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Nudi all’apparenza

Sono quasi le 20, 30 di un qualsiasi venerdì dell’anno, fra poco rientrerà a casa mio marito Giorgio, dopo una lunga giornata di lavoro passata a rincorrere clienti in ogni parte della provincia. Io, Paola sono rincasata verso le 17, 00 dopo avere prestato tutte le mie attenzione ai ragazzi che frequentano la scuola media statale della mia città. Insegno da circa tre anni e devo confessare che è un lavoro faticoso ma molto interessante, che mi permette di crescere giornalmente insieme ai miei studenti. Ma tralasciando questa parte privata della mia vita che penso poco vi interessi, mi piace invece anticiparvi il motivo di questo mio racconto, della causa che ci ha spinti ha progettare insieme una seratina “piccantissima” diversa dalle solite. Siamo una coppia felicemente sposata, entrambi 28enni, non abbiamo ancora figli, amiamo i viaggi e la natura e siamo esibizionisti.

Avete capito bene, ci piace mostrarci, godiamo nell’apparire nudi e frequentiamo spesso spiagge per nudisti. Questo non vuole dire che siamo delle persone volgari o disoneste, odiamo profondamente i pedofili e non turbiamo mai la privacy delle persone. Giorgio, spesso mi incita a vestirmi in maniera eccitante per provocare le attenzioni degli uomini ed io godo nel vedere gli occhi sbarrati di quegli incalliti segaioli. Ma oltre qualche pesante provocazione, non ci siamo mai spinti, rifiutando momentaneamente qualsiasi tipo di scambio. Però, per l’anniversario del nostro terzo anno di matrimonio abbiamo deciso di regalarci una serata senza tabù, di vivere una nuova esperienza erotico-sessuale. Sono pronta, già vestita, ho indossato il perizoma ed il reggiseno di pizzo nero, autoreggenti e quel tailleur nero che mio marito mi ha regalato per il mio compleanno: sento aprirsi la porta , è lui, lo saluto con un bacio e lo prego di affrettarsi in doccia.

Preparo un martini bianco, accendo una sigaretta, ascolto della musica e finalmente lo vedo arrivare con dei jeans lavati al thè, una cami! cia bianca, un bel paio di scarpe nere e con tutti i capelli ancora quasi completamente bagnati. Mio marito è proprio un bell’uomo, fisico asciutto, amante dello sport e del vivere sano, carattere mite e cordiale, una persona intelligente e raffinata. Brindiamo alla nostra vita e finalmente saliamo in macchina per andare al ristorante, precedentemente prenotato, per gustare dell’ottimo pesce.

Arriviamo al “Pescatore”, sono quasi le 21, 30, ci accomodiamo e gustiamo l’antipasto annaffiato da un buonissimo vinello bianco, e mentre trascorre la serata, Giorgio mi fa notare che spesso il cameriere cerca di sbirciarmi il seno, coperto dal reggiseno che prontamente tolgo e ripongo nella borsetta. Ora, senza grandi peripezie, il cameriere può intravedere, vista la sua posizione predominante, i miei capezzoli. Noto con piacere, che siamo senz’altro il tavolo meglio servito dell’intero ristorante, ogni due minuti con qualsiasi scusa, il cameriere viene a farci visita per proporci un nuovo piatto o per cambiarci in maniera maniacale le posate ed i bicchieri. Finiamo la cena e Giorgio, provocandomi mi chiede di fare la mancia al nostro “servitore” della serata ed io, senza problemi, fingo di essermi macchiata la giacca, chiamo il ragazzo e mi faccio accompagnare nel bagno situato a pochi metri dal nostro tavolo. Sotto alcuni sguardi di clienti incuriositi, entriamo nell’unica porta, chiudiamo, mi sfilo la giacca e rimango con il mio seno al vento sotto lo sguardo allupato del ragazzo che però prontamente inizia a toccarmi e baciarmi i capezzoli.

