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Sessantanove

Mi chiamo Piero ho 20 anni frequento il secondo anno di università, in una grande città e lontano da casa mia. I miei genitori se la passano bene e non mi fanno mancare niente, ma vogliono dei risultati. Viviamo in paesetto del centro Italia un po’ in collina e la nostra casa una bi-famigliare con terrazzo all’attico risulta la più alta del comprensorio. I nostri vicini sono anche i nostri parenti, in quando fratello di mio padre. Quest’anno non avendo lezioni importanti per il prossimo esame, anticipai le vacanze. Infatti a metà giugno già mi trovavo a casa, ad essere accudito da mia madre, una bella donna rimasta ancora giovane e giovanile nonostante i suoi 45 anni. In più aveva messo su qualche chilo che non gli stava male soprattutto sul seno bello e abbondante come piace a me poi sul sedere tondo e provocante, tanto che a volte è stato oggetto delle mie fantasie. Mia zia 45enne anche nostra vicina stesso personale ed amica intima di mamma, veniva spesso a trovarci quasi tutti i primi pomeriggi e insieme a mamma andavano a prendere il sole sul terrazzo. La cosa era del tutto normale fino a che un giorno mentre loro erano in seduta arriva una telefonata di mio padre, rispondo io ma voleva parlare con mamma allora gli dissi di aspettare che andavo chiamarla. Vado nella mansarda poi cerco di accedere in terrazzo dall’unica porta tutta in legno. Cercai di essere educato e la chiamai:
—Mamma……! …ti vogliono al telefono.
Sto per aprire la porta ma non riesco, c’è qualcosa dall’altra parte che la tiene, ma cede un po’. Allora sento la voce preoccupata di mamma :
— Un attimo….. !! aspetta un attimo…!!
Io incosciente spingo ancora perché non capisco il motivo per cui subisco la resistenza e cede ancora un po’. Mamma sempre più preoccupata a voce alta :
— Ho capito…si.. si.. aspetta un attimo …!!
L’ultimo colpo e quasi si sta per aprire, ma arriva lei abbastanza infastidita sposta un vaso pieno di terra e mi fà:
— Un attimo solo…. cazzo…!! …casca il mondo….? .. non ti puoi aspettare…. ?
Si presenta con il costume da bagno messo al rovescio tenendo la porta per paura che l’apra tutta, un po’ scapigliata e con il viso bagnato all’altezza della bocca. Io riuscì a dire solo una parola :
— Baa. aa.. bboo..
— Babbo… cosa.. ?
Ritornai in me e gli spiegai:
— C’è babbo al telefono, vuole parlare con te.
— Dille che adesso lo raggiungo.
— Ok. !
Nel girarmi per andarmene, riuscii a sbirciare tra il muro e il bordo della porta incardinata e notai che la zia era stesa sullo sdraio coperta con un asciugamano. Ritornai nella mia camera e meditai. Sicuramente stavano prendendo il sole nude. Cazzo pensai tra me e me. Immaginai subito la scena di mamma e mia zia nude. Il sangue mi salì alla testa e pensai subito “cazzo che bellezza” voglio spiarle, come posso fare? Non c’è problema, di sopra c’è un bagnetto con la finestra alta da li posso spiarle. Faccio tutto con il massimo silenzio entro dentro il bagno della mansarda e noto che la finestra ha la tapparella tutta abbassata. Cazzo che sfiga. Sto per andarmene, poi ci ripenso voglio aprire almeno la finestra per sentire cosa dicono sono a pochi metri da loro. Salgo sopra un seggiola ed apro la finestra. Mi sistemo con l’orecchio più vicino possibile e non sento niente. Poi ad un tratto, un respiro profondo seguito da un lamento. La testa mi stava per scoppiare sentivo le tempie pulsare come il cuore. I lamenti si facevano sempre più pesanti fino a che la voce soffocante di mia zia:
— Siii…! . siii…! …… haaaa…. ! …. haa…! ……. sssiiiii……! …. Cheee… belloooo…!! … ssiiii…. !
Poi la voce di mia madre:
— Adesso siamo pari ……porcona.. !
La mia conoscenza riguardo al sesso, mi diceva che mia madre stava facendo godere mia zia, e prima mia zia aveva fatto godere la mamma. Il risultato fu che mi ritrovai un cazzo durissimo sotto i pantaloni, e l’unica cosa era sfogarsi. Il materiale a cui fantasticare non mancava. Mi feci una sega madornale sognando di incularmi la mamma mentre faceva un sessantanove con la zia, ma la cosa curiosa fu che dopo dieci minuti ripensando al tutto mi eccitavo di nuovo come se non mi fossi masturbato. Dovevo escogitare qualcosa volevo spiarle ed il giorno dopo, pochi minuti prima che arrivasse la zia io andai sulla mansarda e aprì un po’ la tapparella, tanto da poter avere una buona visione. Filava tutto liscio io andai in camera ed appena senti le due signore che salivano le scale della mansarda, mi sfregai le mani. Solo nel sentire i loro passi mi ribolliva il sangue ed il mio cazzo cresceva a vista d’occhio. Feci passare dieci minuti e poi mi avviai alla postazione, ma quando andai per salire sulla sedia, mi accorsi che la mamma aveva chiuso la tapparella. Tentai di aprirla ma feci solo rumore. Loro stavano troppo vicine, allora non mi restava che ascoltare. Parlavano sottovoce, riuscii a sentire solo poche cose, poi capi che si stavano spalmando la crema, dopo un po’ il silenzio poi aspettai ancora dieci minuti e stavo per andarmene, quando senti dei sospiri, sempre più profondi, incominciai masturbarmi. Le immaginando in posizione sessantanove, stavo quasi per sborrare ma lo prolungai ancora un po’ fino a quando udii la voce di mia madre :
— Ssiiii….. !! nel culoooo…. !!! …. ssssiiiiii….. ! . lo voglio nel culooo…!
