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Tre amiche

Nessuna di loro sarebbe stata in grado di dire quando si erano conosciute, praticamente avevano vissuto sempre assieme, amiche inseparabili malgrado le difficoltà della vita, malgrado le differenze che, indubbiamente, esistevano tra di loro.
Enrica, Ornella e Serena, erano tanto diverse tra di loro che nessuno avrebbe potuto immaginare il profondo legame che le univa. Delle tre, Enrica era l’unica ad essersi sposata ed era anche la più “Inquadrata”, piuttosto alta ed esile, dal capelli biondi corti e ricci, sempre vestita con quella sommessa eleganza che spesso sconfina nell’anonimato. Ornella più piccolina e formosetta era sempre stata di gran lunga la più bella delle tre soprattutto in virtù di quei suoi magici occhi verdi, di quell’aria da eterna ragazzina e di un corpo dalle flessuosità tipicamente mediterranee, una bellezza che le aveva consentito di avere una tranquilla anche se non brillante carriera da modella che ancora continuava, seppur a rilento, malgrado avesse ormai più di quarant’anni.
Serena invece si era sempre distinta per il suo carattere esuberante ed anticonformista, per il suo piacere di stupire e perché no di dare scandalo, decisamente alta, dal fisico imponente da valchiria malgrado i capelli corvini
Così diverse… così vicine, non vi era in città una sola persona che si ricordasse di averle mai viste litigare.

Era quasi l’ora di chiusura nel bar c’era ormai pochissima gente ed Enrica non vedeva l’ora che se ne andassero per potersene andare a casa. Ogni giorno per lei la cosa si ripeteva inesorabile ed ogni giorno faceva sempre più fatica a sopportare quel posto. Suo marito era mancato quasi due mesi prima, dopo l’iniziale scoramento aveva cercato di reagire ma per quanto si sforzasse ogni giorno le sembrava sempre più difficile continuare.

Non era il lavoro, non erano le responsabilità, era quell’ambiente, un tempo amico e famigliare, che ora la opprimeva insopportabilmente. Quel bar austero ed elegante, quasi un monumento alla solidità delle tradizioni di quella piccola cittadina, le ricordava troppo suo marito e la soffocava ogni giorno di più.

“Ma sbatti tutti fuori e vattene a casa… non puoi mica assecondare sempre questi quattro perditempo… “, la voce famigliare di Serena la scosse dai suoi lugubri pensieri ed Enrica riuscì persino a sorridere guardando l’amica. Serena aveva parlato con voce alta e stentorea, il messaggio giunse a destinazione ed i pochi avventori seppur con qualche sguardo stizzito rivolto a Serena, iniziarono a lasciare il locale. “Sei sempre la solita sfrontata…. Ma grazie, non ce la facevo più… ” confessò a bassa voce Enrica.

Serena non le fece caso “Ti do una mano a chiudere, chissà da quanto tempo non fai un pasto decente, sei così secca… “, insieme incominciarono a chiudere le imposte e poi si apprestarono a chiudere la grossa serranda. “Come al solito sono arrivata in ritardo…. ” Disse una voce alle loro spalle, e le due si voltarono a guardare Ornella che arrivava sgambettando agile su quei tacchi chilometrici che aveva imparato ad usare per sembrare più alta.

“Sei arrivata giusto in tempo… ” la corresse scherzosamente Serena, “La nostra amica non mangia da almeno una settimana, ci toccherà legarla per farle ingoiare qualche cosa, e tu dovrai darmi una mano. In cambio offro io, non ho nessuna voglia di cucinare… ” continuò.
Enrica tentò una disperata difesa “No ragazze… vi ringrazio, ma sono veramente stanca, preferisco andare a casa… ” ma non servì a nulla. Implacabili Ornella e Serena la costrinsero a seguirle e pochi minuti dopo si ritrovarono sedute ad un tavolo di un’accogliente pizzeria.

L’umore di Enrica non migliorò di molto malgrado le due amiche si sforzassero di rendere l’atmosfera allegra e spensierata, persino la dissacrante Serena incominciò a preoccuparsi “Se tu fossi un’altra donna ti consiglierei di farti un amante… è incredibile come una sana scopata possa risollevare il morale.. ” ridacchiò cercando di sdrammatizzare ma ricavandone solo un’occhiataccia da Enrica ed un risolino sommesso di Ornella.

“Secondo me dovresti darci un taglio…. Chiudere il bar, cambiare tutto… ” disse Ornella “Hai ragione… ma come faccio… non so fare altro e non voglio certo mettermi a cercare un lavoro a quasi cinquant’anni… ” rispose Enrica con voce piena di sconforto “Va bene….. tieniti quel maledetto bar….. ma almeno dacci una risistemata, che so… cambia l’arredamento, ridipingilo di colori vivi e sgargianti… trasforma quel cimitero in un ambiente vivo… ” intervenne Serena con la sua solita irruenza.

“Voi avete ragione…. ” piagnucolò Enrica con lo sguardo fisso nel vuoto e colmo di disperazione “… ma sono in un vicolo cieco…. Non ho la forza di affrontare nemmeno il tran tran quotidiano figuriamoci per mettere tutto sotto sopra, senza parlare di tutti i soldi che servirebbero e che non ho….. “. Serena ed Ornella si guardarono negli occhi e senza bisogno di parlare si scambiarono il muto messaggio “Non possiamo lasciarla così…. Dobbiamo fare qualche cosa…. “.

Ornella fu la prima a parlare “Senti, io al momento non sono molto impegnata…. gli anni aumentano sempre e per una modella questo non è un vantaggio…. Non mi dispiacerebbe cambiare un po’… potrei aiutarti se mi accettassi come socia…. ” “Dio mio… ma dentro quella tua bella testolina per tanti anni si è nascosto anche un cervello…. È un’idea fantastica e mi associo anch’io…. Ma ci pensate noi tre assieme ? ? ? ” le fece eco con entusiasmo Serena.

Enrica, guardò con desolata tenerezza le due amiche e i loro sforzi per aiutarla “Ragazze vi ringrazio ma non posso permettervi… ” tentò di dire ma Serena le rispose subito. “Non provarti nemmeno a dirmi che cosa posso o non posso fare… e poi voi due non potete fare a meno di me e delle mie conoscenze. Conosco un direttore di banca al quale ho fatto…. ” Fece una pausa leccandosi lubricamente le labbra “… diciamo un sacco di favori. Sono certa che sarà felice di aiutarci. “.

