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Il treno del desiderio

Il viaggio era lungo! Quasi 4 ore fino a quel momento e il ritardo imprecisato annunciato dal capostazione rendeva impossibile a Luana capire l’orario di arrivo a Roma. Erano le 3: 00 di notte, una notte molto calda d’estate e lei era al suo posto nello scompartimento da sei posti con altri tre ragazzi accucciati alla meglio per cercare di dormire. L’afa era insopportabile ed il vestitino leggero ed estremamente succinto che indossava non contribuiva comunque a farla sentire meglio. La camicetta di cotone mezze-maniche era ampiamente sbottonata e legata all’altezza della pancia con un doppio nodo, facendo sì che la pancia risultasse quasi completamente scoperta; la minigonna aderentissima copriva appena i glutei e per il resto un paio di scarpe e le mutandine di pizzo erano l’unico abbigliamento che indossava per far fronte a quel caldo.
Sospirando tra sé pensava a quando sarebbe giunta a destinazione, maledicendo la sua decisione di partire di notte, chi glielo aveva fatto fare, pensava, a quell’ora poteva essere nel suo letto a dormire e la mattina dopo, con l’aereo, sarebbe giunta a destinazione fresca e riposata. Era immersa in quei pensieri quando nello scompartimento entrarono altri due ragazzi, di circa 25-28 anni, che la squadrarono tutta, non risparmiandole occhiate ammiccanti e chissà quali pensieri. Uno dei due cominciò subito ad attaccare bottone, dicendole il nome, parlando del ritardo, tutte quelle cose che cercavano di far sì che si cominciasse a parlare del più e del meno con altri fini…
Certo Luana era decisamente avvenente; capelli ramati lunghi e ricci fino alle spalle, occhi neri ed intensi, sempre ben truccati quasi a sembrare occhi di una gatta misteriosa, alta 1. 75 balzava agli occhi di tutti per il suo prorompente seno, una 5^ misura che, ad occhio, si teneva su quasi miracolosamente sfidando la gravità, e per le sue gambe lunghe ed affusolate. Il sedere, sodo e ben fatto, era un ulteriore richiamo per il sesso maschile anche per il disegno perfetto che gli abiti che solitamente indossava lasciavano intravedere.
Tutto ciò non era sfuggito né ai tre ragazzi che in quel momento riposavano né ai due appena entrati che tentavano, senza peraltro riuscirvi, quei giochetti di approccio appena descritti.
Quando Luana fu stanca di quel gioco smise bruscamente la conversazione, inforcò degli occhialini tondi e cominciò a leggere distrattamente una rivista, fingendo di estraniarsi dal resto dello scompartimento. I due nuovi arrivati erano uno alla sua destra a fianco della porta dello scompartimento e l’altro davanti a lei, ed entrambi scrutavano le sue forme che il suo abbigliamento succinto lasciava immaginare. Divertita da ciò cominciò un gioco fatto di piccoli spostamenti ora delle gambe, che accavallava in modo studiato a far vedere e non vedere il suo intimo, ora del busto che si sporgeva in avanti a far notare la generosa scollatura che scopriva i suoi capezzoli ormai duri. I due non erano rimasti insensibili ai suoi richiami e, gettandosi occhiate furtive, avevano iniziato a fantasticare tra loro su di una possibile avventura con quella stupenda donna quando all’improvviso Luana smise il suo gioco e,
sbadigliando, socchiuse gli occhi per riposare un po’, quasi stanca di tutto ciò.
In dormiveglia, all’improvviso, cominciò a pensare di sognare… in sogno sentiva una mano salire lungo le sue cosce, lentamente, quasi esitante… poi un’altra sull’altra gamba… sentiva quasi il calore di quel contatto sulla sua pelle. Si riebbe… non era un sogno, erano mani reali che l’accarezzavano, i due nuovi arrivati o perlomeno credeva che fossero i due nuovi arrivati, le stavano accarezzando le gambe. Lei decise di continuare a tenere gli occhi chiusi per vedere dove volevano arrivare… quasi divertita ed eccitata della cosa. Le mani tremavano sul suo corpo, ma continuavano a salire… ormai erano quasi all’altezza della gonna e lei, con le gambe accavallate, aveva le cosce praticamente scoperte fin quasi a far vedere le mutandine. Sentì un brivido, le mani continuavano a salire… ormai sentiva che avevano spostato la gonna e immaginava che le mutandine fossero in bella vista agli occhi dei due… li immaginava eccitati da quella situazione… poteva quasi sentirli respirare affannosamente… sentiva l’eccitazione crescere!