Mi immaginai mamma alla pecorina e sotto mia zia che le leccava la fica mettendogli un dito nel culo. Non potevo resistere a tanto. Avevo la cappella che stava per scoppiare, e sborrai schizzando sperma dappertutto. Trenta secondi dopo la mamma godeva e mi scandalizzò perché durante l’orgasmo la zia la insultava invece lei le apostrofò:
— Siii…. ! …vveennggooooo…. ! vveeennggooooo……. !!!! sssiii…! .. amore mio…! . ssiii.. !
In quel momento ebbi la lucidità di fare una riflessione anche fuori luogo. Mi colpii il fatto che mamma disse alla zia “amore mio”. Si amano anche tra donne e fu una scoperta, come quella che la mamma si era innamorata della zia. In quel frangente pensai al giorno prima mentre sentii godere la zia, che non apostrofò “amore mio! “. La loro si che era una coppia lesbica ma chi trascinava era mia zia facendo innamorare la mamma. Provai un certa invidia verso mia zia. Dovrebbe essere bello far innamorare una donna come la mamma. Avrei voluto essere al suo posto. Nei giorni che seguirono sentivo la mia vita scombussolata e mi rifugiavo dietro la masturbazione. Poi alcuni giorni non avevano la scusa del sole perché pioveva e notai un certo nervosismo da parte di mamma. Dovevo stare attento perché la spiavo in ogni sua posizione, cercando di guardagli le cosce, oppure le tette, oppure aspettavo il momento che si piegasse in avanti per ammirare il suo favoloso culo. Un giorno andò mamma dalla zia e quando vi fece ritorno era tutta un’altra donna. Mia zia esercitava un senso di potere su mamma. Poi si rifece il tempo e prima che loro riprendessero le normali sedute avevo fatto in modo che la tapparella si incastrasse negli ultimi cinque centimetri, in più quel giorno quando arrivò mia zia io le dissi che uscivo con gli amici e sarei ritornato per la cena. Feci un giro a piedi e dopo circa quindici minuti rientrai a casa, se fosse andata male, la scusa sarebbe che mi ero dimenticato il portafoglio. Con forzata calma aprii il portone e mentre salivo le scale del primo piano sentii sbattere la porta del terrazzo “è andata pensai ” felice come non mai mi diressi verso la postazione, controllai, e tutto era a posto. presi la seggiola e vi sali sopra il cuore mi batteva a mille. Sbirciai e si vedevano tutte e due, cazzo si vedevano tutte e due. Finalmente. Ero felicissimo. Avevano messo gli asciugamani per terra e stavano sdraiate a prendere il sole con i costumi da bagno, non aprii la finestra per ascoltare, mi accontentai di guardare, mi tirai fuori il cazzo, che già era abbastanza duro, e incominciai, ma non succedeva niente. Aspettai una ventina di minuti. Poi la mamma prese la crema e la mise sulle spalle della zia, incomincio a spalmarle la protezione solare, le slaccio il sopra del costume, e la passo per tutta la schiena. Ad un tratto la zia si mise in ginocchio e le sue tette un po’ cadenti, quasi uscirono fuori poi si tolse il sopra del costume, e fu uno spettacolo ammirare tutta quella carne ballare e i capezzoli non molto grandi per dire la verità. Mamma le passava la crema sulle tette ed era più per pomiciarle che per la crema. Il mio cazzo era durissimo, dovevo smettere a tratti per non sborrare.
Tutte e due sulle ginocchia ma questa volta toccò a mia zia spalmare la crema sulle spalle di mamma poi il momento magico vista di profilo le slaccia il sopra del costume facilitando il compito alla zia. Vedi quella carne proibita appena coperta da un reggiseno svogliato. Ero felicissimo mi sentivo benone avevo il cazzo durissimo in mano lo lasciai altrimenti sborravo. Poi con un gesto lasciò scivolare il reggiseno e finalmente vidi le tette di mamma bellissime e sode, più belle di quelle di mia zia. Mentre si faceva spalmare la crema quella carne ballava e dondolava. Era una danza. Intervenne la zia con tutte e due le mani a fermarla, sostenendole inutilmente. E lì in quelle carezze che spuntarono due capezzoli prepotenti e vogliosi di essere succhiati. Fin’ora tutto era nella normalità ma poi prese una piega diversa come già era annunciato. Mia zia si avvicinò con la bocca all’orecchio della mamma, gli fece passare la sua lingua sul lobo, e si trovò la sua nuca sulla spalla, allora la prese per i capelli da dietro e se la girò a piacere, fino a quando le loro bocche, furono a contatto. Si unirono in un bacio pieno di passione e appena notai la mano della zia che non solo teneva i capelli di mamma, ma bensì li tirava anche aggiustandosi la posizione, per meglio penetrarla con la lingua facendole spuntare i capezzoli come ghiande, mi fermai con la mano e muovendomi solo con il bacino, sborrai, godendo come un pazzo. Ma le due donne continuarono, zia le disse qualcosa, poi la vidi alzarsi in piedi e togliersi il costume mostrando la folta peluria mamma rimase in ginocchio, girandosi verso di lei, poi fu presa per la folta capigliatura e immancabilmente spinta tra le sue cosce. La zia alzo una gamba, poggiandola sullo sdraio, e la mamma brucava quella folta peluria nera come volesse mangiarla. Dopo un po’ zia la fa smettere, si abbassò su di lei tenendola sempre per i capelli e quando le loro bocche si trovano vicino, vista la sua espressione le ordinò qualcosa di duro e volgare. La mamma rimase zitta ma i suoi capezzoli parlarono. Li mi resi conto