“Ma serena, il tuo lavoro… che cosa farai… “, “Lo mollo… ” rispose con sicurezza Serena “… una volta era anche piacevole fare gli straordinari con il mio capo…. Ma adesso ha messo su un’orribile pancetta ed il più delle volte mi tocca slogarmi le mascelle per riuscire a farglielo diventare appena duro….. ” Serena guardò compiaciuta il viso scandalizzato di Enrica… da sempre si divertiva a provocare le reazioni scandalizzate della timida amica.

Nei giorni e nelle settimane successive, Enrica venne travolta dall’irruenza delle due amiche e senza quasi rendersene conto si ritrovò immersa in lavori, mutui, e burocrazia varia. Eppure quel brusco cambiamento, quell’autentica rivoluzione nella sua vita, sortì almeno l’effetto di impedirle di adagiarsi nella sua immensa tristezza, costringendola a cambiare ritmo ed il suo umore ne risentì beneficamente. Serena ed Ornella se ne accorsero vedendo lentamente sparire il pesante velo di tristezza che offuscava da troppo tempo il suo sorriso.

Ogni tanto capitava ancora che lo sconforto la assalisse soprattutto quando era al Bar per controllare l’andamento dei lavori. Il locale al momento appariva solo il confuso cantiere che era, polveroso, ingombro di cianfrusaglie e materiale e roso ancor più caotico dal frenetico vai e vieni dei muratori. Quando accadeva per fortuna Serena ed Ornella erano accanto a lei. “Dai Enrica, cerca di essere positiva, guarda il lato bello delle cose…. ” Le disse Serena “E quale sarebbe ? ? ? ” rispose Enrica dubbiosa e poi seguì lo sguardo dell’amica che si era spostato verso un angolo del locale dove lavorava un mutatore di colore, un gigante dalla pelle scurissima ed il corpo che pareva scolpito in modo da evidenziare ogni più piccolo anche se iper sviluppato muscolo.

“Vedi, ogni giorno si scoprono nuove meraviglie del creato e ci si accorge della limitatezza delle proprie esperienze…. Io, ad esempio… mi sono resa conto solo oggi di non aver mai scopato con un negro…. E solo oggi mi rendo conto che probabilmente mi sono persa il meglio della vita…. ” Continuò Serena “Mi dispiace deluderti… ma io una volta ho scopato con un negro… un modello americano… una gran delusione… ” intervenne Ornella dando il suo personale contributo al vistoso colorito che aveva immediatamente acceso le guance di Enrica “Ma non siete mai capaci di un ragionamento serio…. ” Sbottò irritata.

“Guarda che io sono serissima…… ” rispose ridacchiando Serena “Cara Ornella tu mi fai un paragone sbagliato…. il tuo patinato ed effeminato modello non ha nulla a che vedere con quel formidabile prodigio della natura… a quello stallone di prima classe…. Sarei pronta a scommettere un corpetto in raso contro mutande da suora che quelli che si vedono non sono i muscoli più sviluppati che ha….. “.
Enrica cercò di vincere il proprio imbarazzo ripetendosi che la sua amica scherzava… che lo faceva apposta per scandalizzarla ma quando la sera, al termine dei lavori, mentre tutti si preparavano a tornare a casa vide la giunonica bruna avvicinarsi al muratore di colore ed iniziare a parlargli incominciò a nutrire il sospetto che facesse sul serio.

Serena si era avvicinata al gigantesco negro mentre stava finendo di allacciarsi la camicia e non aveva potuto fare a meno di notare i potenti muscoli pettorali e provare un fremito di eccitazione “Adrienne… oggi tu hai lavorato nei bagni vero ? ? ? ? ” gli domandò con un sorriso “Certo signorina… ” rispose lui “Puoi seguirmi un attimo, ho visto una cosa che non va e che vorrei tu sistemassi al più presto… ” continuò Serena e s’incamminò verso i bagni seguita dal negro, accentuando istintivamente il morbido ondeggiare dei fianchi.
Enrica guardò l’amica incredula… ed ebbe pochi dubbi su quanto si apprestava a fare.

“Ecco vedi… qui in alto…. Non mi sembra che questo tubo sia murato correttamente… ” disse Serena salendo in piedi su di una scaletta ed allungandosi per indicare il punto. Era perfettamente consapevole del fatto che Adrienne ora si trovava molto più in basso di lei e che estendendosi per indicare il punto la già corta gonna risaliva pericolosamente lungo le cosce tornite aprendo sempre più la visuale all’uomo e questo le diede un nuovo piacevole brivido e quel noto calore che iniziava a diffondersi dal suo ventre in tutto il corpo.

Scendendo notò il sorriso furbo del negro e non ebbe dubbi sul fatto che l’uomo avesse intuito le sue intenzioni. Adrienne iniziò a slacciarsi la camicia e se la sfilò mettendo in risalto l’ampio torace ed i muscoli possenti “Non vorrei sporcarla… ” disse con un sorriso malizioso, poi saltò agilmente sulla scala e salì afferrando il tubo e saggiandone la resistenza Poi si voltò verso Serena e la fissò. Ora si trovava molto più in alto di lei ed il suo sguardo poteva facilmente vagare nella profonda scollatura del maglione di Serena ed accarezzare liberamente le morbide ed ampie curve dei grossi seni di lei, ….. e ne approfittò apertamente.

Signorina Serena, secondo me non c’è nulla che non va…. Anzi è tutto perfetto, e le assicuro che ho guardato bene…. ” Disse Adrienne mentre scendeva dalla scala con u n largo sorriso che sembrava fatto apposta per far risaltare il doppio senso delle sue parole.
Serena ormai non era più in grado di controllare la propria eccitazione e decise che era giunto il momento di rompere gli indugi. “Sei un espero… voglio crederti…. Dio mio…. Ma sei tutto così muscoloso ? ? ? ” disse con voce chioccia, mentre la sua mano sfiorava i potenti muscoli pettorali del negro per poi scendere sulle face muscolari del ventre che vibrarono istintivamente a quel tocco delicato. Il negro si limitò ad una smorfia interrogativa ma non rispose. La mano di Serena era giunta al bordo dei jeans di Adrienne “E dai… non dirmi che sei così sviluppato anche qui…. Saresti mostruoso…. ” Continuò Serena con voce tremante dall’eccitazione e smentendo con l’intonazione le sue stesse parole.
Serena non attese la risposta di Adrienne, le sue agili dita iniziarono a slacciare il bottone dei Jeans. L’uomo aveva lavorato duramente quel giorno, il suo odore era intenso… piacevolmente maschio, le narici di Serena lo gustavano avidamente. Provò un nuovo intenso brivido nel sentire il rumore della cerniera che le sue stesse dita andavano abbassando.

