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La telefonista

Silvia era una ragazza come tante altre, 18 anni diploma di scuole superiori, tante speranze e tante difficoltà ad iniziare la nuova vita che la attendeva. Trovare un lavoro sembrava impossibile, mille colloqui, tanti concorsi ma niente. Aveva incominciato a leggere gli annunci sui giornali, ma anche qui solo delusioni e fregature.

Da quasi un anno cercava inutilmente, quando rispondendo ad un annuncio che cercava ragazze per il ruolo di telefoniste, le proposero di diventare una Sexy telefonista. Malgrado la cosa l’imbarazzasse, non si sentisse all’altezza, non poteva permettersi di rinunciare, non pagavano molto, ma era sempre meglio di niente.

L’inizio era stato scioccante ed aveva temuto di non farcela, per giorni le frasi che quegli uomini pronunciavano protetti dall’anonimato l’avevano sconvolta. Poi lentamente si era abituata ed aveva imparato a svolgere il proprio lavoro come un qualsiasi altro.

Tutto questo sino a quando non aveva incominciato a chiamare lui, Giacomo. Era diverso dagli altri, non aveva fretta, non usava la brutale volgarità tipica della maggior parte di quelli che chiamavano, e non era nemmeno timido ed impacciato come a volte capitava.

Le appariva sempre a proprio agio, sapeva coinvolgerla e ben presto, Silvia si era trovata coinvolta nelle sue fantasie come non si sarebbe mai aspettata di poterlo essere. Attendeva con ansia le sue chiamate, partecipava con gioia unendo la sua fantasia a quella di lui e, anche se non l’avrebbe mai confessato a nessuno, molte volte durante i loro colloqui si era toccata ed aveva goduto insieme a lui.

Inconsciamente, incominciava a desiderare d’incontrarlo veramente, ed anche se non se ne rendeva conto, si era infatuata di quell’uomo colto e misterioso ma tanto tanto stimolante.
Un giorno, la chiamò una donna, non capitava molto di frequente, ma faceva parte del lavoro, a Silvia non piaceva, le sembrava innaturale e la lasciava con un senso di disagio anche dopo che la telefonata si era conclusa. Ma ormai era una professionista e riusciva a celare abilmente quei sentimenti.

Ma quella donna aveva qualche cosa di speciale, Silvia non sapeva dire cosa, ma percepiva strane cose. Dal momento che la donna richiamava con regolarità, Silvia prese ad analizzare le loro conversazioni, giunse a registrarle per analizzarle con maggior attenzione, e si accorse dopo un po che la donna mostrava, in tanti piccoli apparentemente insignificanti dettagli, di conoscerla.

Fu spaventata dalla scoperta e alla prima occasione chiese spiegazioni, alla sua domanda la donna non rispose, rispose invece un uomo “Silvia, ciao sono giacomo, Roberta è mia moglie” le aveva detto lui.
Passata l’iniziale e sconvolgente sorpresa, lui seppe, come al solito, coinvolgerla, e per Silvia cominciò un nuovo eccitante periodo in cui i tre fantasticarono sui loro incontri, instaurando un vero e proprio menage a trois virtuale.

Un giorno Roberta la chiamò in un’orario insolito, ormai erano diventate amiche e Silvia le chiese subito il perché. Timidamente Roberta, iniziò un giro di parole, poi sollecitata da Silvia, si decise e le fece la proposta “Tra un mese io e Giacomo festeggeremo il nostro decimo anniversario, vorrei fargli un regalo particolare, speciale, ed ho subito pensato a te” disse “A me, non capisco” rispose Silvia “Ma su, è facile, noi siamo entusiasti di te, credo che Giacomo sarebbe entusiasta se potesse averci tutte e due nello stesso letto, realmente non virtualmente intendo” le disse.

Silvia rimase sorpresa e sconvolta dalla proposta, dapprima rifiutò categoricamente, ma Roberta insistette, la chiamò molte volte, le fece confessare che anche lei lo desiderava, Silvia ammise che il suo rifiuto non era dovuta alla proposta in se stessa, ma alla sua paura di risultare inadeguata “Io parlo solo, certe cose non le ho mai fatte, non ho avuto nemmeno molti ragazzi. Non sono una bellezza, anzi, un tipo del tutto normale” confessò.

