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La Lampada di Aladino

Aladino aveva una lampada. La toccava sempre, l’accarezzava, ed ogni volta la lampada cresceva, cresceva, poi alla fine arrivava… il genio che gli diceva: la lampada ti è stata data per rendere felici le donne del mondo, non per far divertire te che hai questa mania di lucidare gli oggetti! Allora Aladino sconfortato uscì, ed incontrò 40 Ali Baba col Rhum e la ciliegina sopra, e un ladrone, il quale essendo molto grande apri la bocca e ingoiò tutti i BABÀ! Aladino gli disse: ma come… li avevo visti prima io i BABÀ, e te li sei presi tutti tu? Il Ladrone rispose: se vuoi anche io ho un grosso BABÀ per te, vieni con me e te lo dò, ma tu hai qualcosa da darmi? Rispose Aladino: si ho questa lampada. Va bè, andiamo.
rispose il Ladrone.
Salirono in casa del Ladrone, e quando cominciò a toccare la lampada di Aladino, arrivò… il genio che sputò in faccia al Ladrone! E disse ad Aladino, adesso la lampada me la dai, non sei degno di averla, ti avevo avvisato: la lampada serviva solo per esaudire i desideri delle donne, tu la stai sputtanando con chiunque incontri! Aladino così rimase senza lampada, e a quel punto decise di andare al Bazar Casablanca, a comprarsi qualcosa che potesse sostituirla, e comprò una caramella Polo (il buco con la mente intorno). Solo che era un buco molto stretto, e non gli poteva dare le soddisfazioni che gli dava la lampada.
Il povero Aladino era rimasto senza lampada.
Con il piccolo buco della polo, non sapeva cosa fare, provò ad infilarci una matita, ma non entrava, riusciva a sentire qualcosa solo con lo stuzzicadenti. Sconfortato vagava per le vie di Bagdag, pensando sempre alla sua lampada e a tutte le gioie che le aveva regalato. Nel suo vagabondare incontrò il Ladrone che disse: sei così sconfortato, il mio BABÀ è sempre a tua disposizione se vuoi tirarti su il morale! – Aladino, accettò l’invito, e gustò il babà del Ladrone – ma una volta finito, si sentiva ancora più depresso, e riprese il suo cammino. Nel suo peregrinare senza meta, arrivò in un posto dove non era mai stato, le luci della città erano lontane, nella montagna c’era solo una grande porta tempestata di pietre preziose – ad un certo punto udì dei rumori – si nascose dietro un cespuglio per capire cosa succedesse – e rivide i quaranta BABÀ in fila indiana davanti alla porta – il primo babà della fila disse: APRITI SORCA! e la porta s’aprì! I 40 babà entrarono, e ne uscirono solo dopo una mezzoretta – appena i babà furono lontani, anche Aladino andò vicino la porta e disse: APRITI PORTA! E la porta non s’aprì! Aladino cercava di ricordare qual era quella strana parola che aveva udito pronunciare dai babà, per la prima volta.
APRITI STORTA! E la porta non s’aprì! APRITI SORDA! E la porta non s’aprì! APRITI PORCA! E la porta non s’aprì! dopo circa trecentosettantacinque tentativi: APRITI SORCA! e la porta s’aprì! Aladino che già aveva la gola secca, per tutto il tempo che aveva parlato con la porta, rimase pure senza fiato, nella grotta cerano centinaia di bellissime fanciulle nude, che si avventarono su Aladino gridando: il babà a me! ! il babà a me! ! Guardate che io non ciò babà, non faccio mica il pasticcere! C’è l’ha il Ladrone, se volete ve lo porto.
E aggiunse: una volta avevo una lampada, ma poi lo persa. Una delle fanciulle si fece avanti e mostrò un oggetto che teneva tra le mani – Aladino rimase senza fiato (di nuovo! ) era la sua lampada, la prese e cominciò a lucidarla, la fanciulla disse: lascia fare a me, la lucido io! E con le sue esili mani comincio a toccare la grossa lampada, con la bocca alitava sopra, la lampada tra le mani esperte della fanciulla diveniva sempre più grossa e lucida, poi stava quasi per arrivare il Genio, ma la fanciulla, già esperta, nonostante la sua giovane età, seppe fermarsi.
Aladino disse no! Continua! Dai! La fanciulla rispose: adesso la lampada è pronta mettila in questa mia custodia sarà al caldo e al sicuro. Aladino infilò la lampada in quel curioso borsello fatto di pelle rosa ed ornata da un pelo scuro di chissà quale animale.
La fanciulla cominciò a dimenarsi, muovendo il suo corpo e facendo scivolare la grossa lampada sempre più in fondo, e poi facendola quasi uscire di nuovo, questo per molte volte – al che Aladino disse: insomma ti vuoi decidere? Dentro o fuori? La fanciulla non fiatò, capì che fra poco sarebbe arrivato il genio e seppe fermarsi, tirò fuori la lampada e disse: forse sta più sicura qui! -mostrando ad Aladino un altro pertugio-ma mica c’entra! Esclamò Aladino. La fanciulla mise uno strano unguento sulla lampada, e sul suo pertugio e disse: spingi, vedrai che adesso c’entra, ancora – spingi – dai! Alla fine la Lampada penetrò fino in fondo, la fanciulla cominciò di nuovo a muoversi la lampada entrava e usciva, questo tante volte, poi di nuovo la tirò fuori, e la ricominciò a lucidare – Al che Aladino pensò: Però sta ragazza ci tiene molto alla mia lampada! La ragazza con le mani e con la bocca continuò la sua opera, finché non uscì il genio che sputò in faccia alla fanciulla, (poi si scusò dicendo che l’aveva scambiata per qualcun’altra) e disse ad Aladino: bravo vedo che hai imparato ad usare la lampada da adesso è di nuovo tua! Ma mi raccomando usala bene! FINE

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