“Dio mio… ma è immenso… ” si lasciò sfuggire poco dopo, mentre il membro possente anche se ancora non completamente eretto di Adrienne sgusciava dai boxer sfiorando le sue dita. A questo punto Adrienne smise di restare passivo, le sue grosse mani iniziarono ad accarezzare i seni di Serena attraverso il maglione “Tu hai visto quello che volevi… adesso tocca a me… ” disse con voce baritonale… per un attimo Serena venne avvolta dall’oscurità mentre il maschio le sfilava il maglione. Non portava nulla sotto ed i grossi ed elastici seni sobbalzarono nell’aria subito bloccati dall’avida bocca del negro che si chinò a baciarli succhiandone avidamente i capezzoli con le labbra grandi e carnose.
La mano di Serena avvolse il membro ed iniziò a muoversi ritmicamente.

Alla bocca Adrienne unì il lavoro delle gigantesche mani, la gonna di Serena venne sollevata sui fianchi formosi, le mutandine abbassate e le grosse dita iniziarono a toccarla con incredibile delicatezza. Non ci volle molto prima che Serena si accorse di essersi tramutata in un autentico lago. Ben presto lui le spinse imperiosamente la testa in basso e lei accolse con gioia l’immenso membro in bocca succhiandolo avidamente, tornendolo con la tumida lingua e sforzandosi, con scarsi successi, di accoglierlo il più profondamente possibile, esaltata dai movimenti incoerenti del bacino di Adrienne che le testimoniavano quanto l’uomo gradisse i suoi tocchi.

A fatica Serena si staccò e risalendo lungo il ventre del negro risalì a baciarlo “Mi sono sempre chiesta come lo fate voi in Africa…. ” Disse con l’aperta intenzione di provocarlo “Io in Africa non ci sono mai stato… sono nato in Francia…. Comunque noi lo facciamo così….. ” le rispose stando al gioco. Le potenti mani l’afferrarono per le spalle, la ruotarono e la costrinsero ad appoggiarsi al muro. Serena percepì chiaramente l’istante in cui il negro piegò le ginocchia… pochi istanti dopo sentì l’immenso glande farsi largo tra le sue cosce… puntare direttamente verso quello che in quel momento era il centro del suo essere. Emise un leggero gemito … di piacere e di sorpresa nel sentire scivolare dolcemente dentro di se quell’immenso arnese…

Quando Adrienne fu completamente penetrato in lei e giunse con il proprio pube a contatto con le sue natiche formose, Serena ebbe il primo orgasmo. L’amplesso li travolse, Serena non riusciva a concentrarsi su nulla che non fosse il suo respiro affannato, il ritmico scorrere del membro dentro di lei, le mani di Adrienne che la frugavano senza ritegno….. le ondate di piacere montavano inesorabili sino a travolgerla.
Sentì l’orgasmo di Adrienne dai sussulti frenetici del membro dentro di lei, le caldissime bordate di sperma la riempirono e scatenarono l’ultimo furioso orgasmo

Restò a lungo accasciata nel bagno, cercando di riprendersi, poi finalmente riuscì a ricomporsi e tornò nel Bar. Se ne erano andati tutti, restavano solo Enrica e Ornella. Notò subito che le due la fissavano “Non guardatemi così…… dopo tutto mi sono solo fatta una scopata… una gran scopata devo confessarmi…… Avevo proprio ragione, quello è un vero stallone, una forza della natura…. Se accettate il consiglio….. ” le bastò guardare il viso di Enrica per capire che l’amica non avrebbe apprezzato il suo consiglio, fece spallucce e tornò ai suoi lavori.

Nei giorni successivi, Serena si rallegrò di aver centrato il suo giudizio su Adrienne. Oltre che un maschio fantastico era anche un uomo intelligente, non forzò mai la mano e si dimostrò capace di gestire la difficile situazione, prima che i lavori finissero fecero all’amore ancora un paio di volte.

Terminati i lavori, ci volle ancora molto tempo per le finiture e per l’arredamento del locale, poi per organizzare adeguatamente l’apertura. Se ne occupò personalmente Ornella che curò anche le divise da lavoro, scatenando le ire di Enrica. “Ma sei impazzita ? ? ? Non siamo mica ragazzine che vanno in giro sculettando sotto le minigonne o mostrando i gioielli di famiglia… non metterò mai una simile cosa… ” sentenziò furibonda “Sei proprio una vecchia bigotta…. , secondo me le divise sono bellissime e non me ne frega nulla se ho passato i quaranta…. ” Sentenziò Serena spalleggiando l’operato di Ornella.
“Mi dispiace contraddirti Enrica, ma non c’è nulla di scandaloso in questi vestiti, sono semplicemente belli e sexy, esattamente come noi tre…. ” Rincarò Ornella e Serena approvò calorosamente.
Per quieto vivere Enrica non spinse oltre la discussione anche se nei giorni successivi, con l’approssimarsi della data di apertura ritornò più volte sull’argomento senza per altro smuovere minimamente le due amiche dalle loro posizioni.

Venne finalmente il giorno dell’inaugurazione, il locale era splendido, sgargiante ed allegro, Ornella aveva organizzato tutto alla perfezione ed un sacco di gente venne curiosa di conoscere il nuovo locale. Nel giro di poche settimane si ritrovarono con una buona clientela, fatta essenzialmente di giovani.. A volte vi era un poco troppo caos, ma ad Enrica non dispiaceva specialmente se ricordava le giornate piatte ed interminabili nel vecchio locale. Ornella e Serena poi l’aiutavano e spalleggiavano alla perfezione e ben presto anche le sue paure di non riuscire a pagare i debiti contratti si attenuarono per poi svanire.

Circa sei mesi dopo l’apertura, una sera, le tre amiche si ritrovarono sole nel locale, subito dopo la chiusura, soddisfatte e felici, ed iniziarono a chiacchierare tranquillamente. “Ragazze ora lo posso dire con sicurezza… mi avete proprio salvato con la vostra idea… mi sento rinata” esordì Enrica “Non ci devi ringraziare… anch’io sono molto soddisfatta…. Certo il lavoro è duro, ma mi piace… mi sento come ringiovanita… ” rispose Ornella “Per me è bello stare tutto il giorno a contatto con i ragazzi… sarà stupido, ma incomincio a pensare a loro come a miei figli… ” riprese Enrica.

