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Lei (racconto lesbo)

Erano tre anni che eravamo in classe insieme ma da poco ci frequentavamo assiduamente. Da un pò di tempo qualcosa di strano mi accadeva, se ne era accorta anche mia sorella che era in classe con me. Per noi ragazze è una cosa normale andare insieme al bagno, ma io sono sempre stata restia a farlo, non lo facevo nemmeno con mia sorella, ma quando era lei a chiedermelo io correvo subito. Era diventato normale andare in bagno insieme, quello che era meno normale era la mia eccitazione nel vederla nuda e accovacciata sulla fredda ceramica scheggiata del bagno della nostra scuola. Vederla urinare mi mandava in estasi, il profumo della sua pipì era inebriante, il tintinnio delle goccie finali mi faceva godere. Mi chiedevo spesso se anche io le procuravo lo stesso effetto. Tuttavia non avevo mai osato chiederle nulla e mi ero limitata solo a sguardi che spesso mi strozzavano le parole in gola e credo che Lei qualche volta se ne sia accorta.

Un giorno durante l’intervallo, come al solito ci recammo al bagno insieme, quella volta, con mia grande sorpresa, vidi la sua fessa tutta depilata e bianca come quella delle bambine appena incipriate. Non so che faccia feci quando la vidi, ma lei se ne accorse e mi disse:

“Ti piace? Devi farlo anche tu così quando ti masturberai proverai un gran piacere a spalmarti tutto sulla calvizia, perchè tu ti masturbi spesso vero?”

Quella domanda mi colse alquanto impreparata io mi ero masturbata una sola volta con mia sorella mentre guardavamo un film porno dove un negro apriva letteralmente una ragazza e la scopava come un mandrillo arrapato.

Le risposi un pò stizzita:

“Si cosa credi che io non sia una donna”

Lei disse:

“Sarà! mi sembra che godi poco, infatti ogni volta che vieni in bagno con me mi guardi la fessa come se non ne avessi mai vista un’altra oltre la tua.”

Non aveva tutti i torti oltre a quella di mia sorella e quella della ragazza che si faceva scopare dal nero la sua era la prima.

Dopo quel giorno diradammo gli incontri nel bagno, a dire il vero fui io.

Ero imbarazzata e ogni volta inventavo le scuse più stupide.

Fin quando un giorno…

C’era stato uno sciopero a scuola e io, Lei, mia sorella e Mary (un’altra compagna di classe) andammo a casa sua. Lei cacciò dall’armadietto un filmino porno, i suoi erano a lavoro e non sarebbero rincasati prima delle 14. Avevamo per noi quasi 5 ore. Mia sorella e Mary si sedettero sul divano dinanzi alla Tv a vedere il filmino si erano già sfilate le calze per poter poi sfogare. Io e lei eravamo rimaste vestite, ad un tratto lei disse:

“Mi sono rotta sto’ film l’ho già visto almeno 5 volte vado in bagno mi accompagni?”

Non potevo rifiutare stavolta; entrammo in bagno e lei si sfilò la gonna abbasso i collant ed iniziò i suoi bisogni. Io cercavo di non guardare, facevo l’indifferente e mi specchiavo, ma quando la sentii gemere….

Avevo capito che stava cagando! era la prima volta che me la faceva davanti, fui pervasa da un’onda di calore che subito mi dilatò la fessa e mi indurì i capezzoli.

Tutto ad un tratto lei disse:

“Credi che non abbia capito che ti piace vedermi nuda mentre faccio i miei bisognini quotidiani?

Ti si legge in faccia io, modestamente so leggere nelle facce, tu invece no. Non capisci un bel niente non hai capito che a me piace farlo davanti a te.”

Feci un sorrisetto che tradì tutto il mio imbarazzo e il mio nervosismo, lei mi disse di spogliarmi mentre con la carta igienica si ripuliva.

Io rimasi immobile volevo fuggire, ma sentivo le voci di mia sorella e di Mary che si abbassavano sempre più avevo capito che si stavano baciando o, forse, facevano altro. Sarei morta di vergogna se fossi fuggita e le avessi trovate a fare… si cazzo! l’amore.

Mentre pensavo Lei mi disse di non fare la bambina e che mi sarebbe piaciuto. Iniziai a spogliarmi in modo molto impacciato lei si avvicinò e mi sfilò
le calze con i denti poi mi strappò via gli slip ed incominciò a baciare la mia pelosità. Leccava avidamente i miei peli io avevo un pò paura. Iniziò a leccarmi le dita dei piedi e io inizia a sciogliermi, mentre leccava ad un tratto incominciò a ridere e disse:

“Le senti quelle due come godono? E pensare che le ho iniziate io ora vedi come vanno bene, sai all’inizio erano anche più impacciate di te.

Io a quel punto iniziai a ridere:

“Lo sapevo che mia sorella non era normale tutte quelle e-mail tutto quel tempo in bagno con Mary, ma non credevo.”

Lei mi disse che ora dovevo concentrarmi su di lei e mi ordinò di sdraiarmi a terra con il ventre sul pavimento, non era per niente facile stare in quella posizione perchè le mie enormi tette mi ostacolavano non poco. Incominciò ad accarezzarmi i capelli e poi la schiena rilassandomi, poi prese della crema per il corpo ed incominciò a spalmarla per la schiena. Arrivata al culo iniziò a modellarne le forme come avrebbe fatto un artista con l’argilla, non vedevo la sua faccia, ma credo fosse eccitata lo sentivo dal suo ansimante respiro. Iniziò a spalmare la crema lungo il solco fermandosi accuratamente intorno al buchino e massaggiandolo delicatamente all’improvviso le carezze terminarono e fu allora che sentii un oggetto di plastica dura e fredda lambirmi il sedere. Lei mi allargò dolcemente le cosce e iniziò a penetrarmi l’inesperto buchino piano piano. Sentivo una sensazione di dolore e di godimento difficile da spiegare mi sentivo aprire.

