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Il direttore

Sentivo gli sguardi dei presenti su di me, era normale, visto il mio ruolo di segretaria particolare del capo, ma forse avevo osato troppo, andare alla festa per la promozione di Giorgio capo ufficio vendite, con una minigonna elasticizzata che saliva ad ogni passo, il top senza spalline che metteva in risalto il mio seno che si reggeva da solo senza quell’odioso reggiseno, sicuramente contribuiva non poco ad attirare gli sguardi.

Mi sentivo particolarmente bella ed eccitante, oltre che eccitata, avevo voglia di cazzo, di farmi una scopata con un maschio vero e non con i soliti sbarbatelli che mi giravano intorno facendo mostra di bicipiti scolpiti, vera dinamite ma con poca miccia.

Io Valentina mora, capelli a caschetto alta 1, 78 una terza di seno, un culo da favola, non trovavo un uomo per le mie esigenze, avevano paura della mia posizione, i maschi, mi ronzavano intorno come api sui fiori, ma nessuno coglieva il nettare.

Il festeggiato Giorgio si avvicinò con un bicchiere in mano, “tieni ” mi disse, “bevi”, era un Negroni doppio che tracannai di colpo.

Alcuni istanti dopo ero già più allegra e la vita mi sorrideva, iniziai a guardare Giorgio con occhi diversi, era un tipo interessante, un bell’uomo capelli brizzolati alto quasi come me, slanciato occhi neri che sembrava ti volessero spogliare li davanti a tutti.

Continua a portarmi da bere e stuzzicarmi, quando finalmente verso mezzanotte mi chiede se avevo voglia di scopare e se avevo la macchina, perchè viste le mie condizioni di scarsa lucidità non potevo guidare, si offrì di accompagnarmi a casa.

Accetto volentieri, mentre sento la figa che cola dall’eccitazione, gli chiedo di uscire prima per evitare i pettegolezzi, lo raggiungo dopo alcuni minuti, lo trovo seduto sulla sua Audi, appena salgo in macchina mi da un bacio sulle labbra, mentre gli indico la casa dei miei genitori, dove ero ospite , la mia era in fase di ristrutturazione

Mi guarda un po’ spaventato, ma lo rassicuro, quando stingendoli il cazzo attraverso i pantaloni gli dico che i miei sono fuori e che sarebbero rientrati solo il giorno dopo.

Seguendo le mie indicazioni attraversiamo la città per portarci sulle colline dove i miei possedono la casa, durante il breve viaggio, la sua mano lasciava volentieri la leva del cambio per infilarsi tra le mie cosce aperte, e un suo dito s’infilava nella mia vagina fradicia di secreti.

La mini mi era salita e il perizoma non opponeva nessuna resistenza a quel grosso dito che mi frugava.

Io intanto gli avevo tirato fuori il cazzo dai pantaloni e avevo iniziato a masturbarlo.

Arrivati a casa, appena apro la porta di casa una massa enorme ci piomba addosso, il terranova dei miei genitori, felice di vedermi si erge sulle zampe posteriori e mi abbranca.

Spaventato Giorgio cerca di uscire, ma lo trattengo, il cagnone vuole solo uscire per fare i suoi bisogni.

Gli metto il guinzaglio e lo porto nel giardino vicino, dove velocemente dopo aver annusato un poco in giro inizia una lunga e copiosa pisciata.

Rientro in casa e Wolfang il terranova si accuccia accanto al divano.

Finalmente vado da Giorgio, è eccitato, anche io, mi siedo sul divano, mentre mi bacia con passione, con frenesia libero il cazzo, finalmente tutto per me, e bello grosso, inizio a leccarlo lo infilo tutto in bocca fino alla gola, sento che gli piace, mi fruga la vagina che fradicia lascia colare i suoi umori.