“Confermo, è proprio stupido… mia cara mi dispiace dirtelo ma se io fossi in te mi farei vedere da un medico… ” sbottò Serena. Enrica, sorpresa dalla reazione dell’amica, la guardò stupita “Scusa ma perché ? ? ? ” balbettò “E mi chiedi anche il perché ? ? ? Ma che cosa sei diventata… io non ti riconosco più, passi le giornate in mezzo a giovani che sprizzano vita da ogni poro, che non pensano ad altro che al sesso… che ti mangiano con gli occhi ogni volta che passi tra loro, che sbirciano quando ti pieghi, sotto la gonna, nella scollatura….. che amoreggiano sotto ai tuoi occhi dalla mattina alla sera e tu ? ? ? ? Pensi a loro come ai tuoi figli ? ? ? “.

Serena sembrava una furia inarrestabile e si rivolse subito dopo ad Ornella “Coraggio parla anche tu…… non credere che non ti abbia vista chiacchierare con aria da santarellina con Roberto mentre lasciavi che lui ti fissasse intensamente sotto la gonna…. ” Ornella scoppiò in un’allegra risata “Non ti sfugge proprio nulla… comunque stavo solo giocando… non riuscirei mai a portarmi a letto uno che ha la metà dei miei anni…. Almeno credo… ” concluse in modo non completamente convincente.

“Sono io a non riconoscervi più…. Ma state scherzando o dite sul serio ? ? ? ” si sfogò Enrica provocando unicamente la reazione di Serena “Senti carina…. Non mi raccontare balle…. Gli ormoni sono ormoni… solo che tu ti sforzi di reprimerli e noi no… Cazzo… io quando vedo quelle ragazzine strette strette al loro ragazzo, una mano ben nascosta sotto il tavolino mi bagno tutta… e tu provi sentimenti materni ? ? ? ”
Ancora una volta Serena si rivolse subito dopo ad Ornella “Non hai mai trovato niente di strano facendo le pulizie ai tavoli ? ? ? ” le domandò Ornella annuì con un sorriso malizioso “e tu bella addormentata ? ? ? Trovato niente ? ? ? ” Enrica rimase inebetita dalla domanda e farfugliò “e che cosa avrei dovuto trovare secondo te ? ? ” “Non dirmi che non hai trovato qualche sedile con chiazze bianchicce…. ” Enrica annuì “Avranno rovesciato qualche cosa…. ” Cercò di spiegare… “Certo che hanno rovesciato qualche cosa… ti ricordi quando qualche ragazzo ci portava al cinema e pretendeva che lo toccassimo… capitava anche a noi di rovesciare qualche cosa…. ” Ridacchiò Serena.

Enrica dovette suo malgrado ammettere che la spiegazione era plausibile “Voi dire che fanno quelle cose sotto ai nostri occhi e nemmeno ce ne accorgiamo… ” disse inorridita “Fanno del sesso… non quelle cose… e che cosa vorresti che facessero alla loro età… pensa che l’altro giorno ho beccato la Alessia al cesso intenta a spompinare il Lando… ” si aggiunse Ornella “E tu che cosa hai fatto… ” disse Enrica sempre più stupita “Gli ho detto di chiudere meglio la porta… ” ridacchiò Ornella.
Enrica decise che era meglio dare un taglio alla discussione ed andarsene a dormire.

Ma dopo quella sera incominciò a guardarsi in giro con maggiore attenzione ed in particolare a tenere d’occhio le sue due amiche e non ci volle molto a capire che le due si sentivano completamente a proprio agio in mezzo a tutti quei ragazzi e mostravano una confidenza che a lei pareva incredibile. Serena dominava spesso la scena con il suo fisico imponente il suo modo di fare deciso la sua voglia di parlare sempre di tutto. Non appena il lavoro lo consentiva, si fermava spesso a parlare con i giovani avventori facendo sfoggio delle sue idee moderne aperte ed anticonformiste.
Ornella invece aveva modi meno appariscenti ma in compenso erano tantissime le teste che si voltavano al suo passaggio.

Ad Enrica non ci volle molto per notare che spesso la sua amica si fermava a conversare con un ragazzo in particolare il Lando. Era indubbiamente il leader della compagnia che frequentava il Bar, ammirato e rispettato dai ragazzi idolatrato dalle ragazze per quel suo fisico da atleta ed il look sempre all’ultima moda. Alla prima occasione Enrica non seppe trattenersi “Che fa il Lando… ci prova anche con te ? ? ? ” domandò quasi distrattamente ad Ornella “Quello ci prova con tutte… ” replicò lei sullo stesso tono “E tu che intenzioni hai ? ? ? ” disse Enrica mordendosi subito dopo la lingua.

Ornella non la prese male e rispose ridacchiando “Per ora mi diverto a lasciarlo fare… ” e subito dopo aggiunse “Dovresti provarci anche tu… è divertente sai farsi corteggiare da un ragazzino… divertente e lusinghiero… “E dare a quel ragazzino viziato un altro motivo per credersi irresistibile… no grazie… ” rispose con decisione Enrica. Ornella fece spallucce e si allontanò lasciando Enrica con una strana sensazione di frustrazione che cercò di scaricare alla prima occasione.

Infatti quando le si avvicinò Serena disse “Hai notato che il Lando fa il filo ad Ornella ? ? ? Lei gli da corda, per ora, ma non credo che alla fine si spingerà così in la….. ” poi aggiunse “Tu che ne pensi ? ? ? ” ed ancora una volta Serena non si smentì “Non so che cosa farà lei… so solo che io al suo posto gliela servirei su un piatto d’argento… da ragazzina non sono mai riuscita a farmi il più figo della compagnia… ” ma subito dopo Serena si superò lasciando letteralmente di stucco Enrica “Sai che ti dico…. Io non ce la faccio più….. ogni sera a casa mi masturbo come una ragazzina pensando a questi ragazzini…. Ormai ho deciso, sta sera ne rimorchio uno e gli insegno come si scopa con una vera donna….. “.

Enrica non ebbe nemmeno la forza di replicare….. e da parte sua Serena non perse l’occasione di dimostrare ancora una volta di essere una donna decisa e sicura di se. Enrica capì subito chi aveva adocchiato. Roberto era un ragazzo carino e ben educato… ma molto timido. Quella sera Enrica lo vide arrossire più volte ed ogni volta c’era Serena nelle sue vicinanze.
Poi quando alla solita ora Roberto si alzò e salutò tutti prima di uscire, Serena gli si rivolse dicendo “Questa sera sono senza macchina, debbo lasciarla ad Enrica…. Potresti darmi un passaggio sino a casa… ” Certamente… rispose Roberto arrossendo leggermente. “Ragazze è probabile che domattina io faccia tardi…. ” Urlò Serena accentuando il rossore sulle guance di Roberto.