Si chiese perché non volesse aprire gli occhi e fermarli, poi all’improvviso sentì che tentavano delicatamente di aprirle le gambe cercando di spostarla da quella posizione poiché erano praticamente impossibilitati a proseguire con le mani; decise di aiutarli e, fingendo di dormire, si mosse scavallando le gambe e rimanendo con le gambe abbastanza aperte ma non più accavallate; la gonna, pensava, era ormai inutile, la sentiva arrotolata su se stessa e sentiva il contatto del sedile sul suo sedere quasi scoperto anch’esso poiché le mutandine, molto sgambate, si erano praticamente infilate nello spacco. Doveva essere un bellissimo spettacolo, pensò, molto eccitante… probabilmente i due si stavano già masturbando eccitati, poi avrebbero smesso.
Le mani ripresero a muoversi sulle sue gambe… lentamente… poi si staccarono… ripresero ad accarezzarla finché ne rimase una sola sulle gambe e due si avvicinarono al suo seno accarezzando la camicetta per poi sbottonarla fino al nodo… sentiva i seni sopra la camicetta e le mani, che prima erano sulle gambe, accarezzarle le mutandine fino a spostarle su un lato a scoprirle la fica perfettamente depilata… Si immaginava nuda… davanti a quei due… con altri tre che dormivano nello scompartimento… ora che mi hanno spogliata, pensò, mi accarezzeranno masturbandosi finchè godranno e poi la finiranno.
Le mani continuarono ad accarezzarla… due sulla fica e due sul seno… sui capezzoli… sentì brividi continui quando si avvicinavano e si soffermavano sulle sue parti più intime… con stupore sentì che la sua eccitazione aumentava fino a sentirsi bagnata… immaginava che i due se ne fossero accorti perché sentiva le mani sui suoi umori che li spandevano intorno… a stento riusciva a controllare i gemiti che avrebbe voluto emettere… erano fantastici e la sua eccitazione cresceva di secondo in secondo… mugolava in silenzio per far sembrare che non si accorgessero che si era svegliata ed anche per non svegliare gli altri occupanti dello scompartimento.
D’un tratto sentì una lingua sui capezzoli… ed una sulla fica che continuava ad essere tormentata dalle dita sapienti di quei due. Si irrigidì un attimo al contatto delle lingue poi si calmò… voleva andare ancora avanti perché a quel punto voleva godere anche lei… sentiva gli ammiccamenti dei due che ormai non si curavano più di come la trattavano: le lingue percorrevano ogni centimetro del suo corpo scoperto… lentamente un dito si faceva ora facilmente largo nella sua fica bagnatissima di desiderio… ora le dita erano due… entravano ed uscivano lentamente dalla fica che ormai era un lago di umori… il suo ansimare si faceva più forte, Luana si sentiva ormai prossima all’orgasmo e non riusciva a trattenersi.
Improvvisamente sentì un dito sulle labbra mentre la fica continuava ad essere oggetto di attenzioni, il dito bagnato dei suoi stessi umori si fece largo tra le labbra carnose e le aprì la bocca entrando ed uscendo finché la sua bocca fu del tutto aperta: doveva essere uno spettacolo… poi… un cazzo durissimo le si infilò nella bocca oscenamente aperta. La sua prima reazione fu quella di aprire gli occhi, ma il gusto che sentiva la lasciò in quella posizione ed il cazzo scivolò tranquillamente nella bocca entrando ed uscendo lento.
I rumori erano ormai troppo forti per non essere uditi…
Luana attendeva da un momento all’altro che anche gli altri si destassero dal loro torpore… non sapeva più cosa fare talmente era eccitata… sentì un po’ di
trambusto e quindi due mani che prendevano le sue e le portavano su altri due cazzi. Lei non fece nulla per fermarli ma nemmeno poteva palesemente masturbare i due nuovi arrivati, così lasciò le mani flosce sui due cazzi che invece sembravano estremamente vispi. Qualcuno dei presenti, intuendo forse la situazione in cui Luana era finita, le venne in aiuto: “Ho un’idea, mettiamole una benda sugli occhi e spruzziamole del cloroformio sul viso, così saremo più sicuri… e poi ho sentito dire che persone cloroformizzate pensano di vivere dei sogni, facciamolo fare anche a lei! ” Era ciò che voleva… sentì uno spruzzo sul suo viso molto profumato… non si addormentò… capì che non era affatto cloroformio… e la benda che le misero permise a Luana di socchiudere ogni tanto gli occhi senza far capire a nessuno che era sveglia.