“Io e Giacomo non cerchiamo una bellezza, vogliamo te e soltanto te, nessun’altra” insistette Roberta “Ma sono bruttina, te lo assicuro, magrolina, senza tette un fisico diciamo un poco mascolino” cercò di accentuare Silvia.

In realtà non era affatto brutta, anche se lei lo pensava, era una di quelle brunette esili ma che per molti uomini risultano eccitanti senza essere delle bellezze.
Roberta non si lasciò scoraggiare e continuò, e le sue chiamate divennero sempre più frequenti a mano a mano che il tempo passava.
Alla fine Silvia capitolò ed insieme concordarono il loro primo incontro.

Silvia, la sera del loro anniversario andò da loro dopo cena, emozionatissima suonò alla porta ed attese, come avevano concordato venne lui ad aprire “Si, cosa desidera ? ” le disse. Silvia rimase pietrificata a guardarlo, era bellissimo, alto, atletico, capelli neri leggermente ricci, meravigliosi occhi verdi. “Signorina, cosa desidera ? ” la riscosse lui “Ciao Giacomo, sono Silvia” riuscì a mala pena a balbettare, e timidamente abbassò lo sguardo.

Questa volta fu lui a rimanere stupito ed i due rimasero l’uno di fronte all’altra senza fiatare, sino a che Roberta non irruppe rompendo l’impasse.
“Non stare li impalato quando un sogno ti compare sulla porta, falla entrare almeno” disse, poi si rivolse a Silvia “Carissima, non sai quanto sia felice di vederti, vieni lasciamo questo stupido” le disse e la prese per le spalle facendola entrare nell’appartamento.

Roberta fu per Silvia una sorpresa, era decisamente più anziana di Giacomo, lui doveva essere sulla trentina, lei aveva certamente passato i quaranta. Non era bellissima, una donna abbastanza normale, bionda, leggermente grassottella, ma vestita molto elegantemente e decisamente sexy.

La donna l’accompagnò in salotto, le offrì dello champagne, la sommerse di complimenti. Giacomo ripresosi dalla sorpresa, si unì a loro, ed i tre si trovarono a chiacchierare normalmente come tre vecchi amici sino a che anche Silvia allentò la tensione e partecipò con gioia.

Roberta se ne accorse e decise di dare il via alla serata vera e propria. “Giacomo, tesoro, non muori dalla voglia di scartare il tuo regalo ? ” gli domandò “Volentieri Roberta, ma non vedo alcun regalo” rispose lui ed a quel punto, come concordato, Silvia si alzò in piedi, e con grande imbarazzo disse “Sono io il tuo regalo, spogliami Giacomo te ne prego” e timidamente dopo aver pronunciato quelle parole abbassò lo sguardo arrossendo.

Giacomo le raggiunse, baciò la moglie ringraziandola per lo stupendo regalo, poi baciò anche Silvia, mentre le sue mani iniziavano a sfilarle il vestito, ben presto la giovane rimase nuda, e lui esaltò lo splendore dei suoi seni piccoli ma perfetti, la fece sentire bella dimostrando stupore per ogni piccolo particolare del suo corpo. Poi le chiese aiuto ed insieme spogliarono anche Roberta, il cui corpo maturo e ricco di forme comparve lentamente ai loro occhi.

Poi Giacomo si fece spogliare dalle due donne, gustandosi le delicate carezze delle loro piccole mani e sfoderando un’erezione incontenibile, sintomo evidente dell’eccitazione che lo pervadeva.

Come nelle loro fantasie telefoniche, Giacomo volle che fossero le due donne ad iniziare i giochi, mentre lui le guardava estasiato.
Silvia tremò impaurita dalle sue stesse reazioni quando le mani di Roberta la sfiorarono, sempre più audaci, rimase rigida e bloccata quando le labbra di lei si posarono delicatamente sui rosei capezzoli e la sua lingua prese a giocarvi, ma si abbandonò quando la lingua di Roberta la baciò sul sesso, giocando con il suo giovane clitoride come solo la lingua di una donna può fare.

La ricambiò, succhiando le grosse ed un poco flaccide tette di Roberta, , si sorprese quando fece scivolare la mano tra le potenti coscie della donna e la accarezzò, gemendo nel sentirla bagnata, fu travolta oltre ogni sua possibile immaginazione e affondò il volto nel pube di Roberta leccandola appassionatamente, gustandone il profumo eccitato e il dolce sapore degli umori che lei secerneva con abbondanza.