In macchina si diverti a stuzzicarlo mostrando generosamente le belle cosce, rammaricandosi della brevità del percorso
Poi quando lui accosto per farla scendere, lo sorprese dicendo “Dai spegni la macchina che per sdebitarmi ti offro il bicchiere della staffa….. ”
Quando nell’appartamento gli domandò “Roberto dimmi sinceramente io ti piaccio ? ? ? ? Voglio dire la notte in camera tua ti sei mai masturbato pensando a me ? ? ? ” per poco il giovane non si soffocava strozzandosi con il vino che stava sorseggiando. Serena non gli diede tempo di riprendersi e continuò ad aggredirlo “Sai se ti va possiamo anche scopare… anzi … io ho una gran voglia di farmi scopare da te…. ” Ed accompagnò le parole con la mano che si appoggiò sul pube del giovane.

Sentire il membro di Roberto indurirsi rapidamente sotto la sua mano, le diede una formidabile scarica di eccitazione. La mano si fece più audace… iniziò a slacciare il bottone e poi ad abbassare la lampo quindi s’immerse alla ricerca dell’agognato membro. Con il membro ormai durissimo in mano, agitandola ritmicamente costrinse Roberto a fissarla negli occhi “Dimmi Roberto… mi trovi bella… non è che sono troppo vecchia per te ? ? ? ? ”

La reazione di Roberto fu decisa, prese a scuotere con forza la testa mentre il suo sguardo passava indeciso tra il volto di Serena e la sua mano che lo stava masturbando “Vecchia tu…. tu sei bellissima… ti desidero così tanto… ” farfuglio con voce simile ad un gemito Serena non demordeva “Bellissima dici… dimmi che cosa ti piace di più del mio corpo? ? ? ” domandò ancora “I tuoi seni…. Sono così grandi…. ” Rispose con slancio Roberto “Ed allora perché non li tocchi… ” aggiunse Serena e per dar maggio forza alle sue parole smise per un attimo di masturbarlo e si aprì la camicetta. La reazione di Roberto la sorprese.

Il giovane si gettò su di lei, le sue mani afferrarono i sui seni e ben presto li liberarono del reggiseno mentre lui si chinava su di lei iniziando a coprirli di baci. I grossi capezzolo scuri attirarono irresistibilmente la sua bocca ed il giovane incominciò a succhiarli e mordicchiarli goffamente ma anche molto piacevolmente. Serena si abbandonò piacevolmente a quella giovanile furia prima di tornare all’azione.

Spinse indietro Roberto facendolo appoggiare al divano “Hai mai sognato che te lo succhiassi ? ? ? ” domandò, ma senza attendere la risposta del giovane si chinò sul suo ventre ed accolse in membro eretto in bocca, lo avvolse con le morbide labbra ed iniziò ad affondarselo in bocca mentre iniziava a vellicarlo con la lingua. Avanzò inesorabile sino a quando il membro non le fu completamente scomparso in gola e le sue labbra si appoggiarono al pube ed allo scorto di Roberto.

La reazione del giovane fu immediata, ma lei con abilità seppe dominarla alla perfezione. Non appena sentì i primi fremiti incontrollati scuotere il cazzo, arretrò un poco ed accentuò il movimento della lingua, quando sentì la voce tremante di Roberto che timidamente le diceva “Attenta sto per venire… ” si esaltò e ed iniziò a sua volta a gemere mentre l’orgasmo copioso del giovane le invadeva caldissimo la gola e lei iniziava a deglutire golosamente.

Non si fermò nemmeno quando il membro iniziò ad afflosciarsi, anzi riprese a succhiare con maggior lena ridandoli forza e vigore, poi soddisfatta si sollevò e si mise a cavallo del giovane con i seni che gli sommergevano il volto. Si chinò a baciarlo eccitata dal farlo con ancora il sapore del suo sperma in bocca. Le sue mani intanto sollevavano la gonna sui fianchi, scostavano le mutandine e guidavano il membro verso la vagina. Si calò sul cazzo con un gemito affondandolo dentro di se.

“Adesso che ti sei sfogato voglio che mi scopi… “Gli sussurrò ed il ragazzo iniziò ad agitare il bacino unendosi a quelli del suo “Lo sapevo che eri una troia…. ” Gemette Roberto pentendosene subito dopo “Scusa … io non volevo… ” si scusò timido mentre improvvisamente si bloccava “E avevi ragione… io sono una troia… la tua troia… scopami…. Fotti la tua puttana… ” lo incitò Serena e lui rispose con entusiasmo. Le sue mani si posarono sull’ampio culo di Serena iniziando a stropicciarne le natiche.

“Sognavi di fare anche questo ? ? ? e come sognavi di farlo ? ? ? ” continuò ad stuzzicarlo Serena, notò subito la profonda trasformazione che era improvvisamente intercorsa in Roberto, dal suo sorriso soddisfatto e sicuro che precedette le sue parole “Te lo mostro subito…. “. La fece sollevare, la costrinse dolcemente ad inginocchiarsi sul pavimento e poi, liberatosi dei vestiti si portò alle sue spalle e la penetrò afferrandola per i fianchi e scopandola con foga.

Serena gemette per la forza dei suoi affondo che spingevano il glande durissimo a sbattere ritmicamente contro il suo utero e per i colpi che il suo pube assestava alle natiche facendole sobbalzare rumorosamente, imprimendo a tutto il suo corpo un ritmico ondeggiare che i suoi grossi seni amplificavano. “Dioooo… ma sei un animale… mi stai spaccando tutta…. ” Gemette con voce resa roca dal piacere , poi subito dopo per paura che quelle parole bloccassero nuovamente il giovane aggiunse “Continua…. Mi piace….. ” Roberto continuò e ben presto lei raggiunse l’orgasmo e perse ogni controllo.

“Continua… continua… fammi tutto quello che vuoi…. ” Gemette e poco dopo quasi se ne pentì. L’eccitatissimo Roberto, estrasse il membro e spostatosi di pochi millimetri lo appuntò al suo sfintere e spinse con decisione. Da molti anni Serena non lo prendeva più nel culo…. lo aveva fatto in gioventù, quando era una ribelle e voleva provare tutto quanto fosse fuori dalle regole. Provò una fitta di dolore che la fece gemere e che Roberto scambiò per l’ennesima
manifestazione di piacere accentuando forza e frequenza dei suoi movimenti.

