed a graffiarlo, sentì pure qualcuna che gli mise un dito nel culo e nell’orecchio gli disse: “se ti acchiappo io giuro che ti inserisco quì una banana e te la lascio dentro per tutta la serata”. Era iniziato un gioco e lui non poteva immaginarsi il finale. Se lo giocarono a dadi.
Anna lo perse e fu dato ad Elvira che lo afferrò subito per il membro e lo spinse su una specie di lettino. Subito fu legato. Lei gli salì sopra e prese a montarlo. Nel frattempo un’altra donna, che si era tolta il reggiseno, gli diede i seni da leccare. “Da oggi sarai il nostro divertimento” disse Anna ridendo. Antonio godeva molto, ma non immaginava cosa sarebbe successo nel futuro. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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