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Dandomi piacere…

Ferie, estate del mio 24 anno, dopo mesi di lavoro stressante due settimane di pausa erano quello che mi ci voleva. Il caldo in città era asfissiante e quella mattina mi svegliai come al solito in una pozza di sudore. Diversamente dalle altre mattine però rimasi a letto a dormicchiare. Indossavo solo mutandine e reggiseno, il pigiama era un peso inutile ma non sono abituata a dormire completamente nuda. Ero girata sulla schiena, e mi passai la mano sulla pancia, togliendo il velo di sudore che la copriva, le mie mani poi proseguirono sul reggiseno bianco di pizzo che indossavo… era bagnato, spinsi l’orlo verso il basso, facendo fuoriuscire la mia quarta misura dalla coppa. Da quella posizione osservavo i miei seni, grossi e sodi, capendo perché gli uomini (come le donne) li osservavano con grande interesse sotto gli indumenti che indossavo. Li massaggiai un poco strizzando i capezzoli con le dita, poi mi stiracchiai, portando la mano destra tra le cosce… Il perizoma coordinato alle mutandine era zuppo di sudore, lo strofinai un po’ con le dita, e mi resi conto che non era tutto sudore… ero eccitata, mi rendevo conto che erano giorni che non mi masturbavo, presa dl lavoro; di esperienze sessuali nell’ultimo mese neanche l’ombra, erano mesi che un uomo non mi penetrava, e l’ultimo orgasmo che avevo condiviso era stato quello provocato dalle mani di Monica, la mia collega di ufficio. Le mie dita cominciarono a passare avanti e indietro sulle mutandine, spingendole all’interno delle grandi labbra, mentre con la sinistra mi toccavo i seni.. mi girai a pancia in giù, divaricai le gambe e piegai le ginocchia sollevando il bacino, spinsi l’indice e il medio attraverso le mutandine nella mia vagina… il retro del perizoma tirava strusciandosi sull’ano e con la sinistra passai da dietro la schiena a stuzzicarmi lo sfintere… la destra sotto la pancia spingeva sempre più in profondità nella mia intimità, non potevo più trattenere i sospiri di piacere che fuoriuscivano dalla mia gola, mugolai al contatto della mia carne con le dita. Spostai il cavallo fradicio del perizoma dall’interno della mia fica e la mia mano ebbe campo libero. Entrarono completamente due dita, poi tre… pensai a Monica che mi aveva penetrato completamente con la mano mentre la sinistra esplorava appena il buchino stretto. Non mi bastava, sfilai le dita dalla vagina e le passai un po’ sul clitoride titillandolo e strizzandolo, poi mi portai le dita alla bocca e succhiai i miei umori. Ancora una volta mi tornò l’immagine di Monica con le gambe divaricate sulla mia faccia che strusciava la sua intimità sul mio viso facendomi assaporare ed annusare il sapore della sua femminilità. Mi succhiai le dita, e poi aprii il comodino sfilando il vibratore che avevo comprato da ragazzina, lo leccai, me lo infilai in bocca stringendolo tra le labbra e circondandolo con la mia lingua poi lo feci scorrere avanti e indietro.. lo sfilai e sempre nella stessa posizione iniziai a passarmelo tra le gambe, iniziai a far entrare un pochino la punta, lo facevo entrare per un paio di centimetri e poi lo facevo fuoriuscire di nuovo, e ogni volta che mi penetrava sprofondava un po’ di più. Intanto l’indice della mia mano sinistra aveva varcato la soglia del mio ano e ne esplorava l’interno. Il vibratore entrò completamente in me, poi ne riuscì completamente, lo reinserii tutto di un colpo e poi lo rifilai, mugolavo e sospiravo me lo riportai alle bocca e lo succhiai… lo presi con la sinistra lo passai di nuovo sulla vagina inzuppandolo di umori e poi lo appoggiai con la punta sopra lo sfintere umido e aperto… lo spinsi piano piano dentro. Scivolo in profondità tranquillamente viscido della mia femminilità . Rimasi così , piegata con il vibratore tutto dentro il mio sedere, stringendo i muscoli dei glutei assaporando il piacere di ogni contrazione; dal comodino tirai fuori un secondo “giocattolo”, e se il primo era solo un cilindro appuntito questa era la copia in lattice di un vero cazzo enorme, circa 6 centimetri di diametro e 30 di lunghezza… lo misi un po’ tra i seni stringendolo tra di essi con le mani, leccandone la punta… l’ultima volta che feci una cosa del genere era con l’uccello di Luca, mi aveva alzato la maglietta e lo aveva infilato tra le mie mammelle dopo che glielo avevo succhiato per benino, lui era sdraiato e io inginocchiata ielo strinsi e passai la lingua sulla cappella, ma appena appoggiata sopra lui era venuto inondandomi il viso, i capelli, la maglietta e i seni del suo sperma, credo che non ne avesse mai tirato fuori così tanto come quella volta, eravamo ad una festa ed io dovetti passare il resto della serata con quelle macchie sulla magliettina… Presi il vibratore e lo inserii tutto dentro di me, con la mano destra muovevo quello nella vagina, e con la sinistra quello infilato su per il culo.. li facevo ruotare e toccare tra loro separati solo dalla parete interna al mio corpo… venni , fu un orgasmo liberatorio.. non so quanto gemetti e ululai, gridai di piacere non preoccupandomi di tutti i vicini e le vicine impiccione del condominio.. non so quanto poi io rimasi sdraiata con quei due oggetti nel mio corpo, muovendomi ancora con tutto il fisico per assecondare le ultime contrazioni di piacere… rimasi spossata, mi accasciai sul letto, sfilai il pene in lattice dalla mia vagina e ne fuoriuscirono parte dei miei umori caldi uniti ad un getto di urina che non seppi trattenere, e che svuotò la mia vescica carica dell’urina notturna, allagai tutto, letto lenzuola, mutandine e il mio corpo… solo dopo un quarto d’ora più tardi, sdraiata in quella pozza umida di sudore umori e urina sfilai il vibratore dal mio ano con una fatica immensa, lacerandomi le pareti interne e facendomi provare una fitta di dolore altissima che mi face gemere… rimasi ancora sdraiata, con le gambe aperte e i fremiti nel corpo, pensando che la giornata non sarebbe finita li… d’altronde le ferie servono anche a questo… FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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