che la mamma era soggiogata dalla zia e ne traeva anche piacere. La zia si stese per terra con il viso fuori dalla mia visione, posizionandosi all’ombra, mamma si alzò in piedi, e li notai la sua bellezza, quasi perfetta a parte un po’ di pancia. In quella posizione l’avevo di spalle si tolse il costume, donandomi la visione più gagliarda del suo corpo. Finalmente gli vedevo le sue chiappe. Bellissime . Si inginocchiò sopra il viso di zia, ma non fui stato fortunato, perché potevo ammirare solo parte del suo culo. Mi accorsi che mi stavo masturbando di nuovo. Zia spalancò le cosce e la mamma vi insinuò la faccia. Delle sue maestose chiappe, potevo ammirare solo in parte, la soglia della finestra tagliava la figura a pochi centimetri dal suo ano, ma posizione era veramente eccitante, a secondo come si muoveva la visione si allargava oppure si restringeva. Dopo un po’ mia zia muoveva i fianchi come se stesse scopando, e mamma alzo di più il culo sporgendolo senza migliorare la visione, poi zia prese ad accarezzargli le chiappe e sicuramente le stava leccando la fica. Ammiravo i fianchi stretti della mamma dove partivano le anche per allargarsi come un cuore, non riuscivo vedergli l’ano per poco, immaginavo solo dal solco delle natiche. Avevo il cazzo ancora incredibilmente duro. Mamma ad un certo punto prese a muovere il culo con dolcezza, vedevo solo un braccio di mia zia che le allargava una natica, sicuramente l’altra mano serviva per incularla. Poi spinse tutto il culo dietro nuovendosi velocemente, e la zia allargò le cosce. Quella frenesia era la prova che il piacere che le stava travolgendo entrambe, e sborrai ancora per la seconda volta. Persi un attimo di tempo tanto quanto ne bastava per pulirmi la mano che già si erano alzate e si stavano baciando. Improvvisamente però sentii il telefono squillare, e li mi prese il panico, non capivo più niente, riuscii a solo a stabilire un contatto con la realtà e non feci un mossa. Restai fermo, sopra la seggiola, e già sentivo la mamma aprire la porta per scendere a rispondere. Con la porta semiaperta riuscii a vedere la figura di mamma nuda di profilo per meno di un secondo. Ma notai che le sue tette erano veramente maestose. Con il cuore in gola decisi di chiudere la porta e restare buono. anzi dal momento che stavo lì sbirciai per vedere la zia. Si stava asciugando la faccia, poi la vidi dirigersi verso la porta d’uscita, anche lei tuta nuda. E in tre secondi me la trovai di fronte, io in piedi sulla seggiola e lei più in basso tutta nuda e un po’ spaventata:
— Oddioo.. ! ………… ma ! ……. pi…e.. r.. o…! …… ma…! . che cavolo …f.. a.. i…. lìì….. !! ?
Restai ammutolito pensando di essere in pieno nella tragedia. La zia ancora incredula, e incurante della sua nudità, guardava me e la finestra, poi ancora a me, e di nuovo la finestra:
— Non mi dire che stavi spiando….. !
— Scusa zia….. ! io…. non ….. volevo……. scusa…!
Ad un tratto sentimmo i passi sordi della mamma che stava risalendo. Lei si mise un dito sulle labbra in segno di silenzio. Quel gesto mi rassicurò e scongiurò l’infarto. Si voltò chiudendosi la porta dietro di se, incontrando la mamma e facendo in modo che la tragedia vera e propria non scoppiasse. Le due donne andarono in terrazzo ed io non rischiai più di tanto. Me ne andai facendo meno rumore possibile al più presto. Quel pomeriggio il mio cuore l’avevo veramente maltrattato. Avevo un po’ di angoscia prima di tornare a casa, poteva succedere di tutto, ma una cosa mi rassicurava. Mia zia per un attimo era stata mia complice e questo poco non era. Se non fosse che stavo in mezzo alla gente mi sarei masturbato ancora. Verso le sette di sera feci ritorno a casa, e con forza mi comportai come se niente fosse accaduto, trovai tutto normale, anche mia madre, sicuramente perché ignara di tutto. La mattina seguente la mamma uscì per fare la spesa e qualcuno suonò alla porta un po’ insonnolito vado ad aprire. Era la zia. Entra e con calma assoluta mi dice :
— Non credi che dobbiamo parlare dell’accaduto. ?
Un po’ timoroso gli risposi :
— Si….. parliamone…!
— Hai fatto parola con qualcuno. ?
— No…!
— Vorrei spiegarti, che la cosa è un po’ ingarbugliata, se lo venisse a sapere tuo padre ci ammazza tutti poi ci butta in mezzo ad una strada.
Mi sentivo un po’ rosso in viso e la cosa non mi dava sicurezza, ma la tranquillizzai o almeno cercai di tranquillizzarla :
— No .. ! non ho detto niente con nessuno, stai tranquilla.. !
— Che cosa hai visto ?
— Niente …!
— Niente .. ! ….. non è possibile .. ! stavamo lesbicando …! .. e da li si vede tutto.. !
— Ero salito allora.. !
— Vista la situazione ne possiamo parlare tranquillamente.
La sua insistenza mi tranquillizzava ed io incominciai ad aprirmi un po’ .
— Vi ho viste nude.. ! …si .. ! …scusa.. !
Con un sorriso appena accennato, ma nuovo per me:
— Eee…. che cosa ne pensi…?
Mi venne da ridere un po’ anche a me, e le risposi tra lo scherzo e la realtà.
— Che siete due belle fiche.. !!
Le usci un sorriso di cuore, e l’atmosfera cambiò di colpo, in meglio naturalmente.
— Non intendevo questo, ….. Ma .. del fatto che stavamo leccandoci a vicenda .
La discussione stava prendendo una piega diversa, ed anche eccitante. Le risposi con sincerità :
— Mi piaceva, … vedervi così. !