Erano ormai perse l’una nell’altra, quando la voce di Giacomo le scosse “Brave, siete state fantastiche, ma ora che vi siete scaldate, cosa ne dite di pensare un poco anche a me ? ”
Roberta prese dolcemente il viso di Silvia tra le mani, la baciò delicatamente, “Ha tanto sognato questo momento, andiamo” le disse e le due raggiunsero l’uomo.

Si accovacciarono ai suoi fianchi e la mano esperta di Roberta impugnò il fallo teso ed eccitato e lo spinse con decisione verso la piccola bocca di Silvia “Leccaglielo come hai fatto con me” la incitò e Silvia spinse timidamente in avanti la lingua ed iniziò a vellicare, dapprima il glande, poi anche l’asta tesa e sussultante.

Poi dischiuse le labbra e lo accolse in bocca iniziando a pomparlo, mentre Roberta si univa a lei leccando l’asta e le palle del marito. Sotto quel duplice trattamento, Giacomo iniziò a fremere ed a gemere di piacere, avvicinandosi rapidamente all’orgasmo. Roberta se ne accorse e si rivolse a Silvia “Lui vorrebbe tanto venire nella tua bocca, ma se non te la senti lo farò io” le disse, e Silvia provò una sorprendente fitta d’eccitazione.

Non l’aveva mai fatto, anzi vi aveva sempre pensato con ribrezzo, ma quel giorno, si sorprese a desiderarlo con tutta se stessa ed accentuò il ritmo sino a che lui non iniziò a gemere ed a scaricarle in bocca il prezioso carico di sperma. Il bianco e caldo liquido, le si riversò in bocca ad ondate successive sempre più ravvicinate, lei dapprima lo assaporò sulla lingua e sul palato, poi quando la bocca si riempì, senza pensarci incominciò a berlo mentre veniva scossa da un travolgente orgasmo.

Quando il cazzo smise di sussultare, Roberta la strappò all’asta e la baciò selvaggiamente, cercando con la lingua vorace le tracce dello sperma del marito nella bocca di Silvia, poi rapida salì a cavallo di Giacomo e si affondò il cazzo nel ventre prendendo a danzarvi freneticamente, senza dargli il tempo di ammosciarsi.

Illanguidita dall’orgasmo, con il sesso di Giacomo che affondava nella vagina di Roberta a pochi millimetri di distanza dal suo volto, Silvia, prese a leccare i due intenti nel loro amplesso accolta da un ruggito di piacere di Giacomo.

La sua tumida lingua ripuliva l’asta degli abbondanti umori che Roberta riversava in preda all’eccitazione sfrenata. Giacomo baciava i seni della moglie e le accarezzava ruvidamente le giunoniche natiche. Roberta venne rapidamente, poi, quando il suo corpo smise di tremare per le piacevoli fitte dell’orgasmo, si staccò da Giacomo, che prese Silvia e fattala mettere alla pecorina, la penetrò, dapprima con dolcezza, poi con crescente decisione.

Mentre era scossa dai potenti affondo del maschio, Roberta la baciò, si chinò a succhiarle le deliziose tettine, si stese sotto di lei a tormentarle il clitoride con la tumida lingua. Scaricatosi dell’iniziale tensione, Giacomo dominava la scena con padronanza. Fece mettere anche la moglie nell’identica posizione e prese a scoparle alternativamente, mentre le due si baciavano ed accarezzavano.

Silvia e Roberta, vennero più volte, mentre lui bello ed instancabile continuava a scoparle, ormai esauste per i continui orgasmi, le due donne si abbandonarono e lui rapido si staccò da loro andando a masturbarsi davanti ai loro volti. Lo sperma piovve loro addosso mentre si baciavano, imbrattando i loro volti, imbiancando i capelli, alla fine anche lui si accasciò mentre le due si baciavano e si leccavano ripulendosi di ogni traccia del bianco e prezioso liquido.

Dopo quella sera, i contatti non si interruppero, e Roberta e giacomo continuarono a telefonarle ed ora stanno programmando un nuovo incontro in cui le innamoratissime donne doneranno al bel giacomo i loro teneri e intatti culetti……. FINE

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