Passato l’iniziale fitta il dolore si attenuò e ben presto Serena riassaporò le sensazioni ormai dimenticate della perversione sino a che Roberto non venne nuovamente dentro di lei ed i due si accasciarono esausti a terra.

Il fatto che Serena fosse uscita dal locale con Roberto dopo averlo stuzzicato per tutta la sera non era passato inosservato ed anzi aveva scatenato un fitto chiacchierio che diede al Lando la spinta finale per decidersi a provarci seriamente con Ornella. “Vuoi anche tu essere accompagnata a casa ? ? ” le domandò con il suo solito sorriso sicuro “Generalmente non rubo gli uomini delle altre… ” rispose Ornella con tono sibillino, lasciando intendere che l’offerta non le era indifferente. “A che cosa ti riferisci ? ? ? ” domandò lui fingendo di non capire “Dai non fare il finto tonto…. Lo sanno tutti che ti sei appena messo con Alessia… e nessuno lo sa meglio di me… ” rispose Ornella alludendo al fatto che li aveva sorpresi nel bagno del Bar..

Il Lando alzò le mani in segno di resa, muta preghiera a non continuare, ma in realtà non aveva alcuna intenzione di desistere. “Se questo può sollevare la tua coscienza…. Possiamo far partecipare anche lei… ” disse con tranquillità, Ornella si sorprese dell’audacia di quel giovane ma si sforzò di non darlo a vedere “E che cosa ti fa pensare che io possa anche solo prendere in considerazione una simile proposta ? ? ? ” domandò con aria infastidita “Dai… lo sanno tutti che sei stata una modella… e tutti sanno anche che in quel mondo non si va avanti se non ci si presta a certi giochetti… ne avrai sicuramente fatte anche di peggio…. ” Ornella dovette ammettere che il ragazzo non si sbagliava e ridacchiò dentro di se ma non lo diede a vedere “è una discussione oziosa… la tua ragazza non ci starebbe mai…. ” Troncò la discussione, o meglio cercò di farlo perché le sue parole non sortirono l’effetto sperato.

Il Lando scoppiò in un’allegra risata “Per questo lascia fare a me… Alessia è molto calda e volonterosa di apprendere…. sarà un ottima allieva per te… tu devi solo deciderti… ti accompagniamo a casa saliamo a rimboccarti le coperte…. ”

Quando vide Lando accomodarsi tranquillamente sulla poltrona e fissarla mentre nel suo corpo passavano i primi brividi d’eccitazione che le mani di Alessia sul suo corpo le provocavano, Ornella provò una forte antipatia per quel ragazzo così sicuro e pieno di se…. Ma era troppo bello e la sua eccitazione cresceva, attirò a se il viso di Alessia afferrandola per il caschetto di capelli biondi, poi la baciò lasciando libero spazio alle emozioni e con la mente ritornò indietro nel tempo a quando le e qualche altra giovane collega si esibivano in duetti saffici per eccitare qualche organizzatore di sfilate che di li a poco le avrebbe scopate.

Fece stendere Alessia sul letto, la ragazza aveva un gran bel corpo, leggero ma ben modellato, con seni ben pronunciati, allacciò il suo ben più formoso corpo con quello della giovane e si chinò affondando la testa tra le cosce della ragazza, scostò i lunghi capelli neri per lasciare libera la visuale a Lando mentre le sue dita mettevano in risalto il roseo clitoride di Alessia e la sua lingua iniziava a sfiorarlo dolcemente scatenando i gemiti della giovane.
Lando mostrò di non aver fretta e lasciò che lesbicassero a lungo, raggiungendo numerosi orgasmi prima di spogliarsi ed unirsi a loro.

Dimostrò subito di voler essere il padrone della situazione e volle che si dedicassero entrambe al suo membro, lavorandolo contemporaneamente con le tumide lingue poi mentre una lo succhiava l’atra doveva leccargli amorevolmente lo scroto e le dure palle. Ornella non riuscì a non pensare a quante ragazzine dovevano essere passate dalle esperte mani del Lando, ma ben presto dovette anche riconoscere che quel ragazzo era uno di quei classici maschi che pensano solo a se stessi… non sarebbe mai diventato un grande amatore.

Quando decise di scoparla lo fece senza tanti complimenti, mettendola sdraiata su di un fianco e scopandola da dietro dopo averla afferrata per i fianchi. Quasi tutto il piacere che Ornella ne ricavò venne dalla volonterosa bocca di Alessia che vagava sul suo corpo. Quando il Lando volle scopare la ragazza, Ornella si dedicò a lei ricambiandola con tutta l’abilità di cui era capace.

Frettoloso Lando si stancò presto e le fece nuovamente allacciare nella classica posizione del 69 con Ornella sopra
Lo sentì portarsi alle sue spalle e non le fu difficile intuire cosa stesse per accadere. La decisa pressione del glande di Lando sul suo sfintere glielo confermò subito dopo “Guarda Alessia… vedi come lo prende nel culo… e tu che fai tante storie….. “ruggì eccitatissimo. Ornella ormai assente si consolò leccando Alessia e concentrandosi sui gemiti della giovane per mantenere un minimo d’eccitazione. Per fortuna durò poco, troppo eccitato il Lando se ne venne ben presto, estraendo il membro dal culo di Ornella e spostandosi in modo da irrorare alla perfezione con il proprio seme il viso di Alessia per poi spingere le due a baciarsi.

L’indomani mattina Enrica vide arrivare al bar le due amiche con forte ritardo. Serena aveva un’aria spumeggiante e felice, mentre Ornella non aveva la solita vitalità. La mattina, passata l’ora della colazione ed in attesa della pausa pranzo, il bar era di solito poco frequentato, così le tre amiche ebbero molto tempo per chiacchierare.
Ovviamente fu Serena ad iniziare “Ragazze, ho passato una notte da favola…. Roberto è fantastico, così timido eppure così focoso…… mi ha prosciugata, non ricordo nemmeno più quante volte sono venuta…. ” “Per favore non scendere nei dettagli… ” la interruppe Enrica “La solita puritana… e diventi ogni giorno più acida… e pensare che basterebbe che tu una volta seguissi i consigli delle amiche e ti facessi una sana scopata…. ” .