— Non penserai che io e tua madre siamo due lesbiche .. ?
Mi venne un po’ da ridere :
— No.. ! …. non lo so…. ! Se lo dici tu.. !
— Ti posso assicurare che ci piace anche il cazzo …. ! ma da piccole abbiamo scoperto il sesso così e tutt’ora ci trastulliamo, del resto che male facciamo? … Non ci credi. ?
— Si…. ! .. si.. !
Si avvicinò sorridendomi :
— Non ti vedo convinto……! ……… TIRALO FUORI…. !
— Chèèè…. ?
— IL CAZZO…. !
Rimasi come uno zombi, lei stessa ci pensò ad aprirmi i pantaloni e tirarmelo fuori, il tempo di toccarmelo e mi venne duro come il marmo. Si abbassò e se lo mise in bocca, non feci in tempo nemmeno a rendermi conto di quello che stava succedendo che già sentivo il piacere. Non credo che passo più di un minuto e gli sborrai in bocca, senza avvertirla, e si lamentò:
— Mmmmmm… ! .. mmmmmmmmmmm! ………………… mmmmmmm….. !!
Sicuramente l’avevo presa alla sprovvista, perché quando si rialzò, aveva un po’ di sperma in un angolo della bocca. Se lo sentii e con la lingua si ripulì per bene. Poi mi disse :
— Sarò anche troia…! Ma tu e tua madre siete due porci…. !
Incuriosito :
— Perché.. ?
— Pensate solo a godere, se potevate scopare insieme …sicuramente la facevate dalla mattina alla sera.
— Forse hai ragione zia …! …. Se potessi me la scoperei veramente mamma…!
— Ti piace ?
— Si mi piace ……! …. ed anche un bel po’…!
— Tua madre è una bella donna, ti capisco, poi con quell’aria da santarella, che non è, perché a letto è una vera porca, e libidinosa, è ancora più eccitante.
— Quanto pagherei …. per poterla scopare…. !
— Quanto pagherei io per vedervi scopare . !
— Aiutami …! …zia….. voglio scoparmela…!
— Non credo che sia possibile …. ! Proprio scoparla non credo …!
— Mi piace da matti …. ha un bel culo …. !
— Se ti piace il suo culo ….. ! … già c’è la speranza di poter combinare qualcosa.
— Veramente…?
— Non posso prometterti niente ma…. !
— Guarda …. ! Solo parlarne mi è venuto duro …!
Mi si avvicinò e piegandosi solo con il busto, ricominciò a farmi un pompino, poi mi prese una mano e se la mise tra le cosce. Presi a masturbarla e si stava bagnando come una zoccola. Apri le cosce per meglio farmi muovere con la mano e dopo un po’ io le sborrai di nuovo in bocca, mentre lei godeva con la mia mano.
— Sei molto brava…. ! …. zia.. !
— Con la bocca non mi frega nessuno, …tua madre ne va matta…!
— Perché ho delle speranze.. ?
— Perché a tua madre piace .. prenderlo nel culo…! …. e sai qual è la sua fantasia.. ?
— Qual è. ?
— Mentre le lecco la fica, qualcuno che la inculi.
— Zia sei sicura di quello che stai dicendo? …è fantastico.. ! . aiutami ti prego.. !
— Ma tu…. inculeresti veramente, … tua madre…?
— Certamente….. !
Sentimmo aprire il portone di sotto era mamma che ritornava e la zia scappò dicendomi:

— Organizzerò tutto io, ti farò sapere. ! …haaa … non venirci più a spiare, è pericoloso. Arrivò mia madre ed io feci finta di niente, con molta fatica. Posò la spesa sopra il tavolo ed incominciò a sistemarla, anche nel frigo, la parte bassa del frigo. Si abbassò con il busto sporgendo il suo meraviglioso culo, avvolto da una gonna nera leggera. Quei pochi secondi bastarono per farmi drizzare ancora il cazzo. Le sarei saltato addosso se non fosse per la promessa che la zia mi aveva fatto poco prima. Scelsi la cosa più opportuna e me ne andai fuori a distrarmi, ma il pensiero era sempre la. Passarono alcuni giorni ed io non potevo resistere, ogni volta che veniva la zia io me ne uscivo da casa lasciandole sole. Una sera le telefonai e le dissi come stavano andando le cose. Mia zia mi disse:
— Sta andando tutto bene, non preoccuparti …la sto incuriosendo…!
— Ancora non hai fissato il giorno.. ?
— No…! …. ci vuole un po’ di pazienza.. !
— Io non resisto… più…. ! Va a finire che gli saldo addosso.
— Non lo fare …. ! Non è la tipa …. ! ….. Ma se proprio non resisti, .. ci sono qua io…!
Mi aveva colto di sorpresa, e le risposi:
— Come facciamo, a vederci…?
— Domani mattina io sono sempre in casa da sola, se tua madre esce, vieni . !
— Ho gia il cazzo duro…! …zia. !
— Porco…!
— Pompinara…!
— Lasciamo perdere altrimenti mi devo fare un ditalino.
Quella sera mi masturbai. La mattina seguente la mamma non usciva mai per fare la spesa. Ed io telefonai alla zia invitandola nel garage. Lei non si fece pregare. Quando la raggiunsi mi disse:
— Qui non possiamo scopare …. ho paura …. ! …. Ti faccio un pompino…! .. dai…!
La pomiciai un po’ poi lei mi tirò giù i pantaloni e mi prese il cazzo in bocca Era una maestra del pompino, mentre mi sbocchinava con una mano mi accarezzava i coglioni. Resistetti per un bel po’, poi anche lei voleva venire e le feci godere trattandola come una troia. Le sborrai ancora una volta in bocca, inghiottiva tutto ed alla fine si leccava anche le labbra. Mi venne da dirgli :
— Che troia che sei…! .. zia.. !
