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La vicina di casa bondage

Abito in un quartiere abbastanza isolato dalla città con moglie e figlie, sono stato sempre un buon padre di famiglia e un buon marito, l’unico mio hobby è stato sempre quello di sognare ad occhi aperti e di immaginare avventure con donne per sfogare istinti repressi che magari con propria moglie non è possibile. Ultimamente mi sono appassionato in letture sadomaso dove mi hanno fatto capire il mio carattere autoritario e la mia tendenza a comandare e sinceramente non speravo che un avventura di quello che mi è capitata potesse succedere proprio a me.

Sullo stesso pianerottolo dove abito io, vive una coppia di sposi abbastanza avanti con gli anni e senza figli. Lui Antonio, uomo di 46 anni, statura media, impiegato presso uffici postali. Lei, Carmela, 40 anni portati mali, carattere da schifo, visto che non sorrideva mai ed aveva un brutto vizio, fumava sempre. Ho sempre considerato le donne che fumano delle troie anche perché vederle con la sigaretta in bocca sembrava delle prostitute in attesa per essere montate. Siccome che sono elettricista un giorno ero solo in casa, sento bussare alla porta e mi appare Carmela che con voce alterata mi chiede se potevo entrare in casa, aveva la cucina completamente allagata per colpa della lavatrice. Sinceramente ero un po’ scocciato di andarci perché ogni qualvolta ero entrato in casa sua si sentiva quel puzzo di fumo che a me dava tanto fastidio. Entrai in cucina e vidi che effettivamente c’era un bel casino. Si era rotto la pompa dell’acqua e quindi potete immaginare quello che c’era a terra. Chiesi del marito e lei mi rispose: – quello stronzo senza palle è in ufficio a lavorare e non è capace di aggiustare niente – eppure gli avevo detto che la lavatrice non andava bene.

Mi colpì il modo sboccato come parlava e cercai di calmarla affermando che avrei dato una mano a pulire tutto e dopo avrei smontato la pompa per ripararla. Lei senza rispondere, ma sempre con la sigaretta in bocca si avvicino a me e incominciammo ad asciugare a terra. Fu proprio durante una sua sbuffata di fumo che gentilmente gli chiesi:

– Lina potresti smettere di fumare, perché a me sinceramente dà fastidio.

Lei infastidita mi rispose

– Senti io fumo quanto mi pare e mi sa che tu sei come mio marito, uno senza palle che quando vede una donna fumare si sente un essere inferiore-

Rimasi solo un attimo sbigottito dalla sua risposta ma la mia reazione fu così rabbiosa da dargli un ceffone così forte da farla cadere a terra. Non contento dissi:

– stronza visto che ti piace fumare perché non ti fumi sto cazzo -e immediatamente misi la mano sulla patta per sbottonarla e mettere alla luce il cazzo. Seguirono attimi di silenzio, lei da terra cercava di rialzarsi ma intanto continuava a guardare il mio cazzo come ipnotizzata. Mi avvicinai e ormai fuori di me gli tolsi la sigaretta da bocca e avvicinai il cazzo al suo viso. Cerco di girare la faccia e io gli diedi un altro schiaffo più leggero, e poi gli misi una mano dietro la nuca e riavvicinai il cazzo alle sue labbra. Ormai vinta dischiuse le labbra e incomincio ad imboccare il cazzo. Aveva gli occhi bassi per non guardarmi ma succhiava bene. Non contento e per umiliarla ancora di più gli torsi un orecchio facendogli capire che mi doveva guardare in faccia e capire chi comandava. Continuò a succhiare e ormai ero prossimo all’orgasmo, ma non volevo finire così, volevo dominarla e quindi gli feci cenno di alzarsi. Lei ormai era come in trance e si faceva guidare dalle mie mani, gli strappai letteralmente le mutande e mi avvicinai al frigo dove prelevai del burro. Un po’ preoccupata mi guardava ma non parlava anche perché lei era convinta di vivere in un sogno o incubo. Incurante presi un po’ di burro e glielo strofinai sul buco del culo, da quella mossa capii lei capii che poteva succedergli qualcosa che forse lei non aveva mai provato e cerco di svincolarsi dalle mie mani. La tenni stretta e infilai due dita nella sua vagina dove mi accorsi che era già bagnata fradicia e quindi prossima anche lei all’orgasmo. Continuai con furia a fargli un ditalino e lei venne con un orgasmo da sfinimento. Fu proprio nel momento del suo abbandono che la girai a carponi e la inculai. Non ci fu un grido da parte sua ma rimase con la bocca aperta mentre io incominciavo a stantuffarla lentamente. Ormai vinta assecondava i miei movimenti e dalla sua bocca usciva dei gemiti

Io dovevo godere e nello stesso tempo volevo tenere la situazione sotto controllo, dopo circa dieci minuti di stantuffate abbastanza violente tolsi il cazzo dal suo culo che era diventato bianco di burro e con un leggero strato di marrone (merda? ? ) ma non mi persi di coraggio e quindi afferrai il suo viso e gli dissi in modo imperioso:

– Troia, tu adesso succhierai il mio cazzo fino a farmi sborrare, dopo lo pulirai con la lingua e mi farai un bidet anche perché quando stasera farò l’amore con mia moglie mi dovrà trovare pulito. Lei non rispose guardandomi come se fosse in trance e io avvicinai solo il cazzo alla sua bocca e lei senza pensarci due volte incominciò a succhiare per portarmi all’orgasmo che avvenne subito dopo. La mia sborrata fu così copiosa che lei non ce la fece a trattenere tutto in bocca e metà della mia semenza uscii dalla sua bocca. Infastidito la tirai per i capelli e mi pulii con il suo viso l’inguine, poi la costrinsi a venire in bagno dove mi fece il lavaggio del cazzo. Aveva sempre gli occhi bassi e quindi alzando il suo viso verso di me gli dissi:

-senti tu oggi sei una cosa mia, sarai il mio giocattolo, la mia bambola e non fumerai più, stasera chiamerai con tuo marito e gli dirai della bella notizia che ti sei tolta il vizio del fumo. Quel coglione sarà cosi felice che senz’altro me lo dirà – hai capito….. stronza rispondi….

– Si farò tutto quello che vuoi..

– Bene adesso apri la bocca che devo pisciare e mi raccomando cerca di mandare tutto giù

– Si fai tutto quello che vuoi mio padrone e signore FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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