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La stalla

Questa è una storia vera. Avevo diciotto anni, ed ero un ragazzo lentigginoso e timido, senza esperienze con l’altro sesso. Un universo sconosciuto che attendeva di essere esplorato.

Un sabato, in gita scolastica, siamo andati a visitare una fattoria: io, ragazzo di città, ero eccitato dalla novità.

Aggirandomi per le stalle, vidi una ragazza di circa vent’anni, bionda, molto bella, che stava mungendo una mucca: tirava con la sua mano piccola e forte le mammelle dell’animale, e faceva sprizzare il latte in un secchio di latta. Non avevo mai visto uno spettacolo simile, e mi eccitai molto, accarezzando fantasie proibite.

La ragazza, all’improvviso, alzò lo sguardo e fissò i suoi occhi azzurri e penetranti nei miei occhi di ragazzo smarrito. Mi disse: vieni qui, vuoi vedere come si fa?

Mi avvicinai titubante, e avvertii più forte l’odore dell’animale, il calore che emanava. La ragazza prese la mia mano e l’appoggiò sulla mammella della mucca, poi mi guidò lentamente, con fermezza, nell’operazione. Quando il latte incominciò a schizzare nel secchio, avvertii una sensazione nuova e strana, come un calore e un’eccitazione sconosciuta in mezzo alle gambe.

La ragazza si accorse del mio rossore, e vide la mia eccitazione, la giovane mascolinità che cresceva nei pantaloni. Mi disse: “se vuoi posso mungere anche te! ” Io non capii che cosa intendesse, e mi limitai ad annuire, avvertendo che si trattava di qualcosa di molto piacevole.

Allora, con molta dolcezza, lei incominciò ad accarezzare il mio pene, attraverso la ruvida stoffa dei jeans, mentre sentivo un rimescolamento in tutto il corpo. Incominciai a gemere, mentre la ragazza mi apriva la cerniera ed estraeva il membro durissimo, dalla punta violacea e umida. Incominciò a massaggiarlo con più vigore, prima con un dito e poi con tutta la mano, mentre io perdevo la cognizione del tempo e dello spazio.

A un certo punto si inginocchiò davanti a me, aprì la bocca e tirò fuori la lingua, che incominciò a far scorrere sul mio pene, sulla punta e sul filetto, sull’intera asta, sui testicoli gonfi e duri. Poi, sempre con dolcezza, fece entrare tutto il pene nella bocca, mentre con la mano continuava ad accarezzarlo.

La sua lingua mi provocava sensazioni incredibili, un senso di stordimento mi prese alla bocca dello stomaco, poi avvertii delle scosse violentissime e incominciai a schizzarle in bocca, mentre mi cedevano le ginocchia e gemevo come un vitellino. La ragazza ingoiò tutto fremendo, e mi leccò ripetutamente il pene fino a ripulirlo completamente dal liquido caldo e vischioso.

Il mio pene era ancora grosso e duro, non accennava a ritornare alla sua forma naturale. Allora, rossa in viso, lei mi prese per mano e mi portò al piano di sopra, nel fienile, dove mi fece stendere sulla paglia. Poi, lentamente, sollevò la gonna lunga a fiorellini che indossava, e si sfilò le mutandine bianche di cotone. Si sedette sopra di me e appoggiò il mio pene sulla sua fessura calda e umida. Io ero paralizzato dalle sensazioni che stavo provando, non avevo mai toccato una donna nuda prima d’ora. Lei mi disse: “Non preoccuparti, ti insegno tutto io! ” E così dicendo si calò gemendo sul mio grosso membro, e lo fece sparire dentro di sé. Poi incominciò a muoversi in su e in giù, e anche in senso rotatorio, mentre io le scorrevo dentro facilmente, senza attrito, nell’umido e caldo e appiccicoso e profumato di muschio, su e giù, su e giù, senza sosta.

Dopo pochi minuti la ragazza trattenne a stento un grido e si lasciò cadere su di me, mentre apriva la bocca e i suoi lineamenti erano sfatti dal piacere. Il mio membro era sempre durissimo, e lei continuò a danzare sopra di me, mentre sentivo di nuovo avvicinarsi la sensazione incredibile di prima.

Lei si accorse che stavo per schizzare di nuovo, e incominciò ad accarezzarmi i testicoli, e a infilarmi un dito umido nel culo. In quello stesso istante il mio pene prese a schizzare dentro di lei, e mi sembrava che non finisse mai, mentre perdevo quasi conoscenza nel calore umido e vischioso delle sue cavità segrete.

Mentre la ragazza gemeva ancora una volta di piacere, la mucca – al piano di sotto – emise un forte grido che risuonò in tutta la stalla. FINE

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