La penetrazione si faceva più veloce man mano che il buchino si abituava. Non me ne ero accorta ma stavo iniziando ad urlare di piacere e di dolore sentivo che mia sorella e Mary si erano ammutolite e all’improvviso erano scoppiate in una risata fragorosa, certamente mi avevano sentito, ma non me ne importò più di tanto. Lei allora disse:

“Ora voglio godere anch’io.”

Le risposi che forse non ero all’altezza lei mi disse di non preoccuparmi che mi avrebbe guidato lei.

Mi disse di iniziare a leccarle le tette io presi in bocca il suo capezzolo e lo leccavo sentivo che si induriva aveva davvero un capezzolo di marmo, incominciai a morderlo e lei gemette di piacere mi sentii rinfrancata e presi l’iniziativa.

Cominciai a strofinare le mie tettone sulla sua fessa dove i peli erano da poco rispuntati, poi passai a massaggiargliela con i piedi e le leccai l’interno coscia. Affondai la lingua nella sua fessa vogliosa e fui incantata dal sapore della sborra, era ottima! Le leccai il clitoride con troppa violenza tanto che lei saltò, ma mi invitò a continuare schiacciandomi la testa contro l’organo del desiderio. Leccavo e succhiavo ero stupita di riuscirci la cosa che più mi stupiva era che mi piaceva. La girai ed iniziai a leccarle il culo mentre lei si penetrava con la spazzola di prima.
Improvvisamente ebbi voglia di sputarle nel culo e lo feci iniziai a leccare la mia saliva mista al suo sapore. Alzai la faccia e vidi con mia grande sorpresa che mia sorella era li con Mary, proprio non le avevo sentite entrare. Mia sorella era inginocchiata e leccava la fessa di Mary che grondava.
Mary mi disse:

“Finalmente lo hai capito che sei lesbica godi dai! Adoro la tua famiglia siete stupende”

Sentendo queste parole mia sorella scoppiò a ridere e mi strizzò l’occhio, mi sentivo fiera di quello che facevamo.

Lei invece era come assente, non parlava godeva e si toccava. Ebbi l’idea di iniziare un’orgia lesbo da paura ci leccavamo a vicenda e mentre ci baciavamo iniziammo a ridere io scoppiai e non riuscii più a trattenere la pipì iniziai a farla mia sorella si gettò sotto la mia fessa e incominciò a bere, altrettanto fece Mary con Lei che aveva iniziato a fare pipì. Mia sorella si alzò con la faccia tutta umida e cominciò a baciarmi. La vista delle due sorelle lesbiche eccitò le altre due che iniziarono a masturbarsi a vicenda. Sentii naturale il bisogno di leccare mia sorella sulla fessa e volevo bere il suo sperma “familiare”. Inizia a leccarla mentre lei faceva altrettanto volle penetrarmi con la spazzola e glielo concessi, anche se il culo mi bruciava. Mia sorella venne copiosamente e lasciò la sua sborra sul mio naso, Mary allora in un impeto di goduria iniziò a leccare il mio naso mentre io leccavo la sua lingua che passava avidamente. Eravamo venute tutte e tre abbondantemente,mancava solo Lei che disse:

“Ora concentratevi su di me.”

Io mi sdraiai a terra Lei mi mise il culo in faccia e cominciai a leccarle il buco penetrandolo con la lingua, mia sorella le iniziò a leccare la fessa umida e Mary le leccava i capezzoli mettendogli allo stesso tempo la spazzola piena di umori in bocca. Pulita la spazzola da ogni sapore lei disse:

“Datemi una fessa da leccare”

Io risposi:

“Sono finite cara mia arrangiati o la bocca o la fessa”

Lei mi rispose di non essere così drastica nelle decisioni e disse a mia sorella di darle la sua fessa e di scoparla con il fon. Dopo pochi colpi di fon lei venne e la sua sborra mi inondò la faccia io lanciai uno strilletto perchè non me lo aspettavo. Le altre mi videro così e iniziarono a leccarmi la faccia iniziò una leccata generale che ci fece di nuovo godere. Alla fine di questa fantastica orgia fummo costrette a rivestirci in fretta perchè di li a poco sarebbero tornati i genitori de lei. Riuscimmo a vestirci e tutto era in ordine quando entrarono i suoi. La mamma era accompagnata da una negretta bellissima. Capelli corti ingelatinati, minigonna calze autoreggenti che spuntavano da sotto la gonna un bel tacco 100 e un top bianco che faceva risaltare la sua carnagione e il suo seno abbondantemente sopra la IV misura.

Dissi a Lei:

“Stupenda la segretaria di tua madre non sarà una di noi?

Lei iniziò a ridere e disse:

“Ti è bastata una sola scopata con me e già riconosci le nostre.”

Io allora le chiesi:

“Come lo sai hai scopato con lei?”

Lei mi disse:

“No, ma l’ho vista in azione.”

Stavo per domandarle con chi quando mi bloccai e dissi:

“Che stupida è ovvio sta con tua madre, e ora che ci penso anche la tua cara mammina sembra una di noi”

Mi sfiorò una domanda assurda titubai un pò e la feci:

“Hai mai leccato tua madre?”

Lei disse:

“Che domanda stupida è lei la mia maestra”

Poi è la nostra la famiglia da amare, ah! se lo sapesse Mary.

FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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