— Tua madre …è peggio di me.. !
— Vorrei constatarlo di persona.. Gli hai parlato della cosa .
— Si .. ! abbiamo deciso come fare.
— Come fate ?
— Allora, l’ho convinta che lei non deve vedere chi gli è dietro, perciò la benderò. In cambio lui verrà, mentre siamo in un sessantanove, quando lei vorrà. Però gli ho promesso che l’uomo sarà uno che non la conosce e il tutto in camera mia, perciò dovremo organizzarci .
— Quando.. ?
— Non lo so .. ! vedremo. !
La cosa mi aveva eccitato ed innervosito, avevo il cazzo duro e alla zia gli dissi:
— Leccami ancora il cazzo …. ! …puttana.. !
— Sei un porco …! …bastardo.. !
Lo fece masturbandosi come una zoccola.
Passarono quattro interminabili giorni e finalmente un pomeriggio ci venne a trovare e mentre parlava con la mamma mi fece l’occhiolino. Io uscii di casa e dopo una mezz’ora gli telefonai.
— Allora zia …! .. dimmi…!
— Ci siamo ….. ! .. per domani mattina…. !
— Se fantastica …! Finalmente …!
— Allora fai come ti dico.. ! Dal momento che tuo padre e tuo zio vanno ad una fiera, l’ho convinta che è l’unico giorno possibile, perciò tu stasera le dirai che domani mattina andrai a fare una gita e non torni per il pranzo. Poi…. ecc… ecc.. ecc. !
Ritornai a casa sbirciai un po’ la mamma, poi andai in bagno a farmi l’ennesima sega.
La notte dormii poco e male. Ma quando sentii il babbo che chiuse la porta per uscire, pensai ” .. e adesso, …a noi due…” Stranamente mi addormentai e fu lei che mi svegliò verso le 9, 00. Aveva una strana luce negli occhi, e un po’ di frenesia, indossava ancora la camicia da notte. Usci di casa e dopo dieci minuti vi ritornai aspettando la zia in garage. Passarono una ventina di minuti ma fu l’attesa più lunga della mia vita. Poi si fece viva e mi disse :
— Allora ci siamo .. ! …Siamo solo noi tre in questa casa.. ho chiuso tutte le porte e finestre
, lo facciamo in camera mia, tu aspetta in bagno ! …. Quando sentirai il campanello della camera, suonare, puoi intervenire. Allora tua madre sarà bendata, e non ti potrà riconoscere, perciò mi raccomando una cosa, ….. non parlare, non devi dire una parola.
— Quando sarò lì cosa devo fare ?
— Come cosa devi fare…?
— Come siete mese non ho capito…? Posso toccarla ? , baciarla? …toccarle le tette?
— Te la faccio trovare alla pecorina sul bordo del letto…. come una cagna in calore, tu la dovrai solo inculare …! .. mi raccomando solo nel culo . ! non provare a scoparla si incazzerà …. e adesso andiamo.
Salimmo su nel suo appartamento ed io andai in bagno mia zia mi fece compagnia per una decina di minuti, mi sentivo un po’ eccitato e le misi le mani addosso, incominciai a pomiciarla, mettendogli una mano sotto la gonna, non portava le mutande. Aveva la fica tutta bagnata, le infilai subito due dita dentro, ed incominciai a scoparla con la mano mentre lei mi baciò in bocca facendomi sentire la sua lingua. Poi ad un tratto suonò alla porta e la zia disse:
— È arrivata.. ! quella vacca di tua madre…. ! Vado.. ! …. ci vediamo dopo …attenzione…!
Udii il portone richiudersi ed i passi delle due donne avvicinarsi alla porta del bagno, vi passarono vicino, ed al solo pensiero che là una donna era la mamma, mi esaltò ed il mio cuore incominciò a battere forte, forte, nella bocca non avevo più saliva, ed il cazzo non me lo sentivo più l’avevo durissimo. Udii ancora alcuni rumori e sicuramente erano le due donne che stavano già al lavoro, la cosa non faceva altro che aumentare la mia eccitazione. Mi passò l’idea di farmi una sega, tanto ero impaziente. Non riuscì a calcolare quanto tempo passò, ma fu un’infinità. Poi il famoso trillo. Usci dal bagno completamente nudo, a piedi scalzi diretto verso la camera, anche con una buona dose di coraggio. Scostai la porta e lo spettacolo quasi al buio era come lo avevo immaginato e molto eccitante. Le due donne completamente nude in posizione di sessantanove di traverso sul letto. La mamma sopra con le ginocchia appoggiate al bordo del letto le sue tette riposavano sui fianchi della zia che aveva la testa tra le sue cosce. La mamma stava in posizione da monta, il culo tutto alto pronto. Mi avvicinai molto lentamente, non volevo perdere niente della scena. Poi il grande momento spostandomi verso il fianco destro del letto raggiunsi la postazione, e la scena anche se migliaia di volte immaginata era da svenimento. Il viso di mia zia tra le cosce spalancate della mamma che le stava leccando la fica. Smise di darle piacere e mi guardò così potei ammirare tutta la bellezza di quel meraviglioso culo. Tondo come una pesca ed i fianchi stretti ma proporzionati. Avevo il cazzo tesissimo. Le poggiai le mani sulle chiappe calde e non potei farne a meno di accarezzarle. poi mi avvicinai e le feci sentire il mio cazzo per tutta la lunghezza sul suo ano. Mosse leggermente i fianchi in segno di approvazione e questo mi esaltò. Mi scostai e la zia mi abbasso il cazzo per poterlo insalivare, poi diete anche qualche lappata nell’ano di mamma, e sentii un piccolo lamento. Avevo le