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Tra ragazzi

Siamo soli ed eccitatissimi.
La calura estiva e la voglia mai calante di trombare ci spinge a guardare un film porno.
L’eccitazione è al massimo.
Cazzi vogliosi e turgidi si susseguono sullo schermo, bocche assetate li inghiottono con avidità per farli riemergere sempre più umidi.
Non potendo più sopportare la pressione che i jeans esercitano sui nostri peni eccitati, ci togliamo i pantaloni.
All’inizio siamo impacciati, poi iniziamo a masturbarci, ognuno nel suo cantuccio, cercando furtivamente di osservare il cazzo dell’altro.
Mi sento una cagna in calore. Il film porno termina, senza che noi avessimo avuto modo di svuotare i coglioni pieni di sperma.
Ci guardiamo, siamo rossi in viso, le labbra secche, le mani ancora palpano i rispettivi uccelli.
Lui è più coraggioso di me.
Si alza e si siede al mio fianco.
Mi appoggia la mano sul pene, già duro come una roccia, ed inizia a masturbarmi.
Anch’io gli prendo il pene in mano per ricambiargli il favore.
Il contatto del suo membro caldo e duro mi eccita.
E’ una strana sensazione, la sua pelle è calda e vellutata.
Faccio scorrere su e giù la mano, meccanicamente, coprendogli e scoprendogli il glande, come fosse un gioco.
Lui esercita sul mio membro lo stesso movimento.
Una goccia di sperma fa capolino sulla punta della sua cappella.
Sono talmente eccitato che non riesco a trattenermi.
Mi metto in ginocchio davanti a lui, affondando la testa tra le gambe, inebriandomi con l’odore che emana l’interno delle sue cosce.
Sfioro con il viso il pene, ormai a solo qualche centimetro dalla mia bocca.
Con un bacio gli sfioro la cappella, assaggio quella gocciolina di sperma.
E’ salata, mi piace, scendo con la lingua lungo tutta l’asta.
Lui ansima sommessamente, cercando di contenere il godimento.
Schiudo la bocca facendomi penetrare da quella bellissima nerchia.
Lo insalivo, lo succhio, lo stuzzico con la lingua. Inizio un leggero movimento ondulatorio con la testa, avanti e indietro, cercando, con dedizione crescente, dopo ogni affondo, di inghiottire sempre di più la sua verga calda ed eccitante.
Mi fa male l’uccello dall’eccitazione.
Lui, intanto, giunge al punto di non ritorno.
Eiacula grazie ai miei massaggi “orali”.
Me lo toglie dalla bocca.
Avrei voluto inghiottire il suo sperma, dopo averlo conservato qualche secondo in bocca per assaporarlo.
Mi piazza prontamente la cappella davanti al naso.
Mi inonda il viso con gli schizzi di sperma.
Alcune gocce mi solcano il viso, cerco di raccoglierle con la lingua.
Lui, nel frattempo, si inginocchia tra le mie gambe.
Mi afferro il membro.
Mi masturba.
Lo prende in bocca. Inizia il pompino.
Gli cingo la nuca con le mani.
Non voglio perderlo.
Vorrei che mi prosciugasse le palle.
La sua lingua mi avvolge la cappella, mi pompa con forza.
Anche lui è eccitato.
Il suo uccello riprende consistenza, punta verso di me.
Sento che lo sperma sta montando dai testicoli.
Non voglio eiaculare subito.
Lui sembra averlo capito.
Si sfila il cazzo dalla bocca.
Si siede sulla poltrona.
Ha le gambe completamente divaricate.
Con le mani si afferra i glutei, mi fa vedere il buchetto del culo.
Mi chiede di incularlo, lì, subito.
Sono completamente rapito dalla smania di possederlo.
Mi accosto a lui.
Avvicino il volto al sedere.
Cerco di forzargli lo sfintere con la lingua.
Lo insalivo. Lui ansima.
Mi scongiura di prenderlo, di sfondarlo.
Appoggio le sue gambe alle mie spalle.
Mi prendo l’uccello in mano.
Lo dirigo verso il suo buchetto.
Gioco con la cappella lungo lo sfintere.
Ho paura di venire prima di incularlo.
Lo afferro per i fianchi.
Lo sto penetrando.
Spingo, la resistenza dello sfintere cede.
Il glande sparisce nel buco.
Continuo a spingere.
Centimetro dopo centimetro l’asta scompare dalla mia vista.
Sono nelle sue viscere.
Sento che l’intestino mi avvolge come una guaina il cazzo.
E’ più stretto di una vagina.
Mi muovo lentamente, avanti, indietro.
Accelero il movimento.
Lo sto inculando. Sì. Sì.
Lo inculo come un animale.
Sono sudato, siamo sudati. I testicoli urtano sul sedere.
Esco il cazzo.
Lo faccio rientrare con maggior vigore.
Sto per esplodere. Non riesco a contenermi.
Sto per eruttargli nelle viscere. Aaaahhh!
Ansimo. Gli sono ancora piantato in culo, in profondità.
Non riesco a parlare. Sono spossato. L’ho posseduto.
Mi accascio su di lui.
Lo bacio. Le nostre lingue si incontrano. Scherzano fra di loro.
Mi piace il suo sapore, il suo odore. Ci accarezziamo.
Gli esco dal culo. La sua verga è già eretta. La accarezzo.
Scivolo al suo posto. Sono seduto sulla poltrona.
Con le mani mi tengo in alto le gambe.
Lo voglio dentro. Lui mi afferra le caviglie.
Mi penetra senza preavviso. Spinge forte.
Sì. Forte, sempre più forte.
Mi sento lacerare.
Lo amo. Lo voglio dentro.
E strano sentire un cazzo martoriare le proprie budella.
E’ completamente dentro. Mi dilata il culo ad ogni affondo.
Va e viene in me.
E’ uscito. Nooooo. Aaaahhhh! Eccolo.
E’ di nuovo dentro.
Mi eccito di nuovo.
Mi masturbo mentre mi sfonda.
Schizzo sul petto nello stesso istante in cui lui mi inonda con il suo sperma caldo.

FINE

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