Enrica fece una smorfia “Non so perché parlo ancora con voi due… è tutto inutile, tanto non riesco più a capirvi… sembrate impazzite, Serena tu che seduci il povero Roberto… Ornella tu che ti fai rimorchiare da quel fanforone di Lando…. ” Serena assunse un’espressione stupita “Senti senti… cosa sarebbe successo in mia assenza… ti sei veramente fatta il Lando… dimmi com’è tanto fumo e niente arrosto vero ? ? ? ” investì di domande Ornella la quale rispose di malavoglia…. “Lo sai che non sono mai stata brava a scegliere i miei uomini… Lando non fa eccezione…. è un piccolo bastardo tutto preso da se stesso…. ”

Pur cercando di minimizzare la cosa, Ornella riuscì solo a scatenare la curiosità di Serena “Se dici così deve averla combinata grossa… dai racconta e non ti far pregare… siamo amiche o no ? ? ? ” la incalzò. “A volte dubito di questa tua ultima affermazione…. comunque il piccolo bastardo mi ha combinato un bel giochino a tre… facendo partecipare anche Alessia… la sua nuova ragazza… poi si è preoccupato solo di se stesso… “. Serena scoppiò a ridacchiare ma subito dopo si sforzò di assumere un’espressione seria “Scusa Ornella… non è che sia contenta che le cose ti siano andate male…. solo che stavo guardando la faccia che ha fatto Enrica nel sentire che sei andata a letto con il Lando ed un’altra donna e mi è scappato da ridere….. “.

A questo punto Enrica, che sino ad allora aveva ascoltato con un misto di curiosità e di orrore, si sentì parte in causa e rispose “E che cosa dovrei fare… scopro che le mie due migliori amiche sono diventate due pazze scatenate a cui basta infilarsi in un letto e scopare per essere felici… che pur di farlo si portano a letto negri, ragazzini… persino ragazzine… permetti che resti un pochino stupita ? ? ? ? ” “Svegliati Biancaneve !!!! ” l’apostrofò Serena “non dirmi che non senti il bisogno di due belle braccia forti che ti abbracciano, di due mani maschie che ti toccano ? ? ? ” “E questo che centra… certo che a volte sento quel bisogno… ma non sono disposta a saltare addosso al primo che passa” rispose Enrica, arrossendo leggermente “Ma non ti accorgi che così facendo ti rovini la vita…. Il sesso è un bisogno naturale… non si può soffocarlo…. ” Insistette Serena, ottenendo solo di far scappare Enrica infuriata.

Passarono i mesi senza che la situazione mutasse molto, Serena ed Ornella continuavano a destare, di tanto in tanto reazioni scandalizzate di Enrica la quale da parte sua continuava a sentirsi sempre più insoddisfatta sino a che una sera….

Serena stava abbassando la serranda quando dalla strada giunsero urla concitate “Stiamo arrivando non chiudere.. ” seguite da risate e dal rumore di passi accelerati “Non chiudere… non ancora, abbiamo bisogno del bicchiere della staffa…. ” Disse Roberto infilandosi sotto la serranda seguito da quelli che ormai erano diventati suoi inseparabili amici, Giulio, Alessandro e Paolo. “Ragazzi mi sembra che voi abbiate già bevuto abbastanza… ” rispose Serena abbassando la serranda per evitare che altri nottambuli s’infilassero nel Bar.

“Non dategli retta ragazzi venite che vi servo da bere… che cosa volete “Li invitò invece Ornella. “Champagne naturalmente. Anche Enrica, contagiata dall’allegria dei quattro, sorrise e domandò “Mi sembrate su di giri… da dove venite ? ? ? ” “Non lo sapete ? ? ? Angelo domani si sposa… siamo stati alla sua festa di addio al celibato” rispose con allegria Giulio, poi i quattro si lanciarono in un brindisi che venne subito interrotto da Roberto. “Ma dovete brindare anche voi… ” e costrinse Enrica Ornella e Serena ad unirsi al brindisi.

“Su Roberto racconta… che cosa avete organizzato di bello per Angelo…. ” domandò Serena “Le solite cose, la cena… poi in un locale dove fanno spettacoli un po spinti… ” rispose lui con un filo d’imbarazzo “… e poi tutti a puttane…. ” Aggiunse Serena “… questo no… o meglio… solo per Angelo… cazzo ci è costato un capitale… ” rispose Paolo.
Evidentemente su di giro, Alessandro propose un altro giro di brindisi e poi se ne uscì dicendo “Cazzo… avremmo duvuto organizzare qualche cosa qui , quel locale era veramente squallido… ” ed a lui si unì Giulio “… già Serena tu che ne dici… la prossima volta ce lo fai un bello strip…. ” Tutti risero e Roberto corse al Juke Box ed introdusse una moneta selezionando uno scatenatissimo pezzo latino americano “Dai facci vedere come faresti…. ” “E dove dovrei danzare… non c’è il palco qui…. ” Ridacchiò Serena “Sul bancone… sul bancone… ” risposero in coro i ragazzi e Serena venne presa dalle loro mani e sollevata sino a che non si ritrovò sul bancone.

Iniziò a danzare con mosse molto sensuali “Attenta a non rovinare il bancone… è nuovo… ” disse Enrica, ma bonariamente, ridacchiando a sua volta. “Dai Enrica non fare la rompiscatole…. Anzi unisciti a lei… ” la invitò Alessandro Enrica scosse con forza la testa, ma i ragazzi non si diedero per vinti e fece la fine di Serena, ritrovandosi a danzare sul bancone, per una volta spensierata.

Ornella riempì per l’ultima volta i bicchieri finendo la bottiglia, poi autonomamente si unì alle due amiche lanciando il suo grido di battaglia “Fate largo adesso vi faccio vedere io come si fa. Tutti ridevano, le tre amiche ballavano mimando le mosse esagerate delle spogliarelliste il gioco continuò senza apparenti variazioni.

Ma ben presto qualche cosa cominciò impercettibilmente a cambiare, gli schiamazzi dei quattro ragazzi si fecero più sommessi mentre la tensione incominciava a salire Serena fu la prima a percepire quel cambiamento, anche se solo inconsciamente. Ed il suo corpo rispose adeguatamente, le sue mani sollevarono un poco di più la gonna sui fianchi, i fianchi si misero ad ondeggiare con mosse sempre più sinuose.

I quattro ragazzi le fecero scendere tra di loro, iniziarono a ballare con loro… sempre più vicini a loro le loro mani incominciarono a sfiorare i corpi delle tre amiche sino a che all’improvviso Giulio non estrasse una banconota da cinquantamila e la spinse nella scollatura del vestito di Enrica. Serena si stupì nel vedere che l’amica, anziché reagire scandalizzata, scoppiava in un’allegra risata limitandosi ad un allegro “Non esagerare adesso… ” per altro inascoltato quando il ragazzo affondava un poco di più le dita nella scollatura. Il gioco venne imitato dagli altri.
Serena. Che aveva sollevato un poco troppo la gonna si ritrovò dita vogliose che spingevano una banconota nelle sue mutandine.