Da quel momento in poi fu tutto un crescendo di eccitazione: fu sdraiata e sentì i sedili muoversi sotto di lei. Li stavano unendo ma non per riposare ma per migliorare l’ambiente… la spogliarono completamente, tranne che per la benda sugli occhi e cominciarono a leccarla tutti sulle tette, sulla fica e sul culo.
Ansimava… erano veramente abili e lei era eccitatissima… ebbe un orgasmo che non mancò di rimarcare con gemiti altissimi e subito, per evitare problemi, un cazzo durissimo si infilò nella sua bocca e cominciò a scoparla lentamente tra le labbra. Due cazzi presero posto nelle sue mani e lei cominciò a masturbarli furiosamente mentre un cazzo si infilava nella fica ormai fradicia di desiderio. Sentiva i quattro cazzi pulsare intorno a sé e non riusciva a capire dove fosse l’ultimo fin quando, da dietro, lo sentì avvicinarsi al suo buchetto posteriore ed infilarsi con un colpo violento. Ciò la fece irrigidire un attimo… ma solo un attimo perché i movimenti di tutti gli altri, sincronizzati o scomposti che fossero, le provocarono un nuovo orgasmo.
Era stravolta… quei cinque la stavano ormai scopando in ogni suo buco da più di tre quarti d’ora con mani e cazzi e non accennavano a smettere: ogni tanto infatti si sfilavano dai buchi e cambiavano posizione per riposarsi e far continuare qualcun altro… ormai la fica ed il culo erano larghissimi… probabilmente sarebbero entrati due cazzi in ogni buco se qualcuno ci avesse provato… e fino a quel momento nessuno dei cinque aveva ancora goduto. Cominciò a preoccuparsi, quei cinque non si scambiavano una parola… probabilmente comunicavano a gesti per non farsi sentire da lei… era stremata ma voleva continuare… vedere dove sarebbero arrivati… d’un tratto, dopo altri quindici minuti di dolce agonia ad uno ad uno la lasciarono sdraiata sui sedili… sentiva solo delle mani sulle tette e sulla fica che la accarezzavano e la masturbavano per non lasciarla abbandonata… poi una mano le accarezzò il viso e delicatamente le aprì la bocca tenendola aperta… capì subito cosa stava per succedere e dopo pochi secondi uno… due… cinque getti di sborra, a turno, le si infilarono in gola. Cercò di berne più possibile cercando di avvicinarsi via via alla fonte… sembravano non finire mai tanta sborra avevano accumulato durante quella scopata infinita.
Alla fine continuarono ad accarezzarla tutta… sulle tette… sulla fica… infilandole dita nel culo… sembrava non volessero smettere… sentì aprirsi la porta… poi… dopo qualche minuto… altri rumori… un vociare che aumentava sempre più… altre mani sul suo corpo e… altri cazzi di nuovo lunghi e duri intorno a sé… non era finita… quei cinque avevano chiamato gli altri passeggeri ed ora… chissà quanta gente c’era intorno a lei.
Continuarono a scoparla probabilmente per altre due ore… non sapeva più quanti cazzi si era messa in corpo e quanta sborra avesse bevuto… nello scompartimento c’era un odore di sborra quasi impossibile da sopportare e lei era piena di sperma su ogni centimetro di pelle… quasi tutti avevano già sborrato su di lei per due o tre volte… ma c’era sempre qualcuno che si infilava nei suoi buchi… ora a turno ora insieme… la fica era ormai insensibile ed il culo anche… era quasi svenuta dal piacere… quando smisero di colpo… sentì mani gentili che la pulivano tutta con salviette profumate… un forte vento che proveniva dal finestrino… mani delicate che la rivestirono e la fecero sedere sul suo posto… rumori di sedili che si rimettevano al loro posto… una benda che si sfilava via lasciandola ad occhi chiusi… ed il controllore che le diceva: “Signora… signora… siamo arrivati”. FINE

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