mani incollate a quelle chiappe, fu la zia a puntare la cappella del mio cazzo sul culo di mamma e non mi restò che spingere. Lo feci e superata la prima parte la presi per i fianchi ed avanzai lentamente dentro quel culo caldo. L’emozione era fuori dal normale finalmente inculavo la mamma e questo mi provocò l’orgasmo. Ma fui bravissimo a trattenermi, anche se qualche goccia di sperma uscì. Restai fermo per un po’ di secondi poi incominciai a muovermi, sentivo la carne calda della mamma avvolgermi completamente il cazzo, mentre le entravo dentro, lei mi veniva incontro. Quando la zia prese leccargli la fica, lei incominciò a singhiozzare io non potei più trattenermi, e le sborrai dentro il culo, poi potei assistere al suo orgasmo che assomigliava più ad un pianto. Avevo ancora il cazzo durissimo non avevo la voglia di lasciar perdere. Allungai una mano e le toccai una tetta, era bella soda e incontrai con le dita il capezzolo grosso e duro, ma sembrava infastidita e me la tolse. Il cazzo scivolava bene mi aspettavo da un momento all’altro che mi facevano togliere, allora volli godere al massimo di ciò che stava succedendo. Presi ad incularla ancora, e la mamma affondò il suo viso tra le cosce della zia. Avevo appena goduto ed il mio cazzo non si era scosciato. Mi sentivo un leone. Presi ad inculare di nuovo la mamma con molta foga come se volessi fargli del male. Ricominciarono tutte e due a leccarsi a vicenda, questa volta stavamo tutti e tre in piena attività, La mamma dai suoi movimenti sembrava godere al massimo. Mentre la inculavo le accarezzai tutto ciò che potevo, anche le tette. Finalmente le toccavo tutte le tette, belle sode con capezzoli spavaldi e duri. Poi mia zia:
— Troia …! Ti fai inculare…! …. come una vacca…. ! .. Ti piace.. hhèèè…. !!!
Con una voce piena di piacere, la mamma:
— Siiii…!!!! ……. mi piace….. ! …ancora…!!
— Porca…!
Incominciarono ad insultarsi ed anch’io rischiai di partecipare.
Poi la zia venne e lo quasi urlò, La mamma stava vicino al piacere ed incominciò a dire:
— Eccolo siii….. eccomiii…! …ssiii …! …. haa.. ! … hhaa…. ! .. hhaa… ! hhhaaaaaaaa.. ! . ssiii.. !!
Come si poteva resistere a tanto. La mamma si stava gustando gli ultimi spasmi di piacere che io le sborrai di nuovo nel culo. Non passò neanche un minuto che la mamma disse:
— Basta…!
La zia mi disse :
— Ti ringrazio puoi andare .
Avrei voluto gettarmi sopra mia madre e baciarla. Ma la ragione fortunatamente mi ha aiutato. Me ne sono andato, e la cosa più faticosa e stata passare l’intera giornata fuori casa. Quando ritornai a casa trovai la mamma come niente fosse ma io continuai a spiarla più di prima, se sapesse che l’ho inculata oggi.. ! Una mattina che ci trovammo a fare la colazione insieme, lei indossava una camicia da notte molto trasparente e notai le sue mutandine molto ridotte. Mi si è drizzato il cazzo e sono dovuto uscire di casa altrimenti le sarei saltato addosso. Quel giorno chiamai la zia e gli confessai i miei problemi con mia madre. Lei mi invitò ad andarla a trovare. Appena arrivai mi disse:
— Non ti devi preoccupare, quando hai voglia vieni qui che te la faccio passare.
— Non hai capito allora il problema ! io ho difficoltà a stare vicino a mamma anche se ho goduto da poco. Le sto sempre a guardare il culo e le tette. Prima o poi lei se ne accorgerà.
— Vieni …! Fattelo succhiare .. ! …ti passerà.. !
Mi fece ancora un pompino e per qualche giorno andammo avanti così poi mia zia mi disse :
— La porca vuole ripetere la seduta …! Preparati è per domani pomeriggio.
Il giorno dopo mi ritrovai ad aspettare in bagno poi al suo richiamo entrai in camera. Stessa posizione, la mamma sempre bendata con le ginocchia al bordo del letto, le andai dietro ma questa volta mi avevo fatto una sega la mattina e promettevo di durare più a lungo. Solo che al momento di penetrarla mia zia mi fa:
— Preparala tu…! … con la lingua…. !
C’era pochissima luce mi inginocchiai dietro il culo di mamma ed incominciai a lappare il suo ano. Mia zia si sfilò da sotto e le andò davanti per farsi leccare la fica. Mentre le leccavo il culo mia madre si muoveva per gustare meglio la mia lingua, solo che ogni tanto le davo qualche slinguacciata anche alla sua fica. Mentre ero all’opera mia madre mi fa:
— Adesso .. inculami…!
Quell’invito suonò per me come oro colato. Mi alzai e le puntai il cazzo durissimo nel suo ano, feci entrare la cappella poi lentamente ma con un solo colpo le affondai fino ai coglioni. Subito sentii la sua mano che incominciò a masturbarsi, e non passò neanche cinque minuti che godette con il mio cazzo dentro il suo culo. Mia zia prese a rimproverarla, apostrofandogli parolacce. La cosa mi rassicurò anche se il piacere per me non era lontano, perché mentre la inculavo presi a pomiciargli le tette. Dopo un po’ godette la zia e questa volta mi promisi di godere a tempo mio senza rinunce, ma quando stavo per arrivare la zia quasi urlando mi disse:
— Non non venire…. ! ….. aspetta…. ! …. lo vuole in bocca …!