In pochi minuti l’atmosfera degenerò.. i corpi dei ragazzi ormai si stringevano a quelli delle tre amiche Ornella vide Roberto strusciarsi alle spalle di Enrica ed immaginò che la situazione non dovesse essere molto diversa dalla sua.. il membro eccitato di Giulio premeva sulle sue natiche. Enrica accennò ad una reazione, facendo un tentativo per scostarsi… ma Roberto la afferrò e costrettala a voltarsi la baciò… Ornella vide l’amica irrigidirsi, le sue braccia premere sul petto del giovane per allontanarlo ma perdere rapidamente forza mentre lei si rilassava tra le braccia del maschio.

Quando si voltò verso Serena capì che avevano passato il punto di non ritorno e che il gioco era terminato… per lasciare spazio a qualche cosa di meglio. Alessandro era inginocchiato davanti a Serena, il viso immerso tra le sue cosce… non vi potevano essere dubbi su quello che stava facendo. Non si oppose quando le mani di Giulio le slacciarono il vestito e scodellarono i seni dal reggiseno. Socchiuse gli occhi e si abbandonò al piacere mentre Paolo s’inginocchiava davanti a lei sollevandole la gonna.

Serena si guardò in giro, mentre le prime fitte di piacere provocate dalla lingua di Alessandro risalivano velocemente attraverso tutto il suo corpo… Guardò Roberto che si dava da fare con Enrica e ridacchiò dentro di se… il ragazzo ci sapeva fare, ogni resistenza della sua amica era vinta mentre lui le baciava e succhiava con passione i seni. “Hai dei seni fantastici… ma dove li nascondevi…. ” Genette lui prima di baciare nuovamente Enrica. Il complimento scatenò nella donna un brivido di piacere che la scosse tutta.

Rivolse lo sguardo ad Ornella, e la vide china, intenta a spompinare Paolo, mentre alle sue spalle Giulio teneva la testa affondata tra le natiche sode e rotonde…. Ripensò alla sua gioventù…. Alessandro la distolse dai suoi pensieri alzandosi e spingendola verso il bancone. La fece sedere sul piano di servizio e allargatele le gambe la penetrò strappandole un gemito, mentre iniziava a slacciarle il vestito alla ricerca dei seni.

Quando Roberto premendole sulle spalle la fece inginocchiare davanti a se, Enrica non si oppose, anzi le sue mani iniziarono freneticamente a slacciare i pantaloni del giovane, cercarono e trovarono il membro eretto e lo guidarono alla bocca spalancata che lo accolse.
Un gemito soffocato sfuggì dalla bocca di Ornella occupata dal cazzo di Paolo che eruttava con foga copiosi getti di sperma, li ingoiò avida mentre l’orgasmo si estendeva selvaggio in tutto il suo corpo sostenuto dalla lingua di Giulio eccitata dal copioso colare di umori che la allagavano.

Enrica era ormai nuda, Roberto l’aveva fatta inginocchiare su di una seggiola e lei con lo sguardo poteva spaziare sulla scena selvaggia che le si offriva. Paolo era seduto sul bancone le teste di Ornella e Serena chine sul suo membro, intente a lavorarlo con le loro tumide lingue e le loro morbide labbra. Alessandro e Giulio che le scopavano da dietro, chinandosi sulle loro schiene ad accarezzare i grossi ed elastici seni. Una voce flebile dentro di se le ripeteva “Che cosa stai facendo… ” ma quella voce non aveva spazio, soffocata dal piacere di sentire il membro di Roberto che scorreva caldo e possente in lei.

Roberto venne sostituito da Paolo, ma per Enrica non faceva più differenza, fissò con eccitazione Serena che danzava scatenata sul membro di Alessandro mentre Roberto in piedi davanti a lei stringeva i suoi grossi seni intorno al membro lasciando che i movimenti del corpo della donna dettassero il ritmo al massaggio, spostò lo sguardo su Ornella distesa a terra con Giulio sopra di lei che la scopava con foga.

La sua attenzione venne attratta da un gemito selvaggio…. Voltò lo sguardo verso Serena. La giunonica bruna si trovava stretta tra Alessandro e Roberto che, le ci volle un attimo per capirlo, la stavano penetrando contemporaneamente… vide distintamente il membro di Roberto scorrere lucido e veloce nella vagina di Serena mentre quello di Alessandro le dilatava oscenamente l’ano. Il suo sguardo si spostò nuovamente su Ornella il cui gemito si era unito a quello di Serena. Vide l’amica danzare su Giulio, oscenamente scosciata e non le fu difficile capire che anche lei si stava facendo sodomizzare dal giovane. Non era la sola ad esserne accorta, , , vide Roberto staccarsi da Serena e spostarsi tra le cosce di Ornella.

Ormai sapeva quello che sarebbe accaduto….. con gioia sentì Paolo staccarsi da lei, la sua calda lingua spingersi nel solco delle piccole e sode natiche, rabbrividì quando le sfiorò l’ano. La lingua si fece sempre più decisa ed impertinente poi vi fu anche un dito che iniziò ad aiutarla, violando il roseo forellino anale e penetrando a lubrificare lo stretto passaggio. S’irrigidì solo quando il posto del dito venne preso dalla grosso glande. Cercò di rilassarsi di assecondare la penetrazione nonostante le dolorose fitte che ogni spinta le provocava…. Si sentì esaltata quando il pube del giovane venne finalmente a contatto con le sue natiche.

Le forti braccia di Paolo la strinsero… la sollevarono fino a che le non si ritrovò sospesa in aria sostenuta solo da maschio che si muoveva con decisione dentro il suo culo. Vide Roberto che le si avvicinava, le parve d’impazzire quando anche il suo membro la penetrò… piacere e dolore si fusero in una miscela esplosiva che deflagrò nella sua mente con potenza devastante.

I quattro maschi incapaci di continuare le stesero a terra, i loro visi si toccavano sovrastati dai quattro membri sussultanti, scossi dal mulinare frenetico di mani alla ricerca del piacere… una calda e bianca pioggia incominciò a cadere copiosissima su di loro imbrattando i loro capelli, colmano le bocche spalancate e le lingue protese. Ridotta ad un’oscena maschera di sperma serena si spostò e raggiunse l’amica chinandosi a baciarla e leccarla “Ben tornata alla vita amica mia…. ” Ridacchiò voltandosi poi a guardare Roberto con aria complice…… FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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