Mi sposta il perizoma e s’inginocchia sento la verga che si affaccia nella mia vagina, apro ancora di più le cosce per permettergli una migliore penetrazione, è dentro di me, lo sento tutto, sono un po’ brilla ma mi rendo conto che è molto eccitato, dopo pochi istanti infatti mi viene dentro, non ho neanche fatto in tempo a sentirlo dentro che è già venuto, si sfila da dentro di me mentre ancora gocciola le ultime lacrime del suo seme, si alza, solleva i pantaloni e mi dice “devo andare non vorrei che mia moglie si preoccupasse” maledetto egoista, coglione lo caccio da casa senza dargli il tempo d’allacciarsi i pantaloni di dire ulteriori cazzate.

Sono incazzata nera mi ha lasciato il godimento a metà, non posso stare così, mi risiedo sul divano, sfilo il perizoma ormai intriso dei miei umori, la mia mano scivola sulla figa piena di sperma e dei miei secreti, trovo la mia clitoride, ci picchio sopra con le dita, infilo tre dita dentro la vagina, mi masturbo furiosamente, finalmente vengo, vengo e svengo dall’eccitazione.

Sogno, …. sogno che il mio uomo mi lecca la figa, sento la sua lingua dentro di me, mi lecca come non mai, la sento tutta dentro, la mia clitoride è straziata dalla lingua ruvida, mi arriva anche all’ano dove raccogli i secreti che mi colano dalla vagina, sento il naso freddo che si strofina sulla vulva, …. mi sveglio di colpo, Wolfang mi sta leccando la vagina raccogliendo i secreti e lo sperma che mi colano dal mio anfratto aperto.

Spaventata nonostante l’eccitazione cerco di allontanarlo ma è troppo grosso e pesante e la posizione non mi permette di oppormi, mi salta addosso eccitato, il suo grosso cazzo fuoriesce della custodia, è buffo ha la punta sottile che subito si allarga in un attrezzo di dimensioni notevoli.

Ormai è sopra di me cerca di infilare il cazzo nella mia figa aperta, ma tutti i suoi tentativi vanno a vuoto, mi sta graffiando con le unghie nel tentativo di sistemarsi meglio per penetrarmi.

Sono eccitata mio malgrado, quel grosso cazzo mi fa sangue, decido di aiutarlo, prendo il suo cazzo tra le dita per indirizzarlo dentro di me, è freddo umido ma grosso.

L’indirizzo verso la mia apertura, di colpo sento che entra, non ho il tempo di abituarmi, mi fa male è veramente grosso, inizia a dare dei colpi violenti mi sta aprendo tutta, sento che il cazzo diventa ancora più grosso se possibile.

I colpi si susseguono precisi, con una furia notevole, vengo come una pazza sotto i colpi di maglio, mentre lui imperterrito continua a scoparmi, mi sento piena, mi sta scopando da circa 15 minuti quando finalmente viene anche lui, mi accorgo che il cazzo e diventato durissimo e grosso.

Sono sfiancata, sono venuta come un treno almeno 5 o 6 volte, non avevo mai provato degli orgasmi cosi intensi e ripetuti, cerco di spostarmi ma siamo incastrati sento il grosso cazzo dentro di me che non accenna a perdere consistenza, siamo come legati, Wolfang inizia a dare segni di stanchezza si sposta da sopra di me, cerco di fermarlo e come se mi stessero strappando la vulva, riesce a girarsi, mi ha lasciato dei segni orribili sulla pancia sulle cosce, finalmente si stacca, un fiotto di liquido filante esce dalla mia figa, mentre lui si lecca l’uccello, il grosso nodo a metà del cazzo si sta riducendo.

Sono distrutta, ho la figa in fiamme, mai nessuno mi aveva scopato cosi, Wolfang mi guardava con i suoi occhini neri tristi.

Finalmente mi alzo dal divano e vado in bagno, apro i rubinetti per preparare la vasca, il mio cane mi segue e come mi piego per aprire i rubinetti mi slinguazza da dietro.

Lo caccio dal bagno, mi sento una troia, farlo con il cane di mio padre, mi lavo furiosamente cercando di scacciare dal mio corpo gli odori di sperma, di cazzo, di cane.

