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La scommessa

Eravamo soliti mettere in palio degli “insoliti premi” durante le nostre partite di tennis; soprattutto quando non eravamo particolarmente stimolati. Così scommettavamo sulla „sbirciatina” alle tette della propria ragazza, ecc. Immancabilmente queste scommesse per una ragione o per l‘altra… non venivano mai pagate !

Una domenica di dicembre decidemmo di comune accordo di far rispettare una volta per tutte l‘eventuale „debito”.

Ok, se perdo ti faccio vedere subito dopo la partita le tette della mia ragazza, dissi a Gianni.

Va bene; accetto la sfida e farò altrettanto con la mia.

Dopo un‘ora e mezza di partita il risultato fu: 6: 4 3: 6 7: 5 in favore di suo.

Caro Paolo: non vedo l‘ora di riscuotere la scommessa (disse Gianni con tono soddisfatto). Ora il problema era quello di affrontare Lucia, la mia ragazza… molto riservata e pudica.

Subito dopo la doccia passammo da casa e Lucia era in cucina a preparare la cena. Le diedi un bacio e le dissi che Gianni si sarebbe fermato per cena. Gianni faceva lo stupido ed accennò alla scommessa e le rispose con tono severo: belle cose scommettete… e continuò a cucinare senza più parlarne.

Dopo cena ci sedemmo in salotto e Gianni continuava ad insistere sull‘argomento. Gli feci cenno che forse era il caso di smetterla, visto l‘umore della mia ragazza.

Tutto d‘un tratto Lucia si alzò in piedi e disse: beh, ragazzi, visto che siete così stupidi da fare delle scommesse del genere… tanto vale fare la stupida e far contento soprattutto il vincitore !

Rimasi di stucco ! Non avrei mai pensato che potesse dire e pensare di fare una cosa simile. Feci per intervenire ma lei disse con tono fermo: Paolo, dato che sei così stronzo da mettermi in palio stai zitto e goditi anche tu lo spettacolo !

Lucia indossava una maglietta di cotone senza reggiseno ed un paio di pantaloni del pigiama (abbigliamento tutt‘altro che eccitante… ). Si alzò la maglietta e mise in mostra i suoi splendidi e grossissimi seni. I suoi capezzoli scuri erano turgidi e Gianni rimase senza parole. Poi si ricompose e disse: andava bene, ragazzi ? Si voltò, salutò ed andò in camera. Io e Gianni restammo in salotto a parlare ancora per una buona oretta e dopo anche Gianni si congedò. Raggiunsi Lucia in camera e vidi che stava già dormendo. Pensai a quanto accaduto e mi passarono per la mente un sacco di pensieri molto perversi.

L‘indomani mi sveglia con lo stesso genere di pensieri. Lasciai trascorrere qualche giorno e decisi di attuare quello che da giorni turbava la mia mente. Era un sabato pomeriggio ed andai in farmcia: chiesi un sonnifero abbastanza forte e, dopo aver comperato altre cose, ritornai a casa. Lucia non voleva uscire e così decidemmo di stare in casa e guardarci la TV. Telefonai a Gianni e dissi di venire da me verso le 23. 00 (assolutamente non prima); iniziò a chiedermi perché e percome e lo troncai subito: tu vieni e basta ! Attaccai la cornetta e mi recai in cucine dove era tutto apparecchiato per la cena. Mentre Lucia era voltata le misi (dopo aver attentamente letto la ricetta) 3 pastiglie di sonnifero nell‘acqua. Erano le 21. 30 quando terminammo di cenare e subito dopo esserci seduti nel divano iniziò a dar segni di stanchezza. Non riusciva a tenere gli occhi aperti e cadde in un sonno profondo subito dopo. Erano le 22. 15: tutto stava funzionando per il meglio. La portai in camera e la misi sotto le coperte con addosso unicamente la biancheria intima (un completo di pizzo colore blu notte).

Gianni arrivò alle 11. 00 precise e sembrava essere seccato. Io, invece ero molto eccitato. Gli dissi: caro Gianni oggi il tuo amico Paolo ti paga tutte le scommesse (perse) arretrate… con gli interessi. Lui non capìi subito. Lo feci accomodare in salotto e lui mi chiese dove fosse Lucia. Vieni, gli dissi, ti faccio vedere una cosa. Andammo in camera e rimase senza parole. Lucia giaceva a pancia in giù con il suo bel culetto sodo e le gambe semi aperte. Complimenti, mi disse Gianni ! Grazie risposi io ed aggiunsi: pensavo che potremmo scattare qualche foto, così quando si sveglierà e soprattutto quel giorno che sarà di un umore accettabile… ci rideremo sopra. Andai a prendere la macchina fotografica ed iniziammo. Misi un cuscino sotto la pancia di Lucia in maniera tale da far risaltare ancor più il suo sedere e Gianni le scostò le mutandine. Con un dito inizio a toccarle le grandi labbra e, nonostante fosse in un sonno profondo, si bagnò al contatto con le sue dita. Ora le stava allargando le chiappe e si vedevano entrambi gli orifizi. Iniziò ad infilarle alcune dita e mi chiese dell‘olio. Lo accontentai e gli portai un olio da massaggio. Gianni mi chiese: non hai mai fatto il „fisting” con la tua ragazza. No, gli risposi (avevo a malapena sentito parlarne). Intanto continuavo a scattare foto. Gianni la unse tutta ed iniziò a penetrarla con 4 dita. Vedevo la fica della mia ragazza tutta aperta e mi stavo eccitando come non avevo mai fatto prima. Ora la stava aprendo con tutta la mano e le stava assumendo delle strane smorfie. Gianni estrasse la mano e tirò fuori il suo uccello e si rivolse a me: credi che posso ? Gli dissi di utilizzare un preservativo e così fece. Iniziò ad allargarle i glutei e vidi che le stava puntanto il culo. La stava inculando come una vacca ed io ero eccitatissimo. Dopo poco venne e 10 minuti più tardi tutto era a posto come non fosse successo niente. Rimisi il pigiama a Lucia e ci addormentammo. Il mattino seguente Lucia mi disse: che strano non mi ricordo più niente di ieri sera ma ho come la sensazione che abbiamo fatto l‘amore per ore ed ore a giudicare da quanto mi fa male…. FINE

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