Io incredulo di quanto fosse porca ma ubbidiente uscì dal suo culo e restai i piedi, la mamma si sedette sul bordo del letto e potei vederla finalmente davanti. Le sue tette prosperose ballavano ad ogni movimento, aprì le cosce, ed io avvicinandomi mi ci posizionai in mezzo. La zia l’aiutò a trovare il mio cazzo ed inboccarlo. Prese a spompinarmi con amore direi, accarezzandomi i coglioni, sembrava farlo più per il suo piacere che per il mio. Mentre noi eravamo all’opera sua cognata incominciò ad accarezzargli la fica. La mamma trattava il mio cazzo con molto rispetto, poi incominciò ad accarezzarmi le gambe, e questo mi provocò una scossa che mi fece sentire il piacere lontano. Ad un certo punto sentii le dita della mamma concentrarsi su una cicatrice che avevo sulla coscia e lì mi prese il panico, non sapevo più cosa fare perché anche lei rallentò il ritmo ed il quel momento pensai di essere scoperto. Ma la zia mi disse:
— Attento che vuole tutta la sborra in bocca…. !
Quelle parole non scoprivano niente di più scandaloso. Il mio cazzo si rinvigorì e dopo che la mamma incominciò a spompinarmi come una puttana le toccai le tette, e subito i suoi capezzoli diventarono erti e duri. Che bello che era!!! Quando la zia incominciò a farla godere per la seconda volta, la mamma incominciò a lamentarsi e strinse le cosce, trovando le mie gambe in mezzo. Quella stretta mi scaturì il piacere e le sborrai dentro la bocca come una troia, e fu un martirio per me non poterglielo gridare. Mi lasciò il cazzo solo quando aveva inghiottito tutta la mia sborra e lasciandogli le tette non potei farne a meno di sfiorare il suo viso con una mano. Poi la zia mi disse:
— Grazie . ! adesso puoi andare.
Mentre uscì dalla camera la zia gli disse :
— Che sapore ha? …. fammi sentire.. !
E la baciò sulla bocca, le lasciai così, sicuramente ricominciarono.
Ritornai a casa verso le 7 del pomeriggio , trovai un biglietto che diceva
“Siamo andati al ristorante, ritorniamo tardi. La tua cena è in cucina. Ciao. ”
Il mattino dopo mentre ero in bagno a lavarmi il viso arrivò la mamma, e con una mano mi spinse sulla spalla facendomi trovare di fronte. Poi sentii uno schiaffo che mi rintronò poi un altro ancora. Non feci in tempo a reagire, sentii solo che disse:
— Cosa ne pensi a prima mattina . ? …….. hhèèè. ! .. Brutto disgraziato…!!! Sfacciato.. !
Un po’ rintronato riuscii a dire:
— Ma…. ! .. che …cazzo…! fai……. ! mammma…….. sei matta…?
— Haaa…! Mi prendi anche per matta …! Disgraziato…. ! brutto porco…! Da quanto tempo dura la tresca con tua zia …hhéé.. ? …Mi prendi anche per scema …! Mi sono accorta .. ! cosa credevate …? di farmela sotto…? Porci…!
E se ne andò.
A primo mattino quegli schiaffi mi fecero molto male, e mi incazzai. Proprio lei mi stava facendo la morale. La raggiunsi in camera sua e la aggredii:
— Questo da te non lo accetto mamma…. ! Proprio tu parli che te lo fai mettere nel culo da uno sconosciuto….. !
— No…! .. Nooo…! sei stato tu a incularmi .. ! d’accordo con quella troia di tua zia.. ! PORCO. !
— Si.. ! .. Si…! …Ma tu sapevi che ti stava facendo il culo uno sconosciuto.. ! TROIA.. ! ed anche ……LESBICA……. !
Improvvisamente si ammutolì passarono una diecina di secondi in cui io ebbi l’occasione di ammirarla. Indossava una camicia da notte abbastanza corta e abbastanza leggera. Notai le sue forme, le cosce tornite, i fianchi larghi e le sue tette abbondanti. Poi il suo viso che mi stava guardando e la tradiva perché rosso e pieno di desiderio. Avevo il cazzo che mi si era indurito in un batter d’occhio. Mi avvicinai e questa volta alla luce del sole le misi le mie mani sulle sue spalle. Lei continuava a guardarmi in faccia, e non reagiva. Non ebbi il coraggio di toccarle il seno, ma feci scivolare le mani fino ai suoi fianchi. Poi mi avvicinai e gliele misi sulle chiappe. E mentre le accarezzai lei rimase sempre ferma e passiva. La strinsi a me e finalmente sentivo il suo seno sul mio petto, e lei sentiva sicuramente il mio cazzo spingere sulla sua pancia. Mamma sempre passiva con le braccia penzoloni rimase in piedi, lasciandosi pomiciare. Acquistai sicurezza e tentai un estremo gesto. La girai quasi con la forza perché lei non collaborava. Poi mi trovai dietro di lei, le mie mani sui suoi fianchi l’attirarono contro di me, il mio cazzo durissimo si trovò tra le sue chiappe per tutta la lunghezza . Mia madre sempre ferma ed in silenzio non reagiva alle mie carezze. Risalii con le mani fino ai suoi seni. Avevo le sue tettone sulle mie mani e sembrava di avere il mondo. Dopo un po’ mi accorsi che i suoi capezzoli si ingrossarono come quando la inculavo di nascosto. Non collaborava ma neanche mi respingeva il capezzoli la tradiva e non solo perché mentre le toccavo le sue tettone e gli facevo sentire il cazzo sul culo gli uscì un sospiro. Me la stavo pomiciando di brutto tanto che per poco non cadevamo e lei che si spostava per avere il giusto equilibrio. Con una mano gli toccai tra le cosce aveva le mutandine bagnate. Mamma aveva voglia io non aspettai il suo ardine. Gli scostai le mutandine e con un solo colpo gli infilai il cazzo nella fica. Mi accostai con il viso alla sua guancia e la trovai di fuoco, una bellissima sensazione. Presi a scoparmela in quella posizione poi non resistetti alla tentazione di baciarla. Mi accorsi che incominciò a collaborare rispondendo ai miei colpi. Avevo il cazzo durissimo che perforava la fica di mia madre, presi a baciarla sulla guancia che lei stessa mi offriva. Era tutta bagnata. Mamma stava piangendo, ed io rallentai il ritmo ma fù lei stessa con una mano a circondarmi i fianchi per non farmi uscire e disse :
— Continua….. ancora…!!