Sono ancora eccitata il pensiero di quel grosso cazzo dentro di me mi fa bagnare di nuovo, non sono normale, non è giusto penso avere rapporti con gli animali, mi sento sporca, e nessun bagno schiuma riesce a lavarmi.

Finito il bagno mi avvolgo nel mio accappatoio e vado in camera da letto, Wolfang mi segue, mi guarda, si corica sullo scendiletto raggomitolandosi.

Mi addormento quasi subito, il mio sonno è turbato da dei sogni strani, vedo cazzi enormi che mi aprono, davanti, dietro, sogno cazzi di tutte le forme e dimensioni.

La mattina mi sveglio distrutta, sono fradicia, devo essere venuta in sogno, sembro pisciata.

Mi faccio una doccia veloce e vado a fare colazione, i miei arrivano solo nel pomeriggio, porto Wolfang a fare i suoi bisogni, per la prima volta lo spio, mentre esplica.

Non avevo mai notato le grosse palle pendenti lisce, ne avevo mai visto il grosso fodero che nascondeva il suo cazzo.

Mi sto eccitando di nuovo, velocemente rientro in casa e salgo in camera da letto, Wolfang mi segue gioioso scodinzolante, deve aver sentito l’odore della mia vulva eccitata.

Apro i cassetti finalmente dopo un po’ trovo quello che cercavo, i miei vecchi fantasmini, ne trovo 4, il grosso cane sale sul mio letto e lo faccio sdraiare sulla schiena accarezzandoli la pancia.

Riesco ad infilargli due calzette in ogni zampa anteriore, continuo ad accarezzarlo sulla pancia, inizia ad eccitarsi, infilo la mia mano tra le mie cosce, s’intride di umori, passo la mano sotto il suo naso, s’ingriffa ancora di più.

Mi spoglio velocemente e mi accovaccio sul letto mettendomi a quattro zampe, Wolfang non aspettava altro mi salta sulla schiena e inizia a pompare, solo che questa volta trova la strada subito.

Il grosso cazzo entra di colpo dentro la mia figa gonfia e fradicia di umori, solo che questa volta non mi fa male, anzi mi sembra più delicato.

Wolfang inizia a spingere mentre mi tiene tra le zampe anteriori, spingo indietro il culo per facilitargli il compito, lo sento ingrossarsi dentro di me, continua senza tregua il suo movimento ritmico, su e giù dentro la mia figa, vengo come un treno, continua a scopare, vengo di nuovo la figa è un lago, la mia sborra cola dalla figa incessantemente, vengo di nuovo, mi sento svenire, il suo cazzo come la sera prima durante il furioso amplesso si gonfia dentro di me, lo sento venire, uno, due, tre, tanti schizzi mi riempiono la figa, vengo per l’ennesima volta insieme a lui, ho perso il conto delle volte che sono venuta, mi sento piena soddisfatta come non mai.

Si gira e come ieri sembra che la vulva si strappi seguendo il suo cazzo, ma questa volta spingo indietro il culo seguendolo, sento che la pressione dentro la figa diminuisce e finalmente con un “flopp”esce da dentro di me.

Subito si lecca il cazzo, lo vedo rimpicciolire e scomparire dentro il suo astuccio, si dedica a me, si avvicina e mi lecca tutta, sento la sua lingua ruvida che percorre il mio solco e tra le mie labbra.

Guardo l’ora, abbiamo scopato per 45 minuti, cazzo Wolfang è veramente instancabile, un vero amante insaziabile.

Mi faccio la doccia e mi rivesto.

Faccio appena in tempo a prepararmi da mangiare che arrivano i miei genitori, sono rientrati prima del previsto, Wolfang è felice, corre come un pazzo salta dentro e fuori dalla porta d’ingresso, mia madre lo guarda, stupita e dice,

“strano Wolfang, si vede che c’è una cagnetta in calore” FINE

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