Gli sbottono i pantaloni, glielo tiro fuori, è duro e nerbuto, e comincio a masturbarlo mentre lui come una piovra mi infila le mani nel sedere, mi tocca la topina: prova a togliermi i pantaloni ma con fare deciso rifiuto, deve accontentarsi di giocare con il mio seno. Sono elettrizzata nel pensare che stò masturbando un ragazzo a pochi metri da mio marito, mi eccita il fatto che molte persone mi hanno vista entrare in bagno con questo perfetto sconosciuto. Data la grande euforia del cameriere, il nostro incontro dura pochi minuti e il ragazzo eiacula prontamente imbrattandomi la mano destra e gran parte del muro del bagno; ci ricomponiamo, lo bacio per ringraziarlo ed insieme usciamo per raggiungere Giorgio che pagato il conto al proprietario mi porge la borsetta ed insieme salutiamo per salire in macchina pronta a raccontare tutta la mia storia.

Giorgio è euforico, ha capito che questa sera sono pronta a tutto, sono un’arma letale nelle sue mani. Si dice compiaciuto del mio spirito, della mia personalità e mi chiede di essere presente e di spingermi oltre una semplice masturbazione. Gli spiego che non ho problemi, che sono felicemente pronta a divertirlo e a divertirmi in prima persona. Non abbiamo un programma ben definito, gironzoliamo un po’ con la macchina, fino a quando decidiamo di fare qualche passo a piedi in centro, entriamo in un piccolo bar e ordiniamo due grappe secche bianche. Ci serve il proprietario, un signore sessantenne con fare poco gentile, che poco dopo caccia in malo modo dal locale due ragazzi che giocando hanno fatto cadere due boccette dal biliardo.

Giorgio si guarda intorno e si accorge che un ragazzo marocchino seduto ad un tavolo con un altro uomo, mi fissa costantemente: mi avverte e mi sfida, incitandomi a provocarlo. Accetto la prova, non sono impaurita e neanche scandalizzata, e avendo sentito della fama degli uomini di colore, sono invece curiosa di scoprire il suo attrezzo scuro. Comincio a guardarlo con assiduità, a rispondere a qualche suo timido sorrisetto, a passarmi la lingua sulle labbra; anche lui inizia a capire la mia complicità, lo vedo parlottare con il signore più anziano seduto al suo tavolo, parlano forte nella loro lingua, ridono compiaciuti. Beviamo altre due grappe, altri clienti lasciano il bar, fino a quando, restiamo solo noi, i due marocchini ed il gestore che prontamente ha intuito dagli sguardi l’intenzioni della compagnia: mi alzo, vado in bagno a rinfrescarmi e quando torno, Giorgio è seduto al tavolo dei due extracomunitari, mi invitano a raggiungerli e mi fanno accomodare. Passano solo pochi istanti e Bruno il proprietario, chiude la serranda del bar, mentre il vecchio marocchino, padre del ragazzo si dice entusiasta del programma e ci concede il figlio ma solo ed esclusivamente con la clausola di partecipare attivamente all’orgia. Sono frastornata ma completamente eccitata, in balia degli umori del sesso, sono vogliosa e pronta a misurarmi con questa nuova esperienza. Pregano Giorgio di sedersi e di non intervenire, inizio a spogliarmi lentamente sotto i loro vigili sguardi, tolgo la giacca, poi i pantaloni, sfilo il perizoma completamente bagnato, tolgo le scarpe e rimango nuda con solo indosso le mie autoreggenti di colore nero, li guardo, sono infoiati, si stanno masturbando assistendo al mio streap-tease.

Bruno, mi fa salire sopra il biliardo riscaldato ed inizia a leccarmi la topina mentre gli altri mi toccano il seno: poi mi fanno inginocchiare e a turno mi fanno assaggiare le loro aste. Mi mettono carponi e mentre ingoio l’uccello del vecchio marocchino, il figlio mi scopa da dietro, con foga, con rabbia e potenza. Partecipa attivamente anche Bruno e ripetutamente si scambiano i compiti e i posti, facendomi venire ripetutamente fino a quando esausti mi vengono copiosamente su tutte le parti del corpo con il loro sperma caldo. Sono una donna appagata, ho vissuto un’esperienza unica ed elettrizzante che consiglio a tutte le donne intraprendenti e coraggiose, un’esperienza che giudico positiva e che proporrò di provare a mio marito con dei personaggi di sesso femminile. Ciao e buona fortuna al sesso femminile. FINE

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