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Un giorno in piscina

Doveva essere un giorno come tanti: sono finite le scuole e un mio amico, Luca, mi propose di andare a festeggiare il suo 18esimo compleanno in piscina, io e lui da soli.
Io, che proprio quel giorno non avevo niente da fare, ormai ho finito con l’università, e accettai di buon grado. partimmo la mattina verso le nove e mezzo e arrivammo alle 10. 00 in punto. trovammo un buon posto al sole e ci spogliammo; io avevo un paio di boxer coloratissimi, lui un paio di slippini sul rosa molto chiaro, aderenti, che lasciavano trasparire ogni movimento del suo stupendo cazzo e dei suoi due coglioni gonfi come non ne avevo mai visti.
Io lo avevo già visto qualche altra volta nudo, un paio di anni fa mentre usciva dalla doccia e avevo già notato il suo fisico ben scolpito e il suo possente organo, ma ora era ancora più bello e sviluppato.
Gli proposi di correre subito in acqua, pensavo che il suo bel costume, una volta bagnato, sarebbe stato ancora più bello e trasparente.
Entrammo in acqua e iniziammo a giocare a lotta, un gioco pressochè innocente. ma io, preso da un impulso di fare sesso con lui, con quel bel maschione, mi tuffai e nuotando vicino alle sue gambe pelose, mi avvicinai al suo sedere stupendo e, in men che non si dica gli sfilai il costume.
Fu un vero e proprio spettacolo: il suo cazzone si librò nell’acqua con una leggerezza incredibile e i suoi peli neri e folti si divamparono.
I suoi coglioni divennero gonfi e forti.
Lui si girò verso di me e mi mise la testa sotto acqua; io ero in ebollizione, non riuscii a contenermi e gli presi i coglioni in mano, poi li succhiai come non avevo mai fatto e il suo bel cazzone si indurì fino ad essere in tiro in pochissimi secondi.
Allora andammo nei camenrini di corsa e io gl iconcessi il mio bel culo appena depilato e allargando le natiche, accolsi nei meandri quel cazzo lungo ben 22 cm che iniziò a pompare dentro e fuori e in men che non si dica mi girai e gli presi in bocca quel bellissimo esemplare che, senza esitare, mi spruzzò di calda sborra la faccia e la gola e io iniziai a masturbarmi, a quel punto lui prese in mano in mio esemplare e lo fece esplodere di gioia calda e bianca come non mai, tutta la leccò, tutta.
E così, chiusi nel camenrino passammo l’intera mattinata, questa, però, fu solo la prima volta!! FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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