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Macellaio Magrebino

Ciò che stò per narrarvi mi è stato suggerito da una mia amica, che ha vissuto in prima persona gli avvenimenti e che mi ha pregato di scrivere per Iomilù. Naturalmente cambierò il nome della mia amica ma il risultato non cambierà affatto. Mi chiamo Valeria ho 42 anni sono bionda, alta 1. 68 con una quarta di seno ed un bel culo alto e sodo, non sono proprio magra ma quel poco di ciccia rende il mio corpo più armonioso. Amo vestirmi elegante e sexy con biancheria intima ricercata ma soprattutto mi piacciono le scarpe col tacco alto, fin dalla più giovane età fui attratta da questo tipo di calzature che mia madre e le mie sorelle più grandi usavano in abbondanza. Seguendo le orme delle mie sorelle ho anche iniziato ad interessarmi al sesso molto giovane sui 13/14 anni il che mi ha portato ad avere un numero considerevole di esperienze che non si sono esaurite col matrimonio. Inoltre sono molto curiosa e proprio questo mio difettuccio ha contribuito a farmi vivere questa avventura. Da alcuni anni a questa parte la maggior parte dei negozi di macelleria della mia città si sono trasformati in macellerie con prodotti cosidetti “Arabi”. Fino a pochi giorni fa non ero mai entrata in negozi di questo tipo ma un giorno, mentre passeggiavo in una via non molto lontana da casa mia, fui attirata dalla merce esposta e volli entrare per sapere quali fossero le loro specialità. Quel giorno indossavo un talleur con una gonna al ginocchio con lo spacco laterale, calze col reggicalze, una camicetta bianca sotto la blusa e le immancabili scarpe col tacco alto. Entrai quindi nel negozio, dietro al banco c’era un bell’uomo sulla quarantina che mi accolse con un sorriso. (Non è facile scrivere riproducendo il modo di parlare quindi immaginatevi come parla in italiano un cittadino nord africano)
“Buon giorno signora, cosa desidera? ”
“Buon giorno…. non ho un’idea precisa…. mi piacerebbe sapere di quale nazionalità siano i prodotti e quali sono le vostre specialità” Mi guardò con un’aria strana poi sorrise ancora.
“Noi siamo Magrebini ed abbiamo diverse specialità…… venga con me, le farò conoscere i miei figli e le spiegheremo tutto” così dicendo mi invitò ad entrare nel retro mentre lui andava alla porta del negozio chiudendola a chiave. Nel retro trovai due giovani che stavano tagliando della carne, uno sui vent’anni l’altro di circa 16/17 anni. Nel frattempo il padre era rientrato disse qualche cosa ai figli nella sua lingua che io non capii però vidi che spostavano il tavolo su cui stavano lavorando togliendosi i camici ed andando a lavarsi le mani. Il padre mi fece vedere un divanetto su un lato della stanza.
“Si sieda signora, ora io e i miei figli le faremo vedere quali sono le nostre specialità” così dicendo si avvicinarono mettendosi a semicerchio e, dopo essersi slacciati i pantaloni tirarono fuori i loro cazzi ancora a riposo. Ebbi un moto di sorpresa ma non dissi o feci nulla, incoraggiato da questa mia reazione il piu giovane venne a masturbarsi vicino alla mia faccia ed il suo cazzo cominciò a prendere consistenza.
“La nostra specialità è tanto bel cazzo grosso per puttane bianche” disse il fratello avvicinandosi. Devo dire che di cazzi in vita mia ne avevo visti veramente tanti e di ogni dimensione ma sinceramente di così grossi e tutti insieme non mi era mai capitato, il più dotato era sicuramente il ragazzo più giovane il cui cazzo a mano a mano che si masturbava davanti ai miei occhi prendeva una forma incredibile, era grosso che quasi neppure lui riusciva a stringerlo tra le dita con una cappella larga e lungo non meno di trenta centimetri, gli altri due però non erano da meno sicuramente meno lunghi e grossi ma sempre dei cazzi fuori misura. Vi lascio immaginare quale fosse il mio stato, ero passata da un principio di timore ad una eccitazione incredibile per cui non persi tempo e cominciai ad allungare le mani riempiendomele di quel ben di dio e portandomelo alternativamente alla bocca.
“Brava puttana hai capito che le nostre specialità sono uniche……. approfittane ah ah ah” sogghignò il padre. Mi misi in bocca il cazzone del giovane e feci una grossa fatica ad ingoiarne la sola cappella, nel frattempo gli altri due mi spogliarono lasciandomi solo con le calze il reggicalze e le scarpe cominciando a esplorarmi con la mano i seni, la figa e il culo.