Ripresi a scoparla e poi la sentii piangere dal piacere ed io la segui dietro perché i suoi singhiozzi scaturì il mio orgasmo. Ma il suo pianto continuava ancora, allora io la girai verso di me e la baciai sulla bocca. Ci abbracciammo come due amanti, poi lei con una voce rotta dal piato mi disse :
— Scusa devo andare in bagno.. !
Ritornò in camera e mi feci trovare sul suo letto tutto nudo, quando mi vide rimase sorpresa. La sua camicia da notte leggera faceva trasparire la peluria della sua fica ed era molto eccitante. Fece quasi buio nella camera, mi raggiunse sul letto e stesa vicino a me mi prese il cazzo e sorprendendomi sempre di più mi disse:
— Te lo ripulisco io…! Con la lingua…. !
Sorpreso di tutto ciò la lasciai fare. Solo che sapeva usare la lingua in modo particolare e mi ritornò duro più di prima. Mi si avvicinò ad un’orecchio e sentii che voleva dirmi qualcosa. Respirava con affanno tenendo il mio cazzo con una mano, lo stringe poi, un po’ timidamente mi dice:
— È duro abbastanza….. ! …sai! ……….. lo voglio dietro…. !!!
Affascinato, sorpreso, eccitato. scandalizzato, riuscii solo a dirgli.. !
— Maaaammmmmaaaa…! …. si…!
— Dovrai scendere dal letto…! Però.. !
— Tutto quello che vuoi…. !
— Proprio tutto…. ?
— Si…!
— Mi dovrai preparare con la lingua…!
— Come ti metti.. ?
— In pecorina…. !
— Sarà un piacere…! …mamma.
Si mise sul bordo del letto alla pecorina, finalmente le sue bellissime chiappe alla mia portata di mano. vi insinuai il viso e presi a leccargli sia la fica che il culo, In pochi minuti era tutta bagnata, provai perfino a penetrarla con la lingua, fino a quando lei mi disse :
— Ho tanta voglia…. adesso …Fallo adesso……!! …. ti prego.. !
Non aspettavo altro gli puntai la cappella sul suo ano e spinsi dentro. Incominciai a incularla tenendola per i fianchi, ma ogni tanto lei si fermava poi riprendeva ad accompagnarmi con i colpi. Allora, preoccupato gli chiesi :
— Ti faccio male mamma…. ?
— NOO…. ! .. nooooo…. ! … lo voglio tanto…!
Si stava toccando la fica poi mi disse :
— Più lento…più lento.. !
Allora presi ad incularla lentamente, tiravo fuori tutto il cazzo fino alla cappella poi glie lo affondavo lentamente tra le chiappe, tenendola per i fianchi. Che goduria !! .
— Haaa…! figlio mio……! … che cazzooooo…! ……. hhaaa.. ! …ssssiii.. !
Ripensai ai loro commenti e non mi feci scrupolo di insultarla.. !
— Ti piace prenderlo nel culo…! … hhèèè…! .. Quanto sei troia…. ! mammaaaaa…!
Qualche secondo di silenzio perché credo non se lo aspettava. Poi :
— Siii……. ! Ssssiiii….. !!! hhhhhhaaaa…. ! non resisto…. piùùùù…!!! …ssiiiii…!!
Mia madre incominciò con dei lamenti fino a singhiozzare dal piacere che provava, si era infilata delle dita nella fica, ma il massimo dell’orgasmo lo raggiunse quando anch’io gli sborrai nel culo. Nel suo bellissimo culo…! . Poi quando ci calmammo sdraiati sul letto mi disse che gli piaceva più prenderlo nel culo che nella fica. Ed io gli risposi:
— Sei fortunata mamma, hai un bellissimo culo. ! Non ti mancherà di sicuro chi ti dirà di no.
— Eppure c’è qualcuno che non ci tiene, non gli piace…!
— Chi…?
— Tuo padre.. !
— Io no…… ! pensare che spesso mi sono fatto delle seghe spaventose sognando di incularti. Mamma…! Una volta per poco non ti saltavo addosso.. !
— E magari mi avresti anche insultato.. !
— Si …. ! ….. perché ? … ti dispiace? …. dalla zia te lo fai dire….. , ….. troia.. !
— Mi sei piaciuto molto …quando me lo hai detto.. ! mi hai gratificato.
— Mi piace anche a me trattarti da troia…!
Mi diede un bacio poi:
— Ti amo.. ! ma sono anche gelosa …! Perciò falla finita con tua zia, altrimenti il mio culo te lo scordi…! Capito.. ?
— Il tuo culo non lo cambio con nessuno…! Mamma….
— Se vuoi possiamo invitare anche tua zia, ma il cazzo deve essere tutto per me.. !
poi la sborra la voglio in bocca, nel culo anche se è bello è sprecata,
— Mamma stai attento con queste parole io non sono abituato e me lo fai diventare duro guarda…. !
— Voglio provare un sessantanove con te …… porco.. !
Mi scavalcò e si posizionò poi mi prese il cazzo già bello e duro con la bocca, io incominciai a leccargli la fica e dopo un po’ mi disse di mettergli un dito nel culo. Io gli ne misi due e con la lingua gli succhiavo il clitoride lei venne quasi subito schiacciandomi la fica in faccia. Poi le sborrai in bocca e mamma ingoiò tutto, fino all’ultima goccia. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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