“La troia è tutta bagnata e anche bella aperta”
“Non avrà difficoltà a farsi scopare da tuo fratello” Il cazzone del giovane aveva raggiunto il massimo turgore ed allora si sedette sul divano ordinandomi di sedermi sul suo cazzo. Con un po’ di timore ma sicuramente attratta da quell’obelisco di carne mi misi a cavalcioni sul suo ventre puntando la cappella all’entrata della figa. Nonostante l’abbondante lubrificazione della mia saliva sulla cappella e della mia figa che colava ebbi parecchie difficoltà mell’accogliere quel palo, ma continuai costantemente ad abbassarmi su di lui facendolo entrare quasi tutto, mi sentivo come aperta in due e mi sono trovata a pensare cosa provassero i cristiani impalati dai Turchi nel medioevo. Poi però i tanti anni di scopate e l’allenamento delle mie mucose interne ebbero il sopravvento e si adattarono alla perfezione al grosso intruso, mi alzai ed abbassai un paio di volte facendolo uscire quasi del tutto fino a che l’iniziale fastidio si tramutò in un mare di piacere. Il ragazzo cominciava a mugolare di piacere ed io non ero da meno.
“Cazzo……. che bello……. che figa……. mi sta massaggiando il cazzo!! ”
“Mmmmmh…. così….. tutto dentro……. dai scopami…… mettimelo tutto!! ” IL padre ed il fratello contemporaneamente mi porsero i loro cazzi da succhiare, cosa che feci con vero piacere, nonostante la loro grossezza e lunghezza riuscivo meglio che col giovane succhiando contemporaneamente entrambe le cappelle per poi ingoiare fino alle tonsille i due paletti a turno solleticando con la lingua lo scroto.
“Mmmmmh che pompinara……… dai troia succhia tutto……. bella figona!! ” Il giovane che mi scopava da sotto mi pastrugnava le tettone succhiandomi i capezzoli turgidi, ad un tratto mi attirò a se stringendomi il petto contro il suo ed immediatamente sentii una lingua che si insinuava tra le mie chiappe. Sicuramente fra poco sarei stata inculata, la cosa mi eccitò ancora di più perchè questa pratica mi piaceva forse di più della classica scopata in figa. Iniziai ad agitare le chiappe mugolando
“Siiii……. dai….. leccami il culo……… siii……… inculatemi……. mi piace!! ” Non se lo fecero ripetere oltre e con la coda dell’occhio vidi il padre che puntava il cazzo sul mio ano spingendolo dentro con forza. Anche in questo caso l’abitudine quasi quotidiana a questa pratica m aiutò ed il cazzone entrò senza troppa fatica nel mio budello. Si diede inizio ad una tripla scopata memorabile, avevo un cazzo enorme in figa un’altro il culo ed un terzo in bocca che mi scopavano all’unisono. La mia disponibilità e la mia esperienza ebbero ben presto il sopravvento soprattutto sui più giovani che in breve si scaricarono l’uno in bocca l’altro in figa allagandomi di sborra bollente, il padre fu meno veloce regalandomi un’inculata lunga ed estremamente goduriosa, non so quanti orgasmi ebbi quel pomeriggio. Mi cavalcò ancora per qualche minuto poi anch’egli si scaricò nel mio retto riempiendomi di sborra. Ma non era ancora finita, i ragazzi vista la giovane età erano già nuovamente pronti ed il giovane volle provare il mio culo quindi si invertirono i ruoli, suo fratello si sdraiò sul divano facendomi impalare sul suo cazzo mentre questi si piazzò dietro allargandomi le chiappe con le mani e puntando dritto la cappella sull’ano ancora dilatato.
“Che culo che hai signora puttana” mi disse penetrandomi fino ai coglioni.
“Mmmmmh…….. sono piena……… siiii che cazzi…. dai….. spaccatemi tutta…. sono la vostra troia” I giovani ricaricati mi scoparono a lungo facendomi raggiungere vette del piacere mai provate poi si ritirarono sborrandomi direttamente sul volto e sulle tette. Alla fine mi indicarono un bagno, molto pulito, dove potei rinfrescarmi e lavarmi, al mio rientro nella stanza mi accolsero con un sorriso.
“Spero che le nostre specialità le siano piaciute? ”
“Si moltissimo ma…… toglietemi una curiosità? ”
“Ci dica”
“Ma se io non avessi voluto questo tipo di specialità? ” rimasero perplessi
“Veramente lei ha chiesto le nostre specialità…….. pensavamo che fosse al corrente che quando una signora viene da noi e chiede le specialità è perchè vuole i nostri cazzi”
“No non sapevo nulla…… però è andata molto bene anche così….. penso che tornerò a trovarvi……. e magari porto qualche amica che ne dite? ”
“Se sono belle e disponibili come lei saranno le benvenute!!! ” Li salutai ripromettendomi di tornare al più presto a fare la spesa in quel